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Trump avverte: «Un’intera civiltà morirà stanotte»

Dichiarazioni dai toni forti su un possibile cambio di scenario dopo decenni di tensioni in Iran, mentre resta alta l’incertezza sugli sviluppi – L'esercito israeliano ha intanto esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump avverte: «Un’intera civiltà morirà stanotte»
Red. Online
07.04.2026 06:37
22:22
22:22
«L'Iran sta valutando la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco»

Un alto funzionario iraniano sostiene che l'Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.

22:21
22:21
Esplosioni nel centro di Baghdad

Cinque esplosioni sono state udite nel centro di Baghdad, in Iraq. Lo constatano i giornalisti dell'Afp.

22:20
22:20
Catene umane attorno alle centrali elettriche, Trump: «L'appello dell'Iran è illegale»

Donald Trump critica l'appello dell'Iran ai suoi giovani per formare catene umane attorno alle centrali elettriche. «Totalmente illegale. Non è consentito farlo», ha detto il presidente in un'intervista a Nbc.

18:55
18:55
L'ONU: «Prendere di mira le infrastrutture civili rappresenta un crimine di guerra»

Volter Türk, Alto Commissario Onu per i diritti umani, ha affermato in un comunicato che prendere di mira le infrastrutture civili rappresenta un «crimine di guerra». «In base al diritto internazionale» - ha dichiarato Türk - chiunque sia responsabile di tali crimini deve essere assicurato alla giustizia da un tribunale competente«.

Nonostante l'Alto Commissario abbia denunciato la »retorica incendiaria« che circonda il conflitto in Medio Oriente, nel comunicato non si fa menzione esplicita di Stati Uniti, Iran o Israele.

18:51
18:51
Rilasciata la giornalista americana Shelly Kittleson

La giornalista americana Shelly Kittleson è stata liberata dopo una settimana di prigionia. Lo riporta il New York Times citando due funzionari della sicurezza irachena e Kaitab Hezbollah. Kittleson è stata rilasciata «in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche» del premier iracheno, ha detto Kaitab Hezbollabh in una nota, sottolineando che Kittleson deve lasciare immediatamente l'Iraq. Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Kaitab Hezbollah, secondo quanto riferito da due funzionari iracheni.

18:48
18:48
Russia e Cina bloccano la bozza di risoluzione ONU sullo Stretto di Hormuz

Russia e Cina hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione in Consiglio di Sicurezza Onu elaborata dal Bahrein sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, due no e due astensioni.

Il testo annacquato chiedeva lo sblocco della cruciale rotta marittima: un esito ben lontano dall'obiettivo iniziale dei paesi del Golfo promotori, che miravano a ottenere l'autorizzazione per liberare lo Stretto con la forza.

La bozza finale non menzionava più l'autorizzazione all'uso della forza, nemmeno a scopo difensivo.

18:47
18:47
Civili radunati davanti a centrali e ponti dopo le minacce di Trump

Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all'interno del Paese. In un video diffuso dall'agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell'Iran. Un'altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all'esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese.

Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare «catene umane» intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa Donald Trump.

17:51
17:51
Civili radunati davanti a centrali e ponti dopo le minacce di Trump

Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all'interno del Paese. In un video diffuso dall'agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell'Iran. Un'altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all'esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese.

Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare «catene umane» intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa Donald Trump.

17:47
17:47
Chuck Schumer: «Trump è una persona estremamente malata»

Il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, è tornato ad attaccare il presidente americano Donald Trump dopo le ultime minacce sulla distruzione della civiltà iraniana se Teheran non rispetterà la scadenza dell'ultimatum di questa sera sulla piena riapertura dello Stretto di Hormuz: «Questa è una persona estremamente malata», ha scritto Schumer su X, aggiungendo che «ogni repubblicano che si rifiuta di unirsi a noi nel votare contro questa sconsiderata scelta della guerra si assume la responsabilità di ogni conseguenza di qualunque diavolo sia questa cosa».

Anche il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries, è intervenuto sul tema, affermando che «il Congresso deve porre immediatamente fine a questa sconsiderata guerra in Iran, prima che Donald Trump ci precipiti nella Terza guerra mondiale. È giunto il momento che ogni singolo repubblicano anteponga il dovere patriottico al partito e fermi questa follia. Basta».

