Il caso

«Le ruspe Caterpillar utilizzate per distruggere le case dei palestinesi»

Il fondo sovrano norvegese Government Pension Fund-Global, il più grande del mondo, esclude l'azienda edile USA accusandola di fornire a Israele i mezzi per commettere violazioni del diritto umanitario
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Red. Online
26.08.2025 18:45

Cosa c’entra il massacro nella Striscia di Gaza con Cartepillar? I prodotti dell’azienda americana vengono utilizzati per distruggere le abitazioni dei palestinesi. È l’accusa lanciata al noto marchio edile dal fondo sovrano norvegese Government Pension Fund-Global, il più grande del mondo, che ieri ha deciso di escludere l'azienda. Israele, infatti, si servirebbe proprio delle ruspe e dei bulldozer Caterpillar per abbattere le proprietà degli abitanti di Gaza e della Cisgiordania.

Il fondo norvegese da oltre 2.000 miliardi di dollari ha dichiarato di aver disinvestito dall’azienda USA e da altri cinque gruppi bancari israeliani per «motivi etici».

Sebbene il fondo abbia già escluso più di 20 aziende israeliane quest'anno, ricorda il Guardian, Caterpillar è la prima grande società statunitense ad essere fatta fuori attraverso la revisione in corso del fondo patrimoniale, per garantire che i suoi investimenti non contribuiscano a violazioni del diritto internazionale: «Non vi è dubbio che i prodotti Caterpillar vengano utilizzati per commettere violazioni estese e sistematiche del diritto internazionale umanitario», ha affermato il Consiglio etico indipendente del fondo.

Secondo il Consiglio etico i macchinari vengono «utilizzati dalle autorità israeliane per la distruzione illegale e su vasta scala delle proprietà palestinesi». Violazioni che si sarebbero verificate sia a Gaza che in Cisgiordania. Il Government Pension Fund-Global ha quindi evidenziato che Caterpillar non ha «adottato alcuna misura per impedire tale utilizzo», aggiungendo: «Dato che le consegne dei macchinari necessari a Israele sono ora pronte a riprendere, il Consiglio ritiene che vi sia un rischio inaccettabile che Caterpillar stia contribuendo a gravi violazioni dei diritti individuali in situazioni di guerra o conflitto».

All'inizio di agosto, il Consiglio esecutivo della Norges Bank, che gestisce il fondo, ha dichiarato di aver deciso di escludere sei società con legami con la Cisgiordania e Gaza, aggiungendo che avrebbe reso noti i nomi una volta completata la vendita delle quote.

Al 30 giugno, Norges Bank Investment Management (NBIM) deteneva 2,1 miliardi di dollari di azioni Caterpillar, pari a circa l'1,2% di tutte le azioni emesse, il che la rendeva l'ottavo maggiore azionista della società.

Il fondo ha pure escluso la First International Bank of Israel, la Bank Leumi Le-Israel, la Mizrahi Tefahot Bank, la Fibi Holdings e la Bank Hapoalim: le cinque banche sono accusate di aver finanziato attività di costruzione «che contribuiscono al mantenimento degli insediamenti israeliani» in Cisgiordania. L'anno scorso, la Corte Suprema delle Nazioni Unite ha stabilito che gli insediamenti israeliani costruiti sul territorio occupato nel 1967 sono illegali. Israele, dal canto suo, ha definito tale sentenza «fondamentalmente sbagliata», citando i legami storici dello popolo ebraico con quelle terre.

Il valore totale dei disinvestimenti effettuati dal fondo ammonta a circa 3 miliardi di dollari.

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