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Lavrov: «Gli Stati Uniti non sanno come uscire dalla guerra con l'Iran»

È quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, in un'intervista a Izvestia, riportata dalla Tass: «Il presidente a un certo punto ha detto: "Distruggeremo l'Iran come civiltà. Era un'ambizione coraggiosa» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Lavrov: «Gli Stati Uniti non sanno come uscire dalla guerra con l'Iran»
Red. Online
05.06.2026 06:22
23:17
23:17
Trump sulla guerra: «In Iran dovevamo spegnere un incendio e abbiamo finito»

«Abbiamo dovuto spegnere un incendio». Così Donald Trump, parlando ad un gruppo di agricoltori a Chippewa Falls, in Wisconsin, ha spiegato le ragioni della guerra contro l'Iran. «Abbiamo dovuto spegnere un Paese molto capace che stava per avere un'arma nucleare» e «abbiamo ampiamente finito», ha detto il presidente. «In un modo o nell'altro è finita, o con un pezzo di carta o nel modo più difficile, anche se si può dire che è il più facile», ha aggiunto il tycoon.

22:04
22:04
Beirut, cinque vittime in un attacco di Israele nel sud del Paese

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che un attacco israeliano nel sud del Paese ha ucciso altre cinque persone, tra cui una donna e un operatore dei servizi di emergenza.

Il ministero ha condannato «l'attacco contro i paramedici impegnati nelle operazioni di soccorso».

«L'attacco nemico israeliano sulla città di Zebdine, nel distretto di Nabatiye, ha ucciso cinque persone, tra cui una donna e un paramedico dell'Associazione Risala, e ha ferito due persone, tra cui un paramedico», si legge in una dichiarazione del ministero, riferendosi agli operatori dei servizi di emergenza affiliati a Hezbollah e al movimento Amal.

21:49
21:49
Per il 58% degli israeliani Netanyahu non deve restare in carica dopo il voto

Secondo un sondaggio di Channel 12, la maggioranza degli israeliani non ritiene che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu debba rimanere in carica dopo le elezioni. Secondo il sondaggio, il 58% degli intervistati ritiene che un altro candidato dovrebbe diventare primo ministro, mentre solo il 32% indica Netanyahu e il 10% afferma di non saperlo.

Alla domanda su chi ritengano il leader di partito più affidabile, il 38% indica Gadi Eisenkot, leader di Yashar, il 27% Netanyahu e il 12% l'ex primo ministro Naftali Bennett, mentre il 23% afferma di non saperlo.

Alla domanda se fossero preoccupati per il futuro democratico di Israele «dopo gli eventi di questa settimana», il 53% ha risposto di sì, il 38% di no e il 9% di non saperlo. Le elezioni devono tenersi entro la fine di ottobre. La fonte non specifica il margine di errore del sondaggio.

21:28
21:28
Delegazione di Hamas al Cairo, focus sul cessate il fuoco a Gaza

Una delegazione di Hamas è arrivata in Egitto per discutere del «cessate il fuoco» a Gaza. Lo scrive al Jazeera. Hamas ha reso noto che alcuni dei suoi funzionari sono arrivati al Cairo prima degli incontri programmati con funzionari e mediatori egiziani per «finalizzare l'attuazione» della prima fase dell'accordo di «cessate il fuoco» mediato dagli Stati Uniti a Gaza.

In una dichiarazione diffusa su Telegram, il gruppo palestinese ha affermato che avrebbe anche discusso su come «porre fine ai ripetuti attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza e stabilire meccanismi adeguati per l'accesso alla seconda fase dell'accordo».

La delegazione di Hamas al Cairo è guidata da Khalil al-Hayya, ha dichiarato il gruppo.

19:31
19:31
«L'Irlanda vieta l'ingresso ai ministri israeliani Smotrich e Ben Gvir»

L'Irlanda ha introdotto oggi divieti di viaggio per i ministri del governo israeliano Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, condannando il loro comportamento nei confronti degli attivisti filo-palestinesi.

Il mese scorso il ministro di estrema destra Ben Gvir derise gli attivisti arrestati dai soldati israeliani su una flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza: in quella occasione il Taoiseach (primo ministro irlandese) Micheal Martin dichiarò che l'Irlanda avrebbe agito impedendo l'ingresso ai funzionari israeliani considerati fomentatori di conflitti a Gaza.

