Mondo
La diretta

L'Arabia Saudita e altri otto Paesi parteciperanno al Board di Trump

Nelle scorse ore, anche il Kuwait ha annunciato la propria partecipazione al «Consiglio di Pace» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE
L'Arabia Saudita e altri otto Paesi parteciperanno al Board di Trump
Red. Online
22.01.2026 06:43
23:50
23:50
Trump: «Le nostre navi si muovono verso l'Iran, vedremo cosa succede»

«Abbiamo molte navi che vanno nella direzione» dell'Iran per «ogni evenienza. Vedremo cosa succede. Preferirei non vedere nulla, ma le stiamo osservando molto attentamente». Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato da Cnn, lasciando intendere che preferirebbe non usare gli asset militari americani che si stanno muovendo verso il Paese.

17:12
17:12
Duro giudizio di Deiss sul Board of Peace

La creazione del Board of Peace, il consiglio di pace promosso a Davos dal presidente americano Donald Trump, solleva scetticismo e forti critiche. Fra i più decisi oppositori si schiera ora l'ex consigliere federale Joseph Deiss, che in un'intervista ha definito l'iniziativa «zum jammern», ovvero una cosa da far piangere.

Deiss, che nel 2010 presiedette l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha letto la Carta del consiglio e non ha usato mezzi termini per descriverla: «È inaudita», afferma in dichiarazioni riportate dal Tages-Anzeiger. Cose «da far rizzare i capelli» che lasciano senza parole.

La critica dell'ex ministro degli esteri elvetico si concentra sulla struttura ipercentralizzata del Board of Peace. Come Chairman (presidente) non viene nominato il presidente degli Stati Uniti, ma esplicitamente Donald Trump, e a vita. I membri vengono invitati dal Chairman, esclusi dal Chairman, lui solo determina il suo successore e ha diritto di veto su tutte le risoluzioni.

Questa concentrazione di potere, secondo l'80enne, è inaccettabile e mina la sovranità degli stati partecipanti. «Lì comanda solo il Chairman: tutti gli altri sono i cagnolini in braccio a Trump», argomenta l'uomo politico eletto nelle file dell'allora PPD (oggi Centro). Il suo verdetto è netto: «Questa Carta è incompatibile con i nostri principi costituzionali. Se firmassimo una cosa del genere, potremmo dire addio alla nostra sovranità».

Per questo, Deiss invita la Svizzera e gli altri paesi europei a resistere alla tentazione di aderire. La sua raccomandazione alle autorità elvetiche è chiara: si deve declinare gentilmente e amichevolmente. Ma ciò non basta: a suo avviso si doverebbe parlare chiaro, «tutto il resto sarebbe da vigliacchi». La sua speranza è che un rifiuto collettivo dell'Europa possa rafforzare la coesione continentale.

Oltre alle riserve di principio, l'ex consigliere federale (1999-2006) ed ex presidente della Confederazione (2004) esprime forti dubbi sulla fattibilità stessa dell'operazione, prevedendone un rapido fallimento strutturale: «Non può funzionare a lungo. Il Board è così mal concepito che crollerà su se stesso», conclude.

16:32
16:32
Hamas chiede agli USA di revocare le sanzioni alle ong palestinesi

Hamas ha chiesto a Washington di fare marcia indietro sulle nuove sanzioni imposte a organizzazioni palestinesi, definendole «ingiuste e oppressive», dopo che gli Stati Uniti hanno colpito sei associazioni attive nella Striscia di Gaza accusate di legami con l'ala militare del movimento. Lo riferisce l'Afp. Secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, le ong sanzionate dichiaravano di fornire assistenza medica ai civili palestinesi ma in realtà sostenevano Hamas, mentre ulteriori misure hanno riguardato un gruppo coinvolto nell'organizzazione di flottiglie civili dirette verso Gaza per forzare il blocco marittimo israeliano. Il Tesoro ha inoltre indicato la Popular Conference for Palestinians Abroad come principale organizzatrice delle flottiglie, sostenendo che avrebbe agito clandestinamente per conto di Hamas.

16:07
16:07
Zelensky parla di Iran: «Non si fa nulla per sostenere popolo»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla anche di Iran al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. «Tutti aspettano di vedere cosa faranno gli Stati Uniti, mentre il resto del mondo non offre nulla. L'Europa non offre nulla e non vuole affrontare il problema, dando il sostegno al popolo iraniano e alla democrazia di cui ha bisogno», ha detto intervenendo nella cittadina grigionese.

«Si è parlato molto delle proteste in Iran, ma sono state soffocate nel sangue. Il mondo non ha aiutato abbastanza il popolo iraniano, è rimasto in disparte. Quando i politici hanno iniziato a prendere posizione, l'Ayatollah aveva già ucciso migliaia di persone», ha argomentato il 47enne. «Cosa diventerà l'Iran dopo questo spargimento di sangue? Se il regime sopravviverà, invierà un chiaro segnale a tutti i prepotenti: uccidete abbastanza persone e resterete al potere».

15:38
15:38
Consiglio per la Pace, nel logo l'America del Nord

In occasione della cerimonia della firma di questa mattina al Forum di Davos è stato svelato anche il logo del Consiglio per la Pace (Board of Peace), voluto da Donald Trump, che ricorda fortemente l'emblema delle Nazioni Unite, vecchio di circa 80 anni: la Terra circondata da rami d'ulivo.

