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Un funzionario della sicurezza iraniana: «Teheran sta procedendo nella guerra in corso secondo i suoi piani. Abbiamo imparato bene nella guerra asimmetrica come logorare il nemico. L'America ha fallito nella sua strategia di attacco pulito, rapido e facile» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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13:52
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Kuwait: «Danni importanti ai siti petroliferi per l'attacco iraniano»
Diverse infrastrutture petrolifere del Kuwait sono state colpite da attacchi di droni iraniani, subendo «danni significativi». Lo ha annunciato la compagnia petrolifera nazionale. Secondo la compagnia, gli attacchi hanno provocato incendi in diverse strutture, ma non si sono registrate vittime.
12:52
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L'Iran: «Distrutti due C-130 e due elicotteri, blitz USA fallito»
Le forze armate iraniane avrebbero distrutto «due aerei da trasporto militari C-130 e due elicotteri Blackhawk» usati dagli USA per il blitz volto a soccorrere un pilota dato per disperso dopo l'abbattimento del suo caccia, un'operazione che però sarebbe «completamente fallita»: lo ha affermato un portavoce del Comando centrale militare iraniano, Ebrahim Zolfaghari, citato dall'agenzia Tasnim.
Lo stesso Zolfaghari ha descritto la missione, che secondo il presidente americano Donald Trump è riuscita, come «pretestuosa», e ha aggiunto che è stata attuata attraverso un «aeroporto abbandonato» nella provincia di Isfahan.
I velivoli della classe C-130 Hercules sono classificati dall'esercito americano come aerei militari da trasporto. Nel ricostruire l'operazione per il recupero del pilota, il «New York Times» ha riportato che due aerei da trasporto che avrebbero dovuto condurre in salvo le truppe americane coinvolte nel blitz sono rimasti bloccati in una remota area dell'Iran. A quel punto altri tre velivoli sono stati inviati per recuperare il personale militare, mentre i due che erano rimasti bloccati «sono stati fatti esplodere» per evitare che cadessero in mani nemiche.
Intanto, secondo la direttrice dell'università di scienze mediche della città di Yasouj, Roghieh Panahi, sarebbe salito ad almeno 9 morti e 8 feriti il bilancio di attacchi attribuiti agli USA nella provincia iraniana di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, raid che sarebbero avvenuti nell'ambito dell'operazione scattata per salvare un pilota statunitense dato per disperso dopo che il suo aereo era stato colpito nella zona.
«Il bilancio comprende cinque morti e otto feriti nell'area di Siah Kouh, nella città di Kohgiluyeh, e altre quattro persone uccise durante la stessa operazione nelle zone di Vazag e Kakan, vicino alla città di Boyer-Ahmad, nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad», ha aggiunto Panahi, citata dalla televisione di Stato iraniana.
12:15
12:15
Israele: «Al via un'ondata di raid contro obiettivi attribuiti a Hezbollah a Beirut»
Le forze armate israeliane (IDF) hanno reso noto di aver iniziato un'ondata di raid contro obiettivi attribuiti a Hezbollah a Beirut. «L'IDF ha iniziato a colpire infrastrutture nemiche», ha comunicato l'esercito.
Da parte sua una fonte della Difesa civile libanese citata dall'AFP afferma che sette persone, di cui sei membri della stessa famiglia, sono state uccise stamani in un attacco israeliano a Kfar Hatta, località del sud del Libano situata a oltre 40 km dal confine con Israele.
L'esercito israeliano aveva ordinato ieri sera agli abitanti di evacuare la località in vista dei bombardamenti. La famiglia, già sfollata da un villaggio più a sud, aspettava che uno dei suoi parenti venisse a prenderla perché non disponeva di un'auto, ha precisato la stessa fonte. L'uomo è stato anch'egli ucciso al suo arrivo, ha aggiunto.
L'Unicef afferma oggi che «il conflitto in corso in Libano continua a costringere le famiglie ad abbandonare le proprie case, lasciando molte persone senza accesso a beni di prima necessità. Dal 2 marzo oltre 1,1 milioni di persone, tra cui circa 390'000 bambini, sono state sfollate».
