Le truppe di Trump: migliaia di soldati USA pronti per il Medio Oriente

Mentre USA e Iran cercano punti di contatto in vista di un difficilissimo accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, il presidente Donald Trump vuole avere il maggior numero possibile di frecce al suo arco. Un gran numero di opzioni per far fronte all’imprevedibilità del conflitto. Oggi diversi media internazionali parlano dell’invio di truppe di terra americane in Medio Oriente.
Stando al New York Times, che cita due funzionari del Dipartimento della Difesa, il Pentagono avrebbe ordinato a circa 2 mila soldati dell'82esima Divisione Aviotrasportata dell'Esercito di iniziare a spostarsi verso il teatro di guerra per fornire al capo della Casa Bianca ulteriori «opzioni militari». I combattenti farebbero parte della cosiddetta «Forza di Intervento Rapido» della divisione, una brigata di circa 4 mila soldati in grado di essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore. La CNN ricorda che la 82esima Divisione Aviotrasportata aveva effettuato uno spostamento simile nel 2020, dopo l'uccisione del comandante iraniano Qasem Soleimani.
Non solo. Anche circa 4.500 Marines sono in viaggio verso la regione. Il dispiegamento di forze d'élite nella zona dovrebbe così raggiungere quasi 7 mila unità, segnando una nuova escalation del conflitto.
La Reuters ha parlato con due funzionari a cui è stato garantito l’anonimato, i quali hanno confermato la notizia, non specificando in quale area del Medio Oriente sarebbero state dislocate le truppe né quando sarebbero arrivate nella regione. Al momento, comunque, non sembra esser stata presa alcuna decisione sull'invio di truppe direttamente in Iran, ha detto una delle fonti a Reuters, aggiungendo che con l’arrivo dei paracadutisti verranno rafforzate le «capacità per potenziali operazioni future» in Medio Oriente. I soldati in questione sono di stanza a Fort Bragg, nella Carolina del Nord.
La portavoce della Casa Bianca Anna Kelly si è limitata a commentare: «Come abbiamo già detto, il presidente Trump ha sempre a sua disposizione tutte le opzioni militari».
Secondo il NYT, i paracadutisti potrebbero essere impiegati per conquistare l'isola di Kharg, il principale centro di esportazione petrolifera iraniano nel Golfo Persico settentrionale, dove all'inizio di questo mese aerei da guerra statunitensi hanno bombardato oltre 90 obiettivi militari. Per il Wall Street Journal, Trump potrebbe pure ordinare alle truppe di prendere il controllo dello Stretto di Hormuz, la via importante rotta commerciale da cui passa il 20% del petrolio e del gas globale.
Il presidente USA, dopo aver lanciato un ultimatum a Teheran, minacciando di colpire le centrali elettriche, ha lasciato più tempo agli iraniani in vista di possibili accordi. Tuttavia, i media del Paese mediorientale hanno riferito di attacchi israeliani e statunitensi su due impianti energetici e un gasdotto, poche ore dopo che il tycoon aveva promesso di non attaccare le infrastrutture energetiche.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dal canto suo, ha affermato che l'IDF continuerà a colpire l'Iran e il Libano anche se gli Stati Uniti stanno valutando un cessate il fuoco. «C'è altro in arrivo», ha dichiarato il primo ministro dello Stato ebraico, evidenziando ancora una volta che i due alleati hanno obiettivi diversi nella regione: mentre gli USA cercano di neutralizzare i missili balistici e il programma nucleare di Teheran, Israele punta a far crollare definitivamente il regime degli ayatollah.
Tornando alle truppe aviotrasportate, le cifre sul numero di soldati che verrebbero impiegati divergono a seconda delle fonti: il NYT parla di 2 mila paracadutisti, la CNN di circa 1000, il WSJ di 3 mila, mentre la Reuters menziona una cifra compresa tra i 3 mila e i 4 mila soldati.
Il possibile dispiegamento dei paracadutisti fa seguito all'invio di circa 4.500 soldati, tra cui quelli specializzati in operazioni anfibie della USS Tripoli, nave da guerra salpata negli scorsi giorni da Singapore per dirigersi verso il Medio Oriente. Il gruppo, scrive il Washington Post, comprenderebbe poi la 31esima Unità di Spedizione dei Marines con base a Okinawa, in Giappone, un'unità specializzata del Corpo dei Marines composta da circa 2.200 effettivi, tra cui un battaglione di fanteria di circa 800 uomini. Mentre un'unità simile, l'11esima Marine Expeditionary Unit, dovrebbe arrivare in Medio Oriente tra qualche settimana.
Tra i piani che l'amministrazione sta prendendo in considerazione, secondo funzionari statunitensi citati dal WP, c'è la conquista dell'isola di Kharg. Secondo le fonti, le forze di terra potrebbero conquistare l'isola rapidamente, ma potrebbero dover resistere a bombardamenti di droni e missili iraniani per tutto il tempo in cui rimarranno sul posto.
La 82esima Aviotrasportata è l'unica divisione dell'esercito statunitense in grado di essere schierata ovunque nel mondo in 18 ore dalla sua base in Carolina del Nord, mantenendo quella che viene definita una capacità di risposta immediata. Tale capacità, evidenzia la CNN, è stata messa alla prova nel 2021, quando i soldati della divisione vennero inviati all'aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, in Afghanistan, per assistere alle evacuazioni in seguito alla chiusura delle attività del governo statunitense nel Paese.
La divisione è composta da tre squadre di combattimento di circa 4 mila uomini ciascuna, una brigata aerea con elicotteri d'attacco, da trasporto e da carico, un'unità di artiglieria, una brigata logistica e il suo battaglione di comando.
Dalla Seconda Guerra Mondiale, l'82esima Divisione Aviotrasportata ha partecipato a combattimenti in Vietnam, Grenada, Panama, Iraq e Afghanistan, oltre a operazioni contro l'ISIS in tutto il Medio Oriente.