17:46
17:46
«Attaccare le infrastrutture dell'Iran è un crimine di guerra»

Il regista iraniano Asghar Farhadi, vincitore di due premi Oscar, nel 2012 per Una separazione e nel 2017 per Il cliente, invita, in un appello pubblicato da Variety, cineasti e artisti a protestare contro il bombardamento in Iran (dove Farhadi non torna dal 2023, ndr) delle infrastrutture civili.

«Chiedo a artisti e registi di tutto il mondo di far sentire la propria voce in questi giorni e in queste ore critiche, in ogni modo possibile, per fermare l'attacco devastante che sta annientando le infrastrutture civili» scrive il cineasta iraniano, dato anche tra i papabili per il prossimo Festival di Cannes, con il suo nuovo film Histoires parallèles. «Infrastrutture - continua nell'appello - che appartengono al popolo iraniano e sono legate ai bisogni primari della sua vita quotidiana. L'annientamento delle infrastrutture non si limita alla distruzione di edifici, ma è un attacco alla vita e alla dignità umana. Attaccare le infrastrutture di un Paese è un crimine di guerra. Indipendentemente dalle proprie convinzioni o opinioni, uniamoci per fermare questo processo disumano, illegale e distruttivo».

17:14
17:14
La Casa Bianca smentisce l'ipotesi che gli USA stiano valutando l'uso dell'arma nucleare

La Casa Bianca ha smentito su X l'ipotesi che gli Stati Uniti stiano valutando l'uso dell'arma nucleare contro l'Iran, scagliandosi contro alcune interpretazioni delle dichiarazioni pronunciate dal vicepresidente JD Vance in Ungheria.

Il vicepresidente USA ha detto di avere «fiducia che otterremo una risposta, positiva o negativa, entro stasera alle 20:00», quando scade l'ultimatum. «Mi auguro che riceveremo la risposta giusta perché quello che veramente vogliamo è un mondo in cui i flussi del petrolio scorrono liberamente e questo non può accadere se l'Iran porta avanti atti di terrorismo economico», ha affermato Vance.

«Dovete sapere che abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di usare e che il presidente può decidere di usare e deciderà di usare se l'Iran non cambia condotta», ha minacciato il vicepresidente degli Stati Uniti parlando a Budapest. Parole che sono state interpretate come un ricorso all'arma nucleare.

«Letteralmente nulla di quello che ha detto il presidente implica» l'arma nucleare, «branco di buffoni», ha replicato la Casa Bianca nel breve messaggio tramite l'account @RapidResponse47 che risponde a un account associato all'ex candidata democratica alla presidenza Kamala Harris (@HQNewsNow).

16:20
16:20
L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione con gli USA

L'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal quotidiano controllato dallo Stato Tehran Times su X.

«Sono stati sospesi anche tutti gli scambi di messaggi». Il Tehran Times è considerato come strettamente legato alle fazioni più intransigenti all'interno del governo iraniano.

16:18
16:18
Netanyahu: «Abbiamo colpito ferrovie e ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie»

«I nostri piloti hanno attaccato oggi ferrovie e ponti utilizzati dalle Guardie Rivoluzionarie per trasportare materie prime per armi, armamenti e i loro operativi che attaccano noi, gli Stati Uniti e altri Paesi della regione». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video.

«Queste operazioni non sono mirate contro la popolazione iraniana, hanno l'obiettivo di continuare a indebolire e a colpire il regime sanguinario che lo reprime da 47 anni. Stiamo cambiando radicalmente gli equilibri dei poteri», ha aggiunto.

15:13
15:13
Trump avverte: «Un’intera civiltà morirà stanotte»

«Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma probabilmente accadrà. Tuttavia, ora che abbiamo un cambiamento di regime completo e totale, in cui prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse potrà accadere qualcosa di straordinariamente rivoluzionario. Chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsione, corruzione e morte finiranno finalmente. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!».