L'organizzazione delle Nazioni Unite per l'infanzia - che è sul posto e sta intensificando gli interventi di emergenza, parlando di oltre 290'000 rifugi raggiunti e migliaia di famiglie aiutate - sta distribuendo beni di prima necessità per rispondere alle esigenze più urgenti: acqua sicura, alimenti integrativi, prodotti per l'igiene, kit per neonati, kit di igiene personale, coperte e indumenti invernali, kit didattici. «I bambini in Libano non possono permettersi ulteriori ritardi. Hanno bisogno di un aiuto salvavita, adesso», conclude l'Unicef.
12:05
12:05
Operazione «Epic Fury», oltre 850 missili Tomahawk lanciati in un mese
Le navi e i sottomarini della Marina americana hanno lanciato poco più di 850 missili da crociera Tomahawk nelle prime quattro settimane dell'operazione «Epic Fury» contro l'Iran.
Si tratta, ha notato il Center for Strategic and International Studies (CSIS), del loro maggior numero mai utilizzato in una singola campagna militare, oltre i 802 registrati nel 2003 nell'ambito della «Iraqi Freedom».
Il trend, ha osservato il think-tank di Washington, pone dei problemi di reintegro delle scorte al termine di «Epic Fury» e, più in generale, agli armamenti a stelle e strisce nel loro complesso.
Sarà necessario del tempo, in altri termini, con rischi a breve termine per la sicurezza degli Stati Uniti: nell'anno fiscale 2026 è stimata infatti la consegna di appena 190 nuovi Tomahawk, i missili da crociera ritenuti tra i più efficaci e affidabili al mondo.
12:05
12:05
«5 membri dei Pasdaran uccisi nei raid di USA e Israele»
Cinque membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane (i Pasdaran) sono rimasti uccisi, mentre un sesto è rimasto ferito, in raid attribuiti a Israele e Stati Uniti avvenuti nell'area di Moghan, situata nella provincia nord-occidentale di Ardebil, al confine con l'Azerbaigian: lo ha riportato l'agenzia IRNA, citando un comunicato della base provinciale dei Pasdaran.
11:32
11:32
Pena di morte, il DFAE interviene presso l'ambasciatore israeliano
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) terrà la prossima settimana dei colloqui con l'ambasciatore israeliano in Svizzera in merito all'estensione della pena di morte nel suo paese. Il Dipartimento ribadisce la propria posizione contraria.
Il capo della Divisione pace e diritti umani Tim Enderlin è già intervenuto presso l'ambasciatore israeliano a Berna, ha comunicato oggi un portavoce del DFAE all'agenzia Keystone-ATS in relazione a una notizia del «SonntagsBlick». Il domenicale ha scritto che il DFAE avrebbe «convocato» il diplomatico.
Secondo quanto riferito dal portavoce, Enderlin esporrà anche personalmente la posizione della Svizzera all'ambasciatore Tibor Schlosser. Un incontro è previsto per la prossima settimana.
«La Svizzera rifiuta la pena di morte ovunque e in ogni circostanza, poiché è incompatibile con il diritto alla vita e la dignità umana», ha sottolineato il DFAE. La Confederazione invita Israele a rispettare pienamente i propri obblighi internazionali, compreso il divieto di discriminazione e le garanzie dello Stato di diritto e procedurali.
Lunedì la Knesset, il parlamento monocamerale israeliano, ha approvato - con 62 voti a favore e 48 contrari - la legge sull'estensione della pena di morte. Essa prevede che per «chi uccide intenzionalmente una persona nell'ambito di un atto di terrorismo, con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele» venga inflitta la pena di morte o l'ergastolo.
Davanti ai tribunali militari israeliani nei Territori palestinesi la pena di morte è addirittura obbligatoria in tali casi e, in caso di condanna deve essere eseguita entro 90 giorni tramite impiccagione da parte di una guardia carceraria.
Un ricorso presentato dall'associazione israeliana per i diritti civili è attualmente pendente presso la Corte suprema dello Stato ebraico. I critici considerano la legge razzista, poiché di fatto riguarda solo i palestinesi.
Israele aveva abolito la pena di morte per omicidio nel 1954 tranne che per i casi di genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità, crimini contro il popolo ebraico e tradimento militare. L'ultima esecuzione fino ad oggi è stata quella del criminale nazista Adolf Eichmann nel 1962.
