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Trump sull'Iran: «Siamo stati chiamati, vogliono un accordo»

Il presidente Usa: «Siamo stati chiamati questa mattina dalle persone giuste e vogliono lavorare a un accordo", ha aggiunto senza nominare l'Iran– TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump sull'Iran: «Siamo stati chiamati, vogliono un accordo»


Red. Online
13.04.2026 06:32
21:00
21:00
«Ecco la prima nave che ha attraversato Hormuz dall'inizio del blocco Usa»

La Bbc riferisce di aver identificato quella che sembra essere la prima nave ad attraversare lo Stretto di Hormuz da quando gli Usa hanno imposto un blocco alle petroliere legate all'Iran e ai porti iraniani. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, la portacontainer Paya Lebar è diretta a Dubai, negli Emirati, dopo essere partita dall'India.

Un'altra nave, la petroliera Rich Starry, ha invertito la rotta durante l'avvicinamento allo Stretto, come mostra MarineTraffic. Non è chiaro se la nave, soggetta a sanzioni statunitensi, stesse tentando di attraversare lo stretto per poi uscire attraverso il Golfo dell'Oman.

19:08
19:08
Trump sull'Iran: «Siamo stati chiamati, vogliono un accordo»

Il vicepresidente JD Vance ha fatto un buon lavoro nelle trattative con l'Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che il punto critico dei negoziati è stato il nucleare. «L'altra parte ci ha chiamato» e vuole «un accordo. Siamo stati chiamati questa mattina dalle persone giuste e vogliono lavorare a un accordo», ha aggiunto senza nominare l'Iran.

Riguardo invece alle polemiche sorte riguardo ai suoi recenti post su Truth, il presidente degli Stati Uniti ha commentato come «non c'è nulla di cui scusarsi» con il Papa: «ha detto cose che sono sbagliate» ribadendo che il Pontefice è «debole» sul crimine.

Mentre l'immagine pubblicata su Truth, e poi rimossa, nella quale lo si vedeva con le sembianze di Gesù mentre benediceva qualcuno, sarebbe un'invenzione dei media e una «fake news». «Sono ritratto come un medico che fa del bene agli altri», ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

18:56
18:56
Trump: «Ieri 34 navi hanno attraversato Hormuz»

«34 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri, la cifra più alta da quando questa sciocca chiusura è iniziata». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

18:55
18:55
Idf: «Colpiti 150 siti di Hezbollah nel Libano del sud nelle ultime 24 ore»

L'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito circa 150 obiettivi di Hezbollah in «numerose aree» del Libano meridionale nelle ultime 24 ore, alla vigilia dei colloqui previsti a Washington tra Israele e Beirut. L'esercito ha inoltre dichiarato nel suo comunicato di aver smantellato «cellule terroristiche» del movimento filo-iraniano, «che stavano tentando di compiere un attacco terroristico contro i soldati israeliani».

18:43
18:43
Iran: «Su Hormuz una vendetta intenzionale per vincere una guerra illegale»

In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha criticato il blocco statunitense in atto nello Stretto di Hormuz: «Si può vincere una guerra illegale grazie a una vendetta per scelta, contro l'economia globale?». «Vale mai la pena tagliarsi il naso per fare un dispetto alla propria faccia?», ha aggiunto Baghaei.

17:36
17:36
Blocco di Hormuz, oltre 15 navi americane conducono l'operazione

Il blocco dello Stretto di Hormuz è in vigore e ci sono più di 15 navi americane a condurre l'operazione. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario statunitense, secondo il quale in Medio Oriente gli Stati Uniti possono contare su cacciatorpediniere lanciamissili e svariate unità da guerra in grado di lanciare elicotteri a supporto delle operazioni di abbordaggio.

16:48
16:48
Trump: «Se le navi iraniane tentano di violare blocco saranno eliminate»

«Se una qualsiasi delle 'navi veloci' dovesse avvicinarsi anche solo lontanamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso metodo di eliminazione che impieghiamo contro gli spacciatori sulle imbarcazioni in mare: rapido e brutale». Così Donald Trump su Truth.

«La marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata: 158 navi», ha scritto Trump su Truth.