A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum imposto all'Iran, Donald Trump rincara la dose. Nel caso il governo di Teheran non dovesse accettare il piano di pace entro le 20.00 di stasera, ora di Washington (le 2 di notte in Svizzera), Trump ha minacciato di annientare completamente la nazione, attaccando numerose infrastrutture civili, in particolare ponti e centrali elettriche. Tuttavia già oggi sono state colpite diverse infrastrutture, tra cui due ponti. «Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, nel quale prevalgono persone diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, chissà che qualcosa di rivoluzionariamente fantastico non possa capitare», ha aggiunto nel suo messaggio. «Lo sapremo stasera», ha aggiunto, definendo questo momento come uno «dei più importanti nella lunga e complessa storia del mondo». In barba a tutte le minacce, il messaggio si conclude con «che Dio benedica il grandioso popolo iraniano».

14:57
14:57
I repubblicani sono tesi sull'approvazione della guerra in Iran

Sale la tensione fra i repubblicani in Congresso sulla guerra in Iran. Finora hanno lasciato mano libera a Donald Trump ma anche per loro c'è un limite che si sta avvicinando. La legge richiede infatti che un presidente cerchi il via libera del Congresso se l'operazione militare dura più di 60-90 giorni.

Una scadenza a cui ci si sta rapidamente avvicinando. Lo riporta il Wall Street Journal ricordando che la legge obbliga il presidente a notificare al Congresso in 48 ore lo schieramento di truppe americane e dopo 60 giorni l'operazione militare deve concludersi a meno che il Congresso non dichiari guerra o approvi una legge per l'uso della forza.

Il periodo di 60 giorni può essere prolungato di altri 30 giorni se il presidente certifica al Congresso per iscritto che l'uso delle forza è necessario per la sicurezza dei militari americani.

Nei giorni scorsi alcuni repubblicani hanno già chiarito che non intendono sostenere un'operazione in Iran al di là di 60 giorni a meno che Trump non ottenga l'approvazione del Congresso. «Se la guerra va oltre i 60-90 giorni, il Congresso deve prendere le necessarie azioni», ha detto il deputato repubblicano Mike Lawler. La guerra in Iran è iniziata il 28 febbraio e la scadenza dei 60 giorni è alla fine di aprile.

14:22
14:22
Colpito un ponte sull'autostrada Tabriz-Zanjan, nel nord-ovest dell'Iran

Un ponte sull'autostrada Tabriz-Zanjan, nel nord-ovest dell'Iran, è stato colpito in un attacco condotto da forze statunitensi e israeliane, secondo quanto riportato dai media iraniani. L'autostrada è stata chiusa.

Si tratta, ricostruisce l'agenzia di stampa Afp, dell'arteria stradale nel nord dell'Iran che collega Tabriz a Teheran passando per Zanjan. L'autostrada è stata colpita a circa 90 chilometri da Tabriz, la principale città del nord dell'Iran, ha dichiarato l'agenzia di stampa ufficiale Irna, citando l'ufficio di gestione delle crisi della provincia settentrionale dell'Azerbaigian Orientale. Un canale Telegram delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato che l'attacco ha colpito un cavalcavia.

14:09
14:09
Aie: «La crisi di Hormuz è peggiore di quelle del '73, '79 e 2002 messe insieme»

L'attuale crisi di petrolio e gas, innescata dal blocco dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran, è «più grave di quelle del 1973, 1979 e 2002 messe insieme»: è l'avvertimento del direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), Fatih Birol, lanciato in un'intervista a Le Figaro citata da Sky News. Il mondo, ha affermato Birol, «non ha mai sperimentato un'interruzione dell'approvvigionamento energetico di tale portata». Il direttore dell'Aie ha aggiunto che i Paesi più a rischio sono quelli in via di sviluppo, le cui popolazioni saranno prevedibilmente colpite in modo duro dall'aumento dei prezzi dei combustibili.

Il mese scorso, i Paesi membri dell'Aie hanno concordato di rilasciare parte delle riserve strategiche: Birol ha spiegato che tale processo è già stato avviato, ma attualmente resta ancora in corso. Nell'intervista a Le Figaro, Birol ha spiegato di essere alla ricerca dei mezzi per limitare l'impatto della crisi energetica causata dalla guerra d'Iran, in partenariato con i governi del mondo intero.

