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Teheran: «Gli USA si pentiranno di aver affondato una nostra nave» – Starmer annuncia l'invio di altri quattro caccia Typhoon in Qatar e che gli elicotteri Wildcat, che possono abbattere droni, arriveranno domani a Cipro – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:10
21:10
Un volo di rimpatrio con a bordo cittadini francesi è stato «costretto a tornare indietro a causa del lancio di missili»
Un volo di rimpatrio in Francia di persone che si trovavano negli Emirati Arabi Uniti è stato «costretto a tornare indietro a causa del lancio di missili». Lo ha annunciato il ministro dei trasporti francese Philippe Tabarot.
Questi ha spiegato che «un volo Air France noleggiato dal governo per riportare in Francia nostri connazionali che si trovavano negli Emirati arabi uniti è stato costretto stasera a tornare indietro a causa del lancio di missili nella zona».
19:35
19:35
Iran, Zelensky: «Gli USA ci hanno chiesto un supporto contro i droni»
«Abbiamo ricevuto una richiesta dagli Stati Uniti di supporto specifico nella protezione contro gli shahid (i droni iraniani, ndr) nella regione del Medio Oriente. Ho ordinato di fornire i mezzi necessari e di assicurare la presenza di specialisti ucraini, che possano garantire la sicurezza necessaria». Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. «L'Ucraina aiuta i partner che contribuiscono alla nostra sicurezza e alla protezione delle vite dei nostri cittadini. Gloria all'Ucraina!», aggiunge.
19:20
19:20
Iran: lanciati 500 missili balistici e 2000 droni finora
Secondo quanto riferito da una fonte militare iraniana all'agenzia di stampa iraniana Fars, dall'inizio della guerra l'Iran ha lanciato oltre 500 missili balistici e da crociera e oltre 2'000 droni. Secondo Fars, il 40% degli attacchi iraniani ha preso di mira Israele, mentre il restante 60% ha preso di mira siti americani nella regione.
19:01
19:01
Iran: Araghchi, «siamo pronti a una guerra di terra»
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato all'emittente tv americana NBC che l'Iran è pronto ad affrontare un'eventuale invasione terrestre degli Stati Uniti. Araghchi ha inoltre respinto qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti e ha affermato che l'Iran non ha chiesto un cessate il fuoco.
Araghchi ha parlato con il conduttore di Nightly News, Tom Llamas, da Teheran. Alla domanda se temesse una possibile guerra di terra degli Stati Uniti, il ministro ha assunto un tono di sfida: «no, li stiamo aspettando. Perché siamo fiduciosi di poterli affrontare, e per loro sarebbe un grande disastro».
Anche il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, ha messo in guardia gli Stati Uniti: «alcuni funzionari americani hanno minacciato di inviare forze di terra in Iran. I coraggiosi giovani cresciuti alla scuola dell'Imam Khomeini e dell'Imam Khamenei sono pronti a umiliare questi malvagi invasori americani, infliggendo loro migliaia di vittime e facendo molti prigionieri», ha dichiarato su X sottolineando che «la sacra terra dell'Iran non è un posto per i servitori dell'inferno».
In un post su X, rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel sesto giorno di guerra, Araghchi ha inoltre scritto che «il piano A per una vittoria militare rapida e netta è fallito, signor presidente. Il suo piano B rischia di essere un fallimento ancora più grande».
«La verità è che la possibilità di raggiungere un accordo unico è andata persa quando la cricca dell''America Last' ha oscurato i 'progressi significativi' che erano stati fatti nei negoziati», ha aggiunto Araghchi, riferendosi ai tre round di negoziati sul nucleare tra Teheran e Washington che si sono tenuti in Oman e a Ginevra. «'Israel First' significa sempre 'America Last'», ha concluso.
18:21
18:21
Sabato sono previsti altri voli dal Medio Oriente alla Svizzera
Sabato sono previsti altri voli dal Medio Oriente alla Svizzera. La compagnia aerea Edelweiss, in accordo con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ha in programma voli diretti da Mascate e Salalah, nell'Oman, a Zurigo, tra cui un volo speciale.
La prenotazione viene effettuata esclusivamente tramite la hotline di Swiss ed è rivolta ai viaggiatori in Oman e negli Emirati Arabi Uniti, ha indicato oggi una portavoce del DFAE a Keystone-ATS. A darne per primo la notizia è stato 20 Minuten.
Oltre al collegamento regolare Zurigo-Mascate-Salalah-Zurigo, Edelweiss effettua un volo con un aereo supplementare. Il volo da Mascate ha registrato il tutto esaurito in breve tempo.
Il DFAE continua a valutare le opzioni per aiutare i cittadini svizzeri bloccati nella regione a lasciare il Paese. Attualmente, tuttavia, si devono prendere in considerazione principalmente i collegamenti aerei commerciali. Il costo dei voli è a carico dei singoli passeggeri.
Secondo il DFAE, oggi diverse compagnie aeree hanno ripreso le operazioni negli aeroporti di Abu Dhabi e Dubai. Le rappresentanze svizzere nella regione hanno contattato i rispettivi governi chiedendo loro di facilitare gli sforzi di espatrio dei cittadini svizzeri bloccati.
18:13
18:13
Trump pretende di «essere coinvolto» nella scelta del successore di Khamenei
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto in un'intervista ad Axios che «deve essere coinvolto» nella scelta del successore di Ali Khamenei in Iran.
«Il figlio di Khamenei è per me inaccettabile. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran», ha affermato Trump. «Stanno sprecando tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy Rodríguez in Venezuela», ha aggiunto Trump precisando di non volere «un nuovo leader iraniano che continui le politiche di Khamenei e che costringerebbero gli Stati Uniti a tornare in guerra tra cinque anni».
17:53
17:53
Fuga di massa dalla periferia meridionale di Beirut dopo l'ordine di evacuazione dell'IDF
Fuga di massa dalla periferia meridionale di Beirut dopo l'ordine di evacuazione emesso dall'esercito israeliano per quasi tutta l'area di Dahieh che ha scatenato il panico tra la popolazione.
