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Le imbarcazioni hanno invertito la rotta e fatto ritorno ai porti iraniani dopo essersi imbattute nel blocco navale Usa in vigore da ieri – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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19:58
19:58
«Due navi legate all'Iran passate a Hormuz tornano indietro»
Due navi ritenute collegate all'Iran che sembravano aver attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l'imposizione del blocco degli Stati Uniti hanno ora cambiato rotta per tornare indietro. Lo riferisce Bbc Verify in base a dati di tracciamento navale.
In particolare, la petroliera Rich Starry, soggetta a sanzioni USA e che dichiara di trasportare merci, ha navigato verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, attraverso lo Stretto durante la notte, ma ora ha cambiato direzione, secondo i dati disponibili.
Anche la portarinfuse Christianna, che aveva attraversato lo Stretto ieri, facendo scalo a Bandar Iman Khomeini in Iran, ha ora cambiato direzione.
Un'altra petroliera, la Elpis, soggetta a sanzioni statunitensi, ha tuttavia attraversato lo Stretto oggi dirigendosi verso est e, stando ai dati di tracciamento, potrebbe provenire dal porto iraniano di Bushehr. I dati indicano ancora che la nave è ferma a est dello Stretto.
È possibile, precisa Bbc Verify, che queste navi abbiano trasmesso falsi segnali di posizione, una pratica nota come «spoofing», per mascherare la propria posizione.
18:52
18:52
Libano: «Almeno 2.124 uccisi dal 2 marzo, tra loro 168 bambini»
Almeno 35 persone sono state uccise negli attacchi israeliani contro il Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese nel suo aggiornamento quotidiano, mentre funzionari libanesi e israeliani si incontrano a Washington, DC, per discutere di possibili colloqui per un cessate il fuoco, scrive la Cnn.
Secondo quanto riferito dal ministero della Salute, gli attacchi aerei del Paese contro il Libano hanno causato la morte di almeno 2.124 persone dal 2 marzo. Tra le vittime figurano 168 bambini e almeno 88 operatori sanitari.
Israele ha iniziato gli attacchi contro quelli che definisce obiettivi di Hezbollah, sostenuto dall'Iran, nel Paese poco più di sei settimane fa, e ha continuato a condurre raid anche dopo l'attuale cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.
18:02
18:02
Trump: «I colloqui con l'Iran potrebbero riprendere nei prossimi giorni»
I colloqui tra Stati Uniti e Iran potrebbero riprendere nei prossimi due giorni. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista al New York Post.
«Abbiamo in mente un altro luogo» , ha aggiunto. «Si stanno muovendo delle cose ma non credo che sarà lì che faremo il nostro prossimo incontro», ha spiegato il presidente riferendosi al Pakistan.
17:57
17:57
USA: «Sei navi mercantili fermate dal blocco di Hormuz»
Sei navi mercantili hanno invertito la rotta e fatto ritorno ai porti iraniani dopo essersi imbattute nel blocco navale USA in vigore da ieri. Lo ha detto il Comando centrale americano in un post sui social media.
Oltre 10.000 militari americani e 12 navi della US Navy sono impegnati nel blocco dei porti iraniani, che viene attuato «nei confronti di navi di tutte le nazioni» in entrata o in uscita dai porti dell'Iran, ha precisato il Comando.
17:23
17:23
Rubio riceve gli ambasciatori di Israele e Libano per colloqui diretti
Marco Rubio ha ricevuto al dipartimento di Stato l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, e l'ambasciatrice libanese negli Stati Uniti, Nada Hamadeh Moawad. Si tratta dei primi colloqui diretti tra i due Paesi in decenni.
16:53
16:53
Dal Regno Unito l'appello a cogliere l'occasione per la pace
Un appello a Israele e Libano a cogliere «l''opportunità» di un negoziato di pace per arrivare a un accordo è stato sottoscritto oggi dai ministri degli Esteri di 17 Paesi - europei e non - raccolti attorno al Regno Unito. Lo si legge sul sito del governo britannico di Keir Starmer.
A firmarlo assieme a Londra sono, al momento, Australia, Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Islanda, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.