11:22
11:22
Gaza, «4 morti e 5 feriti in un attacco di droni israeliani»
La Difesa civile della Striscia di Gaza e l'ospedale al-Shifa hanno riferito della morte di quattro persone in un attacco di droni israeliani su Gaza City, che sarebbe avvenuto nonostante il fragile cessate il fuoco in vigore nella Striscia.
Secondo la Difesa civile, l'attacco è avvenuto nelle prime ore di oggi. L'ente di soccorso opera sotto l'autorità del movimento islamista palestinese Hamas.
«Quattro martiri e diversi feriti sono stati trasportati a seguito di un attacco aereo israeliano» nella parte est di Gaza City, ha affermato questa fonte un comunicato.
L'ospedale al-Shifa, principale struttura sanitaria del territorio palestinese devastato da oltre due anni di guerra, ha confermato il bilancio, provocato da «due proiettili sganciati da un drone su un gruppo di civili», e precisando inoltre che i feriti sono cinque.
Interpellato dall'AFP sul presunto raid, l'esercito israeliano ha risposto che sta «verificando» quanto riportato.
10:49
10:49
L'Iran attacca siti petroliferi ad Abu Dhabi e in Bahrein
Le autorità di Abu Dhabi hanno reso noto di essere al lavoro per domare incendi in un impianto petrolchimico, provocati dalla caduta di detriti dopo l'intercettazione di attacchi iraniani per via aerea.
«Le autorità stanno intervenendo su diversi incendi nell'impianto petrolchimico di Borouge, causati dalla caduta di detriti a seguito di intercettazioni riuscite da parte dei sistemi di difesa aerea», ha dichiarato l'ufficio stampa dell'emirato del Golfo.
«Le operazioni sul sito sono state immediatamente sospese durante la valutazione dei danni. Non sono state segnalate persone ferite», ha aggiunto, dopo l'annuncio del ministero della difesa emiratino secondo cui si stava rispondendo ad attacchi di missili e droni provenienti dall'Iran.
In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale IRNA, l'esercito iraniano ha indicato di aver preso di mira siti dell'industria dell'alluminio negli Emirati Arabi Uniti, nonché obiettivi militari statunitensi, tra cui in Kuwait.
In effetti l'esercito kuwaitiano ha scritto stamane su X che «le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente rispondendo alle minacce ostili di missili e droni», aggiungendo che qualsiasi esplosione udita era dovuta a intercettazioni delle difese aeree.
Un altro attacco con droni attribuito all'Iran ha provocato l'incendio di un serbatoio appartenente alla società petrolifera pubblica del Bahrein, successivamente domato, ha reso noto l'azienda in un comunicato.
«Bapco Energies conferma che oggi si è verificato un incidente in uno dei suoi impianti di stoccaggio, con un incendio di un serbatoio a seguito di un attacco ostile di droni iraniani», ha dichiarato la compagnia, senza precisare il punto esatto in cui si sono sviluppate le fiamme. «L'incendio è stato completamente spento e la situazione è sotto controllo. I danni sono attualmente in fase di valutazione. Non sono state segnalate persone ferite», ha aggiunto Bapco Energies.
09:52
09:52
Hezbollah: «Lanciato un missile contro una nave da guerra israeliana». Israele smentisce
Hezbollah ha annunciato di aver lanciato un missile da crociera contro una nave da guerra israeliana al largo del Libano, per la prima volta dall'inizio della guerra con Israele iniziata più di un mese fa.
In un comunicato, il gruppo armato libanese filo-iraniano ha affermato che la nave da guerra «si stava preparando ad attaccare il territorio libanese» e che «un impatto diretto è stato confermato».
Le Forze armate israeliane (IDF) sostengono di «non essere a conoscenza» dell'episodio rivendicato da Hezbollah, riferisce il «Times of Israel».
Israele ha riferito che la sua Marina ha condotto diversi raid sul Libano da navi da guerra, tra cui uno mercoledì su Beirut nel quale sarebbe rimasto ucciso un alto funzionario di Hezbollah.
