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Trump valuta attacchi all'Iran per «ispirare nuove proteste»

Due fonti statunitensi a conoscenza delle discussioni hanno affermato che il presidente americano voleva creare le condizioni per un «cambio di regime» dopo che una repressione ha schiacciato il movimento di protesta, uccidendo migliaia di persone – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump valuta attacchi all'Iran per «ispirare nuove proteste»


Red. Online
29.01.2026 06:28
16:17
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L'UE inserisce i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche

I ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno deciso di inserire i Guardiani della rivoluzione dell'Iran - i pasdaran - nella lista delle organizzazioni terroristiche. Lo ha annunciato su X il capo della diplomazia Ue, Kaja Kallas.

«La repressione non può restare senza risposta. I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare i Guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica. Qualsiasi regime che uccida migliaia di persone al suo interno sta lavorando per la propria fine», ha scritto Kallas.

I ministri degli esteri dell'Ue hanno anche adottato nuove sanzioni contro l'Iran, riferiscono fonti diplomatiche europee. Nella lista delle misure restrittive - che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni - entrano 21 soggetti, vale a dire 15 individui e sei entità, coinvolti nella violenta repressione delle proteste nel Paese e 10 soggetti legati alla fornitura di armi da parte di Teheran alla Russia per la guerra contro l'Ucraina.

Tra gli alti funzionari colpiti dalle nuove sanzioni figura il ministro dell'interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Aza, il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari, oltre a quattro comandanti del Corpo delle guardie della rivoluzione e al comandante della forza speciale antiterrorismo Mohsen Ebrahimi.

Le sanzioni individuali nei confronti di Teheran sono state approvate dai ministri degli esteri dei Ventisette riuniti a Bruxelles in apertura di seduta.

La decisione sulla designazione del Corpo della guardie della rivoluzione come organizzazione terroristica è invece attesa in una fase successiva dei lavori. Secondo fonti diplomatiche diversi paesi membri avrebbero già espresso il loro via libera.

13:39
13:39
Via libera dei ministri UE a nuove sanzioni all'Iran

I ministri degli esteri dell'Ue hanno adottato nuove sanzioni contro l'Iran. Lo si apprende da fonti diplomatiche europee.

Nella lista delle misure restrittive - che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni - entrano 21 soggetti, vale a dire 15 individui e sei entità, coinvolti nella violenta repressione delle proteste nel Paese e 10 soggetti legati alla fornitura di armi da parte di Teheran alla Russia per la guerra contro l'Ucraina.

Tra gli alti funzionari colpiti dalle nuove sanzioni figura il ministro dell'interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Aza, il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari, oltre a quattro comandanti del Corpo delle guardie della rivoluzione e al comandante della forza speciale antiterrorismo Mohsen Ebrahimi.

Le sanzioni individuali nei confronti di Teheran sono state approvate dai ministri degli esteri dei Ventisette riuniti a Bruxelles in apertura di seduta.

La decisione sulla designazione del Corpo della guardie della rivoluzione come organizzazione terroristica è invece attesa in una fase successiva dei lavori. Secondo fonti diplomatiche diversi paesi membri avrebbero già espresso il loro via libera.

13:22
13:22
Navi USA verso l'Iran, Teheran: «Daremo una risposta schiacciante»

Continuano a crescere le speculazioni su un possibile nuovo attacco degli Stati Uniti contro l'Iran. Mentre Washington ha già dispiegato almeno dieci navi da guerra in Medio Oriente, l'esercito di Teheran mette in guardia la Casa Bianca e promette una «risposta schiacciante».

L'esercito iraniano ha spiegato di aver aggiunto 1'000 droni ai suoi reggimenti da combattimento, mentre il suo capo ha promesso una «risposta schiacciante» a qualsiasi attacco, ha riferito la televisione di Stato, dopo che gli Stati Uniti hanno dispiegato una forza d'attacco nelle acque regionali.

«In linea con le minacce che stiamo affrontando, mantenere e potenziare i vantaggi strategici per un combattimento rapido e una risposta schiacciante a qualsiasi invasione (...) è sempre all'ordine del giorno dell'esercito», ha dichiarato il comandante delle forze iraniane Amir Hatami, citato dalla televisione di Stato.

Intanto i dati di tracciamento mostrano un'altra nave da guerra statunitense arrivata in Medio Oriente, come scrive la BBC Verify (il team specializzato di giornalisti che utilizza intelligence open source).

Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D Black è stato monitorato ieri mentre navigava attraverso il Canale di Suez verso il Golfo, come ha mostrato il sito di tracciamento MarineTraffic. Si ritiene che almeno 10 navi da guerra statunitensi si trovino ora in Medio Oriente, tra cui la portaerei USS Abraham Lincoln.

