Conflitti

Traffico aereo ancora paralizzato in Medio Oriente: cancellati, anche oggi, più di 2.000 voli

La tensione non si placa e il settore dell'aviazione resta nel caos, per il terzo giorno di fila: rimane estremamente difficile capire quando la situazione tornerà alla normalità
©Altaf Qadri
Red. Online
02.03.2026 10:30

Voli cancellati. Aeroporti chiusi. Tensione alla stelle. L'escalation in Medio Oriente sta paralizzando, da giorni, il traffico aereo, con conseguenze a dir poco impressionanti. Secondo i dati di FlightAware, si tratta della più grave crisi dell'aviazione dallo scoppio della pandemia di Covid-19. Ieri, infatti, oltre 6.700 voli risultavano in ritardo, mentre venivano segnalati 1.900 cancellazioni in tutto il mondo. Oggi, lunedì, migliaia di voli sono stati – nuovamente – cancellati, prolungando il caos nel trasporto aereo globale che, da giorni, ha bloccato migliaia di passeggeri ed equipaggi. 

L'aeroporto di Dubai – l'hub internazionale più trafficato al mondo – oggi rimarrà chiuso per il terzo giorno consecutivo, così come gli altri principali aeroporti mediorientali. Secondo gli ultimi dati divulgati da FlightRadar24, lunedì mattina risultavano cancellati già più di 2.000 voli da e verso sette degli scali più importanti del Medio Oriente. Le compagnie aeree della zona come Emirates Airlines, Etihad Airways e Qatar Airways hanno cancellato complessivamente centinaia di voli. Un numero che non passa inosservato, e che si aggiunge alle quasi 2.800 cancellazioni di sabato e alle 3.156 di domenica. 

Aprendo il sito di Flightradar24, anche questa mattina lo spazio aereo sopra Iran, Iraq, Kuwait, Israele, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar è praticamente vuoto. A complicar ancor più la situazione è il fatto che equipaggio e piloti, attualmente, si ritrovino sparsi in tutto il mondo. Una condizione che complicherà il processo di ripresa dei voli, una volta che lo spazio aereo riaprirà. 

La situazione, insomma, rimane molto critica per il trasporto aereo nella regione: bisogna infatti ricordare che il Medio Oriente è un crocevia fondamentale fra Europa e Asia. Come ci ha spiegato, ieri, Andrea Giuricin, amministratore delegato di TRA Consulting, docente universitario ed esperto di aviazione, gli scali mediorientali di Dubai, Abu Dhabi e Doha, nel complesso, fanno circa 180 milioni di passeggeri all'anno. Proprio per questo motivo, l'impatto della guerra in Medio Oriente sull'aviazione è enorme. 

Non solo. Sempre Giuricin, ieri, ha sottolineato che la situazione non è solo molto critica, ma anche incerta, dal momento che non è possibile prevedere quanto dureranno gli attacchi da parte dell'Iran verso gli Emirati Arabi, il Qatar e altri Paesi dell'area. Secondo quanto ha indicato Donald Trump, l'azione militare statunitense nell'area potrebbe durare «altre quattro settimane». Al momento, è ormai certo che le perdite economiche saranno importanti. Come ha evidenziato, ancora, Giuricin, «per un settore come quello aereo, non avere una data certa per il ritorno alla normalità rappresenta un grande elemento di instabilità». 

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