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Il presidente statunitense non ha fissato alcuna data, spingendo alcuni osservatori a ritenere che si tratti di un cessate il fuoco a tempo indeterminato — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:59
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«Trump non desidera veder riprendere i combattimenti con l'Iran»
Il presidente americano Donald Trump, malgrado l'avvertimento sulla volontà di non voler prolungare il cessate il fuoco, ha fatto esattamente questo: ha segnalato che non desidera riprendere i combattimenti con l'Iran, estendendo «il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta» dell'Iran e «le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro». E' quanto scrive il Wsj, ricordando che i funzionari iraniani continuano ad avvertire di essere pronti a riprendere le ostilità, se necessario, e non hanno ancora confermato di accettare la possibile estensione del cessate il fuoco.
Tuttavia, nelle ultime due settimane Teheran ha anche scelto la via della diplomazia, pur continuando a esigere che gli Stati Uniti smantellino il blocco imposto ai porti iraniani. Finché le parti eviteranno un'escalation, rimangono sul tavolo due opzioni concrete: Iran e Usa possono lasciare che i rispettivi blocchi facciano il loro corso: quello statunitense sui porti iraniani e di Teheran sullo Stretto di Hormuz.
Tuttavia, entrambe le parti rischierebbero perdite economiche a causa di uno stallo prolungato. Inoltre, quando le navi vengono fermate e ispezionate, il rischio che incidenti sfuggano di mano è concreto. L'alternativa consiste nel trovare una soluzione discreta, diplomatica e possibilmente temporanea alla questione del blocco statunitense, per poi riprendere i colloqui nei prossimi giorni.
23:58
23:58
«Teheran ha respinto le condizioni degli Usa per i colloqui»
«L'Iran ha respinto le condizioni statunitensi per i negoziati; Trump ha esteso unilateralmente il cessate il fuoco! Trump ha affermato che, su richiesta del capo dell'esercito pakistano, il cessate il fuoco rimarrà in vigore fino a quando l'Iran non presenterà una nuova proposta»: lo scrive su X la tv di stato iraniana Irib.
23:57
23:57
La Casa Bianca conferma, «Nessun viaggio di Vance per i negoziati con l'Iran»
La Casa Bianca ha confermato la cancellazione della missione del vicepresidente JD Vance in Pakistan per i colloqui con l'Iran. «Il viaggio non avrà luogo oggi. Qualsiasi ulteriore aggiornamento in merito a incontri di persona sarà annunciato dalla Casa Bianca», ha riferito un funzionario, in una nota.
23:30
23:30
Il premier del Pakistan ringrazia Trump per la proroga del cessate il fuoco
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che, insieme al feldmaresciallo Syed Asim Munir, ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per aver acconsentito a estendere il cessate il fuoco al fine di consentire la prosecuzione degli sforzi diplomatici.
«Con la fiducia riposta in me, il Pakistan continuerà i suoi sinceri sforzi per una soluzione negoziata del conflitto», ha scritto Shehbaz su X. «Spero sinceramente che entrambe le parti continuino a rispettare il cessate il fuoco e siano in grado di concludere un 'Accordo di pace' globale durante il secondo round di colloqui previsto a Islamabad per una fine definitiva del conflitto.»
23:28
23:28
Teheran: «La proroga della tregua è uno stratagemma per un attacco a sorpresa»
«La parte sconfitta non può dettare le condizioni. La continuazione dell'assedio non è diversa da un bombardamento e deve essere contrastata con una risposta militare»: lo afferma Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del parlamento iraniano Ghalibaf, in un post sui social media affermando che la proroga del cessate il fuoco voluta da Trump «non significa nulla».
«Inoltre, la proroga del cessate il fuoco da parte di Trump è certamente uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa. È giunto il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa», sostiene Mohammadi.
22:22
22:22
Trump estende la tregua fino alla presentazione della proposta dell'Iran
«Considerato che il governo dell'Iran appare gravemente frammentato, circostanza peraltro non inattesa, e accogliendo la richiesta di Asim Munir e del Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato chiesto di sospendere il nostro attacco contro l'Iran finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria», afferma Trump senza fissare alcuna data e spingendo alcuni osservatori a ritenere che si tratti di un cessate il fuoco a tempo indeterminato, che segnala la volontà del presidente di ottenere un'accordo. Trump ha impartito l'ordine alle «forze armate di mantenere il blocco e, sotto ogni altro aspetto, di restare pronte e operative; di conseguenza, prolungherò il cessate il fuoco fino al momento in cui la loro proposta sarà presentata e le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro»
22:15
22:15
«L'Iran non parteciperà ai colloqui di domani a Islamabad»
La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte statunitense, tramite un intermediario pakistano, che domani non sarà presente a Islamabad e che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati.