La sollecitazione appare rivolta in particolare a Israele e ribadisce la richiesta già avanzata da tutti i governi coinvolti negli ultimi giorni che il cessate il fuoco fra Iran e Usa sia allargato con urgenza anche al Libano: dove «la continuazione della guerra mette a rischio la de-escalation regionale».
Nel testo, i firmatari elogiano «l'iniziativa del presidente (libanese) Aoun per l'apertura di negoziati diretti con Israele» e la risposta positiva israeliana ad avviarli attraverso «la facilitazione degli Usa». «Un'opportunità che entrambe le parti devono cogliere», si legge ancora nella nota diffusa dal Foreign Office, nella prospettiva di un accordo in grado di garantire «la sicurezza» d'Israele e Libano che i 17 si dichiarano pronti a «sostenere».
Il comunicato include un nuova «condanna nei termini più forti degli attacchi di Hezbollah contro Israele». Ma anche «una condanna nei termini più forti degli attacchi massicci d'Israele sul Libano dell'8 aprile», con un bilancio di «più di 350 morti e oltre 1000 feriti». I 17 insistono poi sulla necessità che «i civili e le infrastrutture civili siano protette nel rispetto della diritto umanitario internazionale». E condannano «con forza» pure tutti gli attacchi contro i militari del contingente di pace Onu dell'Unifil. Riaffermano infine il sostegno alla popolazione e alle autorità libanesi e «l'importanza del rispetto dell'integrità territoriale del Libano, della sua sovranità, nonché della piena attuazione della risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». Non senza elogiare in parallelo «la decisione del governo di Beirut di mettere al bando le attività militari degli Hezbollah» per imporre «il solo monopolio delle autorità» dello Stato libanese sulle armi, incoraggiandone «una piena e rapida applicazione»
16:32
16:32
Kepler: «Nuove regole per Hormuz, 1 dollaro a barile sui carichi liquidi»
Il sito web Kepler, specializzato in informazione energetica, ha riferito che l'Iran sta creando un quadro più definito per gestire il transito delle navi nello stretto di Hormuz. Lo riporta Iran International.
Secondo il rapporto, sarà fissata una tassa da un dollaro al barile per i carichi liquidi, da pagare in criptovalute prima dell'uscita dal Golfo Persico. L'isola di Lark farebbe da centro amministrativo e di controllo per questo processo e le navi, prima di ottenere il permesso per il passaggio nello Stretto, dovrebbero fornire documenti con all'interno le «specifiche tecniche dell'imbarcazione».
16:07
16:07
Il FMI taglia il PIL mondiale al 3,1% a causa della guerra in Medio Oriente
Il Fondo monetario internazionale (FMI) taglia la crescita globale al 3,1% nel 2026, 0,2 punti percentuali in meno delle stime di gennaio, e conferma al 3,2% quella del 2027, in un'economia sotto pressione per la guerra in Medio Oriente.
Il quadro si basa su una «previsione di riferimento» che la guerra abbia «durata, intensità e portata limitate», tali per cui le perturbazioni si attenuino entro metà 2026 e mantengano un aumento del 19% delle materie prime per l'intero anno, spiega il Fondo nel suo ultimo World Economic Outlook (WEO).
La crescita globale quest'anno dovrebbe rallentare al 2,5% nel 2026 e risalire al 3,0% nel 2027 in uno scenario più avverso, ma calerebbe ulteriormente a quasi il 2,0% quest'anno e al 2,2% il prossimo nello scenario peggiore di tutti e «questo significherebbe sfiorare una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%), cosa che si è verificata solo quattro volte dal 1980, con le ultime due occasioni che corrispondono alla crisi finanziaria globale e alla pandemia di Covid-19», scrive l'FMI. Nello scenario peggiore si rischia la «più grande crisi energetica dei tempi moderni».