«Ciò che non abbiamo colpito è il loro esiguo numero di quelle che definiscono 'navi d'attacco rapido', poiché non le abbiamo considerate una minaccia significativa. Avvertimento: se una qualsiasi di queste navi dovesse avvicinarsi alla nostra zona di blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso sistema di annientamento che impieghiamo contro gli spacciatori a bordo di imbarcazioni in mare. È un metodo rapido e brutale», ha avvertito il presidente americano aggiungendo la postilla che «il 98,2% delle droghe che giunge negli Stati Uniti via oceano o mare è stato bloccato!».

16:16
16:16
Scatta il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Trump

Il blocco dello Stretto di Hormuz deciso da Donald Trump è entrato in vigore. La scadenza fissata alle 16 (ora svizzera) è infatti passata. Le forze armate americane non hanno confermato ufficialmente l'entrata in vigore, ma il Centcom un'ora fa aveva dichiarato che sarebbe scattato alle 16 come proclamato da Trump.

«Il blocco sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell'Oman», aveva detto il Centcom.

16:01
16:01
Idf: «250 membri di Hezbollah uccisi nell'attacco dell'8 aprile»

«Nel più grande attacco in Libano nell'ambito dell'operazione 'Ruggito del Leone' avvenuto l'8 aprile, Idf conferma che oltre 250 terroristi di Hezbollah sono stati eliminati durante l'attacco a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale'». Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota.

«I comandanti eliminati nell'attacco erano responsabili della gestione di tutti i sistemi dell'organizzazione terroristica Hezbollah, con particolare attenzione alla potenza di fuoco, all'intelligence e alle capacità difensive», continua il comunicato, che menziona per la prima volta alcuni nomi dei comandanti uccisi, tra cui Hassan Mustafa Nasser, comandante del quartier generale di supporto logistico di Hezbollah; Ali Qassem, Abu Ali Abbas e Ali Hijazi, alti comandanti dell'unità di intelligence di Hezbollah; Abu Muhammad Habib, vice comandante della forza missilistica di Hezbollah.

«La valutazione dei danni bellici è tuttora in corso e continuano a essere identificati altri membri di Hezbollah», conclude la nota dell'esercito.

15:57
15:57
«In Iran giustiziate 1'639 persone nel 2025»

Secondo due ong, le autorità iraniane hanno giustiziato almeno 1'639 persone nel 2025, un record dal 1989, e per questo motivo chiedono ai Paesi occidentali di includere la questione della pena di morte nei negoziati con Teheran.

A gennaio, prima dello scoppio della guerra, Donald Trump aveva promesso di aiutare i manifestanti e di esigere da Teheran misure politiche incisive, ma da allora non ha più menzionato l'argomento.

Il numero delle esecuzioni è già aumentato del 68% nel 2024 (975 persone uccise, tra cui 48 donne), secondo il rapporto annuale congiunto dell'organizzazione norvegese Iran Human Rights (Ihr) e dell'associazione parigina «Together Against the Death Penalty» (Ecpm). Se la Repubblica Islamica «sopravviverà all'attuale crisi, esiste il serio rischio che le esecuzioni vengano utilizzate in modo ancora più esteso come strumento di oppressione e repressione», avverte il rapporto.

L'Ihr, che richiede due fonti per confermare le esecuzioni, la maggior parte delle quali non viene riportata dai media statali iraniani, considera la cifra avanzata come una stima minima. Il numero rappresenta più di quattro esecuzioni al giorno.

Secondo il direttore dell'Ihr Mahmood Amiry-Moghaddam, «seminando terrore con quattro o cinque esecuzioni al giorno, le autorità vogliono impedire l'emergere di nuove manifestazioni», come quelle avvenute nel 2022 e nel 2023.

Raphael Chenuil-Hazan, direttore generale dell'Ecpm, ritiene inoltre che la pena capitale «venga utilizzata anche come strumento politico oppressivo contro le minoranze etniche», come i curdi e i beluci, appartenenti entrambi alla corrente islamica sunnita, minoritaria rispetto a quella sciita.

Per questa ragione Chenuil-Hazan ritiene che l'abolizione della pena di morte debba essere un punto «centrale» nelle negoziazioni tra Teheran e Washington.

15:32
15:32
Netanyahu: «Il cessate il fuoco con l'Iran potrebbe finire molto presto»

Secondo quanto riportato dal Canale 12 israeliano, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ritiene che il cessate il fuoco con l'Iran potrebbe essere messo in discussione «in brevissimo tempo».

Netanyahu afferma di aver parlato ieri con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance dopo il fallimento dei negoziati.

