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Trump conferma il «blocco navale nei porti iraniani»

Dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan, il traffico marittimo nello Stretto «si è nuovamente fermato» – Il presidente USA contro papa Leone: «Un debole, è in Vaticano perché ci sono io, dovrebbe darsi una regolata» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump conferma il «blocco navale nei porti iraniani»
Red. Online
13.04.2026 06:32
08:58
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Le vendite di greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio

Le vendite di petrolio greggio dell'Arabia Saudita alla Cina si dimezzeranno a maggio a causa delle interruzioni dei flussi e dell'aumento dei prezzi provocati dalla guerra in Medio Oriente. Lo riporta Iran International citando operatori del settore sentiti da Bloomberg.

Il più grande esportatore di petrolio al mondo dovrebbe spedire circa 20 milioni di barili ai suoi clienti in Cina il mese prossimo, a fronte dei circa 40 milioni di barili previsti per il carico ad aprile.

Gli operatori hanno affermato che i volumi inferiori riflettono le perturbazioni del mercato legate al conflitto regionale, che ha influenzato le rotte di approvvigionamento e fatto aumentare i prezzi del greggio.

08:19
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«Presto gli USA rimpiangeranno i 4-5 dollari a gallone»

«Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto 'blocco', presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone». Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf reagendo all'ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l'Iran a Islamabad.

Il presidente del parlamento iraniano ha dunque avvertito che la mossa potrebbe avere ripercussioni negative sui consumatori americani, con un conseguente aumento dei prezzi del carburante.

Nel suo messaggio, Ghalibaf ha pubblicato inoltre un grafico dei prezzi del carburante vicino alla Casa Bianca e ha postato una formula criptica, «ΔO_BSOH>0 ⇒ f(f(O))>f(O)», che potrebbe essere interpretata come un avvertimento tecnico sugli shock cumulativi sui mercati petroliferi.

07:15
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Il petrolio rimbalza

Il corso del petrolio è ripartito al rialzo stamane, superando nuovamente la soglia dei 100 dollari al barile. Il fallimento dei negoziati di pace tra Washington e Teheran, così come le minacce americane di blocco dello stretto di Hormuz, fanno temere un proseguimento del conflitto in Medio Oriente.

Verso le 06.20, il prezzo del barile di Brent è salito del 7,36% a 102,21 dollari, mentre quello del WTI è balzato dell’8,45% a 104,73 dollari. Le due varietà di oro nero erano scese sotto i 100 dollari dopo l'annuncio, mercoledì scorso, di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

Dopo il fallimento dei colloqui a Islamabad, gli Stati Uniti hanno annunciato che imporranno a partire da stamane un blocco ai porti iraniani. Nessuna delle due parti si è espressa sul futuro del cessate il fuoco che scade il 22 aprile.

«I mercati avevano riposto grandi speranze nei negoziati di pace del fine settimana, sperando che le parti belligeranti si avvicinassero a un accordo duraturo. Tuttavia, queste speranze si sono volatilizzate dopo che le 21 ore di colloqui tra Stati Uniti e Iran si sono concluse senza che venisse raggiunto alcun accordo», ha riassunto Tony Sycamore, analista presso IG.

Secondo l'esperto, «questo approccio metterà senza dubbio a dura prova le relazioni tra l'Iran e il suo principale cliente, la Cina. Avendo già perso le consegne venezuelane all'inizio di quest'anno, Pechino rischia ora di perdere circa 2 milioni di barili supplementari al giorno».

Per aggirare lo stretto di Hormuz, «l'Arabia Saudita ha dichiarato di aver ripristinato la piena capacità di pompaggio del suo oleodotto est-ovest verso il Mar Rosso, così come la produzione del giacimento di Manifa», hanno invece affermato gli analisti della piattaforma Trading Economics.

06:34
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Trump attacca Papa Leone: «È un debole, mi deve ringraziare se è al Vaticano»

Donald Trump spara a zero su Papa Leone, il primo pontefice americano nella storia della chiesa cattolica. Un attacco senza precedenti, che segna una rottura inimmaginabile tra la Casa Bianca e il Vaticano. In un lungo e durissimo post su Truth, mentre era ancora sull'Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente americano ha definito Leone un «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».

«Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica, e tutte le altre organizzazioni cristiane, hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose», ha incalzato il tycoon, riferendosi alle recenti dichiarazioni del pontefice che ha condannato la guerra durante una speciale veglia di preghiera nella basilica vaticana di San Pietro nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Iran stavano tenendo colloqui di pace, poi falliti, in Pakistan. «Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente MAGA. Lui ha capito tutto», ha insistito Trump, accusando Papa Leone di «ritenere accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare».

«Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti», ha attaccato ancora il tycoon. «E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia».

Il presidente americano ha perfino rivendicato il merito dell'elezione di Louis Prevost a pontefice: «Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano». Purtroppo, ha proseguito Trump, «l'atteggiamento di Leone, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero». «Leone», ha insistito il presidente americano «dovrebbe darsi una regolata nel suo ruolo di Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!», ha concluso Trump.

06:32
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Il punto alle 6.30

«Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l'avvio di un blocco navale a seguito del fallimento dei negoziati con i funzionari iraniani». Lo scrive il Lloyd's List, quotidiano specializzato nelle notizie relative alla navigazione. «Prima dell'annuncio del blocco - si legge in un articolo - il traffico marittimo attraverso lo stretto era continuato, seppur a livelli ridotti, anche domenica. Sabato si era registrato un leggero aumento del transito di petroliere, in quanto le compagnie di navigazione si preparavano a mettere a rischio il provvisorio accordo di cessate il fuoco per far uscire alcune navi dal Golfo Persico. In seguito all'annuncio del blocco navale da parte di Trump, tuttavia, tutto il traffico sembra essersi fermato e almeno due navi che sembravano dirette a uscire dallo stretto hanno fatto inversione di rotta».

Gli Stati Uniti hanno annunciato il blocco di tutti i porti iraniani, in vigore dalle 10:00 (le 16 in Svizzera). Il Comando Centrale americano ha annunciato che, su ordine di Donald Trump «sarà applicato in modo imparziale un blocco nei confronti delle navi di tutte le nazioni che entrano nei porti e nelle aree costiere iraniane o ne escono, inclusi tutti i porti iraniani situati nel Golfo Arabico e nel Golfo dell'Oman». Ordine che Trump ha confermato. Parlando con i giornalisti al suo rientro a Washington, il presidente USA ha dichiarato che il cessate il fuoco in Iran «sta reggendo bene». «Ci sono molte navi dirette verso il nostro Paese per fare rifornimento di petrolio». E ha aggiunto che «altre nazioni stanno lavorando affinché l'Iran non possa vendere petrolio», ma non ha precisato quali Paesi siano coinvolti e in che modo. «Non mi importa se l'Iran torna al tavolo dei negoziati».

Un attacco aereo israeliano ha provocato la morte di quattro persone nel sud del Libano. Altre tre sono rimaste ferite. Lo comunica - come riporta Al Jazeera - il Ministero della Salute libanese. L'attacco è avvenuto su Maaroub.