09:11
09:11
Iran: «Altri due uomini messi a morte per 'legami con Israele'»
Due uomini accusati di legami con Israele nell'ambito delle proteste avvenute in Iran a gennaio sono stati messi a morte: lo ha annunciato la magistratura.
I due «sono stati impiccati dopo che il loro caso è stato riesaminato e il verdetto finale è stato confermato dalla Corte suprema», ha riferito il sito Mizan Online. I due uomini sono stati coinvolti nelle proteste antigovernative di gennaio, ha aggiunto la stessa fonte.
Entrambi i condannati erano stati accusati di «aver attaccato un edificio, classificato come centro militare, collaborando a danneggiarlo e incendiarlo», così come «di aver cercato di raggiungere le armi custodite lì», ha spiegato la magistratura iraniana in un comunicato, aggiungendo che l'episodio risale allo scorso 8 gennaio.
Entrambi, secondo il sistema giudiziario iraniano, avevano «legami con il regime sionista, gli Stati Uniti e gruppi ostili, e hanno creato terrore nella società, conducendo operazioni contro la sicurezza del paesi». Essi «hanno confessato i loro crimini e il loro obiettivo di rovesciare la Repubblica Islamica», hanno aggiunto i magistrati iraniani, citati dall'IRNA.
08:53
08:53
L'Iran rigetta il nuovo ultimatum di 48 ore di Trump
Il comando militare centrale iraniano ha respinto ieri sera la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di distruggere le infrastrutture vitali del paese se non verrà accettato un accordo di pace entro 48 ore.
Il generale Ali Abdollahi Aliabadi, in una dichiarazione rilasciata dal quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, ha affermato che la minaccia di Trump è stata «un'azione impotente, nervosa, squilibrata e stupida». E, riprendendo il linguaggio religioso del post di Trump sui social media, ha avvertito che «il semplice significato di questo messaggio è che le porte dell'inferno si apriranno per voi».
Rivolto a Stati Uniti e Israele, un portavoce iraniano ha avvertito: «non dimenticate che se l'aggressione si estenderà, l'intera regione si trasformerà in un inferno per voi». «L'illusione di sconfiggere la Repubblica islamica dell'Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete», ha precisato secondo quanto riportano i media iraniani, ripresi dal «Telegraph».
La dichiarazione fa seguito alle minacce lanciate sempre ieri da Trump, secondo cui «l'inferno si sarebbe abbattuto» sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì.
Da parte sua un funzionario della sicurezza iraniana ha affermato che Teheran sta procedendo nella guerra in corso secondo i suoi piani e la sua «lista di obiettivi specifici», avvertendo di una «grande sorpresa» in serbo per Stati Uniti e Israele.
In una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa FARS e ripresa da Al-Jazeera, il funzionario ha affermato che la «lista di obiettivi» degli Stati Uniti è «imprecisa» e ha liquidato le minacce di Trump di colpire i ponti come «ridicole», sostenendo che si tratta di una risposta al «fallimento delle operazioni militari americane», compreso l'abbattimento dei suoi aerei da guerra.
«Abbiamo una grande sorpresa per l'America e il regime. Ci vorrà solo poco tempo», ha avvertito il funzionario. «Il loro comportamento nell'Iran meridionale potrebbe anche spostare la tempistica degli eventi a nostro favore». Il funzionario ha aggiunto che «abbiamo imparato bene nella guerra asimmetrica come logorare il nemico. L'America ha fallito nella sua strategia di attacco pulito, rapido e facile».
07:42
07:42
Gli Usa recuperano un pilota disperso, l'Iran abbatte un altro aereo
Le forze speciali americane hanno recuperato il secondo militare disperso in Iran dopo l'abbattimento dell'F-15E avvenuto venerdì. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump.
«LO ABBIAMO RECUPERATO! Miei concittadini americani, nelle ultime ore le Forze armate degli Stati Uniti hanno portato a termine una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli USA, in favore di uno dei nostri incredibili ufficiali di equipaggio - che è anche un colonnello di grande prestigio - e che sono entusiasta di potervi annunciare essere ora SANO E SALVO!», ha scritto Trump su Truth.
