L'asse Morag linea rossa di Israele nei negoziati a Doha

La linea rossa di Israele nei negoziati a Doha per raggiungere un accordo di cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi è l'asse Morag, punto di contesa centrale con Hamas che sta ritardando la firma dell'intesa.
Mentre Hamas chiede il ritiro completo dell'esercito (IDF) da tutto il territorio di Gaza, Israele, stando alle indiscrezioni riferite da media arabi e israeliani, intende rimanere sull'asse anche dopo l'annuncio della tregua.
Il Morag è un corridoio militare che si estende attraverso la Striscia meridionale, tra Khan Yunis e Rafah, lungo 12 chilometri e largo fino a un chilometro e mezzo. È stato pavimentato nell'ambito dell'operazione dell'aprile 2025. Negli ultimi mesi, è diventato un confine operativo all'interno di Gaza, creando di fatto un assedio continuo alla città di Rafah e isolando le brigate Rafah e Khan Yunis di Hamas sopra e sotto terra. L'area è definita la «seconda Filadelfia», simile all'asse nel sud della Striscia, tra Rafah e l'Egitto, che limita i movimenti di Hamas e il contrabbando di armi attraverso il Sinai.
L'operazione di controllo mira a recidere il collegamento territoriale tra Khan Yunis e Rafah e a rafforzare la presenza dell'IDF nel sud. L'esercito ha spiegato che l'asse consente non solo il controllo della sicurezza, ma anche flessibilità operativa: attraverso questo corridoio è possibile schierare le forze e impedire ai terroristi di Hamas di tornare a Rafah.
Al-Arabiya riporta inoltre che Israele si rifiuta di rinunciare ai centri di distribuzione del fondo di aiuti americano Gaza Humanitarian Foundation (GHF), ma ha mostrato flessibilità per quanto riguarda la partecipazione dell'ONU alla distribuzione degli aiuti umanitari.