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Trump: «Non ho ancora deciso su un attacco massiccio contro l'Iran»

«Stiamo parlando, vedremo cosa succede», ha aggiunto il tycoon, precisando che a suo avviso Teheran è «seria come dovrebbe essere» nel negoziare – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Non ho ancora deciso su un attacco massiccio contro l'Iran»
Red. Online
24.07.2026 22:03
22:01
22:01
Trump: «Parliamo con l'Iran più seriamente, non ho fretta»

L'Iran vuole un accordo e «stiamo parlando, penso però che non siamo ancora pronti. Io non ho fretta; nonostante le midterm, bisogna fare le cose fatte bene». Lo afferma Donald Trump, sottolineando comunque come a suo avviso Teheran sta diventando «più serio» nei negoziati con il passare dei giorni «per ovvie ragioni». A tenere i colloqui sono, fra gli altri, «il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio».

«Non ho ancora deciso su un attacco massiccio contro l'Iran», ha detto Trump nello Studio Ovale. «Stiamo parlando, vedremo cosa succede», ha aggiunto, precisando che a suo avviso Teheran è «seria come dovrebbe essere» nel negoziare. L'Iran «non può avere l'arma nucleare, è molto semplice. Pensiamo che siano seri nel trattare, più seri di quanto abbiamo mai visto, ma questo non significa che arriveremo a un accordo. Vedremo cosa succede», ha messo in evidenza. «Il problema dell'Iran sta scomparendo giorno dopo giorno. Erano i bulli del Medio Oriente, non lo saranno più», aveva detto in precedenza.

21:33
21:33
Coalizione per Hormuz: Usa e Gran Bretagna pianificano una riunione a Londra

Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna stanno pianificando di convocare, per la prossima settimana a Londra, un incontro internazionale di alto livello per discutere dello Stretto di Hormuz. Lo scrive il sito di Axios in esclusiva, citando due diplomatici europei e altre due fonti ben informate. In particolare, l'obiettivo è quello di creare una potenziale coalizione internazionale per proteggere la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz. La data non è ancora stata fissata ma, secondo quanto riferito da diplomatici europei, l'incontro potrebbe riunire i ministri della difesa e gli alti comandanti militari dei Paesi occidentali e di quelli della regione. Prevista la partecipazione del capo del Pentagono Pete Hegseth e del Capo di Stato Maggiore congiunto, Generale Dan Caine.

Secondo le fonti, gli Stati Uniti vogliono dare seguito alle discussioni che Regno Unito e Francia hanno avuto con diversi Paesi negli ultimi mesi in merito a una potenziale coalizione internazionale per lo Stretto di Hormuz. Una delle condizioni fondamentali, poste da molti Paesi, è che cessino i combattimenti nello Stretto, in modo che la situazione sia abbastanza sicura per una missione marittima internazionale. Secondo le fonti, gli Stati Uniti desiderano che i loro alleati inviino nella regione navi per lo sminamento, unità militari e droni per contribuire a garantire la sicurezza delle rotte marittime. «Gli americani stanno cercando una via d'uscita e hanno bisogno del nostro aiuto», ha detto il diplomatico europeo, citato da Axios. Una nuova escalation nello Stretto di Hormuz si è registrata dopo che i negoziati tra Oman, Iran e Qatar su un nuovo accordo si sono conclusi senza risultati. Poco dopo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è tornato a Teheran per consultazioni e le Guardie Rivoluzionarie hanno iniziato a sparare contro le navi nello stretto. Oggi una delegazione omanita è arrivata a Teheran per riprendere i colloqui sul meccanismo di riapertura dello stretto.

14:35
14:35
«Netanyahu accelera sul riconoscimento degli insediamenti»

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della difesa Israel Katz hanno indicato di aver incaricato l'esercito di accelerare la legalizzazione degli avamposti non autorizzati in Cisgiordania e di crearne di nuovi, a seguito dei recenti scontri vicino a Nablus. Lo riporta il quotidiano israeliano di orientamento di sinistra Haaretz.

Dopo la riunione del gabinetto di sicurezza, i due hanno anche affermato di aver ordinato la demolizione dell'abitazione del palestinese accusato di aver ucciso il colono israeliano nonché un'«operazione intensiva» nei villaggi da loro descritti come «roccaforti terroristiche», che prevede il sequestro di armi e la revoca dei permessi di lavoro.

14:22
14:22
Da stamattina tre attacchi di coloni vicino a Nablus

Coloni israeliani hanno ferito quattro palestinesi durante un attacco al villaggio palestinese di Far'ata, a sudest di Nablus. Lo afferma, stando a quanto riporta il quotidiano israeliano di orientamento di sinistra Haaretz, la Mezzaluna Rossa sostenendo che si tratta del terzo incidente di questo tipo segnalato in Cisgiordania da stamattina.

Due palestinesi versano in condizioni critiche dopo essere stati colpiti da colpi d'arma da fuoco - uno alla testa e l'altro al petto - mentre un terzo è stato ferito alla mano. Una quarta persona è stata aggredita fisicamente e trasportata in ospedale.

Dal canto suo Wafa, l'agenzia di stampa ufficiale dell'Autorità nazionale palestinese, riferisce che i coloni sono entrati nel villaggio e hanno dato fuoco a edifici commerciali, due abitazioni e terreni agricoli. Non si segnalano feriti a seguito dell'incendio doloso. Far'ata si trova a pochi chilometri da Havat Gilad e dal villaggio di Jit, nei pressi di Tell, dove un israeliano e quattro palestinesi sono rimasti uccisi in uno scontro avvenuto stamattina.

10:45
10:45
Il capo dell'esercito israeliano: «Massiccio dispiegamento in Cisgiordania»

Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, ha indicato di aver ordinato il rafforzamento delle forze in Cisgiordania in seguito al «grave attacco terroristico» di questa mattina nel villaggio palestinese di Jit, nei pressi di Tell. Durante una valutazione, Zamir ha ordinato «un massiccio dispiegamento di forze per rafforzare la difesa nella zona e catturare tutti i terroristi coinvolti nell'attacco».

10:30
10:30
Decine di coloni irrompono in un villaggio palestinese dopo una sparatoria

Decine di coloni hanno iniziato a fare irruzione nel villaggio palestinese di Jit, nei pressi di Tell, dove una sparatoria ha causato la morte di quattro palestinesi e un israeliano nel contesto degli scontri nella zona circostante l'avamposto di coloni di Havat Gilad in Cisgiordania. Lo scrive il quotidiano israeliano di orientamento di sinistra Haaretz.

09:36
09:36
Esplosioni vicino all'aeroporto di Erbil, sede di truppe USA

Diverse esplosioni si sono udite nei pressi dell'aeroporto di Erbil, che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, secondo quanto riferito da un giornalista dell'agenzia di stampa France-Presse (Afp).

Le esplosioni sono state udite dopo l'attivazione dei sistemi di difesa aerea, secondo il giornalista, che ha anche avvistato droni sorvolare la città e fumo salire nella zona dell'aeroporto.

Da quando sono riprese le ostilità in Medio Oriente, i droni sono stati ripetutamente intercettati sopra Erbil, sede anche di un importante complesso consolare statunitense.

06:59
06:59
Sirene d'allarme in Bahrein, l'Iran segnala esplosioni in una base americana

Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha annunciato su X che le sirene di allarme sono suonate in tutto il paese in seguito all'attacco missilistico iraniano. Secondo l'agenzia iraniana Tasnim esplosioni si sarebbero verificate all'interno della base della Quinta Flotta della Marina americana e il rumore è stato udito in alcune zone del Bahrein.

06:32
06:32
«Netanyahu andrebbe arrestato e processato»

"Invece di condurre una campagna contro la Corte penale internazionale e continuare ad armare un governo che commette genocidio, le autorità statunitensi dovrebbero difendere i diritti umani e rispettare lo stato di diritto. Mamdani ha ragione: Netanyahu dovrebbe essere arrestato e portato davanti alla Corte penale internazionale per essere processato". Lo scrive su X Erika Guevara Rosas, Direttrice senior per la ricerca, la promozione, le politiche e le campagne di Amnesty International.

06:30
06:30
«L'Iran pronto a colpire Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce»

Secondo quanto riportato dal New York Times, due funzionari iraniani affermano che Teheran colpirà Tel Aviv se Trump darà seguito alle minacce. Alla notizia è dato risalto dal Times of Israel.

Il quotidiano Usa riporta le dichiarazioni dei funzionari, secondo i quali se il presidente statunitense Donald Trump darà seguito alle minacce di colpire Teheran e le infrastrutture iraniane, la Repubblica Islamica risponderà attaccando Tel Aviv e chiedendo al gruppo ribelle Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab el-Mandab.

Durante la prima fase della guerra, iniziata il 28 febbraio, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno partecipato agli attacchi contro l'Iran e Teheran ha lanciato centinaia di missili balistici contro Israele. Tuttavia, Israele è rimasto fuori dall'attuale ripresa del conflitto e l'Iran non ha colpito lo Stato ebraico nelle ultime settimane.

06:27
06:27
Il punto alle 6.00

L'Iran ha respinto ieri una proposta di cessate il fuoco avanzata dal presidente americana Donald Trump e veicolata a Teheran dal premier iracheno, Ali al-Zaidi. Lo riporta il New York Times, secondo quanto riferito da funzionari iraniani e iracheni. Il tentativo di mediazione, fallito, è avvenuto mentre Trump minacciava di intensificare il conflitto e di colpire le infrastrutture critiche iraniane.

I funzionari, che hanno chiesto l'anonimato, hanno affermato che la missione in Iran di al-Zaidi ha fatto seguito al suo recente incontro con Trump alla Casa Bianca. I dettagli della proposta di tregua non sono apparsi subito chiari: tuttavia, funzionari iraniani hanno dichiarato che si trattava dell'unica offerta sul tavolo e che il loro governo non era interessato a un accordo temporaneo che lasciasse irrisolta la questione del controllo sullo Stretto di Hormuz.

Al-Zaidi si è recato a Teheran con una delegazione di suoi alti funzionari e ha incontrato il presidente Masoud Pezeshkian, il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dai media locali. Araghchi ha detto alla televisione di Stato che Iran e Iraq, Paesi confinanti, condividono interessi economici, politici, di sicurezza e legami stretti, rilevando che la visita rivestiva particolare importanza alla luce dell'attuale situazione nella regione.

Le ultime ore

L'agenzia di stampa iraniana Mehr, ma anche altre fonti iraniane, segnalano una attività della difesa aerea nella parte orientale di Teheran. Inoltre, «fonti arabe riferiscono che sono state udite sirene d'allarme e si sono verificate diverse esplosioni in basi americane situate in Kuwait», secondo quanto scrive l'agenzia iraniana Tasnim.

Nelle scorse ore, invece, due persone sono rimaste ferite negli attacchi alla città portuale iraniana di Bandar Abbas, secondo quanto riportato dai media iraniani ripresi da Al-Jazeera. Gli attacchi avrebbero colpito il quartiere residenziale di Tappeh Allah-o-Akbar nella provincia di Hormozgan. Un funzionario della provincia ha affermato: «Stiamo lavorando per ripristinare l'elettricità in alcune zone di Bandar Abbas danneggiate dagli attacchi statunitensi». Il vice governatore della provincia di Markazi, scrive l'agenzia iraniana Fars, riferisce poi di un punto situato fuori dalla città di Khandab preso di mira dagli attacchi missilistici statunitensi. Il vice governatore per gli affari politici, di sicurezza e sociali della provincia di Lorestan ha dichiarato alla agenzia iraniana Irna: «Un punto della città di Khorramabad è stato colpito da un proiettile nemico pochi minuti fa». Secondo l'agenzia Fars, diverse esplosioni sono state avvertite anche nella città di Jask, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell'Iran.