15:23
15:23
Usa: «Navi che violano il blocco saranno intercettate, dirottate e catturate»

Le forze americane inizieranno ad attuare un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani alle ore 16 svizzere. «Il blocco sarà applicato in modo imparziale nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell'Oman», afferma il Centcom.

Le navi che entrano o escono dall'area sottoposta al blocco senza autorizzazione saranno soggette a «intercettazione, dirottamento e cattura», precisa ancora il Us Central Command, secondo quanto riportato da Reuters. Le forze americane «non ostacoleranno la libertà di navigazione per le navi in transito nello Stretto di Hormuz dirette verso porti non iraniani o provenienti da essi», aggiunge il Centcom.

15:20
15:20
«I mediatori proseguiranno i colloqui con Usa e Iran»

I mediatori pakistani, egiziani e turchi continueranno i colloqui con gli Stati Uniti e l'Iran nei prossimi giorni, nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti e raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Lo scrive il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte regionale e un funzionario statunitense.

Tutte le parti credono ancora che un accordo sia possibile: i mediatori sperano che la riduzione delle divergenze possa consentire un altro ciclo di negoziati prima della scadenza del cessate il fuoco, il 21 aprile, scrive Ravid. «Non siamo in una situazione di stallo totale. La porta non è ancora chiusa. Entrambe le parti stanno negoziando. È un mercato», ha affermato una fonte regionale.

Un funzionario statunitense ha concordato, aggiungendo che si potrebbe raggiungere un accordo se l'Iran mostrasse maggiore flessibilità e riconoscesse che la proposta di Islamabad è la migliore che si possa ottenere.

14:55
14:55
L'IDF rivendica l'uccisione di 100 membri di Hezbollah

L'esercito israeliano (Idf) rivendica l'uccisione di 100 membri di Hezbollah durante l'offensiva sulla località di Bint Jbeil, situata nel Libano meridionale: lo riporta Haaretz. In un resoconto di questa operazione militare, l'Idf ha affermato di aver completato l'accerchiamento di questa località.

Già nei giorni scorsi erano stati riportati scontri intensi tra le truppe israeliane ed Hezbollah in questa zona.

13:38
13:38
Israele sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, aggiungendo che i due Paesi sono in piena coordinazione. Lo riporta Haaretz.

13:38
13:38
In Libano 2 mila morti e 1,5 milioni di sfollati

«La crisi umanitaria in Libano assume contorni sempre più drammatici. Secondo i dati più recenti della Disaster Risk Management Unit libanese, il bilancio complessivo ha superato i 2.000 morti e i 6.500 feriti.

La violenza del conflitto è esplosa in modo particolarmente grave l'8 aprile, quando i bombardamenti hanno causato 303 morti in sole 24 ore e 1.150 feriti. La popolazione in fuga è ormai stimata in oltre 1,5 milioni di sfollati interni, di cui 139.673 ospitati nei 682 rifugi collettivi attualmente attivi nel Paese». Così la ong Arcs presente nel Paese.

«I bombardamenti israeliani negli ultimi giorni - prosegue Arcs - hanno continuato intanto a colpire aree civili nel sud del Libano e nella Bekaa, aggravando una situazione già al limite e rendendo l'invasione via terra sempre più tangibile. Tra gli episodi più gravi figura la distruzione del ponte Qasmieh a Tiro, l'ultimo collegamento tra l'area a sud del fiume Litani e il resto del Paese. La sua distruzione ha isolato vaste zone del sud del Libano, rendendo ancora più difficile l'accesso per civili e soccorritori».

«Alla violenza degli attacchi - osserva ancora la ong - si somma una crisi sempre più profonda sul piano economico e sociale. L'interruzione delle catene di approvvigionamento ha provocato un aumento del 17% del prezzo del pane, uno degli alimenti base più difficili da reperire».

Particolarmente grave, sottolinea, «anche l'impatto sulla popolazione più giovane: oltre 367.000 bambini risultano sfollati e 486 scuole, tra pubbliche, private e tecniche, sono attualmente chiuse perché trasformate in centri di accoglienza per le famiglie che hanno perso tutto».

«In questo scenario di devastazione», Arcs «rafforza il proprio impegno in Libano. Nonostante i bombardamenti e le crescenti difficoltà di accesso, l'organizzazione continua a lavorare al fianco dei partner locali per portare aiuti urgenti alle comunità più vulnerabili e ribadisce la richiesta di un cessate il fuoco immediato che protegga le vite civili e i diritti di tutte le comunità in Libano senza distinzione di etnia, religione e status legale».

11:45
11:45
«Massima preoccupazione» in Spagna

Madrid ha espresso «massima preoccupazione», per l'ultimatum annunciato da Donal Trump di bloccare l'accesso allo stretto di Hormuz, dopo lo stop ai negoziati tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, e «per una guerra senza senso, illegale, contro cui la Spagna si è ripetutamente pronunciata». Lo ha detto la ministra della Difesa, Margarita Robles, intervistata dall'emittente pubblica Tve.

«Da quando è cominciata questa guerra, tutti sanno che è una follia, un conflitto che si supponeva dovesse essere rapido», mentre «stiamo assistendo alla quantità di danni» in termini di perdite umane e «da tutti i punti di vista, anche economici». La ministra della Difesa ha auspicato che i colloqui di pace «possano avanzare».

Interrogata sulle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui «la Spagna pagherà un prezzo» per aver a suo dire diffamato i soldati dell'Idf e scatenato «una guerra diplomatica», la ministra ha replicato: «Non può essere che dirigenti di Israele dicano che faranno in Libano lo stesso che a Gaza».

Nel ricordare che Israele «ha espulso un osservatore spagnolo dalla commissione internazionale per verificare il rispetto e l'osservanza del cessate il fuoco» sulla Striscia, Robles ha assicurato che, «al di là delle minacce, Madrid resterà molto ferma nella difesa della pace ed »esige« il »rispetto dei militari della missione Unifil in Libano«.

11:44
11:44
Verso una missione missione multinazionale pacifica destinata a riportare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz

La Francia «organizzerà con la Gran Bretagna, nei prossimi giorni, una conferenza con i paesi pronti a contribuire al suo fianco a una missione multinazionale pacifica destinata a riportare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». Lo ha annunciato questa mattina in un post su X il presidente francese, Emmanuel Macron.

La missione della forza multinazionale sarà «strettamente difensiva e distinta dai belligeranti» e «punterà a un dispiegamento appena la situazione lo consentirà». «Non deve essere risparmiato alcuno sforzo per giungere rapidamente a una soluzione solida e duratura del conflitto in Medio Oriente - scrive Macron - attraverso le vie diplomatiche. Una soluzione che consenta di dotare la regione di una cornice robusta che permetta a tutti di vivere in pace e in sicurezza. Per riuscirci, bisogna affrontare tutte le questioni di fondo dando ad esse una risposta duratura, sia che si tratti delle attività nucleari e balistici dell'Iran, sia delle azioni di destabilizzazione nella regione, ma anche per consentire la ripresa, il più rapidamente possibile, di una navigazione libera e senza ostacoli nello stretto di Hormuz e di fare in modo che il Libano ritrovi la strada dell apace nel pieno rispetto della sua sovranità e della sua integrità territoriale. La Francia è pronta a fare interamente la propria parte, come continua a fare, costantemente, dal primo giorno di guerra».

10:46
10:46
«Il Regno Unito non sostiene blocco navale USA allo Stretto di Hormuz»

«Il Regno Unito non sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz annunciato dal presidente americano Donald Trump». Lo ha dichiarato alla Bbc il premier britannico Keir Starmer.

«Siamo stati chiari sul fatto che non ci saremmo lasciati trascinare in questa guerra», ha ribadito il primo ministro laburista. Londra ha infatti partecipato solo ad «azioni difensive» dall'inizio del conflitto scatenato da USA e Israele contro l'Iran, suscitando le dure critiche da parte del presidente Trump. Starmer ha sottolineato che l'obiettivo da perseguire è la riapertura dello Stretto in quanto «unico modo per far scendere i prezzi dell'energia nel più breve tempo possibile».

Alla domanda se ritenga Trump personalmente responsabile dell'impatto sulle bollette energetiche britanniche, il premier non ha risposto direttamente, affermando che «la cosa più importante» da fare ora è quella di riunire i Paesi coinvolti nel conflitto per favorire una de-escalation e la riapertura dello Stretto.

10:19
10:19
L'esercito iraniano definisce il blocco navale statunitense «illegale» e «pirateria»

L'esercito iraniano definisce il blocco navale statunitense «illegale» e «pirateria» e avverte che nessun porto del Golfo sarà al sicuro se il proprio verrà minacciato.

