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Terremoto in Venezuela, i soccorritori svizzeri sono arrivati a Caracas

Il bilancio provvisorio sale a 589 vittime – Oltre 50.000 persone risultano disperse – Il DFAE: «Al momento non ci sono informazioni che indichino la presenza di vittime svizzere» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Terremoto in Venezuela, i soccorritori svizzeri sono arrivati a Caracas
Red. Online
26.06.2026 06:38
17:43
17:43
Lo stipendio dei pompieri venezuelani: meno di 20 centesimi al mese

I due violenti terremoti che hanno colpito il Venezuela hanno riportato l'attenzione sulle difficili condizioni di lavoro dei pompieri, tra i primi a intervenire nelle operazioni di soccorso e ricerca dei sopravvissuti. Mentre proseguono gli interventi nelle aree devastate dal sisma, sindacati e associazioni di categoria denunciano da tempo stipendi insufficienti, carenza di mezzi e gravi difficoltà operative.

Lo stipendio base dei vigili del fuoco, come quello degli altri dipendenti pubblici, è fermo a 130 bolivar mensili dal marzo 2022, una somma che al cambio attuale equivale a meno di 20 centesimi svizzeri. Dallo scorso aprile il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha introdotto un reddito minimo complessivo di 240 dollari al mese, composto in larga parte da bonus e indennità. Secondo i rappresentanti della categoria, tuttavia, la misura non risolve il problema dei salari né quello della perdita del potere d'acquisto.

Le rivendicazioni riguardano anche le condizioni di lavoro. Molti corpi dei vigili del fuoco, in particolare quelli volontari, denunciano la mancanza di veicoli efficienti, dispositivi di protezione individuale, attrezzature moderne e risorse economiche adeguate per affrontare incendi, crolli e calamità naturali. Diverse organizzazioni sostengono inoltre che negli ultimi anni alcuni pompieri siano stati oggetto di provvedimenti disciplinari o arresti dopo aver denunciato pubblicamente le condizioni in cui sono costretti a operare.

17:42
17:42
I soccorritori svizzeri sono arrivati a Caracas

La Catena di soccorso svizzera è arrivata a Caracas questa mattina (ora locale). Il team è composto da 80 specialisti, tra cui 22 membri dell’esercito. Grazie alle loro competenze nel campo della ricerca dei dispersi e del soccorso urbano (Urban Search and Rescue), sono in grado di dare il proprio contributo alle operazioni di soccorso e di recupero delle vittime dalle macerie. Sono presenti anche otto cani da ricerca. Complessivamente, la Catena di soccorso svizzera ha trasportato in Venezuela circa 18 tonnellate di materiale per i soccorsi.

Subito avviati i preparativi

Dopo il suo arrivo, poco prima di mezzogiorno, la Catena di soccorso svizzera, in coordinamento con le autorità venezuelane, ha immediatamente avviato i preparativi per la missione. Il suo compito è quello di individuare le vittime del terremoto tra le macerie, recuperarle e soccorrerle. I luoghi di intervento vengono stabiliti in stretta collaborazione con le autorità locali.

Stanziati 1,5 milioni di franchi

Per questa prima fase di ricerca e soccorso, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione del DFAE ha stanziato 1,5 milioni di franchi, attingendo ai fondi destinati agli aiuti d’urgenza. Per aiutare la popolazione colpita in Venezuela, sta inoltre valutando ulteriori misure di sostegno.

17:15
17:15
I soccorritori svizzeri sono arrivati a Caracas

La Catena di soccorso svizzera è arrivata a Caracas questa mattina (ora locale). Il team è composto da 80 specialisti, tra cui 22 membri dell’esercito. Grazie alle loro competenze nel campo della ricerca dei dispersi e del soccorso urbano (Urban Search and Rescue), sono in grado di dare il proprio contributo alle operazioni di soccorso e di recupero delle vittime dalle macerie. Sono presenti anche otto cani da ricerca. Complessivamente, la Catena di soccorso svizzera ha trasportato in Venezuela circa 18 tonnellate di materiale per i soccorsi.

Subito avviati i preparativi

Dopo il suo arrivo, poco prima di mezzogiorno, la Catena di soccorso svizzera, in coordinamento con le autorità venezuelane, ha immediatamente avviato i preparativi per la missione. Il suo compito è quello di individuare le vittime del terremoto tra le macerie, recuperarle e soccorrerle. I luoghi di intervento vengono stabiliti in stretta collaborazione con le autorità locali.