Stando a quanto riporta il quotidiano «L'Orient Le Jour», nelle strade di Beirut e lungo le principali arterie che portano a est e nord del Libano si sono formati enormi ingorghi, mentre «circa 700'000 residenti della periferia sud si affrettano a lasciare la zona».
«Molto presto Dahieh somiglierà a Khan Yunis», ha dichiarato il ministro israeliano delle finanze Bezalel Smotrich parlando della periferia sud di Beirut, storica roccaforte degli Hezbollah libanesi, e della città del sud della Striscia di Gaza martellata dalle operazioni militari israeliane scattate dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.
«Hezbollah ha commesso un errore e la pagherà cara - ha detto Smotrich in dichiarazioni dal confine nord di Israele, a ridosso del territorio libanese, riportate dal sito di notizie israeliano Ynet -. Due anni fa abbiamo dovuto far sgomberare gli abitanti del nord (di Israele). Oggi abbiamo diffuso avvisi per l'evacuazione dal sud del Libano e dalla zona di Dahieh, mentre dalla parte israeliana del confine le comunità tornano a prosperare. Molto presto Dahieh somiglierà a Khan Yunis».
17:53
17:53
«1000 navi bloccate a Hormuz, valgono 25 miliardi»
Circa 1000 navi, la metà delle quali trasportano petrolio e gas, per un valore superiore ai 25 miliardi di dollari, si trovano bloccate nelle acque dello Stretto di Hormuz, a causa dell'escalation militare nel conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato Sheila Cameron, amministratrice delegata della Lloyd's Market Association, l'organismo che rappresenta gli assicuratori all'interno del mercato dei Lloyd's di Londra.
17:52
17:52
Trump ha offerto «ampia copertura aerea» e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale
Donald Trump ha offerto «ampia copertura aerea» e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Lo riferiscono fonti informate al «Washington Post».
«La richiesta americana ai curdi iracheni è di aprire la strada e non di ostacolare» i gruppi curdi iraniani che si mobilitano in Iraq, «fornendo al contempo supporto logistico», ha affermato un alto funzionario dell'Unione patriottica del Kurdistan, uno dei due principali partiti politici che governano la regione curda semi-autonoma dell'Iraq.
17:08
17:08
L'annuncio dell'OMS: «Negli ultimi giorni 13 attacchi contro strutture sanitarie in Iran»
«In questi ultimi giorni, si sono verificati 13 attacchi contro strutture sanitarie in Iran, nel contesto degli attacchi israeliani e statunitensi». Questo l'annuncio fatto, nelle scorse ore, da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che aggiunge che sono in corso verifiche sulle segnalazioni relative alla morte di 4 medici e al ferimento di altri 25.
17:07
17:07
La Francia ha inviato sei caccia Rafale supplementari negli Emirati Arabi Uniti
La Francia ha inviato sei caccia Rafale supplementari negli Emirati Arabi Uniti per contribuire a garantire la sicurezza del paese. Lo ha dichiarato la ministra della difesa di Parigi, Catherine Vautrin.
Il ministro degli esteri francese Jean-Noël Barrot ha confermato ieri che i caccia Dassault Rafale sono già stati utilizzati per neutralizzare droni diretti verso gli Emirati Arabi Uniti.
«Abbiamo Rafale che erano già negli Emirati. Nell'ambito del nostro accordo, altri sei Rafale sono stati inviati negli Emirati e sono già arrivati», ha dichiarato Vautrin alla radio RTL.
La Francia non prevede di utilizzare la propria aviazione militare per evacuare i cittadini francesi dal Medio Oriente nel pieno dell'escalation nella regione - ha aggiunto la ministra della difesa - dato che ci sono possibilità con aerei civili, in particolare quelli delle compagnie aeree degli Emirati Arabi Uniti.
I media hanno riferito ieri che il primo aereo con cittadini francesi evacuati dal Medio Oriente a causa dell'escalation intorno all'Iran è arrivato all'aeroporto Charles de Gaulle, a nord-est di Parigi.
Allo stesso tempo, la Francia non ridurrà l'entità degli aiuti forniti all'Ucraina malgrado l'escalation in Medio Oriente, ha aggiunto Vautrin. «Il bilancio del nostro paese è organizzato in modo tale da avere la capacità [di condurre operazioni in Medio Oriente e allo stesso tempo aiutare l'Ucraina]», ha dichiarato la ministra.
Il presidente Emmanuel Macron ha confermato due giorni fa di aver ordinato il ridispiegamento della portaerei Charles de Gaulle insieme al suo gruppo d'attacco nel Mar Mediterraneo.
Il ministero della difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato domenica che l'Iran ha effettuato un attacco con droni contro una base navale francese ad Abu Dhabi. La base è la struttura della Marina francese nota anche come Camp de la Paix. È stata aperta nel 2009 e all'epoca divenne la prima nuova base militare francese all'estero in 50 anni. Lunedì Barrot ha confermato l'attacco, ma ha affermato che ha causato solo danni materiali di lieve entità.
17:00
17:00
21 centri di soccorso e medici hanno subito gravi danni
Stati Uniti e Israele hanno condotto 1'332 attacchi in 636 siti dell'Iran dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. Lo ha riferito oggi la Mezzaluna rossa iraniana, precisando su X che «21 centri di soccorso e medici hanno subito gravi danni».
17:00
17:00
Starmer: altri 4 caccia in Qatar, domani elicotteri a Cipro
Il premier britannico Keir Starmer annuncia che il Regno Unito invia altri quattro caccia Typhoon in Qatar e che gli elicotteri Wildcat, che possono abbattere droni, arriveranno domani a Cipro. Egli ha anche confermato di aver permesso agli USA l'utilizzo di basi britanniche «per condurre operazioni difensive».
