Disordini

Le proteste in Francia sempre più violente: «La polizia è al limite»

Un altro pesantissimo bilancio nelle manifestazioni contro il carovita: 1800 persone fermate e 150 agenti feriti - Numerosi i negozi saccheggiati e le vetrine distrutte - Incendiato lo storico municipio di Limoges
©MOHAMMED BADRA
Michele Montanari
18.10.2026 11:35

Più di 1200 persone fermate e 150 agenti di polizia feriti. Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ieri sera ha diffuso un primo bilancio delle violentissime proteste andate in scena in tutto il Paese: «È un miracolo che il bilancio non sia stato più grave», ha commentato, recandosi a incontrare i poliziotti schierati nel centro di Parigi dopo una giornata di scontri e saccheggi. «È giunto il momento di scegliere da che parte stare: o con la Repubblica, o con i facinorosi», ha poi aggiunto Lecornu. Il ministro dell'Interno francese Laurent Nuñez - citato dalla AFP - ha poi aggiornato il numero dei fermi, salito a 1800 persone.

Solamente nella capitale sono 517 le persone che si trovano quest’oggi in stato di fermo. Nel dettaglio, riferiscono i media locali citando la Procura parigina, si tratta di 346 maggiorenni e 171 minorenni: «I fermi sono proseguiti per tutta la notte, fino alle 6:00 circa del mattino», hanno sottolineato le autorità, aggiungendo che gli arresti riguardano principalmente reati quali ricettazione, associazione finalizzata a commettere atti di violenza e danneggiamenti. I dati, tuttavia, «non sono ancora definitivi».

Dopo le critiche per l’operato degli agenti in tenuta antisommossa degli scorsi giorni, con il ferimento di diversi manifestanti, il sindacato di polizia UNSA Police nelle scorse ore ha pubblicato su X un video che mostra i rivoltosi attaccare i furgoni della polizia con bastoni e mattoni in diverse località. Il sindacato ha avvertito che le forze di polizia sono al limite: «Anche oggi, in ogni angolo della Francia, i nostri colleghi sono usati come valvola di sfogo. Colpiti con bastoni, feriti, caduti in veri e propri agguati. UNSA Police esprime il suo totale sostegno ai nostri colleghi impegnati e duramente colpiti. Siamo chiari: i poliziotti non sono carne da cannone! A ogni intervento, mettiamo a rischio la nostra integrità fisica mentre l’odio anti-poliziotti si esprime in totale impunità nelle nostre strade. Che ciascuno assuma le proprie responsabilità: questo non potrà durare all’infinito. La corda è tesa al massimo e il punto di rottura è vicino. Se le autorità pubbliche pensano che la resilienza della polizia sia inesauribile, si sbagliano di grosso», ha tuonato il sindacato.

Ieri è stato raggiunto un nuovo picco di violenza nelle proteste che da oltre una settimana tengono sotto scacco la Francia. Emblema dei disordini giovanili è l'incendio che ha devastato il municipio di Limoges, nella parte centro-occidentale del Paese, durante le violenze scoppiate a margine delle manifestazioni contro il carovita. Le fiamme, si è appreso questa mattina dal prefetto del dipartimento dell'Alta Vienna, sono state circoscritte. Il tetto dell’edificio municipale - stabile storico di 143 anni - è in gran parte crollato: «È stata un'orda selvaggia ad appiccare deliberatamente il fuoco», ha dichiarato il prefetto Maurice Barate, citato dall'emittente televisiva LCI.

La Reuters evidenzia come le manifestazioni siano «degenerate in alcuni dei peggiori episodi di violenza che il Paese abbia visto negli ultimi decenni». Centinaia di migliaia di persone hanno protestato pacificamente nelle piazze di numerose città, ma tra loro si sono infiltrati gruppi estremisti che hanno preso di mira edifici pubblici, saccheggiato negozi di lusso e supermercati, attaccando pure gli agenti di polizia e i loro veicoli. Lo stesso modus operandi, praticamente nelle stesse ore, è avvenuto in Italia, con Milano messa a ferro e fuoco da gruppi di giovanissimi provenienti dalle province lombarde. Oltre al rogo di Limoges, danneggiamenti sono stati segnalati a Marsiglia, con i manifestanti che hanno fatto irruzione nel municipio, imbrattando l'edificio con bombolette spray, e a Lione, dove è stato incendiato l'ufficio turistico della città.

In alcune zone di Parigi, la polizia ha lanciato i gas lacrimogeni mentre veniva attaccata dai manifestanti, molti dei quali vestiti di nero e con indosso felpe con cappuccio, maschere e occhiali protettivi. I facinorosi hanno dato fuoco a cassonetti e automobili, hanno tentato di fare irruzione nei grandi magazzini Galeries Lafayette, hanno distrutto banche, saccheggiato un negozio Lacoste e altre boutique di lusso, oltre ad aver devastato un negozio di telefonia mobile SFR.

La marcia principale – scrive Le Parisien, parlando di «violenza senza precedenti» - ha visto la partecipazione di 110 mila manifestanti e si è svolta senza incidenti di rilievo, mentre gruppi violenti, soprattutto di estrema sinistra (composti da oltre mille persone), hanno effettuato marce non autorizzate e saccheggi in diversi quartieri della città. L'emittente BMFTV ha fatto sapere di un manifestante «colto da un malore, trasportato in ospedale, poi deceduto», riferendosi al rapporto della polizia che parlavi di «una persona morta a seguito di un arresto cardiorespiratorio».

Le autorità di Parigi hanno lanciato l'allarme sulle conseguenze economiche dei disordini: i commercianti hanno visto «un'intera attività commerciale sistematicamente distrutta da un giorno all'altro», cosa che «ha portato a licenziamenti temporanei per alcuni dipendenti a partire da lunedì».

Citato da France Info, Thierry Véron, presidente della Federazione dei commercianti e degli artigiani parigini, ha espresso la sua indignazione per l'immagine che la Francia sta proiettando a livello internazionale: «Ci troviamo in una situazione drammatica, è una vergogna. Ci vergogniamo quando parliamo con le grandi città europee che ci chiedono: "Cosa sta succedendo in Francia?". È una catastrofe. È incredibile». Véron ha quindi denunciato i gruppi che danneggiano i commercianti: «Un'attività distrutta significa un'attività chiusa per diverse settimane, dipendenti senza lavoro e un'attività ridotta a nulla».

Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso di punire i responsabili dei disordini: «Ci uniremo tutti contro i seminatori di caos, che cercano solo di minare le nostre istituzioni e di impedire a coloro che esprimono pacificamente le proprie rivendicazioni di farlo», ha scritto il capo dell’Eliseo in un post su X.