Stanziati 1,5 milioni di franchi

Per questa prima fase di ricerca e soccorso, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione del DFAE ha stanziato 1,5 milioni di franchi, attingendo ai fondi destinati agli aiuti d’urgenza. Per aiutare la popolazione colpita in Venezuela, sta inoltre valutando ulteriori misure di sostegno.

15:48
15:48
Fino a 6,8 milioni di persone colpite dai terremoti

Fino a 6,8 milioni di persone potrebbero essere state colpite dai due violenti terremoti che mercoledì hanno devastato il Venezuela. È la stima diffusa dalle Nazioni Unite attraverso l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo cui circa due milioni di persone vivono nella sola area metropolitana di Caracas.

L'Onu precisa che si tratta di una valutazione preliminare, destinata a essere aggiornata con il proseguire delle verifiche sul terreno. Secondo l'Oim, il crollo di edifici e i danni alle infrastrutture essenziali stanno limitando l'accesso ai servizi di base, mentre la priorità resta la ricerca dei sopravvissuti sotto le macerie. Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono inoltre che il numero degli sfollati è destinato ad aumentare con l'emergere di nuovi danni e con l'evacuazione delle aree più colpite.

Nel corso della stessa conferenza stampa, ripresa dai media locali, le agenzie Onu hanno riferito che una ventina di ospedali negli Stati di La Guaira, Miranda, Aragua, Carabobo, Falcón, Zulia, Yaracuy e Lara, oltre che nel distretto di Caracas, hanno subito danni strutturali. Il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha chiesto alle Nazioni Unite l'invio di tre squadre mediche d'emergenza dotate di capacità chirurgiche, una delle quali è già in partenza dagli Stati Uniti. Caracas ha inoltre richiesto medicinali, attrezzature e forniture sanitarie, che le agenzie dell'Onu stanno acquistando e preparando per la spedizione attraverso Panama o direttamente verso il Venezuela.

14:51
14:51
Il bilancio provvisorio dei morti sale a 589

Il bilancio provvisorio dei morti per il terremoto in Venezuela sale a 589 vittime: lo annuncia la presidente Delcy Rodriguez.

Secondo quanto riferito da Rodriguez, i feriti sarebbero 2980. «Salveremo coloro che sono ancora intrappolati - ha detto - Lavoriamo senza sosta per questo».

Secondo il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse, oltre 50'000 persone risultano ancora disperse. Il portale permette alle persone di condividere i dettagli e l'ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese.

13:58
13:58
Ospedali al collasso, in Venezuela «la situazione è molto preoccupante»

Ospedali al collasso, mancanza di ambulanze, di medicine e materiale di primo soccorso con reparti di emergenza improvvisati, spesso anche per strada: è emergenza sanitaria dopo il terremoto in Venezuela, un Paese in crisi da tempo a causa di anni di deterioramento e mancanza di investimenti.

«Il sistema si sta deteriorando significativamente da molti anni. Una situazione come questa lo trova nelle peggiori condizioni possibili. In generale, le condizioni sono preoccupanti», spiega alla CNN Marino González, specialista in politiche di sanità pubblica e membro dell'Accademia Nazionale di Medicina del Venezuela.

Il Ministero della Salute ha riferito di aver attivato la rete di otto ospedali pubblici nella Grande Caracas (che copre la maggior parte delle aree colpite) e di aver aggiunto 12 cliniche private per le attività di triage, stabilizzazione e ricovero ospedaliero successive ai terremoti. Ma l'emergenza più pesante è nell'area di La Guaira, una delle aree più devastate dal sisma, a poche decine di chilometri da Caracas: «Nonostante la vicinanza, si trova ad affrontare diverse limitazioni, come la topografia del territorio e la minore disponibilità di servizi. Le persone che necessitano di assistenza devono essere trasferite nei centri di assistenza più attrezzati nella capitales, il che crea un problema di trasporto», ha spiegato González. Il trasferimento riguarda anche il personale sanitario. In generale, oltre alle forniture, anche il fattore umano ha subito un recente declino, con molti professionisti che hanno lasciato il paese nell'ambito dell'esodo dell'ultimo decennio. «La principale esigenza è quella di unità specializzate per politraumi. Gli ospedali devono disporre di unità specializzate per la cura dei traumi, ma queste richiedono molte attrezzature, tecnologie e risorse umane, come chirurghi traumatologi e intensivisti».

13:57
13:57
Ha fatto da scudo alla figlia di un anno, morta la moglie di un calciatore venezuelano

Ha fatto da scudo alla sua bimba di appena un anno per ore, dopo il crollo della loro casa a La Guaria sotto le scosse del violento terremoto: Andrea non ce l'ha fatta ma la piccola Alana è stata estratta viva dai soccorritori. È la straziante storia - riportata dai media locali - della moglie e della figlioletta del calciatore venezuelano Héctor Bello , difensore del Marítimo de La Guaira (Seconda Divisione). Una storia che rimbalza sui social e sta commuovendo l'intero Venezuela.

Dopo intense ricerche, le squadre di soccorso hanno ritrovato il corpo senza vita della donna tra le macerie, ma sono riuscite a trarre in salvo la bambina. «Ci hai lasciati soli nella lotta», ha commentato il calciatore sui social nel più profondo dolore, riporta la Prensa De Monaga, pubblicando immagini di famiglia e dedicando commoventi messaggi di addio alla sua compagna.

12:25
12:25
L'UNHCR al lavoro per portare aiuto al Venezuela

«L'UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, sta mobilitando personale e risorse per far fronte alle conseguenze dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela nella tarda serata di mercoledì, causando distruzione su vasta scala e lasciando migliaia di persone in urgente bisogno di assistenza». Lo ha dichiarato il portavoce dell'agenzia Matthew Saltmash durante una conferenza stampa che si è tenuta oggi al Palais des Nations di Ginevra. «La risposta del governo è ancora incentrata sulle operazioni di ricerca e soccorso, sull'assistenza medica d'emergenza e sulla valutazione dei danni. L'UNHCR è pronto a sostenere gli interventi, in collaborazione con i partner delle Nazioni Unite, e sta mobilitando gli aiuti e smistando le forniture di emergenza disponibili per far fronte alle esigenze emergenti».

I terremoti, di magnitudo 7,2 e 7,5 sulla scala Richter, hanno colpito principalmente il distretto della capitale Caracas e gli stati di Miranda, Carabobo, Yaracuy e La Guaira. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza, che prevede misure di evacuazione, la sospensione di alcuni servizi e la mobilitazione di squadre sanitarie e di soccorso. Sono stati segnalati danni alle abitazioni e alle infrastrutture e ai servizi pubblici essenziali, tra cui otto ospedali; le valutazioni sono ancora in corso. L'aeroporto internazionale Simón Bolívar ha subito danni ingenti e tutti i voli sono stati sospesi o cancellati.

«I terremoti sembrano destinati ad aggravare in modo significativo i rischi esistenti in materia di protezione per le persone vulnerabili in tutto il Paese, tra cui rifugiati, persone rientrate nel Paese e altri. In qualità di capofila del cluster per la protezione umanitaria, l'UNHCR sta lavorando a stretto contatto con le autorità e i partner umanitari per valutare i bisogni e le lacune nelle aree colpite e coordinare una risposta tempestiva, efficace e complementare a favore di tutti i gruppi interessati» ha affermato Saltmash. «L'UNCHR è particolarmente preoccupato per l'impatto sulle persone rientrate nel Paese, che già prima del disastro dovevano affrontare difficoltà di reinserimento. Le autorità di La Guaira hanno segnalato il crollo di un centro di accoglienza temporaneo che ospitava circa 140 persone rientrate di recente con un volo dagli Stati Uniti. Le operazioni di ricerca e soccorso sono ancora in corso» ha sottolineato.

In Venezuela, l'UNCHR opera a favore di rifugiati, richiedenti asilo e altre persone di competenza, nonché di coloro che rientrano nel Paese dopo periodi trascorsi all'estero. Alla fine del 2025, il Venezuela ospitava oltre 210.000 rifugiati, richiedenti asilo e altre persone di competenza dell'UNCHR. Inoltre, 6,9 milioni di rifugiati e migranti venezuelani erano ospitati in America Latina e nei Caraibi, di cui 4 milioni bisognosi di assistenza. Da un'indagine condotta dall'organizzazione questa primavera su circa 1.300 venezuelani che vivono fuori dal proprio paese nella regione è emerso che un terzo ha manifestato la possibile intenzione di tornare a casa, con il 9 per cento che lo sta prendendo in considerazione entro un anno. La motivazione principale citata è stata il ricongiungimento familiare. «Il fabbisogno finanziario dell'UNCHR in Venezuela per il 2026, prima del terremoto, ammontava a 44,7 milioni di dollari, di cui era stato finanziato l'11%. Un sostegno tempestivo e flessibile è essenziale per aiutare l'organizzazione delle Nazioni Unite a mantenere le attività di protezione e a sostenere le persone interessate dallo sfollamento, man mano che le esigenze evolvono a seguito dei terremoti» ha concluso Saltmash.

12:24
12:24
Partito dalla Germania il primo volo con soccorsi e aiuti

A seguito del devastante terremoto in Venezuela, il primo aereo con a bordo soccorritori e aiuti umanitari provenienti dalla Germania è in viaggio verso la zona colpita dal disastro. Da Wunstorf, nella Bassa Sassonia, è decollato un aereo da trasporto del tipo A400M, come ha riferito un giornalista della dpa presente sul posto. A bordo del velivolo della Bundeswehr, oltre ai soldati, ci sono anche le squadre di soccorso dell'Agenzia federale di soccorso tecnico (THW), nonché tonnellate di materiale e attrezzature.

La squadra del THW si era radunata giovedì sera a Colonia. In totale, oggi dovrebbero volare in Venezuela 48 membri del THW per soccorrere le persone intrappolate negli edifici crollati. Tra questi ci sono anche quattro addestratori di cani da soccorso, ciascuno con un cane al seguito.

11:57
11:57
Il governo venezuelano revoca le restrizioni ai social media

Il governo venezuelano sembra aver revocato le restrizioni sull'uso dei social media per i suoi cittadini dopo il terremoto. Alcuni cittadini sono riusciti a utilizzare la piattaforma X, bloccata per quasi due anni in seguito a un decreto firmato dall'ex leader Nicolas Maduro nell'agosto del 2024. Lo scrive Sky News.

La decisione è giunta dopo che i funzionari delle Nazioni Unite in Venezuela avevano chiesto al governo di allentare le restrizioni affinché le persone potessero accedere a informazioni salvavita in seguito ai terremoti.

Starlink, la società di internet satellitare di Musk, ha annunciato ieri sera che fornirà servizi gratuiti ai suoi utenti in Venezuela per un mese.

Secondo quanto riferito, le principali compagnie di telecomunicazioni venezuelane starebbero offrendo gratuitamente connessione internet, TV e telefono per aiutare le persone a rimanere in contatto dopo il disastro.

11:21
11:21
«Al momento non ci sono informazioni che indichino la presenza di vittime svizzere»

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), anche questa mattina conferma che al momento non ci sono informazioni che indichino la presenza di vittime svizzere.

11:14
11:14
L'UE mobilita oltre 520 soccorritori per il terremoto in Venezuela

«Finora l'UE ha mobilitato oltre 520 soccorritori provenienti da Repubblica Ceca, Spagna, Italia, Francia, Germania, Portogallo e Paesi Bassi, personale medico dall'Italia e apparecchiature per le telecomunicazioni dal Lussemburgo» dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo rende noto la commissaria europea alla gestione delle crisi, Hadja Lahbib, sui suoi canali social. La commissaria si è detta «grata di vedere sempre più paesi dell'UE intervenire per aiutare il Venezuela».

10:52
10:52
Una donna estratta viva dalle macerie dopo quasi 36 ore

Una donna è stata estratta viva dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira dopo quasi 36 ore dalle due scosse di terremoto che hanno sconvolto il Venezuela.

«Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito», racconta in un video trasmesso dalla BBC.

Rivolgendosi alla telecamera pochi istanti dopo il suo salvataggio, e ancora su una barella, ha raccontato di essersi aggrappata allo stipite della porta «finché tutti i piani non sono crollati».

10:43
10:43
In partenza per il Venezuela anche la missione italiana

È in partenza dall'aeroporto di Pratica di Mare la missione del governo italiano per il Venezuela, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con il ministero degli Esteri e i vigili del fuoco. Il team, composto da 97 persone tra sanitari, soccorritori e funzionari dell'unità di crisi della Farnesina, raggiungerà l'area colpita dal terremoto a bordo di un velivolo messo a disposizione dell'Aeronautica Militare per offrire sostegno alla popolazione venezuelana e aiutare nella ricerca dei dispersi sotto le macerie.

«Sentiamo una grande responsabilità e un senso di apertura delle relazioni - dice il capo missione Paolo Vaccari - Portiamo con noi personale sanitario, di ricerca e soccorso e beni di assistenza primari. Stanno chiedendo in particolare tende e non è escluso che le manderemo anche noi in futuro». «La situazione è molto complessa, simile al terremoto in Turchia o quello in Nepal. La prima cosa che faremo è prendere contatti con le autorità locali per capire le esigenze operative - spiega Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco -, sicuramente ci dedicheremo al soccorso e ricerca in maceria per tentare di salvare vite umane».

