Trump fa un passo indietro: la fucilazione di Hasan non sarà trasmessa in diretta streaming

Trump fa un passo indietro. La fucilazione di Nidal Hasan – autore della strage di Fort Hood – non verrà trasmessa in diretta streaming. «Morirà, come previsto, davanti a un plotone d'esecuzione, ma l'evento non sarà trasmesso in streaming», ha dichiarato il presidente americano sul suo social Truth. «Tuttavia, i familiari più stretti delle vittime potranno assistere all'esecuzione di persona, se lo desiderano. Meritano di vedere la giustizia in azione.
Nelle scorse ore, un gruppo di 72 generali, ammiragli e altri alti ufficiali militari USA in pensione aveva fatto pressioni al governo americano, affinché annullasse i piani per la diretta streaming dell'esecuzione di Nidal Hasan, prevista per il 3 dicembre alle 13 (ora locale). «Chiediamo al presidente, ai nostri rappresentanti al Congresso e ai nostri concittadini di agire per impedire questo barbaro abuso di potere», si leggeva nella lettera del gruppo, in cui veniva evidenziato come trasmettere la fucilazione in diretta avrebbe «trasformato un assassino in un martire».
Questa dichiarazione, insomma, potrebbe aver avuto un ruolo nella decisione del tycoon. «Nidal Malik Hasan, un ex maggiore dell'esercito statunitense trasformatosi in traditore, è un uomo profondamente malvagio che ha ucciso 13 persone, tra cui una soldatessa incinta, deceduta insieme al figlio che portava in grembo, e ne ha ferite molto gravemente altre 32, tutte innocenti», ha aggiunto Trump nel suo post su Truth. Il presidente ha quindi criticato l'FBI di Barack Obama che, all'epoca, «intercettò comunicazioni elettroniche tra Hasan e il religioso radicale yemenita-americano Anwar al Awlaki ma concluse che le email di Hasan non costituivano una minaccia».
Trump, come dichiarato da lui stesso, aveva pensato, inizialmente, che la trasmissione in streaming della fucilazione potesse fungere da «forte deterrente». Sarebbe stata, a suo dire, un modo «per mostrare al mondo come l'America tratti i terroristi e la feccia come Hasan». Poi, però, è arrivato il passo indietro. «Molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non vederlo morire, né in streaming né attraverso qualsiasi altro mezzo visivo». Motivo per cui il presidente americano ha deciso che la diretta streaming non avrà luogo.
Nidal Hasan, come detto, è l'autore della strage compiuta alla base militare di Fort Hood il 5 novembre del 2009. La decisione di trasmettere la fucilazione in streaming era stata annunciata la scorsa settimana dal Pentagono. Decisione che, fin dal primo momento, aveva suscitato forti, fortissime critiche e paragoni con i regimi iraniano e afghanistano, soprattutto dopo le parole del segretario alla Difesa americano, Pete Hegseth, aveva annunciato che si sarebbero «assicurati che tutte le persone potessero assistere all'esecuzione». «La gente deve capire che questo tipo di azioni comportano gravi conseguenze», aveva dichiarato Hegseth.
Il vicepresidente americano JD Vance aveva in seguito messo in dubbio che il Pentagono avrebbe effettivamente trasmesso in diretta streaming l'esecuzione. Rispondendo alle domande dei giornalisti, aveva più volte dichiarato di non essere sicuro «che sarebbe successo davvero» e che se anche fosse accaduto, lui «non avrebbe guardato la diretta».
Sebbene lo scorso anno siano state eseguite oltre 2.700 condanne a morte in 17 Paesi, solo due nazioni le hanno effettuate pubblicamente. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non hanno condotto un'esecuzione pubblica in 90 anni. Secondo i dati di Amnesty International, nel 2025 si sono registrate 11 esecuzioni pubbliche in Iran e altre 6 in Afghanistan.
La legge militare americana, come ricorda la BBC, prevede che un'esecuzione militare debba essere approvata dal presidente degli Stati Uniti. Prevede, inoltre, un ricorso in appello, durante il quale un tribunale superiore esamina la decisione ed emette un giudizio definitivo sulla sua legalità, autorizzandone l'esecuzione. In questo caso, Trump, che aveva definito Hasan «completamente pazzo», ha deciso di annullare la diretta streaming. «Non mi interessa come se ne andrà, purché se ne vada. Penso che la pena di morte sia un modo più che dignitoso di morire per lui».
