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L'elicottero americano è stato colpito sullo Stretto di Hormuz: il presidente USA annuncia una rappresaglia, nonostante i due piloti siano «sani e salvi» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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19:50
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L'ira di Trump: «Teheran ha abbattuto un nostro Apache, risponderemo»
Risale la tensione fra Usa e Iran dopo l'abbattimento da parte di Teheran di un elicottero americano da combattimento - il primo in questa guerra - sullo Stretto di Hormuz e la rappresaglia annunciata da Donald Trump, nonostante i due piloti siano «sani e salvi».
«Sono appena stato informato dalle nostre grandi forze armate che, la scorsa notte, gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz», ha rivelato il commander in chief su Truth, avvisando che «gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco».
L'AH-64 Apache è precipitato domenica nei pressi delle coste dell'Oman, mentre stava «pattugliando le acque regionali». Trump aveva già riferito che i due piloti stavano «bene», ma era in attesa di un rapporto del Pentagono sulle cause dell'incidente.
Armato con missili Hellfire, l'Apache è uno dei tipi di velivoli più temibili che operano nella regione: pattugliano la strategica via navigabile in parte per scoraggiare gli attacchi di piccole imbarcazioni e per abbattere i droni, ma si sono spinti sempre più vicino al territorio iraniano, comprese le isole controllate dall'Iran nello stretto e nel Golfo Persico. I due piloti sono stati salvati nel giro di due ore da un drone navale di superficie - dal design simile a un motoscafo - che li ha trasportati a terra: prima operazione di questo tipo condotta dalle forze Usa.
In aprile i pasdaran avevano già abbattuto un caccia F-15E Strike Eagle e due membri dell'equipaggio erano stati tratti in salvo con un blitz ad alto rischio dopo essersi catapultati dal velivolo danneggiato ed essere atterrati in territorio ostile. Teheran ha già distrutto anche circa 30 droni Reaper, mentre alcuni caccia Usa sono andati persi a causa del fuoco nemico e amico dall'inizio della guerra.
Ad aggravare la situazione ora è anche la prosecuzione dei raid israeliani in Libano. «Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa», ha detto Trump negando che Benjamin Netanyahu lo abbia sfidato attaccando l'Iran domenica perché, ha spiegato alla Bbc, «i missili erano già in viaggio» quando lo ha strigliato al telefono.
Ma il premier israeliano continua a prendersi carta bianca in Libano, rischiando di far saltare l'accordo con Teheran, che il tycoon intravedeva «nel giro di 2-3 giorni» prima dell'abbattimento dell'Apache. Il regime degli ayatollah lega infatti la firma a una tregua su tutti i fronti, compreso il Paese dei cedri, dove opera la milizia alleata di Hezbollah.
Secondo l'ultimo bilancio quotidiano del ministero della Sanità libanese, almeno 29 persone sono state uccise e altre 133 sono rimaste ferite nelle ultime 24 ore nei bombardamenti israeliani nel sud e nell'est del Paese. Il raid peggiore a Tiro, il più mortale in questa città da quando i combattimenti sono scoppiati all'inizio di marzo: ben otto morti in un singolo attacco alla periferia orientale.
Negli attacchi incrociati si registrano due membri della difesa aerea iraniana uccisi domenica e un drone lanciato lunedì dagli Houthi - alleati di Teheran - su Eilat ma intercettato dall'Idf, mentre immagini satellitari suggeriscono che la base aerea di Ramat David dell'aeronautica israeliana, nel nord di Israele, abbia subito danni durante gli attacchi missilistici dei pasdaran. Trump è convinto di essere alle battute finali e che «in due settimane dichiareremo la vittoria totale», ma la Cnn ha calcolato che il commander in chief ha annunciato ben 37 volte che un accordo con l'Iran sarebbe stato imminente.
Anche una fonte pakistana ha riferito ad Al Arabiya che «Islamabad sta comunicando con tutte le parti coinvolte per raggiungere un accordo entro questa settimana». Il rappresentante dell'Iran all'Onu, Saeed Iravani, dal canto suo, ha detto di sperare che i negoziati si concludano entro la fine di questo mese, ma ha ribadito che il cessate il fuoco dovrà essere «globale» e riguardare «l'intera regione, Libano compreso».