10:40
10:40
In arrivo dalla Spagna due squadre di soccorso

La Spagna ha inviato due squadre di soccorso in Venezuela dopo il violento doppio terremoto che ha colpito il Paese. Nella notte è decollato dalla base madrilena di Torrejon de Ardoz un aereo A330 dell'Areonautica militare spagnola, con a bordo 59 militari dell'Unità militare di Energenza (Ume), specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso urbano. Secondo il ministero della Difesa, il contingente comprende soccorritori Usar, otto unità cinofile e due ingegneri dell'Esercito.

Il premier, Pedro Sanchez, che ha avuto un colloquio telefonico con la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez, ha inoltre confermato che alla prima si è unita una seconda squadra dei servizi di emergenza, composta da 40 vigili del fuoco specializzati negli interventi sugli edifici crollati, con 8 cani di ricerca e personale sanitario, oltre a un team dell'Agenzia spagnola per la cooperazione allo sviluppo (Aecid), che prevede di allestire un ospedale da campo nel Paese colpito.

09:16
09:16
Oltre 50.000 le persone disperse sul sito web venezuelano

Oltre 50.000 persone risultano ancora disperse dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì. Lo riporta il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse.

Il sito permette alle persone di condividere i dettagli e l'ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese.

06:39
06:39
Il punto alle 6.00

Il bilancio delle vittime del terremoto in Venezuela ha raggiunto quota 235, come ha annunciato il ministro della Salute Carlos Alvarado. «Purtroppo abbiamo registrato 235 pazienti arrivati privi di segni vitali o deceduti dopo l'arrivo presso le nostre strutture sanitarie», ha dichiarato Alvarado in televisione. Il dato precedente era di 188 morti.  Una donna è stata tirata fuori dalle macerie viva, ventiquattro ore dopo il terremoto, a Chacao, uno dei centri più colpiti dal sisma. Lo ha reso noto sui social il sindaco Gustavo Duque. «Ci troviamo presso l'edificio Don Pepe dove, fortunatamente, stiamo salvando una residente. Dio è grande», ha dichiarato il primo cittadino dall'esterno dell'edificio distrutto.

A La Guaira si scava a mani nude

In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto, ha reso noto il ministro dell'Interno parlando alla tv pubblica, aggiungendo che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Le aree più danneggiate nello stato sono Caraballeda e Catia La Mar. In precedenza il ministro della Salute aveva informato che i feriti al momento sono 4.300. Tuttavia, a La Guaira si scava a mani nude. Le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Lo denunciano tanti parenti delle persone intrappolate sotto le case crollate, parlando ai cronisti che sul posto stanno raccontando sui social questo tragico momento, raccogliendo la disperazione di chi, 27 ore dopo il sisma, ora si sente abbandonato.

In tanti hanno preso l'iniziativa, unendosi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari, negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci anche a mani nude. Molti di loro, per tutto il giorno, hanno parlato continuamente con i loro cari intrappolati per tenerli coscienti. Però, man mano che sono passate le ore, raccontano che purtroppo le voci si sono fatte sempre più flebili, sino a sparire per sempre. «Mia moglie non ce l'ha fatta. Si stava facendo il bagno quando ci sono state le scosse. Abbiamo tentato di scappare. Io sono riuscito a lasciare il palazzo, lei invece è caduta, ha battuto la testa ed è rimasta bloccata», ha raccontato in lacrime un uomo distrutto dal dolore.

Aiuti dal Messico

Nel frattempo, il Messico ha inviato oggi un contingente di soccorso in Venezuela per fronteggiare i danni causati dai due forti terremoti che ieri hanno colpito la regione centro-settentrionale del Paese. Lo ha confermato la presidente Claudia Sheinbaum, ribadendo il sostegno del suo governo: «La nostra solidarietà al popolo del Venezuela. Oggi parte una squadra di soccorritori e personale sanitario del ministero della Difesa. Una volta installati lì e dopo aver parlato con le autorità, determineremo il personale aggiuntivo che si renderà necessario». La prima brigata d'emergenza è composta da 250 militari, 5 unità canine, 4 velivoli, un drone, attrezzature specializzate per la ricerca e materiali sanitari di cura. Rispondendo alle domande sull'eventuale apertura di centri di raccolta per i beni di prima necessità, la leader ha precisato che «in questo momento, ci hanno chiesto soccorritori e supporto di personale sanitario, non ci hanno chiesto sostegno alimentare». Al momento, ha aggiunto Sheinbaum, le autorità messicane non registrano connazionali feriti, dispersi o deceduti nella tragedia, ma la situazione resta sotto costante verifica.