Per quanto riguarda l'invio dei caccia in Qatar, in una conferenza stampa a Downing Stree, Starmer ha detto che fa parte della risposta del governo alle richieste di «ulteriori aiuti» da parte degli alleati nel Golfo. E che il loro dispiegamento è teso a «rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e intorno alla regione». Londra ha inizialmente dispiegato a gennaio lo squadrone 12 della RAF «dietro l'invito del governo del Qatar».
Il premier ha inoltre confermato la decisione di non far partecipare il Regno Unito all'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, affermando che «rimarrà fermo» nella difesa di valori e principi britannici, «a prescindere dalle pressioni per fare altrimenti».
Starmer ha ricordato «la posizione da tempo assunta dai britannici» in base alla quale «il modo migliore di procedere per il regime e il mondo è negoziare un accordo con l'Iran, che preveda la rinuncia delle loro ambizioni nucleari».
«Così, è stato per questo che ho preso la decisione che il Regno Unito non si sarebbe unito ai raid iniziali contro l'Iran di Stati Uniti e Israele - ha proseguito - ora questa decisione è stata deliberata, è stata una decisione nell'interesse nazionale e la confermo».
A chi gli chiedeva se la relazione speciale tra Stati Uniti e Regno Unito sia stata «rovinata» dopo i nuovi attacchi di Donald Trump che, tra le altre cose, ha detto che Starmer «non è Winston Churchill», il premier ha risposto che «la relazione speciale con gli Stati Uniti è operativa in questo momento, stiamo lavorando con gli americani per il dispiegamento dalle nostre basi».
Il premier ha poi sottolineato che se Trump prende le sue decisioni valutando gli interessi nazionali americani, «io, come primo ministro britannico, devo prendere decisioni che considero nel miglior interesse del Regno Unito. Non c'è niente di controverso in questo».
Il premier ha comunque ribadito che Londra e Washington stanno «lavorando insieme nella regione, gli Stati Uniti e i britannici lavorano insieme per proteggere sia gli Stati Uniti che i britannici nelle basi congiunte e condividiamo intelligence 24 ore su 24, sette giorni su sette, come sempre. Questa - ha concluso - è una relazione speciale».
Intanto «il Regno Unito ha deciso per precauzione di ritirare temporaneamente parte del personale dell'ambasciata e familiari dal Bahrein», si legge in un messaggio diffuso via Instagram dalla rappresentanza diplomatica, che sottolinea come la situazione sia «grave». «Non ci aspettiamo finisca nei prossimi giorni», aggiunge il post.
16:10
16:10
Unità delle forze speciali americane sono arrivate in zone desertiche nell'ovest dell'Iraq
Unità delle forze speciali americane sono arrivate in zone desertiche nell'ovest dell'Iraq, tra i governatorati di al-Anbar, Najaf e Kerbala, innescando scontri con le forze armate irachene che hanno causato la morte di un soldato e il ferimento di due militari.
È quanto hanno detto oggi funzionari iracheni e fonti di sicurezza all'emittente Rudaw dopo che ieri il Comando iracheno per le operazioni congiunte iracheno aveva riferito di un'unità irachena finita sotto attacco durante un'operazione nella zona desertica tra Kerbala e Najaf.
«Una forza del Comando delle operazioni di Kerbala, mentre conduceva un'operazione di ricerca nella zona desertica tra i governatorati di Kerbala e Najaf all'alba di oggi, è stata vittima di un attacco aereo e di colpi di arma da fuoco, che hanno causato la morte di un combattente e il ferimento di altri due», aveva riferito il comando iracheno in una nota diffusa ieri.
Le fonti sentite oggi da Rudaw hanno spiegato che lo scontro è scoppiato quando le forze americane sono atterrate vicino ai confini dei tre governatorati.
Secondo le informazioni fornite da un funzionario del distretto di Rutba, nel governatorato di al-Anbar, le forze americane hanno raggiunto ieri mattina «diverse posizioni strategiche e ora sono dislocate in due posizioni separate all'interno del distretto».
Stando a un rapporto della sicurezza irachena, visionato da Rudaw, l'allerta iniziale sarebbe arrivata da un pastore che ha visto l'arrivo delle forze americane, con diversi elicotteri e veicoli Humvee, nell'area di Shannana, situata all'incrocio tra le aree di al-Nukhaib, Najaf e Kerbala.
Abdulkarim Khalaf, ex portavoce del comandante in capo delle forze armate irachene, ha dichiarato ai media locali che, allertate dai pastori della presenza di «forze straniere» atterrate nella zona, le forze locali sono intervenute per indagare e sono state «attaccate» a circa 18 chilometri di distanza dal luogo dell'atterraggio.
Rudaw ha sottolineato che il distretto di Rutba, dove sarebbero ora presenti le forze americane, «occupa una posizione geografica strategica nell'estremo ovest del paese», arrivando al confine con l'Arabia Saudita.
16:10
16:10
OMS annuncia la sospensione delle operazioni el suo centro logistico di Dubai
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha annunciato la sospensione delle operazioni, a causa della guerra in Medio Oriente, del suo centro logistico di Dubai, da dove normalmente sono spediti kit di emergenza e trattamenti.
L'impatto della guerra «va oltre i paesi direttamente colpiti» perché «le operazioni del centro logistico dell'OMS per le emergenze sanitarie globali a Dubai sono attualmente sospese a causa dell'insicurezza», ha dichiarato il direttore generale dell'agenzia dell'ONU, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa a Ginevra.
15:55
15:55
Beat Jans su rifugiati dall'Iran: «Situazione da monitorare»
Il Consigliere federale Beat Jans non prevede al momento un massiccio afflusso di rifugiati dall'Iran. La situazione viene comunque monitorata con molta attenzione, ha affermato oggi a Bruxelles.
È possibile che si verifichino nuovi flussi migratori, ma al momento non è possibile dirlo con certezza, ha dichiarato il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) al suo arrivo a Bruxelles, rispondendo alla domanda di un giornalista.