Il comportamento dei due ministri, «non solo nel contesto della flottiglia, ma anche le loro dichiarazioni costanti... equivalgono essenzialmente al desiderio di vedere l'eliminazione dei palestinesi dalla Palestina», ha detto Martin ai giornalisti oggi durante un vertice in Montenegro. «A mio avviso, il loro comportamento giustifica sanzioni anche a livello Ue», ha aggiunto.

19:23
19:23
«L'Irlanda vieta l'ingresso ai ministri israeliani Smotrich e Ben Gvir»

L'Irlanda ha introdotto oggi divieti di viaggio per i ministri del governo israeliano Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, condannando il loro comportamento nei confronti degli attivisti filo-palestinesi.

Il mese scorso il ministro di estrema destra Ben Gvir derise gli attivisti arrestati dai soldati israeliani su una flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza: in quella occasione il Taoiseach (primo ministro irlandese) Micheal Martin dichiarò che l'Irlanda avrebbe agito impedendo l'ingresso ai funzionari israeliani considerati fomentatori di conflitti a Gaza.

Il comportamento dei due ministri, «non solo nel contesto della flottiglia, ma anche le loro dichiarazioni costanti... equivalgono essenzialmente al desiderio di vedere l'eliminazione dei palestinesi dalla Palestina», ha detto Martin ai giornalisti oggi durante un vertice in Montenegro. «A mio avviso, il loro comportamento giustifica sanzioni anche a livello UE», ha aggiunto.

19:09
19:09
Gli USA impongono nuove sanzioni contro l'Iran e i suoi alleati

Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l'Iran e i suoi alleati. In particolare le misure colpiscono «una rete sofisticata che ha trasferito illegalmente verso i mercati dell'Asia meridionale e orientale ingenti quantitativi di gas di petrolio liquefatto iraniano, per un valore di centinaia di milioni di dollari».

Una nota del dipartimento di Stato afferma inoltre che la rete si è avvalsa di società di facciata negli Emirati Arabi Uniti e in Cina, nonché della «flotta ombra» di navi iraniane, per occultare la provenienza del carburante e aggirare le sanzioni Usa. Nuove sanzioni anche contro una società di cambio valuta iraniana e i suoi operatori.

16:56
16:56
La rete ombra israeliana anti-Iran, truppe top-secret in Azerbaijan

Una rete militare fantasma costruita dallo Stato ebraico lungo i confini dell'Azerbaijan, a soli 96 chilometri chilometri dalla città di Tabriz, nel cuore dell'Iran.

A svelare in esclusiva un nuovo, possibile, fattore chiave della guerra in Iran è la Cnn, secondo cui Israele ha segretamente dispiegato truppe d'élite in territorio azero per raccogliere informazioni sulla Repubblica Islamica da un punto strategico e condurre operazioni di precisione con droni contro Teheran.

Baku ha «respinto fermamente le accuse infondate riguardanti il presunto utilizzo del nostro territorio per operazioni contro paesi terzi». Ma l'ex repubblica sovietica sarebbe solo la punta dell'iceberg in un più ampio reticolato di strutture militari top-secret disposte dal Mossad in diversi paesi, fra cui l'Iraq, gli Emirati Arabi Uniti e il Somaliland.

Secondo le fonti citate dal media americano, le truppe israeliane hanno operato da diverse località nell'Azerbaijan meridionale, al confine con la periferia occidentale e settentrionale iraniana, in modo da sostenere ripetute ondate di attacchi contro obiettivi in tutto il Paese, acquisire dati sulle installazioni militari e fornire l'allarme in caso di lancio di missili dei pasdaran. In particolare, l'operazione su suolo azero avrebbe coinvolto diverse decine di soldati, tra cui membri delle forze speciali, dei gruppi d'élite di elisoccorso, pronti a recuperare i propri soldati in territorio nemico, e personale del Mossad.