Un funzionario statunitense ha confermato martedì a BBC Verify che la portaerei si trova nella regione, ma non è comparsa sui siti di tracciamento da più di una settimana.

Tuttavia BBC Verify è stata in grado di tracciare un aereo Osprey della Marina statunitense avvistato nel Golfo, diretto verso l'Oman. Gli Osprey sono velivoli da trasporto convertiplani in grado di decollare e atterrare verticalmente come un elicottero, ma di volare come un aereo, e sono noti per operare dall'Abraham Lincoln.

Martedì BBC Verify ha anche tracciato un Osprey che ha iniziato a trasmettere la sua posizione al largo delle coste dell'Oman, il che potrebbe suggerire che la portaerei statunitense potrebbe trovarsi nella zona.

Funzionari israeliani e sauditi saranno a Washington entro questa settimana per colloqui su una possibile azione militare americana in Iran, riferisce l'emittente Channel 12 citando il portale di notizie Axios.

I funzionari israeliani condivideranno informazioni su possibili obiettivi all'interno della repubblica islamica. I sauditi, secondo quanto appreso dai media, sono molto preoccupati per la possibilità di una guerra regionale e stanno cercando di contribuire a raggiungere una soluzione diplomatica.

11:40
11:40
Il Cremlino chiede «moderazione» agli USA sull'Iran

Il Cremlino chiede «moderazione» agli USA in merito a possibili azioni in Iran, ritenendo che le possibilità di una soluzione diplomatica «non sono esaurite». Eventuali azioni di forza rischiano di creare «il caos» nella regione, ha avvertito il portavoce, Dmitry Peskov, citato dall'agenzia TASS.

«Continuiamo a esortare tutte le parti alla moderazione e al rifiuto di qualsiasi ricorso alla forza», ha detto il portavoce del presidente Vladimir Putin, citato da Interfax.

«È evidente - ha aggiunto Peskov - che il potenziale negoziale (riguardo all'Iran) è tutt'altro che esaurito. E, naturalmente, in questo contesto, è necessario concentrarsi innanzitutto sui meccanismi negoziali».

Secondo il portavoce del Cremlino, «qualsiasi azione militare può solo creare caos nella regione, portando a conseguenze molto pericolose in termini di destabilizzazione del sistema di sicurezza».

11:15
11:15
Trump valuta attacchi all'Iran per «ispirare nuove proteste»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando diverse opzioni contro l'Iran, tra cui anche attacchi mirati contro le forze di sicurezza e i leader per motivare i manifestanti. Lo scrive Reuters sul suo sito.

Due fonti statunitensi a conoscenza delle discussioni hanno affermato che Trump voleva creare le condizioni per un «cambio di regime» dopo che una repressione ha schiacciato il movimento di protesta, uccidendo migliaia di persone.

Per farlo, Trump stava valutando appunto opzioni per colpire comandanti e istituzioni che Washington ritiene responsabili della violenza, per dare ai manifestanti la fiducia di poter invadere edifici governativi e di sicurezza.

Una delle fonti statunitensi citate da Reuters ha affermato che le opzioni discusse dai collaboratori di Trump includevano anche un attacco molto più ampio, destinato ad avere un impatto duraturo, possibilmente contro i missili balistici che possono raggiungere gli alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente o i suoi programmi di arricchimento nucleare.

L'altra fonte statunitense ha affermato che Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su una linea d'azione, inclusa l'eventuale scelta di intraprendere la via militare.

07:44
07:44
«Trump valuta la possibilità di attaccare l'Iran dopo il fallimento dei colloqui»

Il presidente degli Stati uniti Donald Trump starebbe valutando l'opzione di lanciare attacchi militari di vasta portata contro l'Iran dopo il fallimento dei colloqui sul programma nucleare di Teheran. Lo ha riferito la CNN, citando fonti informate.

Nei giorni scorsi il New York Times aveva già riportato che l'ultima settimana di contatti non aveva prodotto progressi nella riduzione delle tensioni, poiché l'Iran continuerebbe a respingere le richieste avanzate da Trump.

Secondo l'emittente americana, tra le opzioni prese in esame dalla Casa bianca figurano raid aerei contro dirigenti iraniani e responsabili della sicurezza, oltre a possibili attacchi contro impianti nucleari e strutture governative.

Trump non avrebbe tuttavia ancora preso una decisione definitiva. Sempre secondo le fonti citate, il presidente ritiene che l'arrivo nella regione del gruppo d'attacco navale statunitense precedentemente dispiegato possa ampliare le opzioni militari a sua disposizione.

Dopo le recenti dichiarazioni minacciose del presidente americano nei confronti di Teheran, non si sarebbero registrati contatti diretti significativi tra le due parti negli ultimi giorni, ha aggiunto la CNN.

06:28