L'inflazione globale complessiva dovrebbe aumentare al 4,4% nel 2026 (+0,7 punti rispetto al rapporto di ottobre) e scendere al 3,7% nel 2027, segnando revisioni al rialzo per entrambi gli anni. In uno scenario avverso caratterizzato da aumenti più consistenti e persistenti dei prezzi dell'energia, l'inflazione salirebbe rispettivamente al 5,4% e poi rallenterebbe al 3,9%. «La maggior parte dell'impatto sull'inflazione e oltre la metà dell'impatto sulla crescita nel 2026 derivano dall'aumento dei prezzi dell'energia».
L'aumento dei prezzi del petrolio e del gas sottrarrebbe alla crescita 0,6 punti percentuali nel 2026 e ulteriori 0,5 punti percentuali nel 2027. Le aspettative di inflazione e le condizioni finanziarie ridurrebbero la crescita di 0,7 punti percentuali nel 2026 e di 0,5 punti percentuali nel 2027, riflettendo in parte una risposta di politica monetaria più aggressiva.
La revisione al ribasso per il 2026 riflette in gran parte le perturbazioni derivanti dal conflitto in Medio Oriente, parzialmente compensate dall'effetto di trascinamento dei recenti dati positivi e dalla riduzione delle aliquote tariffarie. Malgrado le modifiche su crescita e inflazione appaiano relativamente modeste a livello globale, il tributo pagato dalla regione del conflitto e dalle economie più vulnerabili, in particolari quelle emergenti e in via di sviluppo importatrici di materie prime, è molto più pronunciato. Per queste ultime, infatti, il taglio è dello 0,3% rispetto all'Aggiornamento del Weo di gennaio, mentre le previsioni rimangono sostanzialmente invariate per le economie avanzate.
In assenza del conflitto di USA e Israele contro l'Iran, l'istituzione di Washington avrebbe addirittura apportato una «lieve revisione al rialzo della crescita per il 2026 rispetto a quanto previsto nell'aggiornamento del WEO di gennaio, pari a 0,1 punti percentuali, portandola al 3,4%», grazie alla maggiore crescita centrata nel 2025: il 3,4%, un risultato superiore di 0,6 punti rispetto alle attese dell'FMI.
In più, indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie di natura commerciale, rileva il Fondo. Il ruolo cruciale degli elementi di terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito.
Una rivalutazione delle aspettative di profitto relative all'intelligenza artificiale (IA) - o aspettative ridotte sui margini di ricarico sostenibili, a fronte di una concorrenza più intensa - anche qualora si realizzassero guadagni di produttività, potrebbe comportare un calo degli investimenti e innescare un'improvvisa correzione nei mercati finanziari, avverte l'FMI.
Deficit di bilancio più ampi e un debito pubblico crescente - partendo da una situazione in cui i margini fiscali risultano già sotto stress - potrebbero poi esercitare pressioni sui tassi di interesse a lungo termine e, di riflesso, sulle condizioni finanziarie generali.
Infine, un'erosione delle istituzioni - inclusa l'indipendenza delle banche centrali e la credibilità della politica monetaria - «potrebbe far aumentare le aspettative inflazionistiche, specialmente in un momento in cui l'inflazione complessiva è in crescita a causa di uno shock sui prezzi più rilevanti, sottolinea ancora il Fondo.
Sul fronte positivo, l'attività economica potrebbe ricevere ulteriore slancio dagli investimenti legati all'IA e anche dall'aumento della spesa per la difesa, stimolato da un'escalation delle tensioni geopolitiche.
16:06
16:06
«Quattro persone morte in un raid israeliano, tra cui un bambino»
Quattro persone, tra cui un bambino, sono state uccise in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza settentrionale. Lo ha riferito la Protezione Civile del territorio palestinese.
Diverse altre persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in ospedale «dopo che un raid aereo israeliano ha preso di mira un veicolo della polizia» a Gaza City, ha detto Mahmoud Bassal, portavoce dell'organizzazione di pronto soccorso affiliata ad Hamas. L'ospedale ha confermato di aver ricevuto i corpi delle vittime.
L'esercito israeliano, contattato, ha dichiarato di essere «in fase di verifica» dell'informazione. Un filmato dell'Afp da Gaza mostra palestinesi riuniti attorno al corpo di un uomo che veniva poi caricato su una barella e trasportato per essere sepolto, attraverso strade piene di macerie, nel cuore di una città in rovina.