Lo scrive l'agenzia di stampa semiufficiale iraniana Tasnim, emanazione del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Pasdaran nella trascrizione dal persiano), citando fonti secondo cui «nei messaggi scambiati negli ultimi giorni, gli USA non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive» e «non si sono registrati progressi significativi. Per questo motivo, l'Iran ha infine annunciato oggi che considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo» e «pertanto, non parteciperà».
Intanto, dal canto suo, il sito di notizie politiche statunitense Axios indica che il viaggio del vicepresidente James David Vance (conosciuto come J.D. Vance) in Pakistan è stato rinviato a tempo indeterminato.
22:09
22:09
«Israele, l'ambasciatore Usa richiamato a Washington»
L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, è stato richiamato a Washington per colloqui alla Casa Bianca: lo riporta Channel 12 israeliano.
19:53
19:53
Iran: «Le trattative con gli USA potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco»
L'Iran ha indicato che le trattative con gli USA potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco, riporta il quotidiano newyorkese The Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Teheran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan oggi, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbero dovuto revocare il blocco sui porti iraniani.
Intanto, il viaggio del vicepresidente James David Vance (conosciuto come J.D. Vance) a Islamabad è stato sospeso dopo che Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane, riporta il giornale The New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali senza una risposta iraniana il processo diplomatico risulta di fatto sospeso, anche se il viaggio non è stato cancellato.
Vance, ha confermato la Casa Bianca, è impegnato in alcune riunioni supplementari e per ora è a Washington, dove ci sono anche gli emissari del presidente Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. L'aereo che questa mattina li avrebbe dovuti portare a Islamabad passando per l'Europa non è mai partito in quella direzione, ma si è limitato a portarli a Washington.
17:39
17:39
Pakistan, «Attendiamo ancora la conferma della presenza dell'Iran ai colloqui»
Il ministro dell'informazione pakistano Attaullah Tarar ha dichiarato che Islamabad è ancora in attesa della conferma formale da parte dell'Iran sulla sua eventuale partecipazione ai prossimi colloqui di pace, mentre proseguono gli sforzi per mantenere il fragile cessate il fuoco.
Tarar ha osservato che l'attuale cessate il fuoco scadrà alle 4.50 del mattino (ora del Pakistan) del 22 aprile, aggiungendo che la decisione dell'Iran di partecipare ai colloqui di pace di Islamabad prima della fine della tregua di due settimane sarebbe «cruciale».
Fornendo un aggiornamento alle 19.30 ora locale (le 16.30 in Svizzera), Tarar ha affermato che il Pakistan, agendo da mediatore, rimane in stretto contatto con i funzionari iraniani e sta attivamente perseguendo la via diplomatica per allentare le tensioni.
Tarar ha affermato che il Pakistan ha compiuto «sforzi sinceri» per persuadere la leadership iraniana ad aderire al secondo round di negoziati e che l'attività diplomatica è in corso.
Il Pakistan si è posto come facilitatore nel processo di dialogo, esortando tutte le parti a dare priorità ai negoziati per mantenere la stabilità regionale.
14:27
14:27
«Vance e Ghalibaf confermano la propria presenza ai mediatori pachistani»
I mediatori guidati dal Pakistan hanno ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì (quando in Svizzera forse sarà ancora martedì, ndr) per guidare le rispettive squadre nei colloqui.
Lo scrive l'Ap sul proprio sito citando due funzionari della regione. Né gli Stati Uniti né l'Iran hanno confermato pubblicamente la data dei colloqui, e la televisione di stato iraniana ha negato la presenza di alcun funzionario nella capitale pakistana.
Intanto, in un'intervista telefonica con Cbnc news, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che «L'Iran non ha altra scelta che fare un accordo». «Ero sicuro che avrebbero mandato una delegazione in Pakistan, non hanno altra scelta», ha aggiunto.
L'esercito USA è «pronto» a bombardare di nuovo l'Iran in caso non si raggiunga un accordo, ha poi ribadito.
