Crans-Montana

Tajani: «Una ferita a tutta l'Italia, giusto costituirsi parte civile»

Il ministro degli Esteri italiano parla al Senato: «Poche volte nella mia vita ho percepito e condiviso un dolore così straziante, esigiamo che sia fatta piena chiarezza»
©Antonio Calanni
Red. Online
13.01.2026 15:19

«Poche volte, in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica, ho percepito e condiviso un dolore così straziante, un'angoscia così profonda». Lo ha riferito in Senato il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, riferendosi alla immane tragedia di Crans-Montana.

L'Aula di Palazzo Madama, quest’oggi, ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’incendio scoppiato la notte di Capodanno nel bar Le Constellation. Il titolare della Farnesina ha preso la parola, affermando che Roma si impegna «ad assicurare piena e continua assistenza giudiziaria ai familiari delle vittime decedute e alle persone ferite nell'incendio» nella località vallesana. È quanto prevede una risoluzione firmata da tutti i capigruppo dei partiti in Senato. L'idea di un documento di indirizzo bipartisan per il sostegno alle famiglie delle vittime, era stata lanciata all'ultima riunione dei capigruppo dal presidente dei senatori del PD Francesco Boccia. 

Tajani ha quindi aggiunto: «Abbiamo chiesto e continueremo a esigere che ogni responsabilità venga accertata e che sia fatta piena chiarezza su quanto accaduto. Anche alla luce dei comportamenti di negligenza che sono evidenti agli occhi di tutti. È quindi giusto che l'Italia chieda di costituirsi parte civile nel processo, perché questa è una ferita che è stata inferta a tutto il Paese».

Il ministro italiano ha confessato di aver pianto durante il suo sopralluogo in Vallese. Lo scorso 2 gennaio, poche ore dopo il disastro, l’esponente di Forza Italia era infatti atterrato all’aeroporto di Sion, accolto dall’ambasciatore d’Italia a Berna Gian Lorenzo Cornado. In quell’occasione Tajani aveva spiegato ai giornalisti di aver subito «incontrato le famiglie (delle vittime)» per informarle sulla collaborazione tra Svizzera e Italia.

Quest’oggi in Senato, il ministro ha ricordato i feriti del rogo, a cui «garantiremo tutte le cure possibili. Saremo al loro fianco. Non li abbandoneremo e non spegneremo i riflettori», ha assicurato, aggiungendo: «Più che come ministro della Repubblica e come rappresentante del nostro Paese in quel momento all'estero mi sono sentito padre, nonno e veramente ho versato in silenzio qualche lacrima perché era una scena tremenda quella che ho visto».

E ancora: «La tragedia di Crans-Montana è una ferita aperta per l'intera comunità nazionale, per questo mi sono immediatamente recato sul posto la mattina del 2 gennaio per essere vicino alle famiglie e portare la vicinanza del governo e di tutte le istituzioni». Tajani ha infine affermato che, una volta entrato nel locale Le Constellation, «vedendo decine di scarpe per terra, giacconi, oggetti personali per terra, ho rivisto le immagini che stavano scorrendo poi sulle televisioni della tragedia, lì è stato veramente un colpo al cuore che ha lasciato un segno perché ognuno di noi poteva avere un figlio o nipote là. Sono cose che non devono accadere, che non possono accadere».

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