Il Consigliere federale è arrivato nella capitale belga per una riunione del Consiglio «Giustizia e affari interni» dell'Unione europea. In qualità di membro dello spazio Schengen, la Svizzera è invitata a partecipare a determinati punti all'ordine del giorno di questa riunione.
Alla domanda relativa al rischio di terrorismo, Jans ha risposto che non è possibile determinarlo. «La situazione è però molto dinamica e dobbiamo monitorarla attentamente», ha aggiunto il basilese.
Europa meglio preparata che in passato
Anche il commissario europeo Magnus Brunner ha affermato di non prevedere movimenti migratori verso l'estero dall'Iran. Al momento si osserva solo una migrazione interna. Tuttavia, è importante prepararsi ad affrontare eventuali sfide legate alla migrazione e alla sicurezza. Grazie anche al patto sull'asilo e la migrazione, l'Europa è meglio preparata rispetto al passato.
I ministri europei si riuniscono a mezzogiorno per discutere della situazione in Iran e delle possibili conseguenze per la sicurezza europea, aveva affermato in mattinata il viceministro cipriota per la migrazione, Nicholas Ioannides. Cipro detiene attualmente la presidenza del Consiglio dell'UE e in questo ruolo determina l'ordine del giorno delle riunioni del Consiglio.
Jans non ha partecipato personalmente alla discussione perché, come ha affermato, aveva a Berna un appuntamento in Parlamento. Il membro del governo si è perciò fatto rappresentare dai suoi collaboratori.
15:55
15:55
Il governo di Beirut mette al bando in Libano tutte le attività dei Guardiani della rivoluzione
Il governo di Beirut mette al bando in Libano tutte le attività dei Guardiani della rivoluzione - sponsor di Hezbollah - e annuncia che saranno chiesti i visti per gli iraniani.
Il ministro dell'Informazione Paul Morcos ha annunciato che il governo ha deciso di «prevenire ogni attività» che i pasdaran «possono condurre dal territorio libanese e di fermarli per deportarli». Inoltre, d'ora in poi gli iraniani avranno bisogno di un visto per entrare in Libano.
15:32
15:32
Starmer: «Decollato dall'Oman primo volo charter»
Il primo volo charter predisposto dal governo del Regno Unito dopo l'emergenza scatenata dal nuovo conflitto in Medio Oriente «è decollato» dall'Oman. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer durante una conferenza stampa in cui ha chiarito che la partenza «è avvenuta pochi minuti fa». «Organizzeremo ulteriori voli charter nei prossimi giorni», ha assicurato. British Airways sta mettendo a disposizione voli commerciali giornalieri in partenza dall'Oman, ha aggiunto l'inquilino di Downing Street. Il premier Starmer ha inoltre sottolineato che più di 4'000 cittadini britannici sono già rientrati con voli commerciali dagli Emirati Arabi Uniti, mentre altri sette voli dovrebbero partire nel corso della giornata odierna.
15:31
15:31
Italia: ok della Camera a risoluzione di maggioranza sull'Iran
L'Aula della Camera italiana ha approvato - con 179 sì, 100 no e 14 astenuti - la risoluzione di maggioranza che impegna il governo «a partecipare» allo «sforzo comune in ambito UE per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri dell'Unione nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana» e a «confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti». La risoluzione parla anche del «dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell'area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei paesi partner dell'area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell'area, a tutela degli interessi primari nazionali».
15:23
15:23
Iran: colpite a Teheran e Alborz strutture di comando
L'esercito israeliano (IDF) ha annunciato di aver completato la dodicesima ondata di attacchi aerei contro obiettivi in Iran, colpendo infrastrutture militari e di sicurezza nella capitale Teheran e nella vicina provincia di Alborz, compresa una base della milizia paramilitare dei Basiji. Lo ha riferito oggi l'IDF in una nota.
Secondo le forze armate israeliane, l'operazione è stata condotta dall'aeronautica militare con il supporto dell'intelligence militare e ha preso di mira strutture legate alle forze di sicurezza interne della Repubblica islamica. Tra gli obiettivi colpiti nella provincia di Alborz figura il quartier generale dell'unità speciale responsabile del coordinamento delle forze di sicurezza interne del regime iraniano. Secondo l'IDF, la struttura dirige le unità speciali operative nella provincia e svolge un ruolo di comando per le forze armate del regime.
Altri attacchi hanno colpito a Teheran strutture appartenenti al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, l'organizzazione paramilitare Basij e un centro di comando delle forze armate di sicurezza interna. L'esercito israeliano ha inoltre affermato di aver colpito decine di centri di comando e altri siti utilizzati dal governo iraniano per lo stoccaggio e la produzione di diversi tipi di armamenti.
15:20
15:20
Francia: c'è chi invoca blocco dei prezzi del carburante
Il presidente della commissione finanze dell'Assemblea nazionale francese Éric Coquerel (La France Insoumise) chiede al governo di ''riflettere su un blocco dei prezzi'' del carburante, in un contesto in cui alcuni distributori dell'esagono hanno cominciato ad alzare le tariffe nel solco della guerra in Medio Oriente. «La questione del carburante riguarda il potere d'acquisto dei francesi in modo importante, incluso, e spesso, i francesi più in difficoltà: quindi penso si debba riflettere su un blocco dei prezzi», ha dichiarato il deputato della sinistra radicale ai microfoni della radio Franceinfo. «Prevenire è meglio che curare», ha sostenuto il 67enne.
15:17
15:17
Veterano dei Marine protesta al Senato Usa contro la guerra in Iran
Un video shock sta spopolando sulle reti sociali americani causando indignazione e rabbia. Nella clip si vede l'ex marine Brian McGinnis che interrompe un'udienza della sottocommissione per le forze armate del Senato protestando contro la guerra all'Iran. Tre agenti della sicurezza di Capitol Hil lo bloccano e lo trascinano via con la forza ma il braccio dell'ex marine si incastra nella porta. Gli agenti continuano a spingerlo fuori e il braccio si rompe, tra lo shock dei presenti.
