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Trump valuta di inviare migliaia di soldati americani in Medio Oriente

Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg – Il greggio Brent registra un'impennata superiore al 5% – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump valuta di inviare migliaia di soldati americani in Medio Oriente
Red. Online
19.03.2026 07:26
12:20
12:20
L'Iran annuncia l'arresto di 97 persone: «Traditori sionisti»

Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arresto di 97 persone, definite «traditori sionisti», e l'uccisione di un «noto criminale» durante operazioni in varie parti del Paese.

«Questi elementi traditori, che intendevano seminare il caos e commettere omicidi sotto la guida del nemico americano-sionista, sono stati identificati e arrestati», ha affermato il ministero, come riferisce Fars, aggiungendo che durante le operazioni sono state sequestrate armi da fuoco e munizioni.

Secondo il comunicato, sono anche state identificate e smantellate anche «cinque cellule mercenarie armate nemiche nella provincia del Khuzestan», regione dell'Iran occidentale sul golfo Persico, e durante queste operazioni «sono state sequestrate dieci potenti bombe artigianali, 2 Kalashnikov e ingenti quantità di munizioni».

Il ministero ha dichiarato anche di avere arrestato «13 spie» nel sud est del Paese e distrutto «la pericolosa cellula terroristica di Nematollah Shahbakhsh, noto come Jamuk, in un'operazione congiunta della Direzione Generale dell'Intelligence del Sistan e Baluchistan, del Comando Quds delle Guardie Rivoluzionarie e di Farajah».

11:15
11:15
Macron: «Attacchi al gas sconsiderati, ci sia una tregua per le festività»

L'escalation che vede coinvolte «per la prima volta» le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo «è sconsiderata». Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice UE.

«Noi difendiamo l'idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati», ha aggiunto.

10:45
10:45
«La guerra in Iran non ha una base di diritto internazionale»

«Non c'è una base di diritto internazionale per la guerra in Iran». Lo ha detto l'alto rappresentante UE Kaja Kallas arrivando al vertice dei leader, ricordando che l'uso della forza è previsto nel caso dell'autodifesa e di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

«Poiché al momento non esiste nulla del genere, i Paesi dell'UE non hanno alcuna intenzione di entrare in guerra», ha sottolineato. All'ultimo consiglio Esteri «i ministri sostenevano che non fossimo stati consultati» e alcuni «affermavano addirittura che avessimo cercato di convincere le parti a non scatenare questa guerra, di cui non conosciamo gli obiettivi». 

10:11
10:11
Rutte: «Hormuz deve riaprire, gli alleati troveranno una via d'uscita»

«Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, tutti gli alleati concordano sul fatto che non può rimanere chiuso, deve riaprire il prima possibile, è fondamentale per l'economia mondiale». Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte nel corso di un punto stampa col presidente romeno.

«Gli alleati stanno discutendo intensamente tra loro, con gli Stati Uniti e tra di loro, sul modo migliore per affrontare questa enorme sfida di sicurezza. Sono fiducioso che gli alleati, come sempre, faranno tutto il possibile a sostegno del nostro interesse comune, quindi troveremo una via d'uscita», ha aggiunto.

10:05
10:05
Un drone ha colpito la raffineria Samref nel porto di Yanbu

Un drone si è schiantato contro la raffineria saudita Samref, situata nella zona industriale di Yanbu, sulla costa del Mar Rosso, e «la valutazione dei danni è in corso», ha dichiarato questa mattina il ministero della Difesa saudita.

Il ministero aveva precedentemente affermato di aver intercettato un missile balistico diretto al porto della città. La raffineria Samref è di proprietà del colosso petrolifero saudita Aramco e della Mobil Yanbu Refining Company Inc., una filiale di ExxonMobil.

09:18
09:18
Drone contro una seconda raffineria in Kuwait

Un drone ha colpito una seconda raffineria di petrolio in Kuwait, provocando un incendio. Lo riferiscono le autorità locali.

