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Trump: «Pronti a negoziare con l'Iran sullo Stretto di Hormuz»

Il presidente USA sostiene che l'attacco contro Teheran da lui revocato «sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Pronti a negoziare con l'Iran sullo Stretto di Hormuz»
Red. Online
03.08.2026 06:54
23:49
23:49
«Tre palestinesi feriti in un raid israeliano a Nablus»

Tre palestinesi, tra cui una donna, sono rimasti feriti questa sera durante un raid delle forze di occupazione israeliane nella zona orientale di Nablus, in Cisgiordania, condotto per garantire la sicurezza di un'incursione dei coloni israeliani alla Tomba di Giuseppe.

Lo scrive l'agenzia Wafa precisando che veicoli militari israeliani, accompagnati da un bulldozer, hanno fatto irruzione nella zona orientale della città tra intensi spari e il lancio di lacrimogeni per mettere in sicurezza l'assalto dei coloni israeliani alla Tomba di Giuseppe. I tre palestinesi feriti sono stati trasferiti in ospedale per ricevere le cure necessarie.

23:27
23:27
«Due morti e diversi feriti in un attacco israeliano a Gaza»

I media affiliati ad Hamas a Gaza riportano che due persone sono state uccise e diverse altre ferite in un nuovo attacco israeliano contro un veicolo nel quartiere di Sheikh Ajlin a Gaza City.

Il raid aereo segnalato giunge dopo la pubblicazione da parte del Board of Peace della sua tabella di marcia, che chiede a Israele di cessare gli attacchi nella Striscia. Lo scrivono i media israeliani, Haaretz e The Times of Israel.

23:10
23:10
Qatar, Egitto e Turchia condannano Israele: «Continue violazioni a Gaza»

Turchia, Egitto e Qatar hanno condannato le «violazioni israeliane» a Gaza che «causano vittime civili» e «violano il diritto internazionale». Lo riporta Anadolu.

Qatar, Egitto e Turchia - Paesi impegnati nella mediazione per la tregua a Gaza - hanno criticato oggi Israele in seguito a nuovi attacchi nel territorio palestinese che, secondo quanto riferito, hanno causato la morte di oltre 20 persone.

I tre Paesi hanno espresso ferma condanna per quelle che hanno definito «continue violazioni israeliane nella Striscia di Gaza, in particolare il prendere di mira strutture sanitarie e infrastrutture, nonché le vittime tra i civili, inclusi donne e bambini». Si tratta di «una palese violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario», hanno aggiunto in una dichiarazione congiunta. 

22:49
22:49
Iran: «Volevamo colpire l'Ucraina per il raid nel Mar Caspio, ma abbiamo rinunciato»

Mohsen Rezaei, alto funzionario iraniano, ha dichiarato che il suo Paese era «pronto ad attaccare tre località in Ucraina, ma dopo le scuse del Paese, abbiamo annullato l'attacco».

Le dichiarazioni di Rezaei - scrivono i media internazionali - sono state pronunciate nel contesto delle minacce di Teheran come rappresaglia per l'insolito attacco ucraino avvenuto a fine luglio contro una nave iraniana nel Mar Caspio.

20:40
20:40
Trump: «I colloqui sono in corso adesso, non lo negano più»

I colloqui con l'Iran «sono in corso proprio adesso. È una cosa incredibile». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump dallo Studio Ovale, smentendo le voci secondo cui le discussioni si sarebbero arenate. «Questa volta non lo negano - ha aggiunto -. Ma per qualche motivo, quando parlano, gli iraniani non amano dire che stanno parlando».

«Questa è l'ultima chance per loro di firmare un buon documento», ha affermato il tycoon. «Stiamo discutendo in questo momento su richiesta dell'Iran, sostenuto dall'Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Qatar e da altri Paesi», ha continuato Trump.

Secondo il presidente, «i colloqui procederanno rapidamente, in un senso o nell'altro. Non è una questione molto complessa». «Stiamo parlando di aprire completamente lo Stretto di Hormuz entro domani. Poi parleremo della capacità nucleare dell'Iran», ha chiarito.

18:02
18:02
Trump: «Il blocco navale continua fino all'accordo o alla resa totale»

«La leadership iraniana è incredibilmente ipocrita! Chiedono un incontro, alcuni direbbero che implorano, i colloqui iniziano, con altri già programmati per il prossimo futuro, eppure dichiarano apertamente e con orgoglio di non stare discutendo di nulla, sostenendo di avere a che fare solo con l'Oman». Lo scrive Donald Trump su Truth avvertendo che il blocco navale Usa continua «finché non si giungerà a un accordo o a una resa totale».

11:04
11:04
C'è preoccupazione per il piano per Gaza

Israele ha espresso agli Stati Uniti le proprie preoccupazioni riguardo a un piano per Gaza, elogiato dal presidente Donald Trump, dopo che il movimento islamista Hamas ha dichiarato di aver accettato il disarmo. Lo ha reso noto oggi l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu.

«Israele ha trasmesso ai nostri interlocutori americani i propri commenti e le proprie preoccupazioni sul quadro proposto. La versione resa pubblica non rispecchia la posizione di Israele», ha dichiarato Doron Spielman, portavoce dell'ufficio del primo ministro.

Spielman ha affermato che i servizi segreti dello Stato ebraico hanno rilevato che Hamas, dopo il cessate il fuoco annunciato da Trump in ottobre - che ha ridotto il livello delle violenze, pur senza interrompere gli attacchi israeliani - ha continuato a riarmarsi e a reclutare nuovi combattenti.

Venerdì Hamas ha annunciato di aver accettato la fase successiva di un accordo che prevede anche la consegna delle armi a un nascente comitato palestinese incaricato del buon governo. Trump ha definito questa decisione «un traguardo importante» negli sforzi per porre fine alla devastante guerra iniziata con l'attacco di Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023 e ha dichiarato ai giornalisti che Israele era «molto soddisfatto» degli sviluppi.

Tuttavia, il portavoce di Netanyahu ha affermato che le azioni di Hamas dimostrano che il movimento si sta preparando a «nuovi massacri sul modello del 7 ottobre». Ha inoltre ricordato che il piano presentato dall'organizzazione Board of Peace (letteralmente consiglio di pace) costituita da Trump prevede che Gaza diventi «una zona senza estremismo, libera dal terrorismo e che non rappresenti una minaccia per i paesi vicini». «Questa visione è in netto contrasto con la realtà attuale e con le intenzioni dichiarate da Hamas. Il primo passo indispensabile verso qualsiasi accordo duraturo è il disarmo autentico, verificabile e irreversibile di Hamas», ha dichiarato Spielman. «Qualsiasi soluzione che non preveda il completo disarmo lascerebbe Hamas nelle condizioni di poter minacciare nuovamente Israele».

09:52
09:52
«Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti»

«Al momento non sono in corso negoziati con gli Stati Uniti», indica il ministero degli esteri iraniano, smentendo quanto affermato dal presidente americano Donald Trump.

«Attualmente stiamo conducendo colloqui con l'Oman solo sulla gestione dello Stretto di Hormuz. I due paesi perseguono seriamente i negoziati per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto», ha affermato il portavoce del ministero degli esteri, Esmail Baghaei, sottolineando che i colloqui si concentrano esclusivamente sulla via navigabile e non sulla questione Iran-USA.

«La guerra degli Stati Uniti contro l'Iran è una guerra contro l'intera regione ed è importante che i paesi della regione sappiano di avere una parte di responsabilità nella situazione attuale», ha aggiunto, riferendosi all'appello dell'Arabia Saudita agli Stati Uniti per la fine del conflitto. Washington ha «causato insicurezza nella regione, ma è dimostrato che il potere di deterrenza dell'Iran ha fermato il nemico».

06:55
06:55
Il punto alle 6

Con l'Iran c'è «un accordo su Hormuz» e «ci sarà un patto sulla denuclearizzazione». Il presidente americano Donald Trump, parlando sull'Air Force One di ritorno alla Casa Bianca dopo aver speso gran parte del weekend nel New Jersey al suo campo da golf, ha detto sono «in corso discussioni» con Teheran nell'ambito di un negoziato: «Si comincia domani pomeriggio», ha aggiunto.

Il presidente americano ha poi affermato che le conversazioni avute con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran lo hanno spinto a revocare venerdì quello che sarebbe stato un «attacco massiccio» contro Teheran. Parlando sull'Air Force One, il tycoon ha detto che Teheran sapeva che l'attacco degli Stati Uniti in cantiere «sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale; sarebbe stato disastroso. Credo il Paese non sarebbe stato nemmeno ricostruibile». Lo scopo «non è uccidere, ma avere un accordo».