«Nessun capo, piazze ogni sabato»: il Movimento 17 Ottobre si presenta

«Non ci rappresenta nessuno. Ci rappresentiamo da soli». Il Movimento 17 Ottobre affida a un primo comunicato e a una serie di card diffuse sui social il tentativo di definire la propria identità e annuncia l'intenzione di scendere in piazza con cadenza settimanale in diverse città italiane «fino alla caduta del Governo». Si descrive come un «processo» e non come una sigla: niente presidente, segretario, portavoce o sede. «Il nostro nome è una data, non un organigramma», si legge nel testo.
Il corteo e il nuovo profilo social
Il corteo contro il carovita del 17 ottobre, convocato dalla rete «Italia in piazza», ha raccolto circa cinquemila persone. Durante la manifestazione si sono verificati scontri e danneggiamenti; domenica sono seguiti nuovi disordini in centro. Le cronache presentano invece il Movimento 17 Ottobre come una pagina social comparsa dopo il fine settimana: non lo indicano come promotore del corteo e non accertano che i suoi gestori abbiano preso parte alle violenze.
La comunicazione del gruppo, tuttavia, non prende le distanze dai saccheggi. Il profilo ha respinto le accuse con la frase «I violenti siete voi che ci avete negato il futuro» e ha diffuso un video in cui alcuni ragazzi coinvolti nei saccheggi consegnano merce a un senzatetto, presentando il gesto come «esproprio proletario». Il Corriere della Sera segnala inoltre la circolazione, nei canali legati alla pagina, di una guida per chi partecipa alle manifestazioni.
«Non ci fidiamo» delle istituzioni
Nel comunicato, il movimento spiega la scelta di non avere una struttura tradizionale con tre forme di sfiducia: verso le istituzioni e il Governo, verso i partiti e le organizzazioni politiche classiche, e verso quella che definisce repressione preventiva. Nelle card denuncia schedature, fogli di via, denunce, infiltrazioni e pressioni su chi si espone; sostiene inoltre che le aggressioni fasciste siano tollerate.
Il movimento afferma di voler «prendere in mano» il proprio futuro, invece di lasciarlo nelle mani di quelli che definisce «cleptocrati». Non punta, scrive, a ottenere un posto al tavolo esistente, ma a «costruire un altro tavolo, tutti insieme, dal basso».
La piazza, nella visione dichiarata, non dovrebbe limitarsi alla protesta: dovrebbe diventare uno spazio di confronto, dibattito e crescita politica. Il gruppo parla di «fluidità» come strategia e richiama esperienze diverse, dalle mobilitazioni in Egitto e Tunisia a Hong Kong, Sudan, Cile, Indignados e Occupy. L’obiettivo dichiarato è imparare da ciò che ha funzionato e da ciò che è stato sconfitto.
Il Movimento 17 Ottobre ha annunciato sui social una «mobilitazione permanente» ogni sabato alle 15 in diverse piazze italiane, a partire da Milano, «fino alla caduta di questo governo ladro».