08:46
08:46
Attacco con drone contro una raffineria in Kuwait

Una raffineria di petrolio in Kuwait è stata oggetto di un attacco con droni, che ha provocato un incendio. Lo riferiscono media statali.

08:46
08:46
Riapre il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto

Il valico di Rafah tra Gaza e l'Egitto è stato riaperto oggi, secondo quanto riportato dai media egiziani legati allo Stato, per la prima volta da quando Israele lo aveva chiuso il 28 febbraio, in occasione del lancio di attacchi congiunti contro l'Iran insieme agli Stati Uniti.

Al-Qahera News, vicina ai servizi segreti egiziani, ha affermato che il valico è stato riaperto «in entrambe le direzioni» e ha trasmesso filmati che mostrano un piccolo numero di palestinesi, tra cui alcuni che avevano ricevuto cure mediche in Egitto, mentre si preparano ad attraversare il confine dal lato egiziano per tornare a Gaza. I filmati mostravano anche diverse ambulanze in attesa di accogliere pazienti palestinesi provenienti dalla Striscia.

08:09
08:09
Colpita una raffineria saudita in un porto sul Mar Rosso

La raffineria Samref del colosso petrolifero Saudi Aramco, situata nel porto di Yanbu sul Mar Rosso, è stata colpita da un attacco aereo oggi, secondo quanto riferito da una fonte del settore a Reuters, si legge sul sito dell'agenzia. La stessa fonte ha aggiunto che l'impatto è stato minimo.

L'Iran aveva emesso ieri un avviso di evacuazione per diverse strutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, tra cui la Samref, una joint venture tra Saudi Aramco ed Exxon Mobil. Attualmente Yanbu è l'unico sbocco per l'esportazione di petrolio greggio dai paesi arabi del Golfo, poiché l'Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz.

07:26
07:26
Il punto alle 7.00

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar.

Trump ha confermato sulla sua piattaforma Truth Social che Israele ha colpito South Pars, ma ha affermato che gli Stati Uniti «non sapevano nulla» del raid che ha portato alla rappresaglia iraniana contro Ras Laffan.

«Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida sconsideratamente di attaccare un Paese completamente innocente, ovvero il Qatar. In tal caso gli Stati Uniti d'America, con o senza l'assistenza o il consenso di Israele, distruggeranno in modo massiccio l'intero giacimento di gas di South Pars con una forza e una potenza che l'Iran non ha mai visto né conosciuto prima», ha scritto Trump.

Non solo. L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di migliaia di soldati americani in Medio Oriente. Lo riporta Reuters sul proprio sito, sottolineando che una delle opzioni discusse è l'invio di forze di terra sull'isola di Kharg.

Un'altra alternativa è il dispiegamento di truppe lungo le coste dell'Iran per assicurare il passaggio sicuro dello Stretto di Hormuz. L'amministrazione sta anche valutando la possibilità di dispiegare forze per mettere al sicuro l'uranio arricchito iraniano.

Impennata del greggio

Il greggio Brent ha registrato un'impennata superiore al 5% a causa dei nuovi timori relativi alle forniture energetiche dal Medio Oriente.

L'Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia a un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas.

Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.

Dopo aver trascorso gran parte della giornata di mercoledì oscillando intorno ai 100 dollari, oggi il greggio è salito alle stelle quando Teheran ha minacciato di prendere di mira gli impianti regionali in risposta a quello che ha definito un attacco israeliano a un sito che serve il suo enorme giacimento di South Pars, che condivide con il Qatar.

Abu Dhabi ha successivamente interrotto le operazioni in un impianto di gas a causa della caduta di detriti derivanti dall'intercettazione di missili, mentre il sito di Ras Laffan in Qatar è stato colpito. QatarEnergy ha dichiarato che le squadre di emergenza sono state «dispiegate immediatamente per contenere gli incendi che ne sono derivati».