Inoltre, per il direttore dell'Aie la crisi attuale contribuirà nei prossimi anni ad un'accelerazione «delle energie rinnovabili»

13:53
13:53
«USA e Israele hanno attaccato obiettivi militari sull'isola di Kharg»

I media iraniani riportano esplosioni a seguito di attacchi sull'isola di Kharg nel Golfo Persico. Lo scrive l'agenzia turca Anadolu.

L'agenzia di stampa Mehr ha riferito che aerei da guerra statunitensi e israeliani hanno effettuato diversi raid aerei sull'isola, causando molteplici esplosioni, riporta Anadolu. Non sono ancora disponibili dettagli su vittime o danni.

La scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che tutti gli obiettivi militari sull'isola di Kharg «sono stati completamente distrutti». Trump ha anche espresso interesse a «controllare» il petrolio iraniano, suggerendo che la conquista dell'isola di Kharg, il principale terminale petrolifero iraniano per l'esportazione, fosse tra le opzioni prese in considerazione.

13:47
13:47
L'aeroporto iraniano di Khorramabad è stato colpito

L'aeroporto iraniano di Khorramabad è stato colpito dagli «attacchi terroristici» di Israele e Stati Uniti. Lo scrive su X l'agenzia iraniana Mehr.

Intanto due persone sono state uccise in un attacco statunitense-israeliano a un ponte ferroviario nella città iraniana centrale di Kashan, fa sapere un funzionario regionale ai media statali.

13:39
13:39
Pasdaran: «Se gli USA superano le linee rosse, la risposta andrà oltre la regione»

Se «l'esercito terrorista degli Stati Uniti oltrepasserà le linee rosse, la nostra risposta andrà oltre la regione»: è la nuova minaccia lanciata dai Pasdaran iraniani, attraverso un portavoce citato dall'agenzia Tasnim. «Non siamo stati né saremo noi a iniziare attacchi contro obiettivi civili; tuttavia, non esiteremo a rispondere per ritorsione contro vili aggressioni di questo tipo», ha aggiunto.

Il portavoce delle Guardie della rivoluzione iraniane ha aggiunto che Teheran è pronta a colpire le infrastrutture «degli Stati Uniti e dei loro partner» in modo tale da far sì che «gli Usa e i loro alleati saranno privati per anni del petrolio e del gas della regione», sostenendo che il tempo della «moderazione» è «finito».

13:33
13:33
Sparatoria al consolato israeliano di Istanbul, un assalitore ucciso

Un aggressore, «legato a un'organizzazione terroristica», è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti in una sparatoria avvenuta oggi davanti al consolato israeliano di Istanbul, che in quel momento era vuoto, secondo quanto riferito dalle autorità turche. Secondo il Ministero dell'Interno, anche due agenti di polizia di guardia davanti all'edificio hanno riportato ferite lievi. Il governatore provinciale, Davut Gül, ha confermato la morte di uno dei sospetti, correggendo il bilancio iniziale fornito dall'emittente televisiva statale TRT, che aveva parlato di due morti. Secondo il governatorato di Istanbul, «individui non identificati hanno aperto il fuoco contro agenti di polizia in servizio» intorno alle 12:15 (11:15 in Svizzera) prima di essere colpiti dal fuoco di risposta.

Nessun diplomatico israeliano «si trova attualmente sul suolo turco», ha precisato all'AFP una fonte vicina al caso.

Le rappresentanze diplomatiche israeliane erano state evacuate «non solo in Turchia ma in tutta la regione per motivi di sicurezza» poco dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 condotti da Hamas sul suolo israeliano, secondo questa fonte. Il ministro dell'Interno, Mustafa Çiftçi, ha riferito che gli assalitori sono arrivati in auto dalla vicina provincia di Izmit (nord-ovest). Le autorità hanno identificato i tre assalitori e, secondo il Ministero dell'Interno, quello che è stato ucciso aveva legami con «un'organizzazione terroristica che strumentalizza la religione».

Secondo i media turchi, i tre sospetti erano armati di fucili a canna lunga, indossavano tute mimetiche e portavano zaini. Decine di poliziotti con elmetti e giubbotti antiproiettile sono stati dispiegati davanti alla sede del consolato, situata nel quartiere di Levent, sulla sponda europea di Istanbul, hanno constatato i giornalisti dell'AFP che hanno visto diverse ambulanze lasciare il luogo. La procura di Istanbul ha avviato un'indagine e tre procuratori sono stati incaricati del caso, ha dichiarato su X il ministro della Giustizia turco, Akin Gürlek.