14:20
14:20
Beirut: «I Pasdaran che operano in Libano saranno arrestati»
Il governo libanese ha deciso di vietare qualsiasi potenziale attività militare delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e di reimporre l'obbligo di visto per gli iraniani che entrano nel Paese, una misura volta a colpire il gruppo filo-iraniano Hezbollah.
Il Consiglio dei Ministri ha deciso che, in caso di confermata presenza di «membri delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in Libano», avrebbe «proibito ogni attività e arrestato i membri in vista della loro estradizione», ha annunciato il ministro dell'Informazione Paul Morcos.
13:45
13:45
Parigi precisa: «Aerei Usa solo sul territorio nazionale»
Non sono le basi militari francesi in Medio Oriente ad essere state concesse per l'utilizzo da parte di aerei americani, ma la sola base di Istres, nel territorio nazionale. La precisazione è dello stato maggiore francese.
Non sono aerei da combattimento ma aerei di appoggio quelli che, secondo quanto confermato a BFM TV, sono accettati ad Istres nel quadro di «una procedura di routine della Nato».
Lo stato maggiore precisa che «tenuto conto del contesto, la Francia ha preteso che gli aerei interessati non partecipino in alcun modo alle operazioni condotte dagli Usa in Iran, ma siano utilizzati strettamente per l'appoggio alla difesa dei nostri partner nella regione».
13:18
13:18
Casa Bianca pubblica video che mescola videogame e attacchi in Iran
Tra finzione e realtà, l'account X della Casa Bianca ha pubblicato un video che mette assieme scene di un videogioco con veri e propri attacchi militari contro l'Iran. Come notato dal giornalista Drew Harwell del Washington Post, l'animazione iniziale proviene da "Call of Duty: Modern Warfare III", un titolo del celebre franchise di sparatutto in prima persona, pubblicato da Activision Blizzard, parte di Microsoft. Nel filmato, di poco più di un minuto, si vedono le azioni dei militari statunitensi contro obiettivi iraniani. Il post originale è accompagnato dal testo, "per gentile concessione di Red, White & Blue", un riferimento ad un pacchetto che si può acquistare nel gioco per equipaggiare il proprio personaggio di armi che lanciano proiettili con diverse scie di colore.
Già successo in passato
Non si tratta della prima volta che sui social l'amministrazione americana mescola attività sul campo a elementi provenienti dall'industria videoludica. A settembre del 2025, il Dipartimento per la sicurezza interna degli Usa ha condiviso su X un montaggio video di incursioni dell'agenzia Ice con la didascalia "Gotta Catch 'Em All" (prendili tutti) accompagnata dalla sigla della serie tv Pokémon. A ottobre, un post ancora su X dello stesso dipartimento ha usato un'immagine del videogioco Halo per reclutare nuovo personale da assegnare all'Ice e lo slogan "destroy the flood". All'interno del gioco, i "flood" sono una specie parassitaria aliena, la minaccia principale per il protagonista.
12:14
12:14
Swiss sospende i voli per Dubai fino al 10 marzo, cancellati anche quelli per Tel Aviv
La compagnia aerea Swiss ha deciso di sospendere i voli per Dubai fino al 10 marzo compreso a causa della situazione ancora tesa in Medio Oriente. Restano inoltre cancellati i collegamenti con Tel Aviv fino al 22 marzo. La decisione è stata presa mettendo al primo posto la sicurezza degli equipaggi e dei passeggeri, ha indicato la compagnia in una nota odierna. Swiss continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione prima di riprendere le operazioni nella regione.
Volo speciale dall’Oman verso Zurigo
Nel frattempo, giovedì mattina è decollato un volo speciale da Muscat verso Zurigo, con atterraggio previsto alle 14.30 ora locale. A bordo si trovano 211 passeggeri (206 adulti e 5 bambini). Si tratta in parte di clienti Swiss che avevano già il biglietto ma che non potevano rientrare in patria a causa dell'attuale situazione. Sul volo sono stati inoltre imbarcati cittadini svizzeri che si trovavano in Oman e che avevano segnalato la loro presenza al Dipartimento federale degli affari esteri, ricevendo così le indicazioni per prenotare il posto tramite una hotline dedicata.
Situazione seguita costantemente
La compagnia riconosce che molte persone, tra cui cittadini svizzeri presenti in Medio Oriente, stanno cercando di lasciare la regione e vivono una situazione di forte incertezza. Gli specialisti di Swiss stanno analizzando continuamente tutte le informazioni disponibili e si coordinano con le autorità svizzere e locali. La ripresa dei voli avverrà solo quando la situazione di sicurezza lo permetterà, ha precisato la compagnia, che sta anche valutando eventuali opzioni di volo supplementari o alternative, qualora le condizioni lo consentano.
Possibile rimborso o cambio gratuito
I passeggeri interessati dalle cancellazioni possono riprenotare gratuitamente il volo in una data successiva oppure ottenere il rimborso completo del biglietto. Il servizio clienti di Swiss è raggiungibile 24 ore su 24 al numero +41 848 700 700 per fornire assistenza ai viaggiatori coinvolti.
11:19
11:19
«Aerei USA autorizzati ad utilizzare basi francesi»
Aerei americani sono stati autorizzati ad utilizzare basi francesi in Medio Oriente. Lo rende noto lo stato maggiore francese.
La presenza di aerei americani è stata autorizzata «in via temporanea» su alcune basi francesi in Medio Oriente, teatro del conflitto fra Stati Uniti ed Israele contro l'Iran, ha annunciato un portavoce dello stato maggiore.
«Nel quadro delle nostre relazioni con gli Stati Uniti - ha detto il portavoce - la presenza dei loro aerei è stata autorizzata in via temporanea sulle nostre basi». Lo stato maggiore puntualizza che gli aerei in questione «contribuiscono alla protezione dei nostri partner nel Golfo».
11:17
11:17
Il ministro britannico a Cipro: «Attacco con drone non lanciato dall'Iran»
Il ministro della Difesa britannico, John Healey, è oggi in visita a Cipro, dove Londra ha promesso d'inviare rinforzi militari a protezione dell'isola e della propria base controllata dalla Raf ad Akrotiri dopo l'attacco di un drone mai identificato registrato sullo sfondo della risposta iraniana ai raid di Usa e Israele.
Healey è atteso nella base e dalle autorità di Nicosia. Il ministero della Difesa del Regno ha intanto confermato quanto detto già da Cipro sul fatto che il drone lanciato l'altro giorno «non proveniva dall'Iran», mentre non ha confermato le voci mediatiche secondo cui potrebbe essere stato lanciato dal Libano.
Il governo di Keir Starmer ha finora escluso ogni partecipazione diretta del Regno Unito negli attacchi all'Iran accanto al grande alleato americano e a Israele, cosa che ha irritato il presidente Donald Trump. Il primo ministro ha invece concesso, dopo averlo inizialmente negato, l'uso di due basi britanniche alle forze di Washington (inclusa quella di Diego Garcia, nell'Oceano Indiano, ma per ora non quella di Akrotiri) per il decollo di cacciabombardieri Usa diretti verso l'Iran: seppure limitandolo sulla carta solo a «scopi difensivi» e a raid diretti contro basi di lancio iraniane impegnate a coinvolgere nei contrattacchi di Teheran «Paesi terzi».
Nello stesso tempo, Londra ha annunciato un rafforzamento della propria attività «difensiva» contro la reazione dell'Iran nei cieli di vari Paesi arabi del Golfo, oltre che a Cipro. Rafforzamento che - secondo quanto scritto oggi dal ministro Healey sul suo profilo X - comprende il dispiegamento della Raf di Typhon ed F-35 aggiuntivi nella regione, oltre al promesso invio di elicotteri anti-drone e al trasferimento verso le acque cipriote della Dragon: cacciatorpediniere lanciamissili della Royal Navy la cui partenza dalla base di Portsmouth è stata tuttavia rinviata ed è prevista al momento non prima di 3-4 giorni.
10:33
10:33
Droni iraniani contro un aeroporto in Azerbaigian
L'Iran ha lanciato attacchi con droni sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell'omonima exclave dell'Azerbaigian. Lo riferisce l'agenzia governativa azera Apa, aggiungendo che altri droni sono caduti "in altri luoghi" del Paese, senza fornire ulteriori dettagli. Video sul posto mostrano ingenti danni e colonne di fumo nero. Teheran smentisce.
Il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian ha poi confermato che "attacchi con droni sul Nakhchivan sono stati effettuati dal territorio iraniano", riferisce ancora Apa, La Repubblica autonoma del Nakhchivan è un'exclave dell'Azerbaigian che confina con il territorio iraniano e in parte con la Turchia e la regione di Syunik dell'Armenia.
Il ministero ha convocato l'ambasciatore iraniano a Baku. L'esercito iraniano smentisce però di aver lanciato un attacco con droni sull'Azerbaigian.
L'Azerbaigian ha rafforzato le sue relazioni con gli Stati Uniti di Donald Trump, pur ricucendo in parte la crisi con la Russia che aveva fatto seguito all'abbattimento dell'aereo di linea da Baku a Grozny il 25 dicembre del 2024 sul Kazakstan da parte di un missile della difesa aerea russa.
Baku ha anche recentemente intensificato la sua cooperazione militare con Israele, provocando tensioni con l'Iran, dove vivono fra i 15 e i 20 milioni di iraniani di etnia azera e con cui aveva a lungo mantenuto relazioni pragmatiche.
10:27
10:27
L'aeroporto Ben Gurion riapre, atterrati i primi voli con rimpatri
L'aeroporto israeliano Ben Gurion ha riaperto dopo cinque giorni di chiusura, a seguito dell'inizio degli attacchi militari congiunti israelo-americani contro l'Iran.
Il primo volo di ritorno da Atene è atterrato questa mattina, riportando cittadini israeliani nel Paese. Lo ha annunciato il Ministero dei Trasporti. Il primo volo, operato dalla compagnia aerea nazionale israeliana El Al, è arrivato da Atene, mentre il secondo, operato da Israir, è arrivato da Roma, ha affermato il Ministero. Entrambi trasportavano 170 passeggeri.
Israele aveva annunciato la graduale riapertura del suo spazio aereo a partire da oggi per consentire ai suoi cittadini di rientrare in patria tramite l'aeroporto Ben Gurion, il principale scalo internazionale del Paese. «Stiamo facendo tutto il possibile per riportare a casa tutti gli israeliani in sicurezza», ha dichiarato il Ministro dei Trasporti Miri Regev in una nota.
Il ministro ha poi annunciato che lo spazio aereo per i voli in partenza da Israele aprirà domenica. «Dopo aver valutato la situazione, abbiamo deciso di riaprire i cieli a partire da domenica per i voli in partenza, subordinatamente agli sviluppi della sicurezza», ha detto.
09:49
09:49
Teheran: «Colpita una petroliera USA nel Golfo»
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione dell'Iran ha affermato che un missile iraniano ha colpito una petroliera statunitense nel Golfo, nel sesto giorno della guerra regionale con l'Iran, che sta infiammando il Medio Oriente.
La nave in questione «è stata colpita da un missile nel Golfo Persico settentrionale» ed «è attualmente in fiamme», ha affermato l'Irgc in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato, che non ha fornito ulteriori dettagli.
L'incidente - che spiega la Afp non è stato ancora confermato in modo indipendente - avviene mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione afferma di avere il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz, una via d'acqua fondamentale per il commercio mondiale di petrolio.
09:03
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Teheran: «Colpita una petroliera Usa nel Golfo»
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato.
