Proteste in Italia

«Rivoluzione, istruzioni per l’uso»: il vademecum nelle chat del «Movimento 17 ottobre»

Il trentenne fermato avrebbe usato anche l’IA per la comunicazione – Pure la moglie risulta ora indagata
© KEYSTONE (EPA/MATTEO CORNER)
Red. Online
25.10.2026 15:28

Il fermo del trentenne indicato come presunto promotore del «Movimento 17 ottobre» apre nuovi interrogativi sul funzionamento della rete social legata alle proteste nelle piazze italiane.

Chat e intelligenza artificiale

Secondo l’Agenzia Giornalistica Italia (AGI), dall’analisi della chat Telegram del Movimento sarebbe emerso che il trentenne – indagato per istigazione a delinquere, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e terrorismo – avrebbe usato l’intelligenza artificiale per curare la comunicazione della propaganda del gruppo, anche se non è noto quali testi o materiali sarebbero stati realizzati con l’IA.

Nella stessa chat circolava anche «Rivoluzione, istruzioni per l’uso», un vademecum — cioè una guida pratica per le manifestazioni — con indicazioni sull’organizzazione, l’equipaggiamento e l’assistenza ai partecipanti, riferiscono i media italiani. Non è però al momento chiaro chi lo abbia preparato o se rappresentasse la linea ufficiale del Movimento. Il vademecum recava la dicitura «Liberamente ispirato dal manuale della Rivoluzione egiziana del 2011».

«Abbigliamento e attrezzature essenziali»

Il vademecum circolato descriveva un’organizzazione per aggregare i partecipanti lungo il percorso, oltre a fornire indicazioni sull’equipaggiamento, il primo soccorso e il mutuo soccorso. Tra i consigli riportati figuravano occhiali protettivi, kefiah o mascherina FFP2, felpa con cappuccio, guanti e scarpe adatte a muoversi rapidamente. Per il primo soccorso il vademecum menzionava cerotti, bende, disinfettante, acqua e antidolorifici. Il testo suggeriva inoltre Maalox liquido e aceto sulla kefiah, presentandoli come rimedi contro i lacrimogeni. Sul comportamento in piazza, l'invito era a procedere in file parallele, gridare slogan e tentare di superare i cordoni delle forze dell’ordine, oltre a prestare soccorso reciproco.

Uno screen
Uno screen

L'Adnkronos riferisce che nelle chat legate al «Movimento 17 ottobre» circolava anche «Safer in the street», presentata come una guida tascabile per chi partecipa per la prima volta a una manifestazione. Il testo affronta i controlli di polizia prima dei cortei e i diritti in caso di identificazione o fermo. Indica inoltre come comportarsi se qualcuno cade, si ferisce o viene arrestato. Un capitolo è dedicato a foto e video, con l’invito a valutare con attenzione la diffusione di immagini che possano identificare altri partecipanti.

Anche la moglie è indagata

I media italiani collocano le guide e i messaggi nelle chat o nei canali del «Movimento 17 ottobre» e attribuiscono al trentenne fermato un ruolo nella gestione o nella promozione della rete. Non è noto, però, chi abbia materialmente redatto il vademecum o i singoli contenuti. La gestione di una chat, da sola, non basta a stabilirne l’autore. L’attribuzione dei singoli contenuti resta quindi da accertare.

Anche la moglie del trentenne risulta ora indagata per istigazione a delinquere in concorso. Secondo gli inquirenti, riferisce La Provincia di Como, entrambi avrebbero amministrato le pagine Instagram e Telegram del Movimento.

Sabato 24 ottobre

Anche sabato 24 ottobre le manifestazioni hanno attraversato diverse città italiane. A Milano circa 10 mila persone hanno sfilato in un corteo conclusosi senza incidenti di rilievo. A Roma, intorno alle 17.40 un gruppo staccatosi dal corteo è entrato nel Colosseo; poco dopo, diretto verso la stazione Termini, ha lanciato bottiglie e petardi contro le forze dell’ordine, intervenute con cariche e idranti. A Bologna, un presidio inizialmente tranquillo in piazza Nettuno è sfociato in scontri che sono proseguiti per ore tra via Marconi e via Riva di Reno, con lacrimogeni, idranti, cassonetti incendiati e vetrine danneggiate. A Firenze ci sono stati brevi scontri quando alcuni manifestanti hanno tentato di forzare un cordone di polizia.

Stando alle informazioni disponibili, il «Movimento 17 ottobre» è nato dopo la manifestazione del 17 ottobre, promossa da «Italia in Piazza». Le due realtà non coincidono: dopo gli scontri, gli amministratori di «Italia in Piazza» avevano condannato le violenze, sostenendo che fossero state compiute da gruppi estranei alla mobilitazione. Il giorno successivo alcuni partecipanti hanno aperto una nuova chat, nella quale contestavano al gruppo originario una linea troppo liberale e poco spazio per le decisioni collettive. Alla vigilia dei cortei del 24 ottobre, «Italia in Piazza» ha comunicato che non avrebbe aderito.
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