13:33
13:33
Cinque capi di Stato al lavoro per la mediazione

«I capi di Stato di cinque Paesi amici, così come otto servizi segreti, sono stati in contatto con l'Iran per discutere un cessate il fuoco tra il Paese, gli Stati Uniti e Israele, proposto dagli Usa». Lo ha dichiarato una fonte informata all'agenzia iraniana Fars, aggiungendo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è alla ricerca di un accordo con l'Iran e, a tal fine, ha invitato questi Paesi e servizi segreti a trasmettere all'Iran il messaggio di cessate il fuoco. L'Iran lunedì ha respinto il cessate il fuoco, presentando un proprio piano di pace in 10 punti, che prevede la fine definitiva della guerra e la revoca delle sanzioni.

13:32
13:32
L'Ue respinge «con fermezza» le minacce alle infrastrutture civili in Iran

L'Unione Europea «respinge con fermezza» qualsiasi minaccia o attacco «contro le infrastrutture civili essenziali». Lo ha detto una portavoce della Commissione Europea. Tali azioni sono considerate «estremamente pericolose» in quanto rischiano di avere ripercussioni «su milioni di persone in Medio Oriente e oltre, con il rischio di provocare un'ulteriore e pericolosa escalation». L'Ue esorta tutte le parti a dar prova «della massima moderazione», a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a rispettare «pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario».

13:31
13:31
Tutti i treni a Mashhad sono sospesi fino a nuovo avviso

Il governatore di Mashhad, nell'Iran orientale, ha annunciato la cancellazione di tutto il traffico ferroviario in città fino a nuovo avviso, dopo che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno diramato un avviso agli iraniani sconsigliando loro di viaggiare in treno oggi e di recarsi nelle stazioni ferroviarie. Lo scrive Ynet. «La decisione è stata presa in seguito all'avvertimento immorale del regime sionista riguardo al suo piano di colpire le ferrovie iraniane, e si raccomanda di osservare le misure di sicurezza», ha aggiunto il governatore Hassan Hosseini, secondo quanto riportato dall'agenzia Mehr.

L'esercito israeliano ha invitato gli iraniani a non prendere il treno fino alle 21 di stasera e a tenersi lontani dalle linee ferroviarie.

13:23
13:23
Colpito un impianto petrolchimico a Shiraz

Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato oggi di aver colpito ieri un importante complesso petrolchimico a Shiraz, nel sud dell'Iran. Secondo quanto scrive Idf in un comunicato pubblicato su Telegram, l'aeronautica, agendo sulla base di informazioni dell'intelligence dell'Idf, ha colpito l'impianto petrolchimico dove veniva prodotto acido nitrico utilizzato nella produzione di esplosivi e altri materiali critici per la produzione di missili balistici.

Secondo il comunicato, l'impianto era uno degli ultimi complessi rimasti a produrre componenti chimici critici per esplosivi e materiali per lo sviluppo di missili balistici.

12:19
12:19
Il Regno Unito esclude uso di basi per i raid contro le infrastrutture iraniane

Il Regno Unito non consentirà agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari per sferrare attacchi aerei contro le infrastrutture civili iraniane, come centrali elettriche e ponti, anche a fronte dell'ultimatum imposto dal presidente americano Donald Trump a Teheran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Lo ha dichiarato il ministro della Sanità, Wes Streeting, a Lcb Radio, ribadendo la posizione di Londra sull'uso delle basi concesso agli Usa unicamente «per difendere gli interessi britannici e i nostri alleati in azioni di carattere difensivo».

12:18
12:18
Colpi di arma da fuoco nei pressi del Consolato di Israele a Istanbul

Colpi di arma da fuoco sono stati sentiti nei pressi del Consolato israeliano di Istanbul, sulla sponda europea della città. Lo riferisce l'emittente turca Ntv, aggiungendo che numerose pattuglie di polizia sono state inviate sul posto.

Secondo quanto riferisce Ntv, tre persone sono state «neutralizzate» durante uno scontro a fuoco con la polizia nei pressi del Consolato di Israele a Istanbul, nel quartiere di Levent sulla sponda europea della città.