Un sodalizio di guerra, quello fra Tel Aviv e Baku, già consolidato dall'inizio del conflitto. Il 4 marzo, infatti, gli azeri hanno lanciato un'operazione chiave nella guerra in Iran, secondo Cnn, uccidendo Rahman Moghaddam, vertice dell'Intelligence iraniana. Solo due giorni dopo, il 6 marzo, l'Azerbaijan ha poi sventato un'operazione dei pasdaran volta ad attaccare infrastrutture critiche israeliane, in collaborazione con il Mossad e lo Shin Bet, per stessa ammissione dei servizi di intelligence e spionaggio.

Al centro della rete allestita da Israele figura anche la repubblica separatista del Somaliland, nel Corno d'Africa, che ha fornito a Netanyahu aiuto logistico, consentendo agli aerei dello Iaf di fare scalo e rifornimento nei voli a lungo raggio verso l'Iran.

Durante il conflitto, inoltre, Tel Aviv ha goduto dell'appoggio dell'Iraq, dove due strutture segrete fungevano da basi avanzate per il supporto operativo e, se necessario, per le missioni di ricerca e soccorso. A completare il dedalo dei presidi ombra in Medio Oriente ci sono stati anche gli Emirati Arabi Uniti, dove è stata schierata una batteria di difesa aerea Iron Dome, e il personale per gestirla, come riportato in esclusiva da Axios.

16:40
16:40
Gli Usa smentiscono l'Iran: «Nessun attacco contro le nostre navi»

Il Comando centrale americano ha smentito un attacco da parte dell'Iran contro sue navi. «Le forze iraniane NON hanno attaccato né aperto il fuoco contro navi da guerra della Marina Usa», si legge in un post del Centcom su X.

«Un'azione del genere costituirebbe una grave violazione del cessate il fuoco. Le forze Usa continuano a operare liberamente nelle acque della regione, garantendo al contempo la piena attuazione del blocco in corso contro l'Iran», si sottolinea.

16:12
16:12
Presidente Aoun contro Hezbollah e Iran: «Il Libano non è vostro»

Il presidente libanese Joseph Aoun, in un'intervista con Christiane Amanpour della Cnn, ha dichiarato che il leader di Hezbollah, Naim Qassem, non rappresenta il popolo libanese, in una rara critica pubblica al leader militante sciita sostenuto dall'Iran, il giorno dopo che quest'ultimo aveva respinto il fragile accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele.

«Il popolo libanese non è il tuo popolo», ha detto Aoun che rivolgendosi all'Iran lo ha accusato di sfruttare la sua nazione dilaniata dalla guerra come merce di scambio nel conflitto con gli Stati Uniti e Israele e chiedendo a Teheran di cessare le interferenze negli affari libanesi.

«Non state cercando di aiutarci, il popolo libanese sta pagando il prezzo per il bene dei vostri interessi. I nostri interessi... non coincidono con i vostri», ha aggiunto.

13:08
13:08
Iran: «Non realistico pensare a un incontro fra Trump e Khamenei»

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha escluso in un'intervista qualsiasi possibilità di un incontro, suggerito da Donald Trump, tra il presidente statunitense e la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. «Ho visto un articolo che lasciava intendere che lui (Donald Trump) fosse disposto a un incontro o desiderasse organizzarne uno», ha affermato Araghchi parlando all'emittente libanese Al-Mayadeen, «ma penso che dobbiamo essere realisti». L'intervista è stata mandata in onda ieri sera.

Araghchi ha anche spiegato che il nuovo leader supremo iraniano, succeduto al padre Ali ucciso il 28 febbraio all'inizio dell'ondata di raid israelo-statunitensi con cui cominciò l'attuale conflitto, al momento deve evitare «una presenza pubblica più significativa» per «ragioni di sicurezza». Dal momento della nomina, a inizio marzo, Mojtaba Khamenei non ha ancora fatto apparizioni pubbliche.

11:27
11:27
«Ucciso il capo dell'unità del genio militare di Hezbollah»

L'esercito israeliano (IIDF) ha annunciato l'uccisione del capo dell'unità del genio militare di Hezbollah, Abed Harb, in un'operazione avvenuta la scorsa settimana: lo riporta il Times of Israel.