«Con l'Iran vogliamo un buon accordo, non mi faccio mettere fretta», ha detto ancora Trump, ripetendo che gli Stati Uniti hanno «completamente vinto la guerra. Se lasciassimo ora, a Teheran ci vorrebbero 20 anni per ricostruire». Il presidente quindi ha criticato i media e detto: «avrei vinto in Vietnam e in Iraq rapidamente. Guardate al Venezuela».
14:17
14:17
Netanyahu: «L'operazione contro l'Iran ha impedito un altro Olocausto»
«L'operazione contro l'Iran ha impedito un altro Olocausto». Queste le parole del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu alla cerimonia per la Giornata della Memoria. Lo riporta Haaretz. Netanyahu ha paragonato la minaccia esistenziale rappresentata dal regime iraniano all'Olocausto nazista: «Il regime degli ayatollah in Iran ha pianificato un altro Olocausto. Ha complottato per distruggerci con bombe nucleari e migliaia di missili balistici. Se non avessimo agito contro la minaccia esistenziale, con determinazione e coraggio, i nomi dei luoghi di morte di Natanz, Fordo e Isfahan avrebbero potuto aggiungersi a quelli dei campi di sterminio dell'Olocausto: Auschwitz, Majdanek e Treblinka. Ma questo non è accaduto».
Netanyahu ha aggiunto che «la nostra giovane generazione, che non conosceva i sogni e le aspirazioni per la Terra Promessa, questa generazione in particolare è emersa in tutta la sua gloria». Nel suo discorso, Netanyahu ha menzionato l'azione congiunta con gli Stati Uniti contro l'Iran e ha affermato che «abbiamo eliminato una minaccia esistenziale immediata. Questa è l'essenza della campagna: garantire che la qualità della vita del popolo israeliano non venga interrotta».
14:14
14:14
«La compagnia di bandiera iraniana riprenderà i voli nazionali domani»
La compagnia aerea di bandiera iraniana riprenderà i voli nazionali domani mattina, ponendo fine a una sospensione di 50 giorni dovuta alla guerra, secondo quanto riportato dall'emittente statale Irib, citata dal Wall Street Journal.
In precedenza, il direttore generale dell'Autorità iraniana per gli aeroporti e la navigazione aerea aveva dichiarato che due aeroporti nazionali del paese sarebbero «tornati operativi» oggi e che i voli verso la Turchia e l'Oman sarebbero ripresi a breve dall'aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran, secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
10:35
10:35
Vance dovrebbe partire nel pomeriggio per Islamabad
Il vicepresidente Usa JD Vance dovrebbe partire per Islamabad entro questa mattina ora americana (nel pomeriggio svizzero) per colloqui con l'Iran su un possibile accordo per porre fine alla guerra, secondo quanto riferito ad Axios da tre fonti statunitensi. Sebbene un accordo completo in tempi così ristretti sia difficile, Trump potrebbe anche accettare di prorogare la scadenza qualora si manifestassero segnali di progresso, sempre stando ad Axios.
Trump ha di fatto già aggiunto un giorno alla scadenza delle due settimane di cessate il fuoco, spostandola a domani sera. La Casa Bianca, riferisce il sito, ha trascorso l'intera giornata di ieri in attesa di un segnale da Teheran che indicasse l'invio della sua squadra negoziale a Islamabad.
Una fonte ben informata ha affermato che gli iraniani stavano temporeggiando a causa delle pressioni esercitate dalle Guardie Rivoluzionarie sui negoziatori affinché mantenessero una posizione più ferma: nessun colloquio senza la fine del blocco statunitense. I mediatori pakistani, egiziani e turchi hanno esortato gli iraniani a partecipare all'incontro. La delegazione iraniana attendeva il via libera dalla Guida Suprema. Secondo la fonte, questo è arrivato ieri sera.
10:34
10:34
«La petroliera di Teheran ha violato il blocco navale Usa»
Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l'isola di Kharg domani. Lo riporta l'agenzia Tasnim, l'agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall'Iran alla volta dell'arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.
08:47
08:47
L'Iran ribadisce: «L'attacco USA alla Touska è un atto di pirateria»
L'Iran deplora fermamente l'attacco statunitense alla nave iraniana Touska, definendolo «un atto di pirateria, un atto terroristico e un'aggressione che non solo viola la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale, ma costituisce anche un ulteriore esempio di violazione dell'attuale cessate il fuoco». Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato.
«Chiediamo agli organismi internazionali e ai governi responsabili di condannare l'attacco e di intraprendere azioni severe e serie contro di esso», si legge nel comunicato, secondo l'IRNA, aggiungendo: «L'Iran mette in guardia dalle conseguenze molto pericolose di tale mossa illegale e criminale da parte degli Stati Uniti e sottolinea la necessità di un immediato rilascio della nave iraniana e del suo equipaggio».
07:10
07:10
Gaza, raid nella notte e scontri interni: almeno cinque morti
Durante la notte la situazione a Gaza è tornata a muoversi sul piano militare, con nuovi raid israeliani e scontri armati interni, mentre nelle ultimissime ore non si registrano sviluppi ulteriori. Secondo Reuters e The Guardian, durante la notte attacchi aerei israeliani hanno colpito più aree della Striscia, in particolare Gaza City, il campo di Bureij e Khan Younis. Il bilancio provvisorio è di almeno cinque morti, secondo fonti locali.
Gli attacchi si inseriscono in una dinamica ormai consolidata: il cessate il fuoco formalmente in vigore dall’autunno 2025 continua a essere violato con operazioni mirate, segno di una tregua sempre più fragile sul terreno.
L’elemento più rilevante emerso nella notte riguarda però gli scontri interni a Gaza. A Khan Younis si sono registrati combattimenti tra Hamas e milizie locali filo-israeliane, con l’impiego anche di armi pesanti. Un segnale che indica una frammentazione crescente all’interno della Striscia, con il rischio di un aumento di attori armati e di una perdita di controllo centralizzato.
Sul piano politico, non arrivano segnali di svolta. Sempre secondo Reuters, i negoziati in corso su disarmo di Hamas, ritiro israeliano e futura governance di Gaza restano in una fase di stallo, con progressi definiti «difficili». Dalle prime ore del mattino a ora, invece, non si registrano nuovi eventi operativi rilevanti: nessun raid confermato, nessun lancio di missili significativo e nessuna escalation su altri fronti regionali, dal Libano allo scenario Iran–Israele.
Il quadro resta quindi quello di una tregua svuotata nei fatti, con violenze a bassa intensità che proseguono e un rischio crescente legato più alla dinamica interna di Gaza che a un’immediata escalation regionale.
07:01
07:01
Trump: «Sarà lungo e difficoltoso recuperare l'uranio iraniano»
Recuperare l'uranio iraniano dopo gli attacchi statunitensi sarà «lungo e difficoltoso». Lo ha scritto il presidente statunitense Donald Trump su Truth aggiungendo che «l'operazione Martello di mezzanotte è stata una completa e totale distruzione dei siti di polveri nucleari in Iran». «Pertanto - ha aggiunto - riportarli alla luce sarà un processo lungo e difficoltoso».
06:59
06:59
Il punto alle 7
La tensione tra Iran e Stati Uniti resta elevata e si concentra soprattutto sul piano politico e comunicativo. Il punto di frizione più recente è l’episodio nello Stretto di Hormuz, dove gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave iraniana. Teheran ha reagito definendo l’azione «pirateria», riaccendendo uno scontro che, secondo The Washington Post, rischia di compromettere ulteriormente un equilibrio già fragile.
Da quel momento, il confronto si è spostato sulle dichiarazioni ufficiali e sui social. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non intende negoziare sotto pressione e non accetterà imposizioni da Washington, un messaggio rilanciato anche online e riportato da CBS News. La linea iraniana resta quindi rigida, senza aperture immediate.
Sul fronte americano, Donald Trump ha alternato segnali diversi: da un lato la possibilità di un accordo, dall’altro minacce esplicite contro infrastrutture iraniane, comprese quelle strategiche. Anche questa comunicazione, diffusa in parte attraverso i social e ripresa da CBS News, contribuisce a rendere incerto il quadro complessivo.
I contatti diplomatici non si sono interrotti, ma restano fragili. Secondo quanto riferito da The Washington Post, sono in discussione nuovi colloqui indiretti, mentre Teheran continua a negare una partecipazione formale, lasciando tuttavia margini di ambiguità. Il risultato è una fase negoziale sospesa, senza progressi concreti.
Sul piano operativo, la situazione è stabile. Nelle ultime ore non risultano attacchi militari né escalation dirette tra Iran e Stati Uniti, né un’attivazione significativa degli attori regionali. La tensione resta quindi alta, ma confinata — almeno per ora — a livello politico e strategico.
Il quadro complessivo è quello di un confronto acceso ma contenuto, in cui la retorica cresce più rapidamente dei fatti sul terreno. Un equilibrio precario, che dipende sempre più da sviluppi diplomatici ancora incerti.
