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L'Iran all'ONU: «Stati Uniti e Israele responsabili del sangue versato»
Red. Online
16.01.2026 06:10
11:40
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«In Iran i corpi dei manifestanti restituiti solo a pagamento»

Le famiglie dei manifestanti uccisi nella sanguinosa repressione delle proteste in Iran hanno dichiarato che le autorità di Teheran chiedono ingenti somme di denaro per la restituzione dei corpi per la sepoltura.

Lo ha rivelato la Bbc, che ha raccolto le testimonianze di numerosi parenti delle vittime, secondo cui le richieste arrivano fino a 7 mila dollari. Come nel caso della famiglia di un operaio curdo che ha tentato di recuperare il corpo del proprio caro ma non può farlo in quanto non ha la somma per pagare quello che appare a tutti gli effetti come un riscatto. Si tratta di cifre molto alte, talora esorbitanti, rispetto a quanto guadagna la popolazione.

Talvolta, il personale ospedaliero ha telefonato ai parenti delle vittime per avvisarli in anticipo di recarsi a ritirare le salme prima che le forze di sicurezza potessero estorcere del denaro. L'emittente pubblica britannica ha anche ricevuto segnalazioni secondo cui i funzionari dell'obitorio Behesht-e Zahra di Teheran stanno dicendo alle famiglie che se affermano che il loro figlio era un membro di una forza paramilitare filogovernativa ucciso dai manifestanti, il corpo verrà consegnato senza alcuna richiesta di denaro.

«Ci è stato chiesto di partecipare a una manifestazione pro-governativa e di presentare il corpo come se fosse quello di un martire ma non abbiamo accettato», ha dichiarato il familiare di un giovane morto nelle proteste di piazza.

11:37
11:37
Telefonata tra Putin e Netanyahu sull'Iran

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi una conversazione telefonica sulla situazione in Iran con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, al quale ha confermato «la disponibilità della parte russa a continuare a intraprendere sforzi di mediazione appropriati, contribuendo a promuovere un dialogo costruttivo con la partecipazione di tutti gli Stati interessati».

Lo riferisce il Cremlino. «È stato concordato di proseguire i contatti a vari livelli», aggiunge l'ufficio stampa della presidenza russa.

Dopo Netanyahu, ha indicato in un briefing con i media il portavoce Dmitry Peskov, Putin ha pure chiamato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. «I dettagli saranno annunciati in seguito», ha affermato, citato dall'agenzia Tass.

10:01
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L'Iran ha intenzione di mantenere il blackout di Internet a livello nazionale almeno fino a fine marzo

L'Iran ha intenzione di mantenere il blackout di Internet a livello nazionale almeno fino al Capodanno iraniano, a fine marzo: lo scrive IranWire, citato da Iran International.

IranWire afferma che la portavoce del governo Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che l'accesso ai servizi online internazionali non sarà ripristinato prima di Nowruz, che cade intorno al 20 marzo.

Il gruppo di monitoraggio NetBlocks ha affermato che l'attuale blackout in Iran ha superato il precedente del 2019. «Nel 2019, dopo il ripristino della connettività, è stata resa nota la portata della brutale repressione», ha affermato il gruppo in un post sui social.

10:00
10:00
Il Pentagono si sta preparando a inviare più forze e risorse statunitensi in Medio Oriente

Il Pentagono si sta preparando a inviare più forze e risorse statunitensi in Medio Oriente. Lo scrive Nbc dopo che si è appreso che la portaerei Lincoln si sta spostando dal mare cinese nell'area mediorientale.

Secondo la fonte di Nbc, si tratterebbe di un gruppo d'attacco di portaerei, aerei aggiuntivi e sistemi di difesa aerea terrestri. Le forze armate dovranno anche garantire che l'esercito sia pronto nel caso in cui l'Iran dovesse attaccare le basi Usa nella regione o gli alleati degli Stati Uniti nella regione. L'equipaggiamento e migliaia di altre forze arriveranno nei prossimi giorni e settimane, ha aggiunto il funzionario.

07:53
07:53
La Nuova Zelanda chiude l'ambasciata in Iran ed evacua il personale

La Nuova Zelanda ha dichiarato di aver temporaneamente chiuso la sua ambasciata a Teheran e di aver fatto partire il suo personale diplomatico a causa del deterioramento della sicurezza in Iran.

Il personale diplomatico ha lasciato l'Iran in sicurezza a bordo di voli commerciali durante la notte, ha dichiarato un portavoce del Ministero degli Esteri. Le operazioni dell'ambasciata sono state trasferite ad Ankara, in Turchia.

06:11
06:11
Il punto alle 6.00

«Il regime degli Stati Uniti e i suoi complici, in particolare il regime israeliano, non possono sottrarsi alla responsabilità per il sangue innocente versato nel mio Paese. Non essendo riusciti a raggiungere i loro obiettivi con la guerra di aggressione nel giugno 2025, ora cercano di perseguire gli stessi scopi attraverso la destabilizzazione politica, l'incitamento a disordini interni e il caos». Lo ha detto il vice ambasciatore iraniano all'ONU Gholamhossein Darzi durante la riunione del Consiglio di Sicurezza. «Questa strategia si basa sulla creazione di vittime, sulla diffusione di notizie false e cifre gonfiate, e sulla creazione di un pretesto per l'intervento straniero - ha aggiunto - È uno schema ben noto, già utilizzato ripetutamente dall'Iraq alla Libia e al Venezuela». L'ambasciatore ha affermato che «ogni minaccia dell'uso della forza con qualsiasi pretesto costituisce una violazione della legge internazionale e della Carta ONU».

La Cina invita gli Stati Uniti a rispettare la Carta delle Nazioni Unite e ad astenersi dall'uso della forza contro l'Iran, al fine di evitare una catastrofe nella regione. Così la Tass riporta le parole di Sun Lei, incaricato d'Affari Internazionali della Missione permanente della Cina presso le Nazioni Unite. «Qualsiasi azione militare non farà altro che spingere quella regione verso un precipizio. Invitiamo fermamente gli Stati Uniti a rispettare gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e ad abbandonare la loro fissazione di usare la forza. Invitiamo inoltre tutte le parti a mostrare moderazione», ha dichiarato il diplomatico cinese durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'Iran. Lei ha sottolineato la necessità di uno sforzo di squadra da parte di tutte le parti per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.

«È per me un grande onore annunciare la formazione del Consiglio per la Pace. I membri del Consiglio saranno annunciati a breve, ma posso affermare con certezza che si tratta del Consiglio più grande e prestigioso mai riunito in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo». Lo ha annunciato Donald Trump su Truth. Gli inviti a partecipare al Board of Peace per Gaza sono stato inviati due giorni e Trump ha selezionato personalmente chi ne farà parte. I nomi potrebbero essere annunciati dal tycoon al Forum economico di Davos la prossima settimana. Del consiglio di 12 membri, la cui formazione rientra nella fase due del piano eleborato dal presidente americano, dovrebbero far parte i principali leader europei, tra i quali la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Per il Wall Street Journal a tenere i rapporti tra il Board e il comitato tecnico di 15 palestines incaricato di gestire gli affari correnti a Gaza sarà Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per la pace in Medio Oriente ed ex ministro degli Esteri bulgaro. Ma secondo il Financial Times gli Stati Uniti vogliono anche l'istituzione di un comitato esecutivo del «consiglio», di cui faranno parte Steve Witkoff e Jared Kushner.