La sparatoria è durata per cinque minuti, mentre sui media turchi sono stati diffusi dei video dove si sentono numerosi colpi di arma da fuoco nell'area del Consolato israeliano di Istanbul. Sempre secondo quanto riferisce l'emittente Ntv, le tre persone coinvolte nella sparatoria sarebbero arrivate sul posto in abiti mimetici.

11:14
11:14
«Almeno 3.600 morti in Iran da inizio guerra, anche 248 bambini»

Quasi 3600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran dall'inizio delle ostilità, tra cui almeno 1665 civili. Di queste vittime, almeno 248 erano bambini. Lo ha reso noto, secondo quanto riporta il Guardian, l'agenzia di stampa per i diritti umani Hrana, una ong con sede negli Stati Uniti.

11:02
11:02
«Il processo decisionale iraniano è molto lento»

«I mediatori hanno comunicato alla Casa Bianca di essere al lavoro con gli iraniani su emendamenti e riformulazioni» e «hanno avvertito che il processo decisionale iraniano è molto lento, pertanto potrebbe essere necessaria una proroga del termine». È quanto riporta Axios, sottolineando che la risposta iraniana in 10 punti, definita 'massimalista' dalla Casa Bianca, sarebbe considerata dagli americani come una mossa negoziale, non come un rifiuto.

I consiglieri di Trump hanno detto ai mediatori che il presidente ha bisogno di vedere segnali positivi da parte degli iraniani per prendere in considerazione una proroga: «Siamo nel pieno delle trattative, tutto può succedere», ha detto uno di loro.

Secondo due fonti, riporta il media Usa, un piano per una massiccia campagna di bombardamenti congiunti Usa-Israele contro gli impianti energetici iraniani è pronto, qualora il presidente desse l'ordine. «Trump accetterebbe un accordo se gli venisse offerto, ma non è chiaro se gli iraniani siano pronti. La situazione rimarrà estremamente tesa fino alle 20:00 di martedì», ha dichiarato una fonte statunitense vicina al tycoon. Il presidente - ricorda Axios - si trova di fronte a una decisione cruciale in tempi ristretti: mettere in atto la sua minaccia di distruggere le infrastrutture iraniane a partire dalle 20 di stasera (ora americana), oppure posticipare nuovamente la scadenza da lui stesso fissata per dare una possibilità ai negoziati.

10:54
10:54
Nuova ondata di attacchi statunitensi e israeliani su Teheran

Pochi minuti fa, Stati Uniti e Israele hanno lanciato una nuova serie di attacchi sulla capitale Teheran. Esplosioni sono state udite a Parchin, nella zona sud-est della città, dove si trovano industrie militari e nucleari. Altri luoghi colpiti oggi sono Sadeghieh, Gisha, Shahrak-Gharb e Pirouzi, in diverse zone di Teheran. Al momento, i caccia stanno sorvolando la capitale a bassa quota e si sentono continuamente rumori di esplosioni. Secondo notizie provenienti da altre città, Karaj, Shiraz, Larestan e Chabahar sono tra le altre località colpite oggi.

Diverse esplosioni hanno scosso Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Mehr e dai quotidiani Shargh e Ham-Mihan. Un giornalista dell'agenzia stampa Afp ha confermato di aver udito una serie di deflagrazioni provenire dalla zona nord della città.

10:36
10:36
L'inviato iraniano all'ONU: «Le dichiarazioni di Trump sono una diretta provocazione al terrorismo»

Le dichiarazioni bellicose del presidente statunitense Donald Trump sulla distruzione delle infrastrutture iraniane sono una diretta provocazione al terrorismo, ha affermato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite Saeed Iravani.

«L'attacco deliberato a centri non militari, comprese le infrastrutture essenziali, costituisce un crimine di guerra e rappresenta un chiaro atto di terrorismo di Stato». Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, lunedì sera.

Iravani ha inoltre criticato le dichiarazioni di Trump sull'invio di armi a gruppi dissidenti curdi, affermando: «Questo è un segnale del tentativo degli Stati Uniti di istigare violenza e disordini interni nel Paese».