16:05
16:05
FMI: «Lo shock energetico attuale è comparabile a quello del 1974»
Se la guerra in Medio Oriente dovesse finire ora, ci sarebbe per il resto dell'anno un effetto trascinamento per i problemi delle forniture energetiche globali, creando uno shock comparabile con quello del 1974. Lo ha affermato il capo economista del Fondo monetario internazionale (FMI) Pierre-Olivier Gourinchas, presentando l'ultima edizione del World Economic Outlook.
L'esperto ha però anche aggiunto che «ci sono due differenze sostanziali». L'economia globale, innanzitutto, è «meno legata del passato al petrolio, con fonti energetiche alternative e sistemi pi efficienti». L'altro punto, invece, si basa sul fatto che «in passato le banche centrali sostenevano le attività produttive, mentre ora sono attente a tenere l'inflazione sotto freno».
15:02
15:02
Pena capitale per altri quattro iraniani, tra cui una donna
Le autorità iraniane hanno condannato a morte altre quattro persone, tra cui una donna, per le proteste del gennaio di quest'anno. Lo riferiscono diverse organizzazioni per i diritti umani.
I quattro sono stati condannati a morte da un tribunale rivoluzionario di Teheran presieduto dal famigerato giudice Imam Afshari, dopo essere stati riconosciuti colpevoli di aver compiuto azioni per conto degli Stati Uniti, hanno dichiarato in comunicati separati l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana) e il Centro Abdorrahman Boroumand. Erano stati accusati di aver lanciato blocchi di cemento da un edificio residenziale contro le forze di sicurezza nella capitale. Non è stato immediatamente chiarito quando sia stata emessa la sentenza.
I quattro condannati sono stati identificati come Mohammadreza Majidi-Asl e sua moglie Bita Hemmati, insieme ad altri due uomini, Behrouz Zamaninejad e Kourosh Zamaninejad, che vivevano nello stesso palazzo di Teheran della coppia. Si ritiene che Hemmati sia la prima donna a essere condannata a morte per le proteste. Il Centro Abdorrahman Boroumand ha affermato di credere anche che Hemmati sia la donna apparsa in un video trasmesso dalla televisione di stato a gennaio, mentre veniva interrogata personalmente dal capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei.
L'Iran ha già impiccato sette persone in relazione alle proteste che, secondo gli attivisti, sono state represse con una violenza tale da causare migliaia di morti e decine di migliaia di arresti. Le organizzazioni per i diritti umani accusano la Repubblica islamica di utilizzare la pena di morte come strumento di repressione per instillare paura nella società e temono che intensificherà le esecuzioni capitali in seguito alla guerra contro Israele e gli Stati Uniti.
14:40
14:40
«L'Iran valuta una pausa delle spedizioni attraverso Hormuz»
L'Iran sta valutando una pausa a breve termine nelle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, per evitare di mettere alla prova il blocco statunitense e di far naufragare un nuovo ciclo di colloqui di pace. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti.
La potenziale pausa riflette il desiderio di evitare una escalation mentre Washington e Teheran valutano la possibilità di un secondo incontro di persona.
14:15
14:15
Netanyahu paragona i siti nucleari iraniani a Auschwitz
Durante un discorso pre-registrato in occasione della Giornata della Memoria israeliana da Yad Vashem, il principale centro mondiale per la memoria dell'Olocausto, il premier Benjamin Netanyahu ha paragonato i siti nucleari iraniani ai campi di sterminio nazisti, affermando che «se non fossimo intervenuti in Iran, i nomi di Natanz, Fordow, Isfahan e Parchin sarebbero probabilmente stati ricordati con eterno terrore, esattamente come Auschwitz, Treblinka, Majdanek e Sobibor».
Nel corso del suo intervento, riportato da Times of Israel, Netanyahu ha attaccato anche l'Europa, accusandola di «aver perso il controllo della propria identità, dei propri valori, della propria responsabilità di difendere la civiltà dalla barbarie». «Ha molto da imparare da noi», ha detto il premier, «specialmente riguardo la distinzione morale fra bene e male», ha concluso.