Harb, secondo l'IDF, aveva «tentato di colpire» soldati israeliani. «Comandava l'unità del genio responsabile dell'assemblaggio e del posizionamento di ordigni esplosivi destinati a colpire i soldati dell'IDF nel Libano meridionale», afferma un comunicato. , ha dichiarato l'esercito.

L'IDF riferisce inoltre che Harb era un comandante veterano di Hezbollah ed è stato responsabile di «numerosi attacchi contro soldati dell'IDF» nel corso dei decenni.

L'esercito israeliano ha anche fatto sapere di un raid aereo che ha colpito durante la scorsa notte una postazione di lancio utilizzata da Hezbollah per sparare razzi contro le truppe israeliane nel Libano meridionale.

11:19
11:19
«Israele ha schierato truppe in Azerbaigian»

Durante la guerra con l'Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d'élite in Azerbaigian, nell'ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medio Oriente, per facilitare le operazioni contro l'Iran, secondo quanto riferito da quattro fonti a conoscenza dei fatti. Lo afferma la Cnn in un'esclusiva.

Le forze operavano da diverse località nell'Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l'Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz. Unità speciali di commando hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni.

Un portavoce dell'ambasciata azera negli Stati Uniti ha dichiarato alla Cnn: «Respingiamo fermamente le accuse infondate riguardanti il presunto utilizzo del territorio azero per operazioni contro paesi terzi». La Cnn ha contattato l'ufficio del Primo Ministro israeliano e le Forze di Difesa israeliane per un commento.

Una delle fonti ha affermato che il dispiegamento ha coinvolto diverse decine di persone, tra cui commando, membri di un'unità di soccorso e combattimento aviotrasportata e agenti del Mossad.

Le fonti hanno inoltre affermato che i siti facevano parte di una rete più ampia di basi e strutture militari israeliane segrete dislocate in diversi paesi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, l'Iraq e il Somaliland. Secondo una fonte, quest'ultima forniva a Israele un punto d'appoggio strategico durante il conflitto, consentendo agli aerei israeliani di utilizzarla come potenziale scalo per raggiungere l'Iran.

11:17
11:17
In Libano esodo di massa da una città nella provincia di Sidone

Fuga di massa da Anqun, cittadina libanese del distretto di Sidone, dopo un ordine israeliano di sfollamento forzato: fonti locali e media libanesi mostrano video verificati di lunghe colonne di auto, con a bordo intere famiglie, in uscita dal centro abitato verso Sidone, circa 40 chilometri a sud di Beirut.

Ad Anqun erano già ospitate circa 2.500 persone sfollate da altre località del sud del Libano. Nelle ultime ore, secondo le stesse fonti, bombardamenti israeliani hanno colpito Jibshit, nella regione di Nabatiye, e Kfardunin, nel distretto di Bint Jbeil. I nuovi sfollamenti forzati imposti da Israele ai civili libanesi confermano l'allargamento della pressione militare nel sud del Libano, dove migliaia di persone continuano a spostarsi da un villaggio all'altro, inseguendo aree considerate di volta in volta meno esposte ai raid.

11:09
11:09
Sale a 12 morti il bilancio dei raid di Israele in Libano

Sale a 12 uccisi in poche ore il bilancio delle persone uccise in Libano in raid israeliani secondo il ministero della sanità di Beirut. L'agenzia governativa di notizie Nna riferisce che ai 7 uccisi nella notte nella città costiera di Tiro si aggiungono 5 uccisi, tre dei quali a Jwaya (distretto di Tiro), uno a Kfardunin (Tiro) e uno a Burj Qalawiye (Nabatiye).

10:49
10:49
Netanyahu non mette ai voti l'accordo con il Libano

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante una riunione di gabinetto con i ministri del governo, ha affermato che non metterà ai voti l'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco mediato dagli Usa con il Libano finché Hezbollah non ne avrà accettato i termini. Lo riporta Ynet.

I ministri, criticando il fragile cessate il fuoco, hanno chiesto che venisse sottoposto al voto del governo. Netanyahu si è tuttavia rifiutato di indire una votazione, dichiarando ai ministri che «al momento non c'è alcun accordo» perché Hezbollah si è rifiutato di accettarne i termini. «Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione».

