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«Lo stretto di Hormuz sarà impraticabile fino a maggio»: Inflazione più alta e minor crescita nell'Eurozona

La società di consulenza Oxford Economics prevede che lo stretto di Hormuz sarà «impraticabile fino a maggio», con «un'inflazione più alta e una minor crescita nell'Eurozona». Intanto i missili, ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran, «hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Lo stretto di Hormuz sarà impraticabile fino a maggio»:  Inflazione più alta e minor crescita nell'Eurozona



Red. Online
24.03.2026 06:45
17:01
17:01
«L'Iran ha iniziato a chiedere il pedaggio per lo Stretto di Hormuz»

L'Iran ha iniziato ad applicare tariffe di transito ad alcune navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, istituendo di fatto un pedaggio informale sul passaggio. Lo riporta l'agenzia Bloomberg, sottolineando che i pagamenti richiesti possono raggiungere i 2 milioni di dollari (circa 1,6 milioni di franchi al cambio attuale) per viaggio e sono imposti ad hoc. Alcune navi hanno già provveduto al versamento, che mostra la crescente influenza dell'Iran sullo Stretto.

15:52
15:52
Il Giappone smentisce un impegno navale in Medio Oriente

Il governo giapponese ha smentito le dichiarazioni dell'ambasciatore americano all'ONU Mike Waltz, secondo cui Tokyo si sarebbe impegnata a inviare unità della Marina militare di autodifesa (MSDF) in Medio Oriente nel contesto del conflitto in Iran.

«Il Giappone non ha assunto impegni specifici», ha affermato il ministro della difesa Shinjiro Koizumi durante una conferenza stampa.

Waltz era intervenuto poche ore prima ad un programma televisivo dichiarando che i partner di Washington, incluso il Giappone, offriranno supporto per la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall'Iran. «Abbiamo appena avuto l'impegno della premier giapponese Sanae Takaichi a impiegare unità della sua Marina», aveva affermato Waltz dopo il vertice di giovedì scorso della leader conservatrice e il presidente americano Donald Trump.

Le smentite giapponesi - confermate ieri anche dal capo di Gabinetto Minoru Kihara - evidenziano una divergenza di interpretazioni tra gli alleati sulle effettive aspettative dell'amministrazione Trump verso Tokyo.

Domenica anche il ministro degli esteri Toshimitsu Motegi aveva precisato che un eventuale impiego della MSDF per operazioni di sminamento nello Stretto potrebbe essere prese in considerazione «solo in caso di cessate il fuoco completo nel conflitto», ricordando che nel 1991 unità giapponesi furono effettivamente impiegate per sminamento nel Golfo Persico dopo l'armistizio della Guerra del Golfo. Le capacità di sminamento della Marina giapponese sono considerate tra le più avanzate al mondo.

15:18
15:18
«Lo stretto di Hormuz sarà impraticabile fino a maggio»: Inflazione più alta e minor crescita nell'Eurozona

La società di consulenza Oxford Economics prevede che lo stretto di Hormuz sarà «impraticabile fino a maggio», con «un'inflazione più alta e una minor crescita nell'Eurozona». Lo si legge in una nota in cui viene precisato che, in ogni caso, «l'incertezza sulla durata e sulla gravità del conflitto indica che le previsioni potrebbero essere passibili di una sensibile revisione nei prossimi mesi».

«Prevediamo un'inflazione al 2,9% quest'anno - sottolineano gli analisti - pari a quasi il doppio dell'1,7% che avevamo indicato in febbraio, a causa principalmente dei maggiori costi energetici», osserva il capo economista Angel Talavera. «L'ordine di grandezza del rialzo dei prezzi energetici - prosegue - avrà conseguenze sui prezzi dei generi alimentari e dei principali beni di consumo». Quanto alla crescita economica Oxford Economics pronostica per l'Eurozona un rallentamento dall'1,1% del mese scorso all'attuale 0,8%. Di conseguenza la Banca centrale europea (Bce) «alzerà i tassi a giugno e a luglio per mantenere sotto controllo l'inflazione e dimostrare di non voler ripetere gli errori commessi durante la crisi energetica del 2021 e del 2022».