Rispetto al logo dell'Onu c'è però una differenza decisiva: mentre l'emblema delle Nazioni Unite mostra la Terra vista dal Polo Nord, su cui sono visibili tutti i continenti, in quello del Consiglio per la Pace campeggia al centro un Paese in modo prominente: gli Stati Uniti. Sono poi visibili anche il resto dell'America del Nord e una parte del Sudamerica. Il tutto è realizzato in colore dorato, come molti degli elementi decorativi voluti dal presidente statunitense Trump.

13:24
13:24
A Davos, Kushner mostra le mappe per la «nuova Gaza»

Il genero di Donald Trump Jared Kushner, nel suo intervento a Davos (GR) in occasione della firma del Board of Peace, ha svelato il «piano generale» per il futuro di Gaza, mostrando una mappa dove sono segnate le aree abitate e le infrastrutture nella Striscia.

Lo riportano i media internazionali. Il progetto, afferma Kushner, sarà realizzato in fasi, tra cui «alloggi per i lavoratori, occupazione al 100% e opportunità per tutti» anche per il turismo costiero. «C'è un piano generale. Lo costruiscono in tre anni», ha detto Kushner mostrando diapositive della 'Nuova Gaza' con grattacieli avveniristici sul lungomare della Striscia.

13:18
13:18
Israele smentisce la riapertura del valico di Rafah la prossima settimana

Una fonte della sicurezza israeliana ha dichiarato ai media nazionali che «il valico di Rafah non sarà aperto fino a che Hamas non restituirà il corpo dell'ultimo ostaggio rimasto a Gaza. Non abbiamo ancora ricevuto istruzioni per l'apertura del valico», ha detto.

La smentita, anche se non ufficiale, è arrivata dopo la dichiarazione del capo del comitato tecnico per Gaza, Ali Saath, che ha detto che riaprirà la prossima settimana.

Talik, la madre dell'ostaggio morto ancora a Gaza, Ran Guaili, ha dichiarato ai media: «Non siamo stati informati di alcuna intenzione di aprire il valico di Rafah, e spero davvero che ciò non accada».

Una fonte politica dell'ufficio del primo ministro israeliano ha affermato che è in corso uno sforzo speciale per il rimpatrio del corpo dell'ultimo ostaggio rimasto, «mentre si esauriscono le informazioni in nostro possesso».

«Il governo discuterà di questa questione e della questione dell'apertura del valico di Rafah all'inizio della settimana», riferiscono i notiziari israeliani.

12:23
12:23
«Il valico di Rafah riaprirà la prossima settimana»

Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto, chiuso dal maggio 2024, riaprirà in entrambe le direzioni la prossima settimana. Lo annuncia Ali Shaath, leader del comitato tecnocratico palestinese, in un videomessaggio alla firma del Board of Peace a Davos (GR).

Shaath afferma che "questo è un vero passo avanti e segna una nuova direzione". Ma aggiunge che c'è ancora molto lavoro da fare e che niente è facile.

10:17
10:17
«Intesa tra USA e Hamas sulla consegna delle armi e le mappe dei tunnel»

Fonti palestinesi riferiscono a Sky news Arabia che esiste un accordo tra Hamas e l'amministrazione statunitense, in base al quale l'organizzazione consegnerebbe le proprie armi e le mappe dei tunnel di Gaza in cambio dell'accettazione di Hamas come partito politico che non venga preso di mira.

La consegna delle armi e delle mappe avverrebbe secondo un meccanismo non ancora reso noto. Le intese prevedono la possibilità per chi lo desidera, tra i leader politici e militari di Hamas, di lasciare la Striscia di Gaza, con un impegno americano affinché Israele non li colpisca, né colpisca in futuro i dirigenti che già si trovano all'estero.

La fonte ha indicato la Turchia o un'altra destinazione disposta ad accoglierli come possibili mete. Secondo l'accordo, Washington intende integrare un certo numero di membri della polizia di Hamas e dei suoi ex funzionari nella nuova amministrazione di Gaza, a condizione che siano sottoposti a un controllo di sicurezza israelo-americano.

09:56
09:56
Il Regno Unito non parteciperà alla firma per il Board of Peace

Il Regno Unito non prenderà parte oggi alla cerimonia di firma del Board of Peace con Donald Trump a causa delle «preoccupazioni» circa la possibilità che il presidente russo Vladimir Putin «faccia parte di qualcosa che parla di pace». Lo annuncia la ministra degli Esteri Yvette Cooper, come riporta Sky News.

06:43
06:43
Il punto alle 6.00

L'Arabia Saudita ha annunciato oggi di aver accettato l'invito del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a unirsi al «Consiglio di Pace» che intende istituire per lavorare alla risoluzione dei conflitti in tutto il mondo, insieme ad altri sette Paesi a maggioranza musulmana.

Ma in serata un nono Paese, il Kuwait, ha annunciato la propria partecipazione al «Consiglio di Pace», secondo quanto reso noto dal ministero degli Esteri su X. Tra i Paesi che hanno accettato l'invito ci sono il Qatar e la Turchia, mediatori a Gaza, ha precisato il ministero degli Esteri saudita in un comunicato stampa.

Si tratta di una «decisione congiunta» dei ministri saudita, qatariota, egiziano, giordano, emiratino, turco, indonesiano e pachistano affinché i loro Paesi aderiscano all'organismo voluto dal presidente Trump, accogliendo con favore i suoi «sforzi a favore della pace», secondo la stessa fonte.