«L'Iran dichiara esplicitamente e inequivocabilmente che i porti del Golfo Persico e del Mar d'Oman sono per tutti o per nessuno, e se la sicurezza dei porti iraniani in queste aree verrà minacciata, nessun porto sarà al sicuro», ha affermato Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, secondo l'agenzia di stampa Irna.

«Le restrizioni criminali imposte dagli Stati Uniti alla circolazione delle navi nelle acque internazionali sono illegali e costituiscono un atto di pirateria marittima», ha affermato aggiungendo: «Nessuna nave affiliata al nemico ha il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz, mentre ad altre navi è consentito il transito in base alle normative delle forze armate iraniane. L'Iran istituirà un meccanismo permanente per il controllo dello Stretto anche dopo la guerra».

10:18
10:18
Pechino: «USA e Iran non riaccendano il conflitto»

La Cina ha dichiarato di sperare che gli Stati Uniti e l'Iran non riaccendano la guerra in Medio Oriente, dopo che i colloqui tra Teheran e Washington in Pakistan non sono riusciti a portare a un accordo.

«La Cina spera che le parti interessate rispettino l'accordo di cessate il fuoco temporaneo, continuino a risolvere le controversie con mezzi politici e diplomatici, evitino di riaccendere la guerra e creino le condizioni per un rapido ritorno alla pace e alla tranquillità nella regione del Golfo», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun.

10:05
10:05
«Papa Leone non è il rivale di Trump, né è un politico»

L'arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, si dice sconfortato dall'attacco di Donald Trump al Papa. «Sono affranto per il fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie sul Santo Padre. Papa Leone non è il suo rivale; né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime», ha affermato in una dichiarazione, come riporta Reuters sul sito.

09:43
09:43
«Trump valuta la ripresa di attacchi limitati contro l'Iran»

Donald Trump e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di riprendere attacchi militari limitati contro l'Iran, in aggiunta al blocco statunitense dello Stretto di Hormuz, come mezzo per sbloccare la situazione di stallo nei colloqui di pace. Lo scrive il Wsj.

È una delle opzioni che Trump sta valutando dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, secondo quanto affermato da funzionari citati dal giornale.

Trump potrebbe anche riprendere una vera e propria campagna di bombardamenti, sebbene i funzionari abbiano affermato che ciò è meno probabile data la prospettiva di un'ulteriore destabilizzazione della regione e l'avversione di Trump ai conflitti militari prolungati.

09:33
09:33
Cinque morti nel sud del Libano, l'IDF usa anche proiettili al fosforo

Le forze israeliane hanno lanciato attacchi aerei, bombardamenti di artiglieria e proiettili al fosforo nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera citando l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna), che ha riferito che cinque persone sono state uccise nelle città di Bazouriyeh, Nabatiyeh El Faouqa, Sir El Gharbiyeh e Choukine.

Secondo la Nna, si sono verificati ulteriori attacchi anche contro la città di Bint Jbeil, già sotto attacco continuo, e contro le città di Majdal Zoun e Bayt al-Sayyad nel distretto di Tiro.

L'agenzia ha inoltre segnalato intensi bombardamenti di artiglieria sulle città di Al-Haniyah, Al-Qalilah, Al-Mansouri e Beit Al-Sayyad, e contro Zibqin, nel distretto di Tiro, colpita da bombardamenti di artiglieria e bombe al fosforo. Aerei da guerra hanno anche attaccato la città di Siddiqin, nello stesso distretto.

08:58
08:58
Le vendite di greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio

Le vendite di petrolio greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio a causa delle interruzioni dei flussi e dell'aumento dei prezzi provocati dalla guerra in Medio Oriente. Lo riporta Iran International citando operatori del settore sentiti da Bloomberg.

Il più grande esportatore di petrolio al mondo dovrebbe spedire circa 20 milioni di barili ai suoi clienti in Cina il mese prossimo, a fronte dei circa 40 milioni di barili previsti per il carico ad aprile.

Gli operatori hanno affermato che i volumi inferiori riflettono le perturbazioni del mercato legate al conflitto regionale, che ha influenzato le rotte di approvvigionamento e fatto aumentare i prezzi del greggio.

08:19
08:19
«Presto gli USA rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone»

«Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone». Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad.

Il presidente del parlamento iraniano ha dunque avvertito che la mossa potrebbe avere ripercussioni negative sui consumatori americani, con un conseguente aumento dei prezzi del carburante.