13:32
13:32
«Il Pakistan lavora per estendere la tregua tra USA e Iran»
«Fonti pachistane di alto livello» interpellate dall'Afp affermano che «sono in corso sforzi per riportare» Usa e Iran «al tavolo delle trattative» e una di loro ha dichiarato che si sta «lavorando per ottenere una proroga del cessate il fuoco oltre la scadenza attuale, in modo da avere più tempo a disposizione».
«Sono in corso sforzi per riportare entrambe le parti al tavolo delle trattative; ovviamente desideriamo che tornino a Islamabad, ma la sede non è ancora definitiva», ha dichiarato una delle fonti all'Afp, aggiungendo che «l'incontro potrebbe tenersi a breve, anche se le date non sono ancora state confermate». «Stiamo lavorando anche per ottenere una proroga del cessate il fuoco oltre la scadenza attuale, in modo da avere più tempo a disposizione», ha detto la stessa fonte.
13:28
13:28
Le compagnie aeree chiedono all'UE misure di emergenza per la guerra in Iran
Le compagnie aeree europee hanno sollecitato l'Unione Europea a intervenire con misure di emergenza per affrontare le ripercussioni della guerra con l'Iran, tra cui la chiusura diffusa dello spazio aereo e le crescenti preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei. Lo scrive Reuters sul suo sito citando un documento visionato.
L'associazione di categoria Airlines for Europe (A4E) ha richiesto all'Ue di introdurre una serie di misure di risposta alla crisi, tra cui il monitoraggio a livello Ue delle forniture di carburante per aerei, la sospensione temporanea del mercato Ue del carbone per l'aviazione e l'abolizione di alcune tasse sul settore aeronautico, si legge nel documento. Il documento di A4E ha inoltre esortato Bruxelles a valutare l'acquisto congiunto di cherosene da parte dell'Ue.
L'Unione ha introdotto l'acquisto congiunto di gas naturale dopo che la Russia ha drasticamente ridotto le consegne di gas all'Europa nel 2022, tuttavia, questo modello non è stato ancora applicato al petrolio o al cherosene. A4E, i cui membri includono Lufthansa, Air France-Klm ed easyJet ha inoltre sollecitato l'Ue a modificare il suo obbligo legale per i paesi di mantenere 90 giorni di riserve petrolifere di emergenza, poiché attualmente non include un requisito specifico per il carburante per aerei.
13:16
13:16
«4 navi legate a Iran sono passate per Hormuz dall'inizio blocco»
I dati di tracciamento navale mostrano che quattro navi collegate all'Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante l'inizio del blocco navale di Washington. Lo dice una analisi di Bbc Verify, il team dell'emittente britannica specializzato in analisi dei dati e uso di intelligence open-source (Osint).
Secondo il portale di tracciamento MarineTraffic, due di queste navi avevano fatto scalo in porti iraniani. La nave portarinfuse Christianna ha attraversato lo stretto ieri, dopo l'inizio del blocco, dopo aver fatto scalo a Bandar Iman Khomeini, in Iran. La Rich Starry, sanzionata dagli Stati Uniti per il commercio con l'Iran, ha navigato invece verso est da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, attraversando lo stretto durante la notte. La petroliera Murlikishan, anch'essa soggetta a sanzioni statunitensi per il commercio con l'Iran, è salpata da Lanshan, in Cina, e ha attraversato lo stretto verso ovest durante la notte. Secondo MarineTraffic, la sua ultima posizione segnalata era a est dell'isola iraniana di Qeshm. Un'altra petroliera, la Elpis, ha attraversato lo stretto oggi, diretta verso est, proveniente dal porto iraniano di Bushehr, come dimostrano i dati di tracciamento. È soggetta a sanzioni statunitensi e la sua destinazione è sconosciuta.
