Lo show di Trump e JD Vance: «Se non votate andrete all'inferno: i dem mutileranno i vostri figli»

Uno show pieno di promesse, esagerazioni e bugie. I fact-checker dei principali media americani hanno lavorato senza sosta nelle scorse ore, analizzando ogni sparata del presidente USA Donald Trump e del suo team. Il tycoon è tornato a parlare del «dividendo» da 5 mila dollari che verrebbe distribuito a ogni cittadino statunitense adulto in caso di vittoria repubblicana alle elezioni midterm. Riferendosi ai rivali politici, Trump ha messo in guardia: «Vi confischeranno la ricchezza, vi triplicheranno le tasse e mutileranno i vostri figli. Con me avrete un dividendo da 5 mila dollari».
Trump ha poi affermato che l'approvazione del Congresso per il dividendo non sarebbe necessaria, dicendosi «certo» che i parlamentari lo sosterrebbero qualora gli venisse chiesto di farlo. «Credo che lo farebbero, se ne avessimo bisogno. Ma riteniamo che non sia necessario», ha detto il tycoon a CBS News, rispondendo a una domanda sull'eventuale necessità di un via libera di Capitol Hill alla proposta di inviare pagamenti diretti ai cittadini americani, nell'ipotesi in cui i repubblicani mantenessero il controllo di Camera e Senato. La promessa di Trump è stata molto criticata, sia dal punto di vista etico, sia da quello economico: una iniziativa del genere costerebbe infatti oltre 1.300 miliardi di dollari.
Durante la convention di Dallas, il capo della Casa Bianca ha pure lanciato il suo monito: «Se non andate a votare andrete all'inferno». Queste elezioni di metà mandato, ha evidenziato Trump, «sono fra le più importanti. Dovete farmi un favore, il favore più grande: fate finta che sia io a correre e il mio» nome sia sulla scheda. Già il giorno precedente, Trump aveva chiesto ai presenti di fingere che fosse proprio lui il candidato di novembre, non altri esponenti repubblicani. E ha continuato: «Andate a votare. Se i democratici vincono distruggeranno tutto quello che abbiamo costruito. Rovineranno il Paese». Il tycoon ha quindi guidato i presenti all'American Airlines Center per un giuramento di fedeltà: «Alzate la mano e ripetete con me: prometto al più grande presidente della storia degli Stati Uniti, che ci ama così tanto da non riuscire neanche a respirare, che uscirò con la mia famiglia, i miei amici, e andrò a votare. Lo farò in qualunque modo. Non mi importa se sono registrato o no, proverò a barare come come fanno loro. Giuriamo che il 3 novembre andremo a votare. Sapete cosa succede se alle fine non votate? Andrete all'inferno», ha aggiunto scherzando fra gli applausi. «Andate a votare. Insieme batteremo i comunisti che vogliono distruggere il Paese», ha messo in evidenza.
Dal canto suo, il vice presidente JD Vance ha attaccato i democratici descrivendoli come il «partito dell'odio», caricando i repubblicani in vista delle elezioni midterm. In uno dei momenti più significativi della sua carriera politica e in quella che è una prima prova da candidato al 2028, il vice di Trump ha infiammato Dallas, presentando la sua visione del futuro.
Senza parlare direttamente della guerra in Iran e senza alcun riferimento al «dividendo Trump» da 5 mila dollari, Vance si è mostrato sicuro di sé: «È bello sentire gridare il proprio nome», ha ammesso. Quando dal pubblico si è alzato il coro «2028, 2028», un riferimento alla possibile presidenza americana di Vance tra due anni, il vicepresidente è apparso evidentemente soddisfatto: «Occupiamoci delle midterm, poi vedremo cosa succede», ha detto prima di lanciare un attacco frontale ai democratici. «Sono il partito che disprezza l'America e che ha simpatia per i terroristi che hanno perpetrato l'11 settembre. Non dimentichiamoci mai che l'America appartiene a chi la ama», ha affermato. E non poteva mancare un riferimento all'attivista di destra Charlie Kirk, ucciso il 10 settembre del 2025 da un cecchino appostato su un tetto mentre partecipava a un dibattito organizzato alla Utah Valley University: «Non chiedo a nessuno di concordare con me su ogni singola politica dell'amministrazione. Vi chiedo di seguire l'esempio di Charlie Kirk: non buttate via il bambino con l'acqua sporca. Ciò che vi chiedo è di riconoscere il contrasto con i radicali e di riconoscere i risultati ottenuti negli ultimi 18 mesi», ha aggiunto chiedendo agli americani di non consegnare il Paese a un «gruppo di folli» che lo distruggeranno, così come faranno con la «vostra famiglia».
«Quello che voglio per la mia famiglia, lo voglio per la vostra, perché il mio lavoro è battermi per tutti», ha incalzato illustrando la sua visione per il futuro. «Voglio che le aziende americane abbiano lavoratori americani che costruiscano la prossima generazione di grandi prodotti americani. Vogliono che i miei figli si innamorino e che si possano permettere una casa dove crescere i loro figli», ha detto fra gli applausi prima di passare la parola a Donald Trump.
Il presidente lo ha lodato e ha lodato i presenti all'American Airlines Center, «tutto esaurito anche questa sera». Come del resto ha lodato sé stesso: «Due anni fa sono stato eletto per salvare l'America e ho mantenuto tutte le promesse. Ho preso il momento buio dell'America e l'ho trasformato in una età dell'oro». Sulle note dell'inno nazionale intonato da Christopher Macchio, centinaia di palloncini sono scesi sul pubblico, segnando la chiusura dell'evento tanto voluto dal capo della Casa Bianca. «Renderemo l'America di nuovo grande», ha promesso Trump per l'ennesima volta.