«Questo coraggioso guerriero si trovava dietro le linee nemiche, tra le insidiose montagne dell'Iran, braccato dai nostri avversari che, ora dopo ora, si facevano sempre più vicini; tuttavia, non è mai stato veramente solo, poiché il suo comandante in capo, il segretario alla guerra, il capo dello Stato maggiore congiunto e i suoi commilitoni monitoravano la sua posizione 24 ore su 24, pianificando con meticolosa cura il suo salvataggio», ha aggiunto il presidente nel post.
«Su mio ordine le Forze armate statunitensi hanno inviato decine di velivoli, equipaggiati con le armi più letali al mondo, per recuperarlo. Ha riportato delle ferite, ma si riprenderà perfettamente. Questa miracolosa operazione di ricerca e salvataggio si aggiunge al successo ottenuto con il recupero di un altro coraggioso pilota, notizia che non avevamo confermato nell'immediato per non compromettere la buona riuscita della nostra seconda operazione di salvataggio», ha proseguito Trump, secondo cui «è la prima volta, nella storia militare, che due piloti statunitensi sono tratti in salvo - in due operazioni distinte - nel cuore del territorio nemico».
«NON LASCEREMO MAI INDIETRO UN GUERRIERO AMERICANO! Il fatto di essere riusciti a portare a termine» le due operazioni di salvataggio «senza che un SOLO americano rimanesse ucciso, o persino ferito, dimostra ancora una volta che abbiamo raggiunto una schiacciante dominanza e superiorità aerea nei cieli dell'Iran», ha ancora scritto il presidente su Truth.
«Questo è un momento di cui tutti gli americani - repubblicani, democratici e chiunque altro - dovrebbero andare fieri, stringendosi uniti attorno a questo successo», ha continuato nel suo post. «Possediamo davvero le Forze armate migliori, più professionali e più letali nella storia del mondo. Dio benedica l'America, Dio benedica le nostre truppe e buona Pasqua a tutti!», ha concluso Trump.
Quest'ultimo e i componenti di alto livello del suo staff hanno seguito le operazioni di salvataggio del secondo componente dell'equipaggio dell'F-15E abbattuto dalla Situation Room della Casa Bianca, riporta Axios, in base a fonti ufficiali americane.
Il pilota è stato salvato diverse ore dopo l'abbattimento dell'aereo, mentre sono trascorse oltre 24 ore prima che fosse possibile localizzare e trarre in salvo il secondo componente dell'equipaggio. Le forze speciali americane sono state dispiegate sul terreno in Iran sia venerdì sia ieri nell'ambito della missione di ricerca e salvataggio.
Due funzionari statunitensi citati da Axios hanno riferito che sia il pilota sia l'ufficiale addetto ai sistemi d'arma sono riusciti a stabilire un contatto tramite i propri sistemi di comunicazione subito dopo essersi catapultati fuori dal velivolo.
Uno dei funzionari ha detto che l'operazione è stata condotta da un'unità di commando specializzata, supportata da un massiccio dispositivo di copertura aerea, e che tutte le forze coinvolte hanno ormai lasciato il territorio iraniano.
Ieri, ha riferito Axios, il militare disperso è stato localizzato ed è scattata l'operazione di salvataggio: contemporaneamente i pasdaran hanno inviato proprie forze nella regione nel tentativo di ostacolare l'intervento. Secondo le fonti i caccia dell'Aeronautica statunitense hanno condotto attacchi contro le forze iraniane per impedire loro di raggiungere l'area interessata.
Da parte sua il «Wall Street Journal», citando una fonte a conoscenza dell'operazione, scrive che droni statunitensi MQ-9 Reaper hanno colpito alcuni iraniani, troppo vicini al secondo componente dell'F-15E abbattuto, creando un fuoco di sbarramento prima che egli venisse tratto in salvo dalle forse speciali americane.
Gli Stati Uniti hanno fatto ampio ricorso ai droni MQ-9 nel corso della guerra all'Iran e almeno 16 esemplari sono andati perduti durante il conflitto. Anche alcuni caccia hanno svolto un ruolo diversivo e al fine di intercettare il presunto nemico.