Nel suo messaggio, Ghalibaf ha pubblicato inoltre un grafico dei prezzi del carburante vicino alla Casa Bianca e ha postato una formula criptica, «ΔO_BSOH>0 ⇒ f(f(O))>f(O)», che potrebbe essere interpretata come un avvertimento tecnico sugli shock cumulativi sui mercati petroliferi.

07:15
07:15
Il petrolio rimbalza

Il corso del petrolio è ripartito al rialzo stamane, superando nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile. Il fallimento dei negoziati di pace tra Washington e Teheran, così come le minacce americane di blocco dello stretto di Hormuz, fanno temere un proseguimento del conflitto in Medio Oriente.

Verso le 06.20, il prezzo del barile di Brent è salito del 7,36% a 102,21 dollari, mentre quello del WTI è balzato dell’8,45% a 104,73 dollari. Le due varietà di oro nero erano scese sotto i 100 dollari dopo l'annuncio, mercoledì scorso, di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad, gli Stati Uniti hanno annunciato che imporranno a partire da stamane un blocco ai porti iraniani. Nessuna delle due parti si è espressa sul futuro del cessate il fuoco che scade il 22 aprile.

«I mercati avevano riposto grandi speranze nei negoziati di pace del fine settimana, sperando che le parti belligeranti si avvicinassero a un accordo duraturo. Tuttavia, queste speranze si sono volatilizzate dopo che le 21 ore di colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono concluse senza che venisse raggiunto alcun accordo», ha riassunto Tony Sycamore, analista presso IG.

Secondo l'esperto, «questo approccio metterà senza dubbio a dura prova le relazioni tra l'Iran e il suo principale cliente, la Cina. Avendo già perso le consegne venezuelane all'inizio di quest'anno, Pechino rischia ora di perdere circa 2 milioni di barili supplementari al giorno».

Per aggirare lo stretto di Hormuz, «l'Arabia Saudita ha dichiarato di aver ripristinato la piena capacità di pompaggio del suo oleodotto est-ovest verso il Mar Rosso, così come la produzione del giacimento di Manifa», hanno invece affermato gli analisti della piattaforma Trading Economics.

06:34
06:34
Trump attacca Papa Leone: «È un debole, mi deve ringraziare se è al Vaticano»

Donald Trump spara a zero su Papa Leone, il primo pontefice americano nella storia della chiesa cattolica. Un attacco senza precedenti, che segna una rottura inimmaginabile tra la Casa Bianca e il Vaticano. In un lungo e durissimo post su Truth, mentre era ancora sull'Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente americano ha definito Leone un «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».

«Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose», ha incalzato il tycoon, riferendosi alle recenti dichiarazioni del pontefice che ha condannato la guerra durante una speciale veglia di preghiera nella basilica vaticana di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti, in Pakistan. «Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente MAGA. Lui ha capito tutto», ha insistito Trump, accusando Papa Leone di «ritenere accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare».

«Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti», ha attaccato ancora il tycoon. «E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia».

Il presidente americano ha perfino rivendicato il merito dell'elezione di Louis Prevost a pontefice: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano». Purtroppo, ha proseguito Trump, «l'atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero». «Leone», ha insistito il presidente americano «dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!», ha concluso Trump.

06:32
06:32
Il punto alle 6.30

«Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani». Lo scrive il Lloyd's List, quotidiano specializzato nelle notizie relative alla navigazione. «Prima dell'annuncio del blocco - si legge in un articolo - il traffico marittimo attraverso lo stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico. In seguito all'annuncio del blocco navale da parte di Trump, tuttavia, tutto il traffico sembra essersi fermato e almeno due navi che sembravano dirette a uscire dallo stretto hanno fatto inversione di rotta».

Gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutti i porti iraniani, in vigore dalle 10:00 (le 16 in Svizzera). Il Comando Centrale americano ha annunciato che, su ordine di Donald Trump «sarà applicato in modo imparziale un blocco nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano nei porti e nelle aree costiere iraniane o ne escono, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell'Oman». Ordine che Trump ha confermato. Parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington, il presidente USA ha dichiarato che il cessate il fuoco in Iran «sta reggendo bene». «Ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio». E ha aggiunto che «altre nazioni stanno lavorando affinché l'Iran non possa vendere petrolio», ma non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo. «Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati».

Un attacco aereo israeliano ha provocato la morte di quattro persone nel sud del Libano. Altre tre sono rimaste ferite. Lo comunica - come riporta Al Jazeera - il Ministero della Salute libanese. L'attacco è avvenuto su Maaroub.