La virale teoria complottista sulla morte di Benjamin Netanyahu

Dal 28 febbraio scorso, giorno dell’inizio del nuovo conflitto in Medio Oriente, sui social media ha circolato una quantità senza precedenti di contenuti falsi creati con l’intelligenza artificiale. Tutto ciò ha finito inesorabilmente per creare una specie di paranoia collettiva sulle immagini e video che si vedono online, spesso alimentata da teorici della cospirazione o propagandisti di parte.
Un esempio significativo è la teoria del complotto infondata secondo cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sarebbe stato ucciso in un attacco iraniano e che i suoi video diffusi negli ultimi giorni sarebbero stati generati con l’intelligenza artificiale e utilizzati da Israele per nascondere all’opinione pubblica internazionale la sua morte.
L’attacco alla casa di Netanyahu e il suo corpo estratto dalle macerie
Il 9 marzo è circolato in Rete un post secondo cui un drone iraniano avrebbe colpito e incendiato la casa di Benjamin Netanyahu, mostrando come prova un video notturno di una villa in fiamme. Alcuni giorni dopo, è stata diffusa anche un’immagine che mostrerebbe Benjamin Netanyahu ferito mentre viene soccorso tra le macerie di un edificio. Secondo chi l’ha condivisa, la foto sarebbe la prova della sua morte, insieme al fratello e ad alcuni generali, nel presunto attacco a casa sua.
Sono notizie false, che non sono state riportate da nessuna fonte affidabile. Il video della villa in fiamme non ha alcun legame con il conflitto in Medio Oriente: mostra invece un incendio avvenuto l’8 febbraio 2026 in una villa a Galloway Township, nel New Jersey (Stati Uniti). L’immagine del corpo di Netanyahu estratto dalle macerie, invece, è stata creata con l’intelligenza artificiale ed è comparsa per la prima volta il 10 marzo su Facebook, pubblicata da un autore noto per realizzare contenuti artificiali sul conflitto. Analizzandola attentamente emergono diversi errori tipici delle immagini IA, come un’incongruenza nell’abbigliamento: Netanyahu indossa due giacche nere.
Le sei dita di Netanyahu
Il 13 marzo poi è stato condiviso in Rete il fermo immagine di un video, diffuso dal governo israeliano, di una conferenza stampa del giorno prima del primo ministro israeliano. Secondo chi l’ha condiviso, il filmato in questione sarebbe stato generato con l’intelligenza artificiale perché Netanyahu sembra avere sei dita.
In realtà, non è altro che un contenuto fuorviante che alimenta la teoria del complotto falsa e infondata sulla morte del primo ministro israeliano. Analizzando infatti il video completo non emergono anomalie: le dita sono sempre cinque e il presunto “sesto dito” è semplicemente il palmo della mano.
La smentita di Netanyahu, finita a sua volta dentro lo stesso complotto
Per smentire le dicerie sulla sua morte, il 15 marzo il premier israeliano ha pubblicato sui propri social un video in cui appare sorridente mentre beve un caffè al bar, mostrando anche le mani per ironizzare sulle precedenti accuse riguardo alle “sei dita”. Nonostante ciò, anche questo filmato è stato rapidamente oggetto dello stesso complotto: alcuni utenti hanno sostenuto che fosse un vecchio video, altri che fosse stato creato con l’intelligenza artificiale per nascondere la verità sulle sue condizioni di salute.
In realtà, non esistono prove che il video sia vecchio o falso. Il locale mostrato, “The Sataf” a Gerusalemme, ha pubblicato immagini della visita del premier lo stesso giorno, e l’agenzia di stampa Reuters ha verificato la corrispondenza tra il luogo e il filmato. A contribuire alla disinformazione (ancora una volta) si è aggiunta anche Grok, l’IA di X, che in alcune risposte agli utenti ha erroneamente indicato il video come generato artificialmente.
