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Nella notte unità militari speciali sminavano Hormuz in segreto

Mentre negli ultimi mesi Stati Uniti e Iran si scambiavano attacchi, nello Stretto di Hormuz unità militari specializzate, di notte, compivano delicate e difficili operazioni subacquee segrete per sminare lo strategico stretto, passaggio di una larga fetta del commercio petrolifero mondiale - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Nella notte unità militari speciali sminavano Hormuz in segreto
Red. Online
06.09.2026 08:16
14:20
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Nella notte unità militari speciali sminavano Hormuz in segreto

Mentre negli ultimi mesi Stati Uniti e Iran si scambiavano attacchi, nello Stretto di Hormuz unità militari specializzate, di notte, compivano delicate e difficili operazioni subacquee segrete per sminare lo strategico stretto, passaggio di una larga fetta del commercio petrolifero mondiale, scrive il quotidiano economico finanziario britannico Finacial Times (Ft) in un articolo in cui cita «fonti a conoscenza dell'operazione».

«Principalmente di notte (gli USA) hanno inviato sommozzatori (...), robot sottomarini e mezzi subacquei specializzati nello stretto per una missione di sminamento della durata di quattro mesi», scrive il Ft. «Il delicato processo di disinnesco degli ordigni esplosivi è stato condotto sott'acqua e al buio nel tentativo di eliminare un fattore cruciale che impediva alle navi di trasportare carichi vitali attraverso lo stretto». Nelle operazioni, a quanto emerso fino al momento, non ci sono state perdite.

Il giornale finanziario britannico ricorda che l'affermazione del presidente statunitense Donald Trump, la scorsa settimana, secondo cui «tutte le mine» nelle acque internazionali dello stretto erano state rimosse o fatte brillare aveva sorpreso, e non era stata rilevata la presenza di navi cacciamine nel Golfo Persico.

«Le operazioni di sminamento di un'area marina, anche in tempo di pace, è un processo meticoloso che può richiedere mesi. Navi specializzate devono percorrere il canale navigabile, tagliando le mine dai loro ormeggi e facendole brillare quando iniziano a venire a galla. In questo caso, tuttavia, i sommozzatori della marina statunitense hanno lavorato in piccole squadre utilizzando imbarcazioni a scafo gonfiabile. Hanno individuato le mine iraniane con l'aiuto di robot sottomarini e sommergibili, come il Common Uncrewed Surface Vessel (Cub).

«È un processo estremamente lungo», ha dichiarato Nitya Labh, ricercatrice associata presso Chatham House, interpellata dal Ft. «In sostanza, si tratta di una detonazione attiva di bombe sott'acqua». Il Royal Institute of International Affairs, comunemente noto come Chatham House, è un centro di studi britannico specializzato in analisi geopolitiche e delle tendenze politico-economiche globali. Tra le più accreditate fabbriche di idee a livello mondiale, prende il nome dall'edificio dove ha sede a Londra.

08:17
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Il punto alle 8

La tensione resta alta in Medio Oriente, con nuovi episodi che coinvolgono Iran, Stati Uniti, Israele e Hezbollah. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato un drone navale statunitense che, secondo Teheran, stava cercando di entrare nello Stretto di Hormuz.

«Le forze navali della Guardia rivoluzionaria islamica hanno attaccato un drone militare americano che stava cercando di entrare nell'area protetta dello Stretto di Hormuz», si legge in una nota trasmessa dalla televisione di Stato iraniana Irib. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull'esito dell'attacco né risultano reazioni ufficiali da parte statunitense.

Israele colpisce nel sud del Libano

Parallelamente si riaccende la tensione sul fronte libanese. Israele ha annunciato raid nel sud del Libano in risposta al lancio di due droni che l'esercito israeliano attribuisce a Hezbollah.

Secondo l'Idf, i velivoli sono stati diretti contro militari israeliani impegnati nella cosiddetta Zona di sicurezza. I soldati hanno aperto il fuoco e distrutto uno dei due droni. Non vengono segnalati feriti.

L'esercito israeliano ha definito l'episodio una «palese violazione» da parte di Hezbollah e ha annunciato che continuerà a operare nella Zona di sicurezza «con l'obiettivo di rimuovere ogni minaccia» contro civili e militari israeliani.