Livelli ai minimi storici: la navigabilità del Reno è a rischio

I livelli del Reno preoccupano sempre di più. Tanto da aver fatto scattare l'allarme per le compagnie di navigazione. Nel corso della settimana, all'idrometro di Kaub, in Germania, punto strategico per il traffico fluviale, è atteso per la prima volta un valore inferiore a 10 centimetri (ai quali vanno sommati i 190 cm del fondale sotto lo zero idrometrico). A portare la situazione sotto i riflettori è Jens Schwanen, direttore generale dell'Associazione federale della navigazione interna tedesca (BDB), in un'intervista al Rheinische Post.
Ma non è tutto. Già ieri mattina, alla stazione di misurazione di Duisburg-Ruhrort, il livello del Reno è sceso a 150 centimetri. Un valore di solo tre centimetri superiore al minimo storico risalente al 23 ottobre 2018. Non solo: ulteriori record negativi sono stati registrati anche a Düsseldorf, dove l'acqua ha raggiunto 22 centimetri, e a Colonia, dove il livello toccato è stato di 67 centimetri, il più basso dall'inizio delle rilevazioni. L'istituto federale di idrologia tedesco teme inoltre che nei prossimi giorni i livelli delle acque possano diminuire ulteriormente, con conseguente estensione della fase di magra dei fiumi, complice l'assenza di precipitazioni.
Un Reno diviso in due
Le preoccupazioni, va da sé, non sono da poco: con livelli così bassi, infatti, la navigazione commerciale sul Reno non sarebbe più in grado di permettere il trasporto di merci nella regione. E, di più, a risentirne sarebbero anche i battelli turistici. Schwanen, dunque, non usa mezzi termini. «Una situazione di questo tipo porterebbe il Reno a non essere più navigabile per intero e a essere diviso in due», ha spiegato. Nel concreto, con l'abbassamento dei livelli a un valore inferiore a 10 centimetri, il traffico rimarrà possibile tra i porti ARA – Amsterdam, Rotterdam e Anversa – e a Colonia. Più a sud, la navigazione proseguirà sugli affluenti Neckar, Mosella e Meno e sul canale Reno-Meno-Danubio.
Preoccupazione anche a Basilea
La magra dei fiumi, neanche a dirlo, ha un impatto enorme sull'economia. Secondo l’Ufficio federale di statistica, oltre l’80% del traffico mercantile fluviale passa per il Reno. A bordo vengono trasportati principalmente materiali da costruzione, ma anche minerali, carbone e acciaio. Alcune navi da carico, come spiega la Federazione tedesca della navigazione interna, sostituiscono fino a 150 camion.
Tuttavia, con livelli idrometrici bassi, le navi devono ridurre il carico: una situazione che causa un aumento dei costi di trasporto e mette sotto pressione le catene di approvvigionamento. Per questo motivo, la scorsa settimana, le associazioni economiche basilesi, preoccupate per il futuro dell'approvvigionamento di merci via fiume, hanno chiesto che vengano adottate le misure necessarie. In un comunicato congiunto, la Camera di commercio delle due Basilea (HKBB) e la Federazione svizzera per la navigazione e l'economia portuale (SVS) hanno chiesto alla Commissione centrale per la navigazione del Reno (CCNR) di adottare «rapidamente» strategie per permettere che il fiume «rimanga un asse di trasporto affidabile» e per fare in modo che la navigazione sia garantita anche in caso di bassi livelli delle acque.
In Germania, invece, già negli scorsi giorni sono stati adottati alcuni provvedimenti per far fronte alla situazione. Alcuni Länder tedeschi, per esempio, hanno allentato il divieto di circolazione domenicale e festivo per i camion, mentre le ferrovie forniranno maggiori capacità. Non solo: il ministro dei Trasporti del Nord Reno-Westfalia, Oliver Krischer, ha chiesto «un intervento coordinato» a livello federale. A suo dire, serve infatti una task force nazionale, che abbia l'obiettivo di definire misure in grado di migliorare la situazione dei trasporti sui grandi fiumi tedeschi.