In un altro passaggio della sua lettera, l'inviato iraniano presso le Nazioni Unite ha esortato gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita a non permettere agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio per attaccare l'Iran. «L'Iran ha il diritto di difendersi legittimamente», ha aggiunto.

10:35
10:35
«Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan si stanno avvicinando a una fase critica e delicata»

Gli sforzi «positivi e produttivi» che il Pakistan ha messo in atto per fermare la guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran si stanno avvicinando a una fase «critica e delicata». Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam in un post su X.

«Gli sforzi positivi e produttivi del Pakistan, compiuti in buona volontà e con buoni uffici per fermare la guerra, si stanno avvicinando a una fase critica e delicata», ha scritto il diplomatico.

10:33
10:33
L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi

L'esercito israeliano ha esortato gli iraniani a non prendere il treno nella giornata di oggi e fino alle 21 ora iraniana (le 18,30 ora italiana, ndr) perché ciò «mette in pericolo le vostre vite».

«Avviso urgente per gli utenti e i passeggeri dei treni in Iran - si legge sul canale X in lingua farsi dell'Idf - Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi preghiamo gentilmente di astenervi dall'utilizzare e viaggiare in treno in tutto l'Iran da ora fino alle ore 21:00 (ora iraniana). La vostra presenza sui treni e nelle vicinanze delle linee ferroviarie mette in pericolo le vostre vite».

10:33
10:33
Colpito nella notte un complesso petrolchimico in Arabia Saudita

Durante la notte l'Arabia Saudita è stata colpita da attacchi contro un complesso petrolchimico in una vasta area industriale nella città orientale di Jubail. Lo ha riferito oggi una fonte sul posto all'agennzia di stampa Afp, poche ore dopo che installazioni simili erano state colpite in Iran.

«Un attacco ha provocato un incendio negli impianti Sabic a Jubail. Il rumore delle esplosioni era fortissimo», ha detto la fonte all'Afp, riferendosi alla Saudi Basic Industries Corporation. Jubail, nell'Arabia Saudita orientale, ospita una delle più grandi città industriali del mondo, dove si producono acciaio, benzina, prodotti petrolchimici, oli lubrificanti e fertilizzanti chimici.

10:33
10:33
Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi USA

Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane, oggi alle 14, intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi minacciati da Trump. La notizia è riportata dai media internazionali.

«Invito tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti, gli universitari e i professori - ha affermato Alireza Rahimi, identificato dalla tv di Stato come segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti - intorno alle centrali, nostro patrimonio nazionale e nostro capitale, a prescindere da qualsiasi opinione politica, in quanto appartengono al futuro dell'Iran e alla gioventù iraniana».

07:38
07:38
«Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e in cura a Qom»

Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell'intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportate dalla testata israeliana Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il memorandum, Khamenei è privo di sensi e «in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime». Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano a conoscenza da tempo della posizione di Khamenei Jr.

06:37
06:37
Il punto alle 06.30

I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatti la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali i funzionari americani sostengono che il divario fra Stati Uniti e Iran sia troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani hanno riferito che Trump si è mostrato meno fiducioso sulla possibilità che si raggiunga un accordo, e prevedono che un ordine per l'attacco possa essere impartito già subito dopo la scadenza.

Udite a Teheran e nelle aree circostanti delle esplosioni, secondo quanto riportato dai media iraniani e da Afp. «Pochi istanti fa, si sono udite delle esplosioni in alcune zone di Teheran e Karaj», città che confina con la capitale a ovest, hanno riferito le agenzie di stampa Mehr e Fars, senza fornire ulteriori dettagli.

L'esercito israeliano ha annunciato un'ondata di attacchi aerei contro l'Iran dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la proposta di tregua per porre fine alla guerra, avanzata dai mediatori internazionali, non era ancora sufficiente. «Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane hanno completato un'ondata di attacchi aerei con l'obiettivo di danneggiare le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran e in altre aree dell'Iran», ha scritto l'esercito israeliano sul suo canale Telegram ufficiale.

Il Pentagono ha nel frattempo cancellato la conferenza stampa che era in programma alle 14 ora svizzera senza fornire una spiegazione. Alla conferenza stampa dovevano esserci il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo dello stato maggiore congiunto Dan Caine.

Il Pentagono sta ampliando l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. Lo riporta Politico citando alcune fonti. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.