Guerra

«L'Europa rischia una grave crisi energetica», uno studio indica la data

Il blocco dello Stretto di Hormuz rischia di destabilizzare il mercato petrolifero mondiale nel giro di pochi giorni – J.P. Morgan mette in guardia il continente con una deadline di 5 giorni – In Svizzera l'approvvigionamento «è garantito»
© KEYSTONE (EPA/FILIP SINGER)
Red. Online
05.04.2026 17:30

A causa della chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, così importante per il commercio mondiale, già a partire dal 10 aprile l'Europa rischia una grave carenza nelle importazioni di petrolio. È quanto emerge da uno studio della grande banca statunitense J.P. Morgan: le ultime forniture spedite prima dell'inizio della guerra arriveranno proprio in quella data. In seguito, le importazioni subiranno un forte calo fino, addirittura, a un arresto quasi totale, secondo la cupa previsione.

L'Asia e l'Africa meridionale duramente colpite

Secondo l'analisi, l'Asia e l'Africa meridionale sono ancora più colpite. In queste regioni, la maggior parte delle forniture è già stata sospesa dal 1. aprile. Nell'Africa meridionale, le importazioni sono in calo già da metà marzo. Questa situazione colpisce duramente anche grandi acquirenti come la Cina e l'India. Entrambi i Paesi dipendono fortemente dalle forniture provenienti dal Golfo Persico e ricavano circa il 90% delle loro importazioni da quella regione.

I rischi per l'aviazione

Anche il Nord America ne risentirà. A partire dal 15 aprile gli effetti potrebbero diventare evidenti e l'attenzione è rivolta soprattutto al gasolio. Circa un terzo delle importazioni mondiali proviene dal Medio Oriente. Se Hormuz dovesse rimanere chiuso, la crisi colpirebbe diversi settori economici e le infrastrutture, in particolare dei trasporti, dell'agricoltura e dell'approvvigionamento energetico. Per non parlare del cherosene per il trasporto aereo e la nafta per l'industria chimica.

La situazione in Svizzera rimane stabile

Per la Svizzera la situazione è attualmente stabile. Secondo la Confederazione, l'approvvigionamento di benzina, gasolio e olio da riscaldamento è garantito. Ciò è dovuto anche alle scorte obbligatorie, di proprietà delle aziende, sufficienti per circa 4 mesi e mezzo per quanto riguarda benzina, gasolio e olio da riscaldamento, e per 3 mesi per il carburante per aerei. 

Fabian Bilger, dell'associazione di categoria Avenergy Suisse, ha tuttavia messo in guardia dai rischi in un'intervista rilasciata di recente ai quotidiani Tamedia. «La Svizzera dipende fortemente dal sistema europeo. Eventuali danni alle infrastrutture in Medio Oriente potrebbero compromettere l'approvvigionamento per un periodo prolungato», ha dichiarato.

L'AIE attinge alle riserve

Per stabilizzare la situazione, l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) è già intervenuta a metà marzo, mettendo a disposizione 400 milioni di barili di petrolio provenienti dalle riserve strategiche

Anche la Svizzera è membro dell'AIE, ma ha deciso di non partecipare, per il momento, allo sblocco volontario delle riserve petrolifere. Secondo la Confederazione, l’approvvigionamento in prodotti petroliferi è attualmente garantito. La situazione è monitorata attentamente e la Confederazione interverrà se necessario, aveva dichiarato l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese. La Svizzera non ha posto il veto alla misura volontaria adottata dall’AIE.

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