Svelato il Tupolev Tu-454: il nuovo gigante russo che vuole sfidare Airbus e Boeing

Il passato, a volte, ritorna. Soprattutto in Russia e, nello specifico, nel settore dell’aviazione. Tupolev, visto il perdurare della guerra in Ucraina e a fronte delle sanzioni occidentali varate nei confronti di Mosca, per garantire stabilità e prospettive alla flotta commerciale del Paese ha dapprima rispolverato alcuni aerei dismessi e, in seconda battuta, riattivato la produzione del Tu-214, aereo a medio raggio mutuato dal Tu-204 e, quindi, da un progetto di decenni fa. Il «nuovo» velivolo, totalmente russificato a livello di componenti, ha effettuato il primo volo di prova nel novembre del 2024 mentre lo scorso 27 dicembre l'Agenzia federale per il trasporto aereo, Rosaviatsiya, ha dato il via libera alla produzione.
Tradotto: il Tu-214 può essere sfornato in serie. Deve, verrebbe da dire, dal momento che a causa delle citate sanzioni le compagnie aeree russe dipendono (e dipenderanno) sempre più dal cosiddetto made in Russia per rinnovare le rispettive flotte. Più facile a dirsi che a farsi, al netto della fiducia sbandierata dai vertici aziendali. Il project manager di Tupolev, Alexey Shadanov, ha dichiarato che dal 2027 dovrebbero essere costruiti dodici esemplari all’anno mentre dal 2028 la produzione salirà a venti velivoli. Presente al Venture Forum di Kazan, come riporta aeroTELEGRAPH, Shadanov ha aggiunto che Tupolev sta lavorando anche su nuovi progetti e tecnologie, in particolare con «istituti e centri di ricerca leader del settore». L’obiettivo? Arrivare a costruire anche un aereo a lungo raggio, in grado di rivaleggiare con gli attuali leader del settore, l’Airbus A350 e il Boeing 787 Dreamliner. È stato individuato già il nome: Tu-454. Di nuovo, più facile a dirsi che a farsi.
Al di là delle prime dichiarazioni, al momento si sa molto poco di questo Tu-454. I media russi parlano di un’autonomia attorno ai 15 mila chilometri e una capacità di 350 passeggeri. I motori? Una coppia di PD-26 di Aviadvigatel, dove 26 sta per le tonnellate di spinta. Musica del futuro, sempre che le prime rivelazioni trovino poi conferma e concretezza.