08:15
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Decollato dall'Oman un volo speciale per il rimpatrio degli svizzeri
È decollato questa mattina dall'Oman con qualche minuto di ritardo il volo speciale organizzato da Swiss per permettere ad alcuni viaggiatori bloccati in Medio Oriente di fare rientro in Svizzera. L'arrivo allo scalo di Zurigo è previsto quindi intorno alle 14:30, anziché le 14:00.
Con questo volo, la compagnia di bandiera elvetica desidera «dare un contributo concreto e sostenere le persone coinvolte in questa situazione difficile», aveva annunciato ieri Swiss in un comunicato. L'Airbus A340 permetterà di riportare a casa 211 concittadini.
Il volo viene effettuato in stretta coordinazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ma si tratta di «un'azione indipendente condotta da Swiss». La capitale dell'Oman Mascate non è fra le destinazioni abituali della compagnia.
La situazione in Medio Oriente, al sesto giorno di guerra, rimane tesa. Il numero di concittadini elvetici bloccati nella regione ammonta ad almeno 5'200, secondo il DFAE.
08:02
08:02
Teheran: «Gli Usa si pentiranno di aver affondato una nostra nave»
Gli Stati Uniti «si pentiranno amaramente» del precedente creato con l'affondamento di una nave iraniana. Lo scrive su X il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi.
«Gli Stati Uniti hanno perpetrato un'atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso - scrive -. Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato».
07:11
07:11
Il Senato boccia la risoluzione sullo stop ai poteri di guerra a Trump
La risoluzione sostenuta dai democratici per fermare la campagna militare americana contro l'Iran è stata bocciata dal Senato degli Stati Uniti. In base a quanto riferito dai media Usa, l'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli. John Fetterman, senatore democratico della Pennsylvania, ha votato contro, come ampiamente anticipato.
Il Senato ha respinto il tentativo di frenare la guerra del presidente Donald Trump contro l'Iran, concedendogli quello che equivale a un appoggio alla campagna militare partita sabato. Il voto si è diviso in gran parte lungo le linee di partito, con i senatori repubblicani uniti nel respingere una misura che avrebbe richiesto l'approvazione del Congresso per continuare l'operazione.
Il senatore Rand Paul del Kentucky, uno dei co-sponsor dell'iniziativa, è stato l'unico repubblicano a sostenere la risoluzione, compensando la defezione sul fronte democratico del senatore John Fetterman.
Il risultato getta le basi per la bocciatura di una misura simile anche alla Camera dei Rappresentanti, offrendo al tycoon quasi carta bianca per poter proseguire i suoi propositi di conflitto contro l'Iran.
07:06
07:06
« È iniziata l'offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran»
Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran: lo ha dichiarato un funzionario statunitense a Fox News. La notizia è stata rilanciata anche da Axios, sempre da fonti Usa, secondo cui l'offensiva è scattata nel nord-ovest del Paese.
In precedenza, sempre dai media americani, era emerso che gruppi dissidenti curdo-iraniani con base nel nord dell'Iraq si stavano preparando per una potenziale operazione militare oltre confine in Iran, e gli Stati Uniti avevano chiesto ai curdo-iracheni di sostenerli.
Interpellato sulla questione, nel pomeriggio di ieri, il segretario alla Difesa Pete Hegseth era rimasto vago, affermando che «nessuno dei nostri obiettivi si basa sul supporto o sull'armamento di una forza in particolare. Quindi, siamo a conoscenza di ciò che altre entità potrebbero fare, ma i nostri obiettivi non sono incentrati su questo».
I gruppi curdi sono considerati il segmento più organizzato della frammentata opposizione iraniana e si ritiene che dispongano di migliaia di combattenti addestrati.
07:01
07:01
Nuovi raid israeliani su Teheran
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato nuovi attacchi su Teheran.
Nelle ore precedenti l'agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva riferito che erano state udite diverse esplosioni nella capitale ed erano state «attivate le difese».
Israele ha poi lanciato stanotte nuovi attacchi contro il Libano, effettuando raid aerei per il quarto giorno dopo l'avanzata del suo esercito in diverse città di confine nel sud del Paese coinvolto nella guerra regionale.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut». Tel Aviv aveva precedentemente ordinato ai residenti di lasciare la zona. Il Libano è stato coinvolto nella guerra lunedì, dopo che il movimento sciita ha lanciato il suo primo attacco contro Israele sostenendo di voler «vendicare» la morte del leader iraniano Ali Khamenei.
I media statali libanesi riferiscono che l'attacco israeliano ha ucciso un funzionario di Hamas, il primo omicidio mirato di un membro del gruppo militante palestinese da quando i raid israelo-americani contro l'Iran hanno scatenato una guerra regionale.
Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un «drone nemico ha preso di mira la loro casa» a Beddawi, un campo profughi palestinese vicino a Tripoli, in un attacco prima dell'alba, ha riferito la National News Agency (Nna) descrivendo l'uomo come un alto funzionario di Hamas.
06:57
06:57
Libano, alto funzionario di Hamas ucciso in un attacco israeliano
I media statali libanesi riferiscono che un attacco israeliano ha ucciso oggi un funzionario di Hamas, il primo omicidio mirato di un membro del gruppo militante palestinese da quando i raid israelo-americani contro l'Iran hanno scatenato una guerra regionale.
Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un «drone nemico ha preso di mira la loro casa» a Beddawi, un campo profughi palestinese vicino a Tripoli, in un attacco prima dell'alba, ha riferito la National News Agency (Nna) descrivendo l'uomo come un alto funzionario di Hamas.
06:35
06:35
Petroliera colpita da un'esplosione al largo del Kuwait
Una petroliera è stata colpita da una «grande esplosione» nelle acque al largo del Kuwait causando una fuoriuscita di petrolio, ha dichiarato oggi l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, mentre la guerra in Medio Oriente paralizza il traffico marittimo nel Golfo.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di avere il «controllo completo» dello Stretto di Hormuz, un punto cruciale del Golfo e una delle rotte commerciali più vitali al mondo per l'energia. «Il comandante di una petroliera all'ancora riferisce di aver assistito e udito una grande esplosione a babordo, per poi vedere una piccola imbarcazione allontanarsi» al largo della zona di Mubarak Al-Kabeer, ha dichiarato l'Ukmto su X. «C'è petrolio in acqua proveniente da una cisterna di carico, il che potrebbe avere un impatto ambientale».