Il militare salvato ha riportato ferite, ma è riuscito a sfuggire alla cattura in Iran per oltre 36 ore, aggiunge il giornale. A un certo punto, avrebbe compiuto una mossa audace per ricongiungersi con la sua squadra di soccorso.
Mentre il «New York Times» scrive che i commando americani hanno recuperato il militare grazie a un'imponente operazione che ha coinvolto centinaia di soldati delle forze speciali, decine di aerei da combattimento ed elicotteri, oltre a capacità operative nei settori cyber, spaziale e d'intelligence.
Non si sono registrate vittime tra le fila statunitensi all'interno della squadra di soccorso, ha dichiarato un alto ufficiale militare del Pentagono; tutti i commando hanno fatto ritorno sani e salvi. Gli aerei di soccorso sono atterrati in Kuwait per prestare le cure necessarie all'ufficiale ferito, ma salvo.
Aerei d'attacco hanno sganciato bombe e aperto il fuoco contro convogli iraniani per tenerli lontani dall'area in cui si nascondeva l'aviatore. Mentre le forze americane stavano convergendo verso l'aviatore abbattuto è scoppiato uno scontro a fuoco, secondo quanto riferito da due ex alti ufficiali militari vicine al dossier al «New York Times».
L'aviatore, equipaggiato con un radiofaro di segnalazione e un dispositivo di comunicazione protetto, è riuscito a coordinarsi con le forze impegnate nel salvataggio.
Con un colpo di scena finale: secondo il giornale due aerei da trasporto che avrebbero dovuto condurre le truppe in salvo sono rimasti bloccati in una remota area in Iran. Tre velivoli sono stati inviati per recuperare il personale militare, mentre i due velivoli sono stati fatti esplodere per evitare che cadessero in mani nemiche.
Stando al «New York Times», l'F-15E è stato abbattuto in una regione dell'Iran in cui vi è una significativa opposizione al governo iraniano. Di conseguenza, il militare disperso potrebbe addirittura aver contare sull'aiuto della popolazione locale per ottenere riparo e assistenza.
Pasdaran: «Abbattuto aereo USA»
Da parte loro i pasdaran, ripresi dall'agenzia iraniana FARS, sostengono che «un velivolo nemico americano che cercava il pilota abbattuto è stato distrutto nella regione meridionale di Isfahan».
Axios ricorda che durante l'operazione di salvataggio del pilota, venerdì, le forze iraniane avevano colpito un elicottero Blackhawk che partecipava alla missione. I membri dell'equipaggio hanno riportato ferite, ma l'elicottero è riuscito a proseguire il volo.
L'abbattimento dell'F-15E ha rappresentato uno scenario da incubo per le forze armate statunitensi, con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che, nelle ultime 36 ore, ha ingaggiato una corsa contro il tempo per localizzare l'ufficiale disperso nel sudovest dell'Iran.
07:28
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Il punto alle 7:30
Le forze speciali Usa hanno recuperato il secondo pilota disperso in Iran dopo l'abbattimento dell'F-15E avvenuto venerdì. Nel frattempo il presidente Trump punta a un'ulteriore escalation, che potrebbe estendersi a tutto il Medio Oriente. Secondo il Wall Street Journal, i più stretti collaboratori hanno suggerito al tycoon che colpire ponti e centrali elettriche iraniane è una legittima mossa militare per indebolire «in modo significativo» i piani missilistici e nucleari di Teheran. Trump ha fatto propria l'argomentazione nel discorso alla nazione di mercoledì, promettendo di bombardare l'Iran e di riportarlo «all'età della pietra». Alcuni funzionari hanno iniziato a chiamare privatamente la nuova fase Operazione Epic Fury 2, malgrado il nome non sia ufficiale.
Pronta la replica di Teheran: «L'intera regione diventerà un inferno per loro» se l'escalation continuerà. «Non dimenticate che se l'aggressione si estenderà, l'intera regione si trasformerà in un inferno per voi», ha dichiarato un portavoce iraniano. «L'illusione di sconfiggere la Repubblica Islamica dell'Iran si è trasformata in una palude in cui affonderete», ha precisato. La dichiarazione fa seguito alle minacce lanciate sempre ieri da Donald Trump, secondo cui «l'inferno si sarebbe abbattuto» sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì.