«Prevediamo comunque che la Bce tornerà sui suoi passi piuttosto velocemente nel 2027, ma se la crisi si prolunga aumenteranno le possibilità di ulteriori tagli dei tassi per compensare gli ostacoli alla crescita», conclude Talavera.

15:15
15:15
Il premier del Pakistan: «Siamo pronti ad ospitare i colloqui di pace»

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad è disposta ad ospitare i negoziati per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, dopo le crescenti speculazioni sul fatto che il paese possa fungere da mediatore.

«Il Pakistan accoglie con favore e sostiene pienamente gli sforzi in corso per perseguire il dialogo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell'interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre», ha scritto su X. «Previo consenso degli USA e dell'Iran, il Pakistan è pronto e onorato di ospitare i colloqui».

Intanto il «Wall Street Journal», citando alcune fonti, riporta che l'Iran teme che le trattative per mettere fine al conflitto possano essere una trappola e puntare a uccidere il presidente del parlamento Mohammad-Bagher Ghalibaf. Secondo le fonti, Teheran sospetta che l'annuncio del presidente americano Donald Trump di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche sarebbe solo un tentativo di far calare i prezzi del petrolio prima di riprendere i raid.

Mentre tre fonti di alto livello a Teheran hanno riferito alla Reuters che la posizione negoziale dell'Iran si è irrigidita nettamente dall'inizio della guerra, con le Guardie Rivoluzionarie che esercitano una crescente influenza sul processo decisionale, e chiederà significative concessioni agli Stati Uniti se gli sforzi di mediazione porteranno a negoziati seri.

In qualsiasi colloquio con gli Stati Uniti, l'Iran non chiederebbe solo la fine della guerra, ma anche concessioni che probabilmente rappresentano delle linee rosse per il presidente americano Donald Trump: garanzie contro future azioni militari, risarcimenti per le perdite subite in tempo di guerra e il controllo formale dello Stretto di Hormuz, hanno affermato le fonti.

L'Iran si rifiuterebbe inoltre di negoziare qualsiasi limitazione al suo programma di missili balistici, hanno ancora sostenuto le fonti, una questione che era stata una linea rossa per Teheran durante i colloqui in corso quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato il loro attacco il mese scorso.

13:53
13:53
Lufthansa «Niente voli nella regione del Golfo fino a ottobre», vale anche per Swiss

A causa della «situazione instabile in Medio Oriente» Swiss e le altre compagnie aeree del gruppo Lufthansa cancellano tutti i voli per Tel Aviv e Dubai, con poche eccezioni, fino al 31 maggio compreso. I collegamenti per Abu Dhabi, Amman, Beirut, Riad, Erbil, Dammam, Mascate e Teheran saranno sospesi addirittura fino al 24 ottobre.

La sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi ha sempre la massima priorità per il Gruppo Lufthansa, si legge sul sito web di Swiss. Data la situazione in continua evoluzione, sono possibili modifiche da parte delle singole compagnie aeree, viene precisato.

La cancellazione riguarda le compagnie Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, ITA Airways ed Edelweiss. La compagnia Eurowings non volerà verso le destinazioni di Tel Aviv, Beirut ed Erbil per il momento fino al 30 aprile.

I passeggeri interessati potranno cambiare gratuitamente la prenotazione per una data successiva o, in alternativa, riceveranno il rimborso completo del prezzo del biglietto.

12:26
12:26
Zolghadr nuovo segretario del consiglio di sicurezza iraniano

Mohammad Bagher Zolghadr, comandante militare in pensione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, è stato nominato segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, in sostituzione di Ali Larijani, ucciso la scorsa settimana in un attacco israeliano. Lo riferiscono i media iraniani.

12:05
12:05
Da inizio guerra sono stati uccisi o feriti 2.100 bambini

«A ventitré giorni dall'inizio dell'escalation del conflitto in Medio Oriente, i bambini di tutta la regione stanno pagando un prezzo devastante. In media più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti, tra cui 206 in Iran e 118 in Libano». Lo ha dichiarato il vicedirettore generale dell'Unicef, Ted Chaiban, in occasione del briefing del portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite. «Quattro bambini sono stati uccisi in Israele e uno in Kuwait. Queste sono le cifre segnalate, e si prevede che aumentino con il protrarsi delle violenze. Si tratta di una media di circa 87 bambini uccisi o feriti ogni giorno dall'inizio della guerra».

