L'Europa-Park dice addio all’«Euro-Mir», ma l’iconica colonna sonora potrebbe fare ritorno

L’Europa-Park, lo avevamo detto, si prepara a salutare una delle sue attrazioni più amate. Dopo quasi trent’anni di attività, le storiche montagne russe «Euro-Mir» verranno infatti smantellate al termine della stagione in corso. Al loro posto sorgerà, dal 2028, una nuova attrazione definita dal patron del parco Roland Mack come una sorta di «Euro-Mir 2.0».
La storica struttura ispirata alla stazione spaziale russa Mir lascerà dunque spazio a una nuova montagna russa pensata per le famiglie, ma il tema spaziale resterà centrale. Secondo quanto riportato dal portale tedesco Baden24, l’Europa-Park starebbe addirittura valutando una collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (ESA) per sviluppare la nuova esperienza. Anche l’estetica dovrebbe richiamare l’attrazione originale: le celebri torri attorno alle quali si sviluppa il percorso dovrebbero tornare in una forma simile, così come i caratteristici vagoni rotanti. Il parco ha inoltre confermato che l’area tematica dedicata alla Russia verrà mantenuta.
La colonna sonora
Ma tra i fan c’è soprattutto una domanda che continua a circolare sui social: che ne sarà della celebre colonna sonora «Project Euromir – Lift off!»? Il brano trance, diventato negli anni un vero simbolo dell’attrazione, potrebbe infatti non accompagnare la nuova versione della giostra. La possibilità ha mobilitato migliaia di appassionati. Un post pubblicato su Instagram da un’utente svizzera con lo slogan «Un like = una firma. La musica deve restare» ha raccolto quasi 85 mila apprezzamenti.
Il pezzo fu composto nel 1997 da Christian Steiger insieme a Ben Klug. Dopo l’annuncio della chiusura dell’Euro-Mir, Steiger ha raccontato di aver ricevuto numerosi messaggi dai fan: «Sapere che una canzone creata quasi trent’anni fa rappresenti ancora oggi un pezzo d’infanzia per così tante persone mi commuove davvero», ha scritto su Instagram.
Per il momento il parco mantiene il massimo riserbo. Ma tra gli appassionati resta viva la speranza che almeno la storica musica possa sopravvivere alla trasformazione dell’Euro-Mir.