«È possibile che queste navi abbiano trasmesso falsi segnali di posizione - una pratica nota come 'spoofing' - per mascherare la loro ubicazione» sottolinea Bbc. L'esercito statunitense ha dichiarato che avrebbe bloccato tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani ma che non avrebbe ostacolato la libertà di navigazione per le navi che transitano nello stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani.
12:37
12:37
«Una terza petroliera è entrata nello Stretto di Hormuz»
Secondo i dati di navigazione, una terza petroliera è entrata oggi nel Golfo Persico attraverso lo stretto di Hormuz. Lo scrive Al Jazeera. La Peace Gulf, battente bandiera panamense, è diretta al porto di Hamriyah negli Emirati Arabi Uniti, come mostrano i dati di Lseg.
In precedenza, due petroliere soggette a sanzioni statunitensi avevano attraversato lo stretto. Le tre navi non erano dirette a porti iraniani, e non sono state interessate dal blocco statunitense.
La petroliera Handy Murlikishan è diretta in Iraq per caricare olio combustibile il 16 aprile, secondo i dati di Kpler. La nave, precedentemente nota come Mka, ha trasportato petrolio russo e iraniano. Un'altra petroliera soggetta a sanzioni, la Rich Starry, è stata invece la prima ad attraversare lo stretto e a uscire dal Golfo dall'inizio del blocco, secondo i dati di Lseg e Kpler.
12:36
12:36
Italia sospende il rinnovo automatico dell'accordo di difesa con Israele
«In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell'accordo di Difesa con Israele». Lo ha reso noto la premier italiana Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly di Verona.
È stato il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto a scrivere al suo omologo israeliano Israel Katz la lettera di sospensione dell'accordo Italia-Israele.
Il memorandum, che stabilisce una sorta di cornice per la cooperazione nel settore della difesa riguardo allo scambio di materiali militari e la ricerca tecnologica nell'ambito delle forze armate, in precedenza, prevedeva un rinnovo ogni cinque anni ed era entrato in vigore il 13 aprile 2016
12:28
12:28
Iran-USA: possibile nuovo incontro negoziale nel fine settimana
Le squadre negoziali di Stati Uniti e Iran potrebbero tornare a Islamabad questa settimana per riprendere i colloqui volti a porre fine alla guerra, dopo che il fallimento dei negoziati del fine settimana ha spinto Washington a imporre un blocco ai porti iraniani. Lo scrive Reuters sul suo sito citando «un'importante fonte iraniana» coinvolta nei colloqui.
Secondo la fonte una proposta per inviare nuovamente le rispettive delegazioni è stata condivisa con Washington e Teheran. «Non è stata fissata una data precisa, e le delegazioni terranno libere le giornate da venerdì a domenica», ha dichiarato.
12:20
12:20
Teheran: «Abbiamo subito perdite di guerra per 270 miliardi di dollari»
La prima stima dei danni causati dagli attacchi statunitensi e israeliani da parte dell'Iran si aggira sui 270 miliardi di dollari: lo ha detto un portavoce del governo di Teheran Fatemeh Mohajerani, aggiungendo che la cifra non è ancora definitiva.
«Una delle questioni su cui il nostro team negoziale si sta concentrando, e che aveva già affrontato nei colloqui di Islamabad, è quella delle riparazioni di guerra», ha dichiarato Mohajerani. «Le perdite subite dall'Iran a causa degli attacchi statunitensi e israeliani sono attualmente stimate intorno ai 270 miliardi di dollari», ha aggiunto, secondo quanto riporta l'agenzia semi-ufficiale Tasnim, rilanciata dalla Cnn.
12:06
12:06
SWISS prolunga lo stop ai voli da e per Dubai fino all'11 luglio
Swiss International Air Lines prolunga ulteriormente la sospensione dei voli da e per Dubai. La compagnia aerea ha comunicato che i collegamenti resteranno fermi fino all’11 luglio 2026 compreso. In precedenza, lo stop era previsto fino al 31 maggio. Alla base della decisione vi è il perdurare dell’instabilità in Medio Oriente. SWISS sottolinea di continuare a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione, in stretto coordinamento con le autorità competenti in Svizzera e sul posto, oltre che con il gruppo Lufthansa Group.