Chaiban ha richiamato l'attenzione anche sugli sfollati a seguito dei bombardamenti. «In Iran, l'Unhcr stima che siano state sfollate fino a 3,2 milioni di persone, tra cui fino a 864.000 bambini. In Libano, più di 1 milione di persone sono sfollate, tra cui circa 370.000 bambini - quasi un terzo degli sfollati - con molte famiglie che hanno trovato rifugio in edifici pubblici, comprese le scuole. Circa 90.000 siriani sono tornati in Siria dall'inizio del conflitto, insieme a diverse migliaia di libanesi. In tutto il Medio Oriente, circa 44,8 milioni di bambini vivevano già in contesti colpiti da conflitti prima di questa escalation. Le conseguenze di quanto sta accadendo ora saranno durature per loro. Troppe case, scuole e ospedali, i sistemi e i servizi da cui dipendono i bambini, sono stati danneggiati o distrutti. I sistemi sanitari, già sotto pressione, stanno ora cedendo. Le catene di approvvigionamento sono interrotte» .

Il vicepresidente dell'Unicef è appena tornato dal Libano. «Più di 350 scuole pubbliche sono utilizzate come rifugi, interrompendo l'istruzione di circa 100.000 studenti (...). I servizi pubblici in Libano sono sottoposti a forte pressione. Le reti idriche sono state danneggiate. Anche operatori sanitari sono stati uccisi mentre cercavano di soccorrere la popolazione». L'Unicef ha raggiunto «151.000 sfollati interni in oltre 250 rifugi e in aree difficili da raggiungere con beni di prima necessità non alimentari. Stiamo fornendo assistenza idrica e igienico-sanitaria in 188 rifugi, a beneficio di circa 46.000 persone. Abbiamo preposizionato 221.000 confezioni di biscotti ad alto contenuto energetico (Heb) e oltre 144.000 vasetti di alimenti complementari pronti all'uso (Rucf), per prevenire la malnutrizione nei bambini. Oltre 13.000 bambini nei rifugi hanno ricevuto materiale didattico e scolastico. Quattordici bambini feriti sono stati sottoposti a interventi chirurgici salvavita . Tuttavia, l'entità dei bisogni sta aumentando più rapidamente delle risorse disponibili e più rapidamente rispetto a 18 mesi fa. Il numero di sfollati, che ha superato il milione, è cresciuto molto più rapidamente e rischia di aumentare ulteriormente».

L'Unicef chiede tre azioni immediate: «la cessazione delle ostilità e la protezione dei civili e delle infrastrutture civili; un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli per supportare le missioni che si stanno svolgendo per andare nel sud del Paese, un sostegno finanziario immediato per sostenere la risposta».

08:45
08:45
Raid Usa contro i miliziani filo-Teheran in Iraq

Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad.

07:04
07:04
Libano, 2 morti e 5 feriti in un raid aereo israeliano a sudest di Beirut

Due persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano sul villaggio di Bshamoun, a sudest di Beirut. Lo ha annunciato stamattina il Ministero della Salute libanese, mentre i bombardamenti sono proseguiti durante la notte nella periferia meridionale della capitale.

«Il raid condotto dal nemico israeliano contro il villaggio di Bshamoun, nel distretto di Aley, ha provocato, secondo un bilancio preliminare, due morti e cinque feriti tra i civili», ha dichiarato il ministero in un comunicato. Situato nel distretto montuoso di Aley, a maggioranza drusa, Bshamoun si trova al di fuori delle tradizionali roccaforti del movimento filo-iraniano Hezbollah.

07:02
07:02
L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro Israele

Stamattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme.

«L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati», ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che «i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane». I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L'esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.

06:59
06:59
Il punto alle 7

Questa mattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme.

Ieri Donald Trump ha fermato gli attacchi agli impianti energetici iraniani per cinque giorni, «il tempo necessario per dare una chance alla diplomazia e raggiungere un accordo con Teheran che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz», ha spiegato il presidente Usa. Un'affermazione che non sembra piaciuta a Israele. Entro venerdì, inoltre, dovrebbero arrivare in Medio Oriente migliaia di soldati statunitensi.