Mentre un funzionario iraniano ha insistito che «non ci sarà alcun accordo con gli Usa prima della revoca delle sanzioni e del rilascio dei beni iraniani congelati». E che «qualsiasi violazione del cessate il fuoco influenzerà i colloqui tra Teheran e Washington».
Resta quindi il rischio di una nuova escalation con i raid israeliani in Libano e di nuove tensioni fra Trump e Netanyahu. Perché, come ha riconosciuto anche il vicepresidente JD Vance, «a volte gli interessi Usa e di Israele non sono gli stessi».
17:23
17:23
Almeno 29 morti nel Sud del Libano nelle ultime 24 ore
Almeno 29 persone sono state uccise e altre 133 sono rimaste ferite nelle ultime 24 ore nei bombardamenti israeliani in Libano. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese nel suo ultimo bilancio quotidiano. Secondo le autorità sanitarie di Beirut, salgono ad almeno 3.666 le persone uccise dall'inizio della nuova fase della guerra in Libano, cominciata il 2 marzo scorso, mentre i feriti sono almeno 11.321.
Il bilancio viene diffuso mentre proseguono i raid israeliani nel sud e nell'est del Paese e mentre resta alta la tensione, nonostante i contatti diplomatici guidati dagli Usa per una nuova intesa di cessate il fuoco.
15:41
15:41
Londra chiede alle aziende di cessare le attività negli insediamenti in Cisgiordania
Il governo britannico ha invitato le aziende del Paese a cessare ogni attività negli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata. Lo ha annunciato la ministra degli Esteri Yvette Cooper.
«Ho rafforzato le nostre linee guida sui rischi aziendali affinché siano chiare e inequivocabili: se siete cittadini britannici o aziende britanniche, non dovete svolgere alcuna attività economica o finanziaria negli insediamenti israeliani illegali», ha dichiarato la ministra al Parlamento.
«Riteniamo che i gruppi di coloni violenti non debbano trarre profitto dalle terre che hanno sottratto ai palestinesi», ha aggiunto, affermando che le condanne di alcune di queste violenze da parte del governo israeliano «suonano vuote» in assenza di misure concrete per punirle.
15:39
15:39
Diversi Paesi sanzionano i coloni violenti in Cisgiordania
Un nuovo pacchetto coordinato congiuntamente tra Francia, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Norvegia è stato adottato per «nuove sanzioni contro i responsabili dell'intensificarsi delle attività di insediamento e della violenza in Cisgiordania». Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean Noel Barrot.
14:31
14:31
La Francia vieta l'ingresso al ministro israeliano Smotrich
La Francia «ha vietato l'ingesso nel proprio territorio del ministro israeliano Bezalel Smotrich, di quattro responsabili di organizzazioni di coloni e di 21 coloni violenti».
Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Jean-Noel Barrot, ricordando che «Bezalel Smotrich promuove attivamente l'annessione della Cisgiordania, che rivendica apertamente, la creazione di nuove colonie in Cisgiordania, la ricolonizzazione di Gaza, il crollo economico dell'Autorità palestinese e le sue conseguenze nefaste sulla popolazione palestinese».
Barrot sottolinea che si tratta «di una politica che la stragrande maggioranza della comunità internazionale, fermamente convinta della soluzione a due Stati, non può accettare».
11:53
11:53
Almeno 8 morti a Tiro nei raid israeliani
Almeno 8 persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano su una popolare zona residenziale a Tiro, secondo quanto riferito dalla Protezione Civile del Libano meridionale ad Al Jazeera Arabic.
L'attacco è avvenuto poco dopo che l'esercito israeliano aveva emesso ordini di sfollamento per la città. Gli operatori della protezione civile stanno evacuando gli anziani mentre i residenti sono in fuga, ha riferito l'Agenzia di stampa nazionale. L'ordine di sfollamento includeva il quartiere cristiano della città, precedentemente escluso, ma l'esercito israeliano ha affermato che combattenti di Hezbollah operano in quella zona.