Le opzioni per i passeggeri
I passeggeri interessati dalla cancellazione dei voli potranno modificare gratuitamente la propria prenotazione per una data successiva oppure richiedere il rimborso completo del biglietto. Il servizio clienti della compagnia è disponibile 24 ore su 24 per fornire assistenza (+41 (0)848 700 700).
12:03
12:03
Conferenza tra «Paesi non belligeranti» per una missione sullo stretto di Hormuz
Una conferenza si svolgerà venerdì a Parigi fra i «Paesi non belligeranti» volontari per una missione sullo stretto di Hormuz, secondo quanto annuncia l'Eliseo.
A co-presiedere la Conferenza «dei Paesi non belligeranti pronti a contribuire» a «una missione multilaterale e puramente difensiva», saranno il capo dello stato francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha precisato l'Eliseo.
La missione, dai contorni ancora da precisare, distinta dalle attività degli Stati Uniti, è «destinata a ripristinare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno», ha precisato la presidenza francese.
11:37
11:37
A marzo l'Iran ha esportato 57,9 milioni di barili di petrolio
A marzo, l'Iran ha registrato uno dei suoi mesi migliori per le esportazioni di petrolio, nonostante lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima fondamentale, fosse praticamente chiuso alla maggior parte delle navi a causa della minaccia di attacchi.
Lo scrive la BBC, che cita analisti di Kpler, secondo cui il mese scorso l'Iran ha esportato 57,9 milioni di barili il mese scorso. Si è trattato del quinto miglior risultato mensile per le esportazioni di petrolio iraniano nell'ultimo anno e mezzo. La Cina è un importante cliente dell'Iran e oggi il suo ministero degli Esteri ha definito il blocco statunitense «pericoloso» e «irresponsabile».
10:58
10:58
Sei navi bloccate a Hormuz: «Esperienza traumatica per gli equipaggi»
Hapag-Lloyd, una delle più grandi compagnie di navigazione al mondo, ha sei navi bloccate in diversi punti lungo o vicino allo Stretto di Hormuz.
Parlando da Amburgo, il portavoce Nils Haupt ha dichiarato alla BBC: «Continuiamo ad aspettare l'apertura dello stretto di Hormuz e speriamo vivamente che ciò avvenga nei prossimi giorni, ma in sostanza non lo sappiamo». Ha anche parlato del coraggio degli equipaggi delle navi bloccate. «Essere intrappolati nel Golfo in questo momento e vedere una guerra intorno, a volte di notte, è un'esperienza traumatica per molti di loro, a cui non sono abituati. Non è un momento facile per gli equipaggi».
08:46
08:46
L'Arabia Saudita preme su Trump per la revoca del blocco
L'Arabia Saudita ha fatto pressioni su Trump affinché revochi il blocco navale dello stretto di Hormuz temendo la chiusura dello stretto di Bab al-Mandab, tra Yemen e Gibuti, la principale via di uscita per il petrolio saudita attraverso il Mar Rosso dopo l'impasse sul versante del Golfo Persico.
Lo scrive il Wall Street Journal sul suo sito. L'Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti anche affinché tornino al tavolo dei negoziati, temendo che la decisione del presidente Trump possa indurre l'Iran ad intensificare le tensioni e a interrompere altre importanti rotte marittime.
08:17
08:17
Anche Ginevra tra le possibili sedi per i prossimi colloqui tra USA e Iran
Gli Stati Uniti e l'Iran sono ancora in contatto dopo il fallimento dei colloqui di pace in Pakistan e funzionari statunitensi stanno discutendo i dettagli di un possibile secondo incontro di persona con gli iraniani. Lo scrive la CNN, che cita un funzionario USA e una fonte.
Anche per la AP, che a sua volta cita due funzionari statunitensi e una persona a conoscenza del dossier, le parti stanno lavorando all'ipotesi di un secondo round negoziale. Per AP, non è chiaro se ai colloqui arriveranno le stesse delegazioni precedenti.
