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Alti funzionari della sicurezza nazionale americana hanno detto a Donald Trump, in un incontro nella Situation Room, che l'esercito è pronto per potenziali attacchi contro l'Iran già da sabato – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:01
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Trump valuta un «attacco limitato» per costringere l'Iran all'accordo
Donald Trump valuta un iniziale attacco limitato per costringere l'Iran a trattare e accettare le richieste americane nell'accordo sul nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'attacco, se autorizzato, potrebbe avvenire nell'arco di giorni e prendere di mira alcuni siti militari e governativi. Se Teheran continuasse a rifiutarsi di negoziare, allora gli Stati Uniti risponderebbero con un attacco su vasta scala, potenzialmente volto a rovesciare il regime.
20:03
20:03
Egitto e Giordania addestreranno la polizia della Striscia di Gaza
Egitto e Giordania addestreranno la polizia della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il generale Usa Jasper Jeffers, comandante della stessa Forza di stabilizzazione, secondo quanto riferito da Cairo news. Il vice comandante della Forza sarà un indonesiano.
Jeffers, secondo l'emittente "ha confermato che l'Indonesia ha accettato l'incarico di vice comandante della forza e che le forze indonesiane lavoreranno per stabilizzare la situazione della sicurezza e rafforzare la governance civile, in conformità con la visione del Comitato Nazionale".
19:09
19:09
Ampi poteri a Trump, cosa prevede lo statuto del Board of Peace
Donald Trump ha presieduto la prima riunione del Board of Peace, l'organismo annunciato per la prima volta nel settembre 2025 nell'ambito della seconda fase del piano in 20 punti per la pace a Gaza e presentato per la firma dei Paesi partecipanti a Davos.
Ecco cosa prevede lo statuto:
* LO STATUTO: È composto da un preambolo e 13 capitoli per un totale di 7 pagine. Creato inizialmente per attuare il piano di pace nella Striscia, sancito dalla risoluzione 2803 del consiglio di sicurezza dell'Onu, il Board of Peace ha allargato le sue competenze ad altre crisi. Il suo statuto infatti non include un riferimento a Gaza e contiene critiche alle Nazioni Unite, alle quali sembra aspira a sostituirsi come "organismo internazionale per la costruzione della pace più agile ed efficace".
* LA PRESIDENZA E I SUOI POTERI: a presiedere il Board of Peace è Trump e la sua guida non è legata alla presidenza degli Stati Uniti. "Donald J. Trump sarà il primo presidente del Consiglio per la pace", si legge nello statuto che non fa riferimento né alla sua carica negli Usa né a un mandato fisso. Il presidente del Board può essere sostituito solo in seguito a "dimissioni volontarie o per incapacità" stabilita dal "voto unanime del consiglio", si precisa inoltre.
Al presidente sono conferiti ampi poteri quali la possibilità per Trump di risolvere qualsiasi questione interpretativa o controversia riguardate la composizione dei vari organi del Board of Peace. Ha "l'autorità finale in merito al significato, all'interpretazione e all'applicazione" dello statuto, si legge nel documento. Le decisioni del Board of Peace, inoltre, "saranno prese a maggioranza degli Stati membri presenti e votanti, previa approvazione del presidente", una formulazione che sembra indicare la possibilità per Trump di imporre il proprio veto.
* I MEMBRI: a far parte del Board of Peace Trump ha inviato 50-60 paesi - incluse la Russia e il Vaticano - ma solo una ventina vi hanno aderito. Ogni stato membro dovrà ricoprire un mandato non superiore a tre anni rinnovabili a discrezione del presidente, con eccezione per coloro che pagano un miliardo di dollari", mette in evidenza lo statuto.
* EXECUTIVE BOARD E GAZA EXECUTIVE BOARD: il Board of Peace include un 'Executive Board' e il 'Gaza Executive Board'. Del board esecutivo fanno parte, fra gli altri, il segretario di Stato Marco Rubio, gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner e l'ex primo ministro britannico Tony Blair. Questi ultimi tre fanno parte anche del 'Gaza Executive Board' insieme ad esponenti di Qatar, Turchia, Egitto e Marc Rowan, l'amministratore delegato di Apollo Management.
* FORZA DI STABILIZZAZIONE: uno degli elementi portanti del piano di pace. Opera sotto l'egida del Board of Peace e come obiettivi ha quello di mantenere la sicurezza a facilitare i progressi a Gaza.
18:22
18:22
«Cinque Paesi hanno offerto soldati per l'ISF a Gaza»
I Paesi che hanno offerto soldati per la forza di stabilizzazione internazionale (ISF) a Gaza sono Indonesia, Marocco, Kazakhstan, Kosovo e Albania: lo ha annunciato al Board of peace il generale Usa Jasper Jeffers, comandante della stessa forza. Il suo vice sarà affidato all'Indonesia.
18:18
18:18
Trump conclude il Board of Peace sulle note di YMCA
Con la firma di alcune risoluzioni sulla raccolta fondi per Gaza approvate all'unanimità e il colpo di un martelletto (gavel), Donald Trump ha concluso la prima riunione del Board of Peace. Subito dopo sono partite le note di 'YMCA', la colonna sonora della campagna elettorale del tycoon.
17:32
17:32
Katz: «L'IDF resterà nella zona di sicurezza a Gaza per sempre»
«L'IDF resterà nella zona di sicurezza a Gaza per sempre»: lo ha dichiarato il ministro israeliano della Difesa Israel Katz parlando alla cerimonia di fine corso ufficiali.
«Abbiamo decapitato la leadership dell'organizzazione terroristica degli Houthi in Yemen e rimosso le minacce di distruzione contro lo Stato di Israele nell'operazione in Iran. Non permetteremo minacce di annientamento contro Israele nemmeno in futuro, e agiremo contro ogni minaccia, vicina o lontana».
«Dico a tutti i nostri nemici: non mettete alla prova né noi né la nostra determinazione», ha aggiunto.
17:04
17:04
Trump: «Gli USA daranno 10 miliardi di dollari al Board of Peace»
Gli Stati Uniti contribuiranno al Board of Peace per Gaza con 10 miliardi di dollari. Lo ha annunciato Donald Trump alla prima riunione a Washington. Una serie di paesi si è inoltre impegnata a versare complessivamente oltre sette miliardi di dollari, ha aggiunto.
I Paesi che hanno offerto fondi per la ricostruzione di Gaza sono Kazakhstan, Azerbaigian, Emirati Arabi, Morocco, Bahrain, Qatar, Saudi Arabia, Uzbekistan e Kuwait, ha precisato Trump.
Parlando dei 10 miliardi di dollari promessi dagli Stati Uniti, The Donald ha dichiarato: «Se si confronta questo dato con il costo della guerra, si tratta di due settimane di combattimenti, sono una cifra molto piccola. Sembra tanto, ma è una cifra molto piccola».
L'ufficio dell'Onu per l'assistenza umanitaria sta da parte sua raccogliendo 2 miliardi di dollari a sostegno di Gaza, ha poi detto Donald Trump.
Il presidente degli Stati Uniti ha pure affermato che «abbiamo un ottimo rapporto con l'Europa e con la Nato», aggiungendo che anche «Cina e Russia saranno coinvolti».
La Fifa - ha proseguito The Donald, elogiando la figura del presidente Gianni Infantino, pure presente alla riunione - aiuterà a raccogliere 75 milioni di dollari per per progetti legati al calcio a Gaza.
«Siamo impegnati a fare in modo che Gaza sia ben governata. Non credo che sarà necessario mandare soldati a combattere», ha il presidente Usa al Board of Peace su Gaza.
«Sembra che Hamas si stia sbarazzando delle sue armi ma dobbiamo accertarlo», ha quindi affermato il tyccon, minacciando altrimenti «punizioni durissime»
17:04
17:04
Trump apre il Board of Peace: «Niente di più potente e prestigioso»
«Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso»: Donald Trump ha aperto così la prima riunione del Board of Peace a Washington, dopo aver fatto alcuni accenni all'economia americana.
«Dare il mio nome all'Istituto della pace di Washington è stata un'iniziativa di Marco Rubio, io non c'entro niente», ha detto il presidente degli Stati Uniti aprendo il primo meeting del Board of Peace.
«Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre, pace», ha proseguito Trump.
Divagando dal tema di Gaza, il tycoon ha parlato di economia e dazi, elencando ed elogiando i leader presenti, le relazioni che ha con ciascuno, vantandosi anche dell'endorsement che ha dato ad alcuni di loro, come Milei ed Orban.
Quanto ad Orban, «non tutti in Europa apprezzano questo endorsement, ma va bene così, sta facendo un ottimo lavoro sull'immigrazione a differenza di altri Paesi che si sono fatti del male da soli», ha aggiunto.
«Quasi tutti hanno accettato» l'invito nel Board of Peace «e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me», ha poi affermato Trump. «Stanno giocando un po', ma si stanno unendo tutti, la maggior parte immediatamente».
The Donald è inoltre tornato sulla necessità di fare un «accordo significativo» con l'Iran o «succederanno cose brutte». Il presidente americano ha sottolineato che gli Stati Uniti «hanno buoni rapporti» con i negoziatori di Teheran. «Scopriremo cosa succede con l'Iran tra circa 10 giorni»: ha detto Donald Trump, sostenendo che Teheran non può avere l'arma atomica.
17:01
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Trump apre il Board of Peace: «Niente di più potente e prestigioso»
«Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso»: Donald Trump ha aperto così la prima riunione del Board of Peace a Washington, dopo aver fatto alcuni accenni all'economia americana.
«Dare il mio nome all'Istituto della pace di Washington è stata un'iniziativa di Marco Rubio, io non c'entro niente», ha detto il presidente degli Stati Uniti aprendo il primo meeting del Board of Peace.
«Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre, pace», ha proseguito Trump.
Divagando dal tema di Gaza, il tycoon ha parlato di economia e dazi, elencando ed elogiando i leader presenti, le relazioni che ha con ciascuno, vantandosi anche dell'endorsement che ha dato ad alcuni di loro, come Milei ed Orban.
Quanto ad Orban, «non tutti in Europa apprezzano questo endorsement, ma va bene così, sta facendo un ottimo lavoro sull'immigrazione a differenza di altri Paesi che si sono fatti del male da soli», ha aggiunto.
«Quasi tutti hanno accettato» l'invito nel Board of Peace «e quelli che non l'hanno fatto, lo faranno. Alcuni stanno un po' facendo i furbi ma non funziona, non potete fare i furbi con me», ha poi affermato Trump. «Stanno giocando un po', ma si stanno unendo tutti, la maggior parte immediatamente».
The Donald è inoltre tornato sulla necessità di fare un «accordo significativo» con l'Iran o «succederanno cose brutte». Il presidente americano ha sottolineato che gli Stati Uniti «hanno buoni rapporti» con i negoziatori di Teheran. «Scopriremo cosa succede con l'Iran tra circa 10 giorni»: ha detto Donald Trump, sostenendo che Teheran non può avere l'arma atomica.
16:27
16:27
Foto di gruppo al Board of Peace, Trump: «Bisogna sorridere»
Donald Trump, JD Vance, Marco Rubio, la chief of staff della Casa Bianca Susie Wiles, Jared Kushner, l'inviato speciale Steve Witkoff e gli altri rappresentanti del Board of Peace hanno posato per la foto di famiglia al primo incontro del gruppo a Washington.
Trump ha esortato tutti a «sorridere» per l'occasione.
16:00
16:00
Anche Gianni Infantino alla riunione del Board of Peace
Anche il presidente della FIFA, Gianni Infantino, è presente alla prima riunione del Board of Peace per Gaza a Washington. Donald Trump lo ha citato, in apertura, sottolineando che per i mondiali che si svolgono quest'anno negli Stati Uniti, Canada e Messico sono stati venduti «biglietti record».
15:18
15:18
Almeno 26 partecipanti alle proteste in Iran condannati a morte
Almeno 26 partecipanti alle recenti proteste in Iran «sono stati condannati a morte» in processi preliminari, mentre altre centinaia di persone rischiano l'attribuzione di reati per cui è prevista la pena capitale: lo denuncia in un rapporto l'Ong Iran Human Rights (Ihrngo).
La stessa organizzazione sostiene peraltro che i coinvolti in questi casi giudiziari e le loro famiglie sono «sottoposti a pressioni e minacce» affinché le loro situazioni non divengano note pubblicamente. E che per la magistratura iraniana resta in vigore «l'ordine di perseguire e punire» le persone considerate responsabili di disordini nelle recenti manifestazioni agendo «con decisione e senza nessuna clemenza».
Iran Human Rights spiega che, in diversi casi, «i processi sono stati condotti online dai Tribunali Rivoluzionari», sottolineando che nei casi trattati come «questioni di sicurezza nazionale» gli accusati «perdono il diritto di scegliere liberamente il proprio avvocato».
«Il pericolo di esecuzioni di massa dei manifestanti detenuti è reale e imminente», è la denuncia del direttore dell'Ong, Mahmood Amiry-Moghaddam. «Queste condanne a morte si basano su confessioni estorte sotto tortura e pronunciate in procedimenti che non hanno nulla a che vedere con processi equi», ha aggiunto, facendo appello «alla comunità internazionale» ad «agire urgentemente per fermarle».
14:40
14:40
Iran: «Forze USA in posizione per un eventuale attacco»
L'esercito americano si è messo «in posizione» per un possibile attacco all'Iran. Lo riferiscono funzionari del Pentagono e della Casa Bianca al «New York Times» precisando che il presidente Donald Trump non ha ancora preso una decisione su come procedere.
Alti funzionari della sicurezza nazionale americana hanno detto al commander-in-chief, in un incontro nella Situation Room, che l'esercito è pronto per potenziali attacchi contro l'Iran già da sabato, ma è probabile che i tempi per qualsiasi azione vadano oltre questo fine settimana, hanno riferito a CBS News fonti informate.
Sky News, che ha analizzato fonti Osint (open source intelligence), afferma da parte sua che un enorme arsenale di equipaggiamenti militari statunitensi si sta accumulando per una possibile azione contro il regime di Teheran e lascia presagire la possibilità che, se ci sarà una campagna aerea militare, potrebbe essere piuttosto prolungata e non solo un attacco isolato.
L'armata, spiega l'analisi, si compone di tre elementi principali. Il primo è la forza navale. La Lincoln e il suo Carrier Strike Group 3 (CSG3) saranno presto raggiunti dall'USS Gerald Ford e dal suo CSG12. La USS Ford attraverserà lo Stretto di Gibilterra nelle prossime 24 ore e si prevede che sarà di stanza a sud di Cipro tra circa quattro giorni, navigando alla normale velocità di crociera.
Il secondo elemento è stato fornito, negli ultimi 10 giorni, da una vasta serie di voli di C-5 e C-17, Galaxy e Globemaster in entrata e in uscita dalla regione, che hanno portato mezzi di difesa aerea alle basi statunitensi, presumibilmente come copertura in caso di rappresaglia iraniana in risposta a potenziali attacchi statunitensi.
Anche le batterie di difesa aerea israeliane «Iron Dome» sono state spostate dal confine con Gaza ai confini orientali, probabilmente per lo stesso motivo.
In terzo luogo, gli Stati Uniti hanno inviato un'ampia forza di aerei cisterna KC-130 per il rifornimento in volo. Sono partiti dalla base britannica di Mildenhall (sei aerei cisterna il 16 febbraio) per la Grecia, e (il 18 febbraio) almeno altri 10 sono arrivati da basi negli Stati Uniti continentali, via Gran Bretagna, verso basi in Grecia e Bulgaria.
Inoltre, ricorda l'analisi, è noto che aerei statunitensi si trovano nella base britannica di Akrotiri a Cipro, ad Aviano in Italia, nelle Azzorre, in Spagna e nella base di Diego Garcia sull'isola di Chagos, nell'Oceano Indiano.
Ben oltre 100 aerei da combattimento statunitensi - F-15, F-18, F-22, F-35 e bombardieri B2 - sono ora a disposizione dei pianificatori militari statunitensi nel potenziale teatro delle operazioni.
Secondo il «Wall Street Journal» gli USA hanno ammassato nella regione la maggiore potenza di fuoco dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Per il giornale lo schieramento darà agli Stati Uniti la possibilità di condurre una guerra aerea prolungata, anche della durata di settimane.
13:45
13:45
«Il Board of Peace prevede una base per 5.000 militari a Gaza»
L'amministrazione americana di Donald Trump pianifica «la costruzione di una base militare» per 5.000 unità nel sud della Striscia di Gaza, estesa su una superficie di oltre 1,4 chilometri quadrati: lo riferisce il «Guardian» citando documenti del Board of Peace che oggi si riunisce a Washington per la prima volta.
Il sito è previsto come base operativa militare per una futura Forza internazionale di stabilizzazione (ISF), aggiunge il giornale confermando quanto previsto dal Piano Trump per Gaza.
I documenti esaminati dal «Guardian» indicano che la base sarebbe situata in una «distesa arida» nel sud della Striscia, un'area pesantemente colpita in precedenza da bombardamenti israeliani. La zona è già stata ispezionata da un consorzio internazionale di aziende del settore della costruzione, secondo una fonte a conoscenza del progetto.
Il piano prevede inoltre che la base sia recintata da filo spinato e circondata da 26 torri di osservazione. Al suo interno dovrebbe esserci un poligono per armi leggere, diversi bunker e un magazzino per armamenti.
Quanto scritto dal «Guardian» segue indiscrezioni riportate giorni fa da media israeliani, dopo che era stato riferito di un impegno assunto dalle Forze armate indonesiane per mettere a disposizione migliaia di soldati in sostegno al piano per Gaza promosso da Trump.
Per consentire loro di operare nella Striscia, stando a tali indiscrezioni, era stata individuata un'area sotto controllo israeliano lungo la Linea Gialla, dove realizzare una base dedicata nei pressi di Rafah.
La proposta di istituire una forza di stabilizzazione internazionale per assicurare la cessazione delle ostilità a Gaza è stata autorizzata lo scorso novembre dal Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Il «Guardian» riferisce poi che funzionari del Comando centrale statunitense hanno indicato di girare al Board of Peace tutte le domande sulla base militare progettata a Gaza, mentre un funzionario dell'amministrazione Trump si è limitato a commentare che «come ha detto il presidente, nessun soldato statunitense sarà sul terreno» e che «non verranno discussi documenti trapelati» alla stampa.
12:05
12:05
«Hamas consolida la sua presa sulla Striscia»
«Hamas sta consolidando la sua presa su Gaza assegnando ai suoi lealisti ruoli chiave nel governo, riscuotendo tasse e pagando stipendi». Lo riporta «Haaretz» citando una valutazione militare israeliana presa in visione da Reuters e da fonti nell'enclave.
La continua influenza di Hamas sulle principali strutture di potere di Gaza ha alimentato un diffuso scetticismo sulle prospettive del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che richiede al gruppo militante di rinunciare alle armi in cambio del ritiro militare israeliano dal territorio.
«Hamas sta portando avanti misure sul campo volte a preservare la sua influenza e la sua presa sulla Striscia 'dal basso verso l'alto' integrando i suoi sostenitori negli uffici governativi, negli apparati di sicurezza e nelle autorità locali», ha affermato le Forze di difesa israeliane (IDF) in un documento presentato al primo ministro Benyamin Netanyahu a fine gennaio.
11:47
11:47
Consiglio di pace, la Svizzera presente alla prima riunione come osservatrice
La Svizzera parteciperà alla riunione inaugurale del Consiglio di pace oggi a Washington in qualità di osservatrice. Non è invece ancora stata presa una decisione in merito all'adesione della Confederazione all'organo voluto dal presidente americano Donald Trump.
«La Svizzera sarà rappresentata da Monika Schmutz Kirgöz, capo della Divisione Medio Oriente e Nord Africa del DFAE, e da Ralf Heckner, ambasciatore svizzero a Washington», ha dichiarato il Dipartimento federale degli affari esteri a Keystone-ATS. «La questione di un'eventuale adesione formale al Board of Peace sarà esaminata in un secondo momento dal Consiglio federale», aggiungono i servizi di Ignazio Cassis.
La prima riunione si concentrerà sulla situazione nella Striscia di Gaza e sulla sua ricostruzione. Con la sua partecipazione, la Svizzera ribadisce il sostegno al piano di pace degli Usa, prosegue il DFAE.
Il dipartimento intende «rafforzare i contatti con i decisori dell'amministrazione statunitense e gli altri partecipanti sulle questioni mediorientali». Ritiene che questa presenza consenta alla Svizzera di «posizionarsi nel suo ruolo tradizionale di facilitatore e mediatore per la pace».
Lunedì anche l'Unione europea ha annunciato che prenderà parte alla riunione inaugurale del Consiglio di pace, ma senza aderirvi, mettendone in particolare in discussione la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite.
L'organo, lanciato ufficialmente durante il Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) lo scorso gennaio, è presieduto da Trump. I Paesi che vogliono entrarci in qualità di membri permanenti devono pagare una «quota d'iscrizione» di un miliardo di dollari. Il consiglio è stato concepito per porre fine al conflitto a Gaza, ma il suo statuto gli conferisce un obiettivo molto più ampio, ovvero risolvere le guerre in tutto il mondo.
11:19
11:19
«Gli USA chiedono la fine della missione NATO in Iraq»
Gli Stati Uniti stanno spingendo la NATO a ridurre molte delle sue attività all'estero, compresa la fine della missione di addestramento in Iraq per l'assistenza sulla sicurezza. Lo riporta Politico che cita quattro diplomatici.
Negli ultimi mesi gli USA avrebbero anche esercitato pressioni per ridimensionare l'operazione di mantenimento della pace in Kosovo (KFOR) e impedire all'Ucraina e agli alleati dell'Indo-Pacifico di partecipare formalmente al vertice annuale dell'alleanza che si terrà ad Ankara nel mese di luglio.
Tutto ciò riflette la volontà della Casa Bianca di trattare la NATO come un patto di difesa strettamente euro-atlantico e di ridimensionare decenni di espansione nella gestione delle crisi, nei partenariati globali, in linea con i principi illustrati dal sottosegretario Elbridge A. Colby all'ultima riunione dei ministri della difesa.
07:11
07:11
«Trump potrebbe attaccare l'Iran questo weekend»
L'esercito americano si è messo "in posizione" per un possibile attacco all'Iran. Lo riferiscono funzionari del Pentagono e della Casa Bianca al "New York Times" precisando che il presidente Donald Trump non ha ancora preso una decisione su come procedere.
Alti funzionari della sicurezza nazionale americana hanno detto al commander-in-chief, in un incontro nella Situation Room, che l'esercito è pronto per potenziali attacchi contro l'Iran già da sabato, ma è probabile che i tempi per qualsiasi azione vadano oltre questo fine settimana, hanno riferito a CBS News fonti informate.
Sky News, che ha analizzato fonti Osint (open source intelligence), afferma da parte sua che un enorme arsenale di equipaggiamenti militari statunitensi si sta accumulando per una possibile azione contro il regime di Teheran e lascia presagire la possibilità che, se ci sarà una campagna aerea militare, potrebbe essere piuttosto prolungata e non solo un attacco isolato.
L'armata, spiega l'analisi, si compone di tre elementi principali. Il primo è la forza navale. La Lincoln e il suo Carrier Strike Group 3 (CSG3) saranno presto raggiunti dall'USS Gerald Ford e dal suo CSG12. La USS Ford attraverserà lo Stretto di Gibilterra nelle prossime 24 ore e si prevede che sarà di stanza a sud di Cipro tra circa quattro giorni, navigando alla normale velocità di crociera.
Il secondo elemento è stato fornito, negli ultimi 10 giorni, da una vasta serie di voli di C-5 e C-17, Galaxy e Globemaster in entrata e in uscita dalla regione, che hanno portato mezzi di difesa aerea alle basi statunitensi, presumibilmente come copertura in caso di rappresaglia iraniana in risposta a potenziali attacchi statunitensi.
Anche le batterie di difesa aerea israeliane "Iron Dome" sono state spostate dal confine con Gaza ai confini orientali, probabilmente per lo stesso motivo.
In terzo luogo, gli Stati Uniti hanno inviato un'ampia forza di aerei cisterna KC-130 per il rifornimento in volo. Sono partiti dalla base britannica di Mildenhall (sei aerei cisterna il 16 febbraio) per la Grecia, e (il 18 febbraio) almeno altri 10 sono arrivati da basi negli Stati Uniti continentali, via Gran Bretagna, verso basi in Grecia e Bulgaria.
Inoltre, ricorda l'analisi, è noto che aerei statunitensi si trovano nella base britannica di Akrotiri a Cipro, ad Aviano in Italia, nelle Azzorre, in Spagna e nella base di Diego Garcia sull'isola di Chagos, nell'Oceano Indiano.
Ben oltre 100 aerei da combattimento statunitensi - F-15, F-18, F-22, F-35 e bombardieri B2 - sono ora a disposizione dei pianificatori militari statunitensi nel potenziale teatro delle operazioni.
07:09
07:09
Il punto alle 7
La Casa Bianca vuole reclutare la criminalità organizzata e bande coinvolte nel traffico di droga per formare la nuova forza di polizia di Gaza: lo sostiene il Telegraph nella sua edizione americana. L'amministrazione di Donald Trump ha presentato piani per una nuova forza di sicurezza composta in larga parte da membri delle milizie armate anti-Hamas già esistenti, secondo diversi funzionari occidentali citati dal quotidiano. Israele, che secondo il giornale sostiene le proposte degli Stati Uniti, ha armato e sostenuto attivamente alcuni di questi clan dall'inizio della guerra a Gaza, scoppiata con gli attacchi del 7 ottobre 2023. Tuttavia, l'idea di utilizzare alcuni loro membri come parte di una forza di pace sostenuta dagli Stati Uniti ha suscitato «resistenze» tra alti comandanti americani. Le fazioni armate a Gaza, organizzate su base familiare, hanno legami documentati con la criminalità organizzata che risalgono a decenni fa. I civili dell'enclave nutrono profonda diffidenza nei loro confronti. Negli ultimi mesi i clan sono stati accusati di saccheggiare camion di aiuti umanitari, oltre che di omicidi e rapimenti.
Nel frattempo l'Iran sta conducendo lavori nei propri siti nucleari per proteggerli meglio da eventuali attacchi, secondo immagini satellitari pubblicate e analizzate dall'Institute for Science and International Security, un centro studi con sede a Washington. Le immagini mostrano che Teheran ha rafforzato e consolidato gli ingressi dei tunnel nel sito di Isfahan - dove si ritiene che l'Iran abbia conservato gran parte dell'uranio altamente arricchito e che è stato pesantemente danneggiato dagli attacchi statunitensi e israeliani dello scorso giugno - e in un complesso sotterraneo profondo noto come Pickaxe Mountain. I tunnel di Pickaxe, sui quali secondo funzionari occidentali l'Iran lavora da anni, non sono stati colpiti dagli Stati Uniti o da Israele la scorsa estate.
Secondo fonti occidentali e israeliane, Teheran stava sviluppando questi tunnel per svolgere attività nucleari non dichiarate, compreso un possibile arricchimento dell'uranio. Le immagini mostrano il movimento di veicoli, tra cui camion per il trasporto di terra, betoniere e gru, per colare cemento e accumulare roccia e terreno sugli ingressi dei tunnel.
Secondo il centro studi, i lavori mirano a «attenuare eventuali attacchi aerei e rendere difficile un accesso via terra da parte di forze speciali incaricate di sequestrare o distruggere eventuale uranio altamente arricchito custodito all'interno». L'istituto ha inoltre rilevato che l'Iran ha recentemente costruito una struttura in cemento attorno a un edificio nel sito militare di Parchin, dove erano state condotte attività legate al nucleare. Israele aveva bombardato il sito nel 2024.