L'agenzia di protezione civile libanese afferma inoltre, sempre secondo Al Jazeera, che tre persone sono rimaste ferite, tra cui due soccorritori, in un attacco israeliano sulla città di Sharqiyeh, nel Libano meridionale. Le squadre stavano cercando di estrarre e prestare i primi soccorsi a una persona ferita, ma i suoi operatori sono stati colpiti da un secondo attacco con droni, che ha provocato lievi ferite a due membri del personale. I feriti sono stati trasportati in ospedale e il servizio di emergenza ha dichiarato che continuerà a «svolgere i propri compiti umanitari e di soccorso e a rispondere alle chiamate di emergenza, nonostante le difficili condizioni e le sfide sul campo».
11:38
11:38
Donald Trump ha annunciato 37 volte che l'accordo con l'Iran era «imminente»
Donald Trump ha annunciato che un accordo con l'Iran era imminente ben 37 volte.
A fare i conti delle dichiarazioni trionfali del presidente americano è stata Cnn, che spiega come siano passati più di due mesi da quando il presidente Donald Trump ha annunciato un cessate il fuoco con l'Iran, affermando all'epoca che le due parti erano vicine a un accordo.
Il 7 aprile, ricorda, Trump ha dichiarato sui social media che erano «a buon punto», ma che servivano due settimane affinché «l'accordo fosse finalizzato e perfezionato». Concluse dicendo che «è un onore vedere questo problema di lunga data vicino alla soluzione». La soluzione non è però arrivata, rimarca Cnn. Ciononostante, Trump ha trascorso i due mesi successivi continuando a suggerire che l'accordo fosse imminente. E lo ha fatto appunto ben 37 volte, tra post sui social media, apparizioni pubbliche e telefonate con i media, con annunci di accordo imminente o dicendo che l'Iran era disperato di raggiungerlo.
«Non c'è alcuna indicazione che ciò sia più vero oggi di quanto lo fosse il 7 aprile - scrive Cnn - Ma Trump continua a ripeterlo, o perché è un illuso, o perché cerca di calmare i mercati finanziari, o perché pensa di poterlo far avverare con la sola forza di volontà».
09:26
09:26
Israele chiede l'evacuazione della città di Tiro e delle zone circostanti
Israele ha chiesto l'evacuazione della città libanese di Tiro, inclusa la zona cristiana, e dei campi profughi e dei quartieri circostanti. Lo scrive su X il portavoce dell'Idf in lingua araba Avichay Adraee.
«Alla luce della violazione da parte del partito terroristico Hezbollah dell'accordo di cessate il fuoco e del targeting del fronte interno israeliano, le Forze di Difesa sono costrette a operare contro di esso con forza. Le Forze di Difesa israeliane non intendono danneggiarvi».
L'indicazione dell'Idf è di spostarsi «a nord del fiume Zahrani». «Per garantire la vostra sicurezza, vi invitiamo a evacuare immediatamente le vostre case secondo l'area indicata nella mappa e a spostarvi a nord del fiume Zahrani - scrive ancora il portavoce dell'esercito -. Ci rivolgiamo ai presenti nella città di Tiro, inclusi i residenti della zona cristiana e ai residenti dei campi profughi: Shabariha, Hammadiya, Jal al-Bahr, Zaqqut al-Mufdi, Al-Bass, Al-Maashuq, Burj al-Shamali, Nabatiya, Al-Hawsh, Rashidiya, Ain Baal».
«La vostra presenza vicino agli elementi di Hezbollah o alle sue installazioni o mezzi di combattimento mette a rischio la vostra vita. Come abbiamo avvertito nei giorni scorsi, a seguito delle attività degli elementi di Hezbollah all'interno della zona cristiana della città, le Forze di Difesa saranno costrette a operare contro le loro attività terroristiche nella zona nel prossimo periodo di tempo. Ogni edificio utilizzato da Hezbollah per scopi militari potrebbe essere soggetto a targeting».
«Per garantire la vostra sicurezza - conclude il militare - evacuate immediatamente le vostre case e spostatevi a nord oltre il fiume Zahrani. Attenzione - qualsiasi movimento a sud del fiume Zahrani potrebbe mettere a rischio la vostra vita».
