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Lo riporta il New York Times: il tentativo di mediazione era stato veicolato all'Iran dal premier iracheno Ali al-Zaidi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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06:59
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Sirene d'allarme in Bahrein, l'Iran segnala esplosioni in una base americana
Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha annunciato su X che le sirene di allarme sono suonate in tutto il paese in seguito all'attacco missilistico iraniano. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim esplosioni si sarebbero verificate all'interno della base della Quinta Flotta della Marina americana e il rumore è stato udito in alcune zone del Bahrein.
06:32
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«Netanyahu andrebbe arrestato e processato»
"Invece di condurre una campagna contro la Corte penale internazionale e continuare ad armare un governo che commette genocidio, le autorità statunitensi dovrebbero difendere i diritti umani e rispettare lo stato di diritto. Mamdani ha ragione: Netanyahu dovrebbe essere arrestato e portato davanti alla Corte penale internazionale per essere processato". Lo scrive su X Erika Guevara Rosas, Direttrice senior per la ricerca, la promozione, le politiche e le campagne di Amnesty International.
06:30
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«L'Iran pronto a colpire Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce»
Secondo quanto riportato dal New York Times, due funzionari iraniani affermano che Teheran colpirà Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce. Alla notizia è dato risalto dal Times of Israel.
Il quotidiano Usa riporta le dichiarazioni dei funzionari, secondo i quali se il presidente statunitense Donald Trump darà seguito alle minacce di colpire Teheran e le infrastrutture iraniane, la Repubblica Islamica risponderà attaccando Tel Aviv e chiedendo al gruppo ribelle Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab el-Mandab.
Durante la prima fase della guerra, iniziata il 28 febbraio, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno partecipato agli attacchi contro l'Iran e Teheran ha lanciato centinaia di missili balistici contro Israele. Tuttavia, Israele è rimasto fuori dall'attuale ripresa del conflitto e l'Iran non ha colpito lo Stato ebraico nelle ultime settimane.
06:27
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Il punto alle 6.00
L'Iran ha respinto ieri una proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente americana Donald Trump e veicolata a Teheran dal premier iracheno, Ali al-Zaidi. Lo riporta il New York Times, secondo quanto riferito da funzionari iraniani e iracheni. Il tentativo di mediazione, fallito, è avvenuto mentre Trump minacciava di intensificare il conflitto e di colpire le infrastrutture critiche iraniane.
I funzionari, che hanno chiesto l'anonimato, hanno affermato che la missione in Iran di al-Zaidi ha fatto seguito al suo recente incontro con Trump alla Casa Bianca. I dettagli della proposta di tregua non sono apparsi subito chiari: tuttavia, funzionari iraniani hanno dichiarato che si trattava dell'unica offerta sul tavolo e che il loro governo non era interessato a un accordo temporaneo che lasciasse irrisolta la questione del controllo sullo Stretto di Hormuz.
Al-Zaidi si è recato a Teheran con una delegazione di suoi alti funzionari e ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian, il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dai media locali. Araghchi ha detto alla televisione di Stato che Iran e Iraq, Paesi confinanti, condividono interessi economici, politici, di sicurezza e legami stretti, rilevando che la visita rivestiva particolare importanza alla luce dell'attuale situazione nella regione.
Le ultime ore
L'agenzia di stampa iraniana Mehr, ma anche altre fonti iraniane, segnalano una attività della difesa aerea nella parte orientale di Teheran. Inoltre, «fonti arabe riferiscono che sono state udite sirene d'allarme e si sono verificate diverse esplosioni in basi americane situate in Kuwait», secondo quanto scrive l'agenzia iraniana Tasnim.
Nelle scorse ore, invece, due persone sono rimaste ferite negli attacchi alla città portuale iraniana di Bandar Abbas, secondo quanto riportato dai media iraniani ripresi da Al-Jazeera. Gli attacchi avrebbero colpito il quartiere residenziale di Tappeh Allah-o-Akbar nella provincia di Hormozgan. Un funzionario della provincia ha affermato: «Stiamo lavorando per ripristinare l'elettricità in alcune zone di Bandar Abbas danneggiate dagli attacchi statunitensi». Il vice governatore della provincia di Markazi, scrive l'agenzia iraniana Fars, riferisce poi di un punto situato fuori dalla città di Khandab preso di mira dagli attacchi missilistici statunitensi. Il vice governatore per gli affari politici, di sicurezza e sociali della provincia di Lorestan ha dichiarato alla agenzia iraniana Irna: «Un punto della città di Khorramabad è stato colpito da un proiettile nemico pochi minuti fa». Secondo l'agenzia Fars, diverse esplosioni sono state avvertite anche nella città di Jask, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell'Iran.
