Mondo
La diretta

Qatar: Israele «non ostacoli» il passaggio alla seconda fase dell'accordo di pace

Due ostaggi deceduti, rapiti il 7 ottobre 2023, rimangono a Gaza e questo rischia di fermare la «fase successiva» all'attuale cessate il fuoco – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE
Qatar: Israele «non ostacoli» il passaggio alla seconda fase dell'accordo di pace
Red. Online
30.11.2025 07:41
13:10
13:10
Netanyahu chiede la grazia «per servire il bene di Israele»

«Chiedo di prendere in considerazione la concessione della grazia allo scopo di lasciarmi continuare a operare interamente per il bene dello Stato di Israele, senza che il processo giudiziario in corso continui a dividere il popolo e a influenzare decisioni governative». Lo scrive Benyamin Netanyahu nella lettera al presidente Isaac Herzog, che accompagna la richiesta di grazia.

«Il procedimento giudiziario nei miei confronti contribuisce ulteriormente a tali fratture», mentre c'è «la necessità di una riconciliazione nazionale tra tutti i cittadini», scrive il premier pur rivendicando la sua innocenza.

13:09
13:09
Netanyahu chiede la grazia al presidente Herzog

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, sotto processo per corruzione, ha presentato una richiesta formale per la grazia al presidente Isaac Herzog. Lo riferiscono i media israeliani.

L'Ufficio del capo dello Stato ha reso noto che «poco fa, il primo ministro Netanyahu ha presentato una richiesta di grazia al presidente Herzog».

La richiesta, si legge nella nota, è stata presentata al Dipartimento Legale dell'Ufficio del presidente dall'avvocato del premier Amit Hadad, e «in conformità con le procedure, è attualmente in fase di trasferimento al Dipartimento per la Grazia del Ministero della Giustizia, che raccoglierà i pareri di tutte le autorità competenti del Ministero della Giustizia».

Successivamente, i loro pareri saranno trasmessi al Consulente Legale dell'Ufficio presidenziale e al suo team per formulare un parere aggiuntivo per il presidente. La richiesta è composta da due documenti: una lettera dettagliata firmata dall'avvocato del primo ministro e una lettera firmata da Benyamin Netanyahu.

«Data l'importanza di questa richiesta straordinaria e le sue implicazioni, i documenti vengono resi pubblici (in ebraico)», conclude la nota dell'ufficio presidenziale.

Netanyahu è sotto processo dal 2020 con le accuse di corruzione, frode e abuso di fiducia, in tre distinti casi. Il presidente può concedere la grazia dopo la condanna e, solo in rarissimi casi di interesse nazionale, anche durante il procedimento.

E comunque sempre su richiesta della persona interessata o di un suo familiare stretto. A metà novembre Donald Trump aveva inviato una lettera a Herzog affinché concedesse la grazia a Netanyahu. Il capo dello Stato aveva risposto che il premier avrebbe dovuto «presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite».

13:09
13:09
Herzog: «Esaminerò la richiesta di Netanyahu con responsabilità»

Il presidente israeliano Isaac Herzog esaminerà la richiesta di grazia avanzata dal premier Benyamin Netanyahu «con responsabilità e sincerità, dopo aver ricevuto tutti i pareri pertinenti».

Lo rende noto l'ufficio del presidente, affermando di essere «consapevole che si tratti di una richiesta straordinaria che comporta implicazioni significative».

11:43
11:43
Quattro attivisti internazionali (tre italiani e un canadese) feriti in Cisgiordania

Quattro attivisti internazionali - tre italiani e un canadese - sono rimasti feriti oggi in un attacco condotto da coloni israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania, dopo che gli aggressori hanno fatto irruzione nella casa in cui alloggiavano. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa.

Secondo le fonti, circa 10 coloni israeliani mascherati hanno fatto irruzione nella residenza degli attivisti all'alba, li hanno picchiati e hanno rubato effetti personali, tra cui passaporti e telefoni cellulari.

Fonti mediche e di sicurezza palestinesi hanno riferito che i feriti sono stati trasportati all'ospedale di Gerico per le cure necessarie. I tre italiani non sono in gravi condizioni, nonostante lo shock per quanto accaduto: due ragazze hanno riportato ferite lievi, mentre il terzo dovrà restare a riposo 3 giorni. Gli attivisti sono stati assistiti dal sindaco di Gerico e dalla polizia palestinese, a cui hanno denunciato l'accaduto.

11:22
11:22
«Eliminati 4 terroristi» nel raid a Rafah nella Striscia

«Quattro terroristi sono stati eliminati» nell'operazione compiuta stamane a est di Rafah, nella Striscia di Gaza, dalle forze armate israeliane (Idf): è quanto reso noto dall'esercito stesso in un comunicato.

I quattro «erano usciti da infrastrutture sotterranee della zona», aggiunge la nota. Come sottolineano diversi media israeliani tra cui The Times of Israel, l'Idf sta verificando se tra questi quattro soggetti «eliminati» ci siano il comandante del Battaglione Mizrahi di Rafah Est di Hamas e il suo vice riguardano questi quattro individui.