Islamabad, in Pakistan, è di nuovo tra le possibili sedi per i colloqui, ma i funzionari statunitensi hanno anche menzionato Ginevra come possibile sede, aggiungendo che, sebbene la sede e la data non siano ancora state definite, i colloqui potrebbero tenersi già giovedì.
La Casa Bianca non ha risposto a domande sull'eventualità che fossero in corso nuovi contatti, aggiunge AP.
08:02
08:02
Islamabad propone di ospitare un secondo round di negoziati tra USA e Iran
«Il Pakistan ha proposto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco»: lo scrive l'agenzia Ap sul suo sito citando due funzionari pachistani. I funzionari, hanno aggiunto che la proposta dipenderà dalla richiesta, da parte delle parti, di una sede diversa.
07:22
07:22
Una petroliera cinese attraversa lo Stretto di Hormuz dopo il blocco degli USA
La petroliera 'Rich Starry', di proprietà cinese e con bandiera del Malawi, ha quasi completato l'attraversamento dello Stretto di Hormuz dopo il blocco imposto dagli Stati Uniti. È quanto appare dai dati di tracciamento navale del sito MarineTraffic.
La nave, lunga 188 metri e larga 29 metri, è partita ieri dall'ancoraggio di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) e naviga (velocità 8 nodi) a pieno carico, con un pescaggio segnalato di 11,3 metri, indicando la Cina come destinazione. Ieri aveva fatto dietro-front e rinunciato a uscire dal Golfo Persico, mentre ora sta facendo ingresso nel Golfo dell'Oman.
06:27
06:27
Il punto alle 6.00
L'Iran, in una risposta formale inviata lunedì, ha offerto agli USA una sospensione massima di 5 anni dei suoi piani di arricchimento dell'uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione americana nei negoziati tenuti a Islamabad nel fine settimana. Lo riporta il New York Times, in base a quanto riferito da due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington. Trump, tuttavia, ha respinto l'offerta, ha precisato il funzionario statunitense. Sono però in corso discussioni sull'opportunità di tenere un ulteriore ciclo di negoziati in presenza, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo.
Lo stesso funzionario americano ha aggiunto che gli USA hanno chiesto anche a Teheran di rimuovere dal Paese l'uranio altamente arricchito. Gli iraniani, tuttavia, hanno insistito perché il materiale fissile resti nel Paese, ma hanno offerto, in compenso, di diluirlo in modo significativo in modo da non poter essere usato per la produzione di un'arma nucleare.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha riferito lunedì all'omologo francese, Jean-Noel Barrot, che le richieste di Washington - definite «eccessive» e in continuo mutamento - hanno ostacolato il raggiungimento di un accordo nella tornata di colloqui in Pakistan, secondo i media statali iraniani. Tuttavia, Araghchi ha affermato che vi sono stati «progressi su molte delle questioni discusse», un commento non dissimile da quello rilasciato dal vicepresidente americano JD Vance in un'intervista a Fox News.
Vance ha spiegato lunedì sera che sono stati compiuti dei passi avanti e che vi sono state «conversazioni positive» con l'Iran a Islamabad: «La palla è davvero nel loro campo» e «la grande incognita, d'ora in avanti, è se gli iraniani dimostreranno sufficiente flessibilità». Il vicepresidente ha osservato che l'Iran ha mostrato una certa flessibilità, ma «non ha fatto passi avanti sufficienti». Vi è «la possibilità di concludere un grande accordo», ha rimarcato, pur attribuendo all'Iran l'onere di concretizzarlo.
Colloqui tra Israele e il Libano a Washington
Il segretario di Stato americano Marco Rubio parteciperà oggi ai colloqui tra Israele e Libano, ospitando un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington allo scopo di avviare negoziati diretti tra i due Paesi. Lo riporta Axios, ricordando che i colloqui, nel contesto degli scontri tra Israele ed Hezbollah e di una vasta invasione israeliana di terra nel Libano meridionale, si concentreranno sulla possibilità di un cessate il fuoco e sul disarmo a lungo termine di Hezbollah, oltre che su un accordo di pace tra i due Paesi, secondo quanto riferito da alcune fonti.