08:43
08:43
Trump: «Se dico a Netanyahu di fare qualcosa, lui la fa»
Se Netanyahu lo ha sfidato lanciando missili contro l'Iran domenica? No, perché i missili erano «già in viaggio» quando ha parlato con il primo ministro israeliano. Lo ha detto alla Bbc, secondo quanto riportato dall'emittente britannica, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Sempre riferendosi al premier israeliano, Trump ha detto: «Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa». La telefonata con il tycoon, riporta ancora Bbc, è durata poco meno di un minuto.
In una teleconferenza con il senatore Lindsey Graham, suo stretto alleato repubblicano, ha invee detto: «Siamo stati una squadra molto agguerrita e credo che stiamo vincendo questa battaglia, ma la vittoria definitiva arriverà nelle prossime due settimane, quando dichiareremo la vittoria totale», secondo quanto riporta Al-Jazeera. «Sarà una vittoria totale. Accadrà molto presto e i prezzi del petrolio crolleranno».
08:10
08:10
Elicottero americano precipita vicino a Hormuz, equipaggio in salvo
Un elicottero d'attacco Apache dell'esercito statunitense è precipitato ieri vicino allo Stretto di Hormuz e i due membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, secondo quanto riferito da due persone informate sull'incidente. Lo scrive il New York Times.
Non è stato immediatamente chiaro se l'Apache sia stato abbattuto dal fuoco iraniano, abbia subito un guasto meccanico o abbia riscontrato qualche altro problema, ha dichiarato una delle fonti. L'incidente è oggetto di indagine.
L'episodio si è verificato dopo giorni in cui le ostilità nella regione si sono intensificate e poi attenuate, con Israele e Iran che si sono scambiati attacchi militari prima di fare marcia indietro, scrive ancora la testata Usa. Il Comando Centrale delle forze armate non ha risposto a una richiesta di commento.
L'Iran ha abbattuto circa 30 droni Reaper e alcuni caccia statunitensi sono andati persi a causa del fuoco nemico e amico dall'inizio della guerra, il 28 febbraio. Ma questo sarebbe il primo Apache perso nel conflitto.
L'elicottero d'attacco AH-64 Apache, armato con missili Hellfire, è uno dei tipi di velivolo più temibili che operano nella regione. Pattugliano la strategica via navigabile in parte per scoraggiare gli attacchi di piccole imbarcazioni e per abbattere i droni. Ma gli elicotteri si sono spinti sempre più vicino al territorio iraniano, comprese le isole controllate dall'Iran nello stretto e nel Golfo Persico, nell'ambito della strategia aggressiva mantenuta dal Comando Centrale, nonostante i negoziati discontinui tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello stretto.
In aprile, due membri dell'equipaggio di un caccia F-15E Strike Eagle abbattuto dall'Iran sono stati tratti in salvo dopo essersi eiettati dal velivolo danneggiato e aver atterrato in profondità in territorio ostile.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i piloti dell'elicottero Apache «stanno bene», scrive Reuters sul suo sito.
Parlando sulla pista dell'aeroporto internazionale John F. Kennedy prima di tornare a Washington, D.C., Trump ha affermato che «nessuno è rimasto ferito». Trump ha aggiunto che l'amministrazione pubblicherà un rapporto.
06:27
06:27
Il punto alle 6.00
«Non incontrerò Netanyahu prima che venga raggiunto un accordo per porre fine alla guerra». Lo ha detto il presidente libanese Joseph Aoun in un'intervista alla CNN. «Diciamo al governo israeliano che una soluzione militare non garantirà mai la sicurezza del nord di Israele», ha sottolineato il capo dello Stato.
«Non abbiamo altra scelta - ha precisato Aoun - se non quella di negoziare e stiamo cercando di sfruttare l'interesse personale del presidente Trump nel porre fine a questo conflitto. Ciò che viene proposto è un accordo di non aggressione o un accordo di sicurezza; quanto a un accordo di pace, noi aderiamo all'Iniziativa Araba».
Riprendono i voli a Teheran
Secondo le agenzie di stampa locali Mehr e Fars, i voli all'aeroporto Imam Khomeini di Teheran sono ripresi dopo essere stati sospesi nella notte tra domenica e lunedì a causa dei raid aerei israeliani.
«Con il ritorno alla normale operatività del settore dell'aviazione nazionale, tutti i servizi operativi» sono ripresi, ha dichiarato il portavoce dell'aeroporto Javad Salehi Artimani.
