CdT Check

Ogni estate torna la pericolosa disinformazione sulle creme solari

Dal rischio di tumori al falso mito dell'«abbronzatura sana»: attenzione alle fake news sulle creme di protezione
© Shutterstock
Facta.News
17.08.2026 09:00

Da anni circola una pericolosa narrazione disinformativa antiscientifica secondo cui le creme solari non solo non sarebbero utili a proteggere la pelle dal sole, ma addirittura dannose e cancerogene. Nel tempo, questo ha portato alla nascita di trend social per cui le persone volutamente si scottano al sole per far risaltare le linee dell’abbronzatura. Una narrazione che viene portata avanti anche da diversi personaggi pubblici. È il caso del rapper italiano Salmo, che ha condiviso un video sui suoi social dicendo di aver sviluppato un carcinoma basocellulare proprio per via dell’utilizzo delle creme solari. Ma facciamo un po’ di chiarezza.

Lo studio sul rischio di tumori

Per sostenere che le creme solari siano cancerogene viene spesso menzionato uno studio del 2023 condotto su circa 500mila partecipanti della UK Biobank. 

Questo studio, però, non dimostra affatto che le creme solari causino il melanoma, ma rileva un’associazione tra uso frequente della protezione solare e alcuni tumori cutanei. Quest’associazione, però, specificano gli stessi ricercatori nel loro lavoro, si spiega con la maggiore esposizione al sole di chi fa uso di creme solari, con un loro uso scorretto o con la possibilità che le persone abbiano iniziato a usare più crema dopo una diagnosi di tumore. Si tratta del cosiddetto «paradosso della crema solare»: chi la usa potrebbe trascorrere più tempo al sole, sentendosi maggiormente protetto, senza adottare altre precauzioni. 

Lo studio in questione sottolinea invece l’importanza di utilizzare correttamente la crema solare e di limitare l’esposizione ai raggi UV. 

Il falso mito dell'«abbronzatura sana»

L’anno scorso, la star inglese del reality show The Only Way is Essex Sam Faiers ha rivelato ai suoi 2,5 milioni di follower su Instagram di non usare la crema solare, né su di lei né sui suoi figli piccoli perché «negli anni, i bambini hanno sviluppato una buona tolleranza al sole». L’affermazione ruota intorno al falso mito secondo cui l’abbronzatura è sana e le persone tendenzialmente più scure (per via dell’abbronzatura o della propria componente genetica) non avrebbero bisogno di usare la crema. 

Si tratta di una narrazione infondata e pericolosa. L’esposizione prolungata al sole può provocare persino ustioni di secondo grado. I pericoli, però, non si limitano al breve termine: i raggi ultravioletti danneggiano il DNA delle cellule cutanee di persone sia con la pelle chiara che scura, provocando mutazioni che possono favorire l’insorgenza di tumori della pelle e accelerare l’invecchiamento cutaneo. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) classifica i raggi ultravioletti A, B e C nel gruppo 1 dei cancerogeni certi per l’essere umano. Come ricorda anche l’Istituto Nazionale Francese per la Prevenzione del Cancro (INCa), «non esiste un’abbronzatura sana»: l’abbronzatura è infatti «un attacco alla pelle, un segno di una reazione che si innesca contro i danni causati dai raggi UV, naturali o artificiali».

In questo articolo: