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«L'Iran non avrà mai la bomba nucleare. Hanno accettato pienamente la cosa, compresi ampi poteri di controllo, e non avranno armi nucleari» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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15:24
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Zelensky al G7: «Negoziati con la Russia? Molto difficile»
Sull'ipotesi di una data di ripresa dei negoziati con la Russia con la mediazione degli Stati Uniti, ventilata anche al vertice del G7 in corso a Évian-les-Bains (Alta Savoia, Francia) dove è arrivato oggi, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha affermato che l'organizzazione di tali discussioni è «molto difficile».
Zelensky ha ricordato che avrebbe voluto cogliere l'opportunità del summit delle sette maggiori economie liberali al mondo per incontrare il presidente russo Vladimir Putin, ma che la Russia non era d'accordo. «Non sono sicuro che abbiano ricevuto segnali positivi» da parte degli Stati Uniti, ha aggiunto il capo dello Stato ucraino.
Quanto alla replica di Mosca, che ha proposto a Zelensky di incontrare Putin nella capitale russa, il leader ucraino ha affermato che Kiev «non partecipa a questi giochetti», ma che un incontro può svolgersi in un paese neutrale: «Si potrebbe fare in Svizzera, in Turchia, in un paese del Medio Oriente», ha aggiunto. Ma Putin «non vuole mettere fine alla guerra», ha sottolineato.
20:16
20:16
Netanyahu: «L'Iran non avrà il nucleare, è la missione della mia vita»
«Da decine di anni combatto contro gli sforzi dell'Iran di ottenere nucleare. È la missione della mia vita: con o senza accordo, vi dico che l'Iran non avrà armi nucleari. Finché sono premier, non accadrà». Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima dichiarazione dopo l'annuncio dell'accordo USA-Iran. L'ultima conferenza stampa del premier con i giornalisti si era tenuta tre mesi fa.
18:47
18:47
Libano, «droni israeliani uccidono una persona a Nabatiyeh»
Un drone israeliano ha colpito un'automobile a Kfartebnit, quartiere di Nabatiyeh, uccidendo una persona all'interno della vettura. La vittima non è stata ancora identificata, poiché il corpo è stato ritrovato carbonizzato. Lo riferisce il media libanese L'Orient-Le Jour.
Si tratta della seconda morte registrata nel Paese dopo l'annuncio dell'accordo fra Stati Uniti e Iran, che comprende una de-escalation sul fronte libanese. Nelle scorse ore, infatti, un uomo è rimasto vittima di un'esplosione, la cui origine rimane al momento sconosciuta, a Yater, nel distretto di Bint Jbeil.
18:33
18:33
Trump: lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì
Il presidente americano Donald Trump, parlando oggi pomeriggio dopo l'incontro bilaterale con il capo dello stato francese Emmanuel Macron, al vertice del G7 di Evian, ha assicurato che «lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto venerdì».
«Venerdì - ha detto Trump al fianco di Macron - lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto. Noi stiamo lavorando benissimo con l'Iran, che non è più guidato dagli stessi dirigenti».
«L'Iran - ha sottolineato Trump - non avrà mai la bomba nucleare. Hanno accettato pienamente la cosa, compresi ampi poteri di controllo, e non avranno armi nucleari: è proprio questo il punto fondamentale della questione».
Macron ha reso omaggio all'«importante accordo» fra gli Stati Uniti e l'Iran, firmato ieri: «Importante - ha detto - perché risolve la questione del nucleare. È un tema importante per la pace in tutto il mondo».
«Vorrei che la Francia potesse dispiegare una o due navi» per mettere al sicuro la riapertura dello Stretto, ha aggiunto Trump, con Macron che ha risposto: «Noi siamo pronti ad avere, fin da domani, dei caccia sul posto, che possono aiutare in missioni di ricognizione. Entro 48 ore, possono essere ovviamente dispiegate delle fregate, poi la portaerei. Insomma, siamo pronti».
Trump non ha sciolto le riserve sulla sua presenza alla firma dell'accordo venerdì in Svizzera. «Dipende. Va Vance. Io probabilmente sarò già ripartito. Ma abbiamo una cena in programma fra un giorno e mezzo e probabilmente faremo tardi. Potrei essere coinvolto o no. Vance viene», ha spiegato. Il presidente e il vicepresidente americano di solito non lasciano il Paese contemporaneamente.
Il tycoon ha inoltre affermato che ora il focus si sposta sull'Ucraina. «Ieri abbiamo avuto un'ottima conversazione con il presidente Zelensky e con il presidente Putin. E vedo la possibilità di fare qualcosa anche su quel fronte».
«Credo - ha aggiunto Trump - che entrambi siano aperti a una soluzione. Ora che questa questione (dell'Iran, ndr) è conclusa, ci concentreremo su quell'altra. Vediamo se riusciremo a portarla a termine». Nel conflitto fra Mosca e Kiev «muoiono ogni mese 25'000 persone, per lo più soldati, e questo non dovrebbe accadere. Ma ieri abbiamo avuto due conversazioni molto positive. Ne parleremo», ha assicurato l'inquilino della Casa Bianca.
16:29
16:29
L'eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan a Berna: «Le istituzioni sono ampiamente complici di Israele»
L'eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan è giunta oggi a Berna, dove ha incontrato, a Palazzo federale, i parlamentari membri del Gruppo di amicizia Svizzera-Palestina.
«Esco molto arricchita da questi scambi, sia sul piano politico sia su quello umano», ha affermato l'eurodeputata di La France insoumise al termine della visita. La politica è una figura di spicco nella lotta in difesa dei palestinesi. In Francia è oggetto di diverse denunce penali, ma fino ad oggi non ha riportato alcuna condanna.
«Articolare il proprio attivismo a partire dagli spazi di potere significa essere nel posto giusto», ha aggiunto Hassan. «Le cose devono cambiare all'interno delle istituzioni, che sono ampiamente complici di Israele».
Anche il consigliere agli Stati Carlo Sommaruga (PS/GE), presidente del Gruppo di amicizia Svizzera-Palestina, si è rallegrato della collaborazione tra parlamentari europei e svizzeri. «Possiamo lavorare insieme per dare voce alla posizione maggioritaria della popolazione, vale a dire: 'ora basta con quello che sta succedendo a Gaza', 'ora basta con quello che succede in Cisgiordania'», ha dichiarato.
All'incontro era presente anche l'ex sindaco di Ginevra Rémy Pagani, politico di sinistra che ha recentemente partecipato attivamente alla Flottiglia mondiale Sumud («resilienza» in arabo) per Gaza. L'uomo era stato arrestato in mare assieme a centinaia di altri attivisti tra cui Greta Thunberg: erano stati poi trasferiti in Israele e in seguito espulsi.
16:23
16:23
I punti dell'accordo USA-Iran e i nodi del futuro negoziato
Un testo d'intesa lungo circa due pagine, già ribattezzato come «Memorandum di Islamabad», che per ora pone fine alla guerra tra Usa e Iran in attesa di ulteriori negoziati in 60 giorni. Questi i principali punti al centro del documento che certifica l'accordo fra Washington e Teheran, prima della firma ufficiale prevista per venerdì a Ginevra. Di seguito anche i nodi che dovranno essere sciolti nei due mesi successivi alla pace.
* FINE DELLA GUERRA. L'intesa mette fine in maniera immediata alla guerra e interrompe le operazioni militari su tutti i fronti finora coinvolti, Libano incluso. Resta, tuttavia, il nodo sulla posizione israeliana. Il ministro della Difesa Katz ha infatti ribadito che Israele rimarrà nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza.
* HORMUZ. È stato lo stesso Trump ad annunciare la riapertura completa dello Stretto e la fine del blocco navale Usa. Secondo Teheran, l'accordo prevede che il passaggio delle navi sia esente da pedaggi «solo per 60 giorni», al termine dei quali l'Iran punterà a guadagnare fornendo «servizi di sicurezza, assicurativi e di tutela ambientale» in cooperazione con l'Oman. Una questione che verrà affrontata «durante i negoziati tecnici» secondo il vicepresidente Usa Vance, che ha affermato di aspettarsi che «lo Stretto riapra senza pedaggi nel lungo periodo».
* FROZEN ASSET. Uno dei temi più caldi al centro dei negoziati è sempre stato quello riguardante i beni congelati iraniani. Secondo fonti di Teheran, una delle clausole inserite nel memorandum prevede «lo sblocco generale di 24 miliardi di dollari iraniani», in asset immobilizzati, «durante il periodo di negoziazione dei 60 giorni». Metà della somma totale, tuttavia, dovrebbe essere messa subito a disposizione della Repubblica Islamica, «prima dell'inizio dei successivi colloqui», sebbene ciò non sia stato confermato dalla controparte americana.
* SANZIONI. Parallelamente allo sblocco dei beni congelati, secondo alti funzionari iraniani, Washington dovrebbe sospendere temporaneamente le restrizioni imposte sul petrolio iraniano fino al raggiungimento di un accordo definitivo. Questione su cui, secondo il viceministro degli Esteri iraniano Gharibabadi, «si concentreranno principalmente i negoziati nei successivi 60 giorni».
* NUCLEARE. Il fulcro dei colloqui tecnici post-intesa sarà il programma atomico della Repubblica Islamica. Trump è stato chiaro, affermando che la «questione della polvere nucleare sarà affrontata nei prossimi due mesi» e minacciando una nuova ripresa degli attacchi «senza un accordo definitivo». Due le ipotesi sul tavolo per gestire il braccio di ferro: funzionari Usa dichiarano che Teheran distruggerà le proprie scorte di uranio, mentre la controparte iraniana sostiene che il memorandum dovrebbe consentire una diluizione all'interno del Paese.
15:24
15:24
Iran: «La tregua in Libano è parte integrante dell'accordo con gli USA»
L'Iran ha affermato che la fine degli attacchi di Israele contro il Libano è «parte integrante» e «inseparabile» del memorandum d'intesa raggiunto con gli Stati Uniti, la cui firma è prevista nei prossimi giorni.
«Il Libano e la fine della guerra in Libano sono parte integrante dell'intesa (con gli USA) per porre fine al conflitto», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, riferisce Mehr.
«Secondo questo memorandum d'intesa, la parte americana è obbligata a revocare tutte le sanzioni», ha detto il funzionario, aggiungendo che Washington si impegnerà ad adottare misure anche per sbloccare i beni iraniani congelati e per il risarcimento dei danni causati dal conflitto.
12:23
12:23
«L'accordo riconosce la sovranità di Iran e Oman su Hormuz»
Nelle battute conclusive della formulazione dell'accordo tra Washington e Teheran, il testo del memorandum «è stato modificato per sottolineare in modo definitivo ed esplicito l'esercizio della sovranità di Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz»: lo riporta la Fars, citando una «fonte informata» sui negoziati.
La stessa fonte sostiene che la versione approvata dell'accordo stabilisce dunque che la «futura amministrazione dei servizi marittimi» nello Stretto sarà «determinata» dai due Paesi e che l'uso esplicito di questa espressione significa che gli Usa «hanno riconosciuto il diritto dell'Iran a riscuotere le relative tariffe».
Una sezione dell'accordo tra Washington e Teheran prevede che il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz «senza costi» sia «solo per 60 giorni», riporta ancora l'agenzia iraniana Fars. «Questo principio viene ripetuto altrove nel testo. L'Iran accetterà il passaggio delle navi senza costi solo per 60 giorni. Ciò significa che gli Stati Uniti hanno accettato il principio della riscossione delle tariffe, assicurandosi solo un'esenzione di 60 giorni da parte dell'Iran», ha affermato la fonte.
Dopo il periodo di esenzione delle tariffe da 60 giorni, Teheran punta a «ricavare entrate dal traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz fornendo servizi di sicurezza, navigazione, tutela ambientale e assicurativi», e usare i proventi per «sostenere lo sviluppo economico del Paese», secondo la stessa fonte citata dalla Fars.
A detta sua, per ottenere questo accordo ha giocato un ruolo importante «la cooperazione da parte dell'Oman, che condivide il controllo dello Stretto di Hormuz», e sono stati condotti «i negoziati necessari per assicurarsi il sostegno dell'Oman» a tale intesa.
11:37
11:37
Iran, riunioni preparatorie in Qatar prima della firma dell'accordo
Riunioni preparatorie separate con rappresentanti di Iran e Stati uniti si terranno a Doha, capitale del Qatar, in vista della firma del memorandum d'intesa tra i due Paesi. Lo riferisce la Cnn, citando una fonte diplomatica. In precedenza, il presidente Usa Donald Trump e il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi hanno confermato il completamento del memorandum d'intesa, che dovrebbe essere firmato in Svizzera il 19 giugno.
Gli incontri preparatori con le due parti si terranno questa settimana a Doha prima della firma ufficiale dell'accordo e dell'avvio dei negoziati tecnici, ha riferito l'emittente citando una fonte diplomatica a conoscenza della situazione. I mediatori del Qatar hanno lasciato Teheran dopo 17 ore di negoziati intensivi, secondo la Cnn.
06:37
06:37
Il punto delle 6.30
Con l'apertura dello Stretto di Hormuz, «prevista per venerdì, in concomitanza con la firma dell'accordo e per consentire le operazioni di sminamento, il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo!». Lo ha scritto il presidente statunitense Donald Trump su Truth, aggiungendo che «questo grande accordo (con l'Iran, ndr) porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale».
Il tycoon ha tuttavia minacciato di riprendere gli attacchi militari contro Teheran qualora l'Iran non raggiungesse un accordo nucleare definitivo con gli Usa, un processo che dovrebbe iniziare venerdì in Svizzera. Trump ha aggiunto che l'Iran avrebbe garantito, in ultima analisi, uno Stretto di Hormuz «permanentemente libero da pedaggi», sostenendo di aver salvato Israele dall'annientamento nucleare, malgrado le obiezioni del premier Netanyahu.
La posizione dell'Iran
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato dal canto suo che gli impegni assunti da Teheran nell'ambito del nuovo accordo con gli Stati Uniti entreranno in vigore a partire da venerdì. Dopo la conferma dell'accordo, Gharibabadi ha dichiarato che i negoziati per un accordo definitivo proseguiranno per 60 giorni e si concentreranno principalmente sulla revoca delle sanzioni. Ha aggiunto che l'Iran passerà alla fase successiva dei negoziati solo dopo lo scongelamento dei suoi beni, la fine del blocco imposto dagli Stati Uniti e la conclusione formale della guerra.
Le forze armate iraniane hanno dichiarato di aver umiliato gli Stati Uniti e Israele durante la guerra contro la Repubblica islamica. L'Iran «ha imposto la sua volontà divina e ferrea sui suoi umiliati nemici americani e sionisti. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi», ha affermato lo Stato maggiore iraniano in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato.