Il punto

Sempre più droni sugli aeroporti europei

Da Göteborg (Svezia a Liegi (Belgio), si moltiplicano gli avvistamenti - Bruxelles riceverà presto supporto anti-UAV - Si sospetta un collegamento con la controversia controversia sull'uso dei beni russi congelati detenuti dal Belgio
©OLIVIER HOSLET
Red. Online
07.11.2025 17:01

Droni, droni e ancora droni: nei cieli sopra gli aeroporti europei gli avvistamenti, giorno dopo giorno, si moltiplicano. All'inizio della settimana, alcuni velivoli senza pilota sono stati avvistati sopra l'aeroporto di Bruxelles e di Liegi, e nelle vicinanze delle basi aeree militari di Kleine-Brogel e Florennes. Ieri sera, giovedì, è stato chiuso l'aeroporto di Göteborg (Landvetter) – il secondo più grande di Svezia per numero di passeggeri – per qualche ora. Diversi voli sono stati reindirizzati all'aeroporto di Malmö, dopo che alcuni droni sospetti sono stati avvistati volare nell'area.  Il quotidiano svedese Aftonbladet, scrivendo degli avvistamenti, ha riferito di aver parlato con un testimone che ha dichiarato di avere «materiale fotografico dei droni». «Ero in piedi e stavo fotografando un aereo quando ho visto qualcosa di piccolo nel cielo. Dopo poco capito che si trattava di un drone, perché era piccolo e aveva delle luci», ha dichiarato la persona interpellata da Aftonbladet. 

Ma gli avvistamenti di ieri sera non si limitano ai cieli svedesi. Poche ore dopo la riunione del Consiglio di sicurezza nazionale del governo, sono stati segnalati – di nuovo – droni sopra l'aeroporto di Bruxelles e su quello di Liegi. Entrambi gli scali si sono visti dunque costretti, una volta di più, a limitare il proprio traffico aereo. Parallelamente, altri avvistamenti di droni non confermati sono stati segnalati anche nelle vicinanze della centrale nucleare di Doel e del centro di ricerca nucleare SCK a Mol, secondo quanto riportato da Het Laatst Nieuws. Altri droni, ancora, sarebbero stati avvistati anche nel porto di Anversa, secondo quanto scrive VRT. Brussels Airlines, nelle scorse ore, ha affermato che la compagnia si prepara ad affrontare i forti impatti economici derivante dagli incidenti coi droni che hanno interessato il traffico aereo del Belgio negli ultimi giorni. 

La situazione, soprattutto per il Belgio, sta diventando, va da sé, insostenibile. Secondo quanto si legge sui media locali, dunque, è probabile che Bruxelles riceverà presto «supporto anti-droni» da parte dell'esercito tedesco. L'obiettivo, neanche a dirlo, è quello di porre fine, una volta per tutti, ai ripetuti episodi di avvistamento di droni che ormai da settimane continuano a verificarsi. 

A tal proposito, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha ipotizzato che i ripetuti avvistamenti di droni di questa settimana sul Belgio siano verosimilmente collegati alla «controversia sull'uso dei beni russi congelati detenuti dal Belgio». 

Timori per i possibili attacchi russi

Parallelamente, mentre le preoccupazioni relative ai droni si intensificano, Alexander Sollfrank, alto funzionario militare tedesco, ha lanciato un duro avvertimento. A suo dire, la Russia avrebbe la capacità di «effettuare un attacco limitato contro il territorio della NATO». «Se si considerano le attuali capacità e la potenza militare di Mosca, quest'ultima potrebbe sferrare un attacco su piccola scala contro il territorio della NATO già domani», ha dichiarato il generale Sollfrank in un'intervista a Reuters. «Piccolo, rapido, limitato a livello regionale, niente di grande. La Russia è troppo impegnata in Ucraina per farlo». 

Secondo Sollfrank, la decisione di Mosca di attaccare la NATO potrebbe dipendere da tre fattori. In primo luogo, dalla forza militare della Russia. Poi, dai suoi precedenti militari e infine dalla sua leadership. «Questi tre fattori mi portano a concludere che un attacco russo è possibile. Che ciò avvenga o meno dipende in larga misura dal nostro comportamento», ha aggiunto Sollfrank. 

Nel frattempo, nelle scorse ore, la Commissione europea ha adottato norme più severe per il rilascio dei visti ai cittadini russi che desiderano entrare nell'Unione europea. Una risposta a quelli che vengono definiti «i maggiori rischi per la sicurezza derivanti dalla guerra di aggressione ingiustificata e non provocata della Russia contro l'Ucraina». Nello specifico, le nuove norme prevedono che i cittadini russi non potranno più ricevere visti a ingressi multipli. Inoltre, dovranno presentare domanda, individualmente, ogni volta che vogliono recarsi nell'UE.

«L'obiettivo è quello di attenuare le minacce alla politica pubblica e alla sicurezza interna, consentendo al contempo eccezioni per casi limitati e giustificati, come i giornalisti indipendenti e i difensori dei diritti umani, garantendo un'applicazione uniforme in tutti gli Stati membri e impedendone l'elusione», ha chiarito la Commissione.