09:25
09:25
Nella notte raid israeliani su Tiro, sette morti

Almeno sette persone sono morte in attacchi israeliani notturni sulla città di Tiro, nel sud del Libano: è quanto riferito all'Afp da una fonte della Difesa civile.

Un attacco nei pressi dell'ospedale Jabal Amel, secondo la stessa fonte ha provocato quattro morti e sette feriti, causando anche lievi danni alla struttura sanitaria.

Un altro attacco ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre cinque, tra cui due bambini.

09:11
09:11
Esplosione in un terminal petrolifero portuario in Oman

Un'esplosione riportata in un terminal portuario di Mina Al Fahal a Mascate, in Oman, utilizzato come punto cruciale di esportazione del petrolio, ha portato a una momentanea sospensione di alcune operazioni, che sono successivamente riprese: lo riporta Bloomberg.

La compagnia petrolifera statale dell'Oman, citata dall'agenzia Ona, ha confermato che le operazioni nel terminal «proseguono con normalità».

08:48
08:48
Raid con droni a Gaza, una ragazza uccisa e 15 feriti

Una 18.enne palestinese è rimasta uccisa in un raid con droni attribuito alle forze israeliane avvenuto a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza: lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Secondo la stessa fonte, nell'attacco altre 15 persone sono rimaste ferite.

08:39
08:39
«Ucciso dall'IDF in Cisgiordania un 18.enne palestinese»

Un ragazzo palestinese di 18 anni è stato ucciso ieri sera a colpi d'arma da fuoco dalle forze israeliane in Cisgiordania: lo riporta la testata israeliana Haaretz, aggiungendo che, secondo l'IDF, il giovane aveva lanciato ordigni incendiari contro dei veicoli nei pressi del villaggio di Beitin.

Fonti palestinesi hanno identificato la vittima come Haitham Ez al-Din Omar Hamida, affermando che le autorità israeliane hanno trattenuto il suo corpo.

Secondo un comunicato dell'IDF, i soldati hanno individuato diversi palestinesi che stavano lanciando bombe molotov contro veicoli israeliani lungo una strada principale durante un'operazione mirata. L'esercito ha affermato che i soldati hanno aperto il fuoco, uccidendo una persona.

07:45
07:45
Trump: «In caso di accordo, sarei onorato di incontrare la Guida Suprema dell'Iran»

Donald Trump si sentirebbe «onorato» di incontrare la Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. Il presidente americano ha affermato che lo farebbe qualora venisse raggiunto un accordo per porre fine alla guerra tra Usa e Iran, che si protrae ormai da quattro mesi. «Se dovessimo raggiungere un accordo, è possibile che io lo incontri», ha detto. «Per me andrebbe bene», ha detto il tycoon rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale.

Mojtaba Khamenei è stato nominato Guida Suprema dell'Iran dopo che suo padre, l'ayatollah Ali Khamenei, è rimasto ucciso nel primo giorno di combattimenti. Trump ha affermato che, nonostante gli attacchi congiunti Usa-Israele abbiano causato la morte del padre e di altri membri della sua famiglia, si aspetta che quest'ultimo si dimostri un «professionista», quanto all'ipotesi di incontro. «In certi ambienti, a dire il vero, gode di un'ottima reputazione», ha osservato Trump.

«Non abbiamo bisogno dell'aiuto degli europei. Abbiamo dato loro la possibilità di aiutarci, ma hanno scelto di non farlo». Lo ha ribadito Donald Trump riferendosi ad un possibile aiuto degli alleati europei nella guerra con l'Iran. «Abbiamo l'esercito più potente del mondo», ha affermato il presidente.

06:22
06:22
Il punto alle 6.00

Gli Stati Uniti sono a disagio con la situazione in Iran e non sanno come uscirne, secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che ne ha parlato in un'intervista a Izvestia, riportata dalla Tass.

«Il presidente Trump ad un certo punto ha detto 'Distruggeremo l'Iran come civiltà'. Era un'ambizione coraggiosa - ha affermato Lavrov - nessuno dubita che questo obiettivo sia irraggiungibile». «E non è un caso - ha aggiunto - che gli Stati Uniti comprendano chiaramente e siano a disagio con questa situazione, a giudicare dalle loro dichiarazioni e azioni e non sappiano come uscirne».