Il Ministero degli Interni del Kuwait ha dichiarato da parte sua che l'esplosione è avvenuta «al di fuori delle acque territoriali kuwaitiane», ad almeno 60 chilometri dal porto di Mubarak Al-Kabeer.
06:33
06:33
Iran: «Lanciati missili contro il quartier generale delle forze curde in Iraq»
L'Iran ha affermato oggi di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno, secondo i media statali.
«Abbiamo preso di mira il quartier generale dei gruppi curdi che si oppongono alla rivoluzione nel Kurdistan iracheno con tre missili», si legge in una dichiarazione militare citata dall'agenzia di stampa Irna sul suo canale Telegram.
Dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro Teheran, la regione autonoma del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi, è stata bersaglio di attacchi con droni, la maggior parte dei quali è stata intercettata dalle difese aeree.
06:32
06:32
Libano, Israele colpisce nuovamente Beirut dopo l'avanzata delle sue truppe nel sud
Israele ha lanciato stanotte nuovi attacchi contro il Libano, effettuando raid aerei per il quarto giorno dopo l'avanzata del suo esercito in diverse città di confine nel sud del Paese coinvolto nella guerra regionale.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut». Tel Aviv aveva precedentemente ordinato ai residenti di lasciare la zona. Il Libano è stato coinvolto nella guerra lunedì, dopo che il movimento sciita ha lanciato il suo primo attacco contro Israele sostenendo di voler «vendicare» la morte del leader iraniano Ali Khamenei.
06:31
06:31
Il punto alle 6.30
L'epicentro resta l'Iran, ma la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele, al suo quinto giorno, si allarga come un'onda, dal Mediterraneo all'Oceano indiano. Un missile balistico di Teheran lanciato verso lo spazio aereo turco è stato abbattuto dai sistemi di difesa della Nato, dopo aver sorvolato la Siria e l'Iraq. Sul versante opposto del Mar Arabico, al largo dello Sri Lanka, un sottomarino americano ha colpito e affondato una fregata iraniana, facendo almeno 87 morti tra i marinai e più di trenta dispersi. I Paesi del Golfo continuano a intercettare missili e droni lanciati in rappresaglia dall'Iran, così come Israele che ha, a sua volta, martellato i centri di comando dei pasdaran e dei basij e abbattuto un caccia iraniano nei cieli della capitale della Repubblica islamica. L'Idf prosegue inoltre l'avanzata nel sud del Libano, dove affronta «scontri a distanza ravvicinata» con Hezbollah. E nella notte dai media Usa è arrivata una notizia che può incidere profondamente sulle sorti del conflitto in Iran: migliaia di combattenti curdi basati in Iraq hanno attraversato il confine per andare a combattere contro il regime degli ayatollah.
«L'Iran era una nazione fuori controllo e ci avrebbe attaccato se non lo avessi fatto prima io», ha detto Donald Trump. «Il regime iraniano è finito», ha sentenziato il capo del Pentagono Pete Hegseth, assicurando che le forze aeree di Usa e Israele prenderanno «il controllo completo dei cieli iraniani» in meno di una settimana e annunciando l'arrivo di ulteriori rinforzi nel teatro di guerra. Il segretario alla Difesa ha inoltre affermato il caso del missile iraniano verso la Turchia non innescherà l'articolo 5 della Nato che obbliga gli alleati a intervenire in difesa di un membro sotto attacco. Il missile intercettato sarebbe caduto nel distretto turco di Dortyol, nel sudest della Turchia, vicino al confine con la Siria. Fonti di Ankara ritengono però che non fosse diretto al territorio turco, ma verso «una base nella Cipro greca», peraltro già colpita nei giorni scorsi, e che abbia deviato la propria rotta. La Turchia ha convocato l'ambasciatore iraniano e intimato a Teheran di «evitare l'espansione del conflitto». «La nostra capacità di garantire la sicurezza del nostro Paese è ai massimi livelli», ha ammonito il presidente Recep Tayyip Erdogan riferendo di una «stretta consultazione con i nostri alleati della Nato». Secondo fonti dell'Alleanza, sarebbero state le stesse forze armate turche inquadrate nella Nato a intercettare il missile.
Sulla stessa traiettoria della Turchia, l'Iraq è piombato nel buio assoluto per un blackout energetico che ha investito l'intero Paese, prima di ritrovarsi a dover abbattere dei droni vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, dove si trova una base militare che ospita anche una missione diplomatica americana. L'ambasciata Usa ha invitato i propri connazionali a lasciare il Paese «non appena saranno in grado di farlo in sicurezza» e, nel frattempo, di «rimanere dove sono con scorte di cibo, acqua e medicine». Esplosioni sono state sentite anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno.
Ma è ancora Teheran a subire la maggiore pressione militare. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito «un importante complesso militare», che ospita i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij. E di aver lanciato un'ondata di attacchi sui siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera a Isfahan e Shiraz. Come Benyamin Netanyahu nei giorni scorsi, anche il portavoce dell'Idf Effie Defrin ha diffuso un video in farsi assicurando agli iraniani che «l'offensiva ha come unico obiettivo il regime». Un regime che perde pezzi ogni giorno che passa e che fatica, a quanto pare, anche a nominare un successore di Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di guerra. Il nome del figlio Mojtaba sembra al momento non trovare conferme. Ma i fedelissimi dell'ex Guida Suprema insistono, almeno a parole: «Abbiamo una storia e una civiltà che dimostrano che non abbiamo paura della guerra e non abbiamo paura di continuarla», ha detto l'ex vicepresidente e consigliere di Khamenei, Mohammad Mokhber, assicurando che l'Iran non intende negoziare con gli Stati Uniti.
