Trump: «Gestirò io il ricavato della vendita di milioni di barili di petrolio venezuelano»

Donald Trump ha annunciato nelle scorse ore che il Venezuela consegnerà agli Stati Uniti petrolio per un valore stimato di 2 miliardi di dollari, in un’operazione che, secondo il presidente americano, servirà a dirottare forniture finora destinate alla Cina e ad aumentare la pressione politica su Caracas. Secondo le informazioni diffuse su Truth dal tycoon, il greggio venezuelano – tra 30 e 50 milioni di barili – sarà venduto al prezzo di mercato e i proventi saranno «controllati» da Trump stesso. Una mossa che secondo il leader di Washington servirebbe a garantire che i ricavi vengano utilizzati «a beneficio del popolo venezuelano e di quello americano».
La situazione
L'uscita di Trump arriva poche ore dopo l'intervento televisivo della leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, la quale ha insistito sul fatto che nessuna potenza straniera stia governando il suo Paese. Parlando tre giorni dopo l'operazione messa in campo dalle forze USA, la presidente ad interim ha detto: "Il governo del Venezuela è al comando nel nostro Paese, e nessun altro. Non c'è nessun agente straniero che governa il Venezuela". Negli scorsi giorni, Trump ha insistito sul concetto che Washington è ora "al comando" del Paese caraibico, ma si è detto pronto a lavorare con la Rodriguez - a patto che questa si sottometta alla sua richiesta di accesso alle vaste riserve petrolifere del Venezuela.
Il Venezuela si trova attualmente con milioni di barili di petrolio bloccati su petroliere o in depositi a causa del blocco imposto dagli Stati Uniti. L'accordo sui «30-50 milioni di barili» appare come un segnale concreto che il nuovo governo di transizione stia rispondendo alle richieste americane di aprire il settore energetico alle compagnie statunitensi, nel tentativo di evitare ulteriori interventi militari.
Trump ha dichiarato di voler garantire agli Stati Uniti e alle aziende private un «accesso totale» all’industria petrolifera venezuelana. L’esecuzione dell’accordo è stata affidata al segretario all’Energia Chris Wright: il petrolio verrebbe prelevato direttamente dalle navi e inviato nei porti statunitensi. Secondo fonti citate da Reuters, per avviare le forniture potrebbe essere necessario riassegnare carichi inizialmente destinati alla Cina, principale acquirente del greggio venezuelano nell’ultimo decennio, soprattutto dopo l’inasprimento delle sanzioni americane nel 2020.
I mercati rispondono
Per ora, né il governo di Caracas né la compagnia petrolifera statale PDVSA hanno commentato ufficialmente l’annuncio di Donald Trump. Ma le parole diffuse via social hanno già avuto un effetto sui mercati: i prezzi del greggio statunitense sono scesi di oltre l’1,5%, sulla prospettiva di un aumento dell’offerta verso gli Stati Uniti. Attualmente l’unico flusso regolare di petrolio venezuelano verso gli USA passa attraverso Chevron, partner chiave di PDVSA, che esporta tra 100.000 e 150.000 barili al giorno grazie a un’autorizzazione speciale. Non è chiaro se e in che misura il Venezuela potrà accedere ai ricavi dell’operazione, dato che le sanzioni escludono PDVSA dal sistema finanziario globale e impediscono transazioni in dollari.