10:17
10:17
L'Idf sta verificando se il comandante di Hamas a Rafah sia orto in un raid a Rafah

L'Idf sta verificando se «due terroristi eliminati» stamattina in un raid nella zona di Jenina a Rafah, nel sud di Gaza, siano il comandante del Battaglione Mizrahi di Rafah Est di Hamas e il suo vice. Lo riporta Channel 12.

I corpi sono stati trovati in un edificio colpito dopo che i sospetti erano usciti dal tunnel, dove si trovavano intrappolati dall'inizio del cessate il fuoco. Tuttavia, l'esercito israeliano sottolinea che la procedura di riconoscimento è complessa.

Secondo l'emittente israeliana, sono 44 i miliziani di Hamas in fuga dai sotterranei di Rafah uccisi finora, mentre molti altri sono stati catturati. Secondo le stime, nei tunnel ci sarebbero altri 50 uomini intrappolati sotto l'area di controllo israeliano, dove il Comand Sud dell'Idf continua a colpire per distruggere le strutture e ridurre il loro spazio di manovra.

Nelle ultime settimane, Israele ha avanzato tramite i mediatori una proposta ad Hamas, secondo cui i terroristi ancora in vita che si trovano nei tunnel a Rafah est potranno uscire, arrendersi ed essere incarcerati nelle prigioni israeliane. Secondo la proposta israeliana, potranno poi essere rilasciati e tornare nella Striscia di Gaza, a condizione che dichiarino di volersi disarmare e di non continuare a impegnarsi in attività terroristiche. Finora la fazione islamica ha respinto qualsiasi ipotesi di resa dei suoi miliziani, che tuttavia tentano la fuga alla spicciolata.

08:24
08:24
Raid israeliani nel centro e nel sud della Striscia

Aerei militari israeliani hanno lanciato un raid a est del campo di Bureij, nella zona centrale di Gaza, sul territorio situato dietro la cosiddetta linea gialla che delimita le aree sotto il controllo israeliano. Lo rende noto Al-Jazeera.

Inoltre, forze aeree dell'Idf hanno effettuato sei raid a est di Rafah, nella zona meridionale di Gaza. Le forze israeliane hanno effettuato anche, sempre secondo la testata araba, un'operazione di demolizione sotto il fuoco dell'artiglieria nel territorio situato dietro la cosiddetta linea gialla a est di Khan Younis, nella zona meridionale di Gaza.

07:41
07:41
Il punto alle 06.00

Il Qatar, Paese mediatore nel conflitto a Gaza, ha affermato che Israele «non dovrebbe ostacolare» il passaggio alla seconda fase dell'accordo di pace per il fatto che gli ultimi corpi di due ostaggi sono ancora trattenuti nell'enclave palestinese. In un'intervista con un podcast di Al-Araby Al-Jadeed, il portavoce del ministero degli Esteri, Majed al-Ansari ha dichiarato che la questione dei due corpi rimanenti «è la più importante» in questo momento. «Non crediamo che a Israele dovrebbe essere permesso di ostacolare l'attuazione dell'accordo su questi due corpi. Allo stesso tempo, naturalmente, la parte palestinese sta lavorando per recuperare i corpi e prevenire qualsiasi pretesto israeliano», ha sottolineato la fonte.

«L'attuale impegno del Qatar e dei suoi partner nella regione è quello di passare dalla prima alla seconda fase [del piano], e quindi raggiungere una pace sostenibile che possa porre fine in modo completo allo stato di guerra nella Striscia di Gaza», ha detto al-Ansari. «Raggiungere questa fase di tregua presenta sfide significative, ma l'obiettivo ora è mantenerla abbastanza a lungo da raggiungere una soluzione politica in cui tutte le parti nella regione, insieme alla comunità internazionale e agli Stati Uniti, collaborino per il successo di questo piano e la fine della guerra», ha valutato il portavoce ministeriale. Ansari ha affermato, inoltre, che qualsiasi potenziale normalizzazione tra Doha e Israele avverrà solo nel quadro di una soluzione alla questione palestinese.

Due ostaggi deceduti, rapiti il 7 ottobre 2023, rimangono a Gaza: l'agente di polizia Ran Gvili, ucciso mentre respingeva l'invasione di Hamas al Kibbutz Alumim, e il cittadino thailandese Sudthisak Rinthalak, prelevato dal Kibbutz Be'eri, dove lavorava nell'agricoltura. Ieri, il padre di Ran, Itzik Gvili, si è rivolto al raduno settimanale a Tel Aviv, affermando che non ci sarà «nessuna fase successiva» all'attuale cessate il fuoco a Gaza e «nessun 'giorno dopo' a Gaza», finché Hamas non restituirà gli ultimi due corpi.

La prima fase del piano in 20 punti di Donald Trump ha costituito la base dell'accordo di tregua e sequestro degli ostaggi tra Israele e Hamas del 9 ottobre. Nella fase successiva del piano, Israele dovrebbe ritirarsi ulteriormente dalla Linea Gialla, istituire un'autorità di transizione per governare Gaza, dispiegare una forza di sicurezza multinazionale che sostituisca l'esercito israeliano, disarmare Hamas e avviare la ricostruzione. Oltre a detenere ancora due corpi, Hamas si è finora rifiutato di raggiungere un accordo sulla questione della smilitarizzazione. Israele insiste sulla necessità di smilitarizzare la Striscia prima che il piano di Trump possa procedere.