Tutti vogliono i droni ucraini: la guerra in Iran è un affare anche per Kiev

Oggi parliamo la lingua del cinismo. Perché se è vero che la guerra porta morte, distruzione e sofferenza tra i più deboli, regala pure montagne di soldi a chi sa approfittarne. Mentre in Medio Oriente infuria il conflitto scatenato da Stati Uniti e Israele, c’è persino chi esulta. Lo fanno le grandi aziende della difesa, lo fanno le compagnie petrolifere, ma pure interi Paesi, come la Russia. Con la decisione di sospendere le sanzioni contro le fonti energetiche di Mosca, di fatto, il presidente USA Donald Trump ha fatto un regalo al suo omologo russo Vladimir Putin. Lo stesso si può dire degli armamenti americani destinati all’Ucraina, che in questi giorni vengono in parte dirottati verso un nuovo teatro di guerra. L'attenzione del mondo si è spostata sull’Iran, sul Libano, su Israele e su tutti i Paesi del Golfo persico, mentre in Ucraina le armi non hanno mai smesso di tacere. Negli scorsi giorni il Cremlino ha ordinato uno degli attacchi più devastanti sulla ex Repubblica sovietica, con oltre 1000 droni e decine di missili contro diverse città. Oltre 400 velivoli armati senza pilota sono stati lanciati persino durante il giorno. La notizia, però, è passata quasi inosservata, sepolta dal caos in Medio Oriente e dalla crisi energetica che viene a metterci le mani direttamente nel portafoglio.
Però, dicevamo all’inizio, oggi parliamo la lingua del cinismo. La guerra contro l’Iran è un enorme affare per Mosca (esportatrice di gas, petrolio e fertilizzanti), ma può esserlo pure per Kiev. Perché quattro anni con gli artigli di Putin conficcati nella schiena hanno trasformato l’Ucraina in un’eccellenza nell'intercettazione di droni. E il conflitto in Medio Oriente potrebbe rappresentare l’occasione per esportare una tecnologia militare con pochi eguali al mondo.
Nel tentativo di vendere sistemi militari e trasmette il know-how, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, lo scorso weekend, si è recato in diversi Paesi del Golfo persico per negoziare accordi in materia di difesa, perché i droni iraniani fanno più paura che mai: «L'Ucraina sta condividendo competenze che non sono disponibili in Medio Oriente. Per competenza non si intende un drone, ma un'abilità, una strategia, un sistema in cui un drone è solo una parte della difesa», ha spiegato il leader di Kiev alla Reuters. E infatti oggi centinaia di esperti ucraini si trovano in Medio Oriente.
Ucraina e Arabia Saudita venerdì hanno firmato un accordo di cooperazione in occasione della visita del presidente Zelensky a Riyad. Una intesa che consentirà a Kiev di condividere la propria esperienza nella lotta contro gli attacchi dei droni. «L'obiettivo dell'accordo è che l'Ucraina aiuti i sauditi a sviluppare tutti i componenti necessari per la difesa aerea di cui attualmente sono sprovvisti» per «contrastare gli Shahed e altri droni», ha precisato un altro alto funzionario interpellato dall'AFP.
Sabato, stesso copione del giorno precedente. In visita a Doha, il leader ucraino ha siglato un accordo simile con il Qatar. Ma pure Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Giordania e Kuwait, Paesi già attaccati dai droni di Teheran, hanno inviato richieste ufficiali in merito a una possibile cooperazione con l'Ucraina per quanto riguarda la difesa aerea. Gli esperti di droni ucraini trasferiranno le proprie tecnologie e conoscenze praticamente senza pari in Medio Oriente. Stando a Euronews, le difese aeree ucraine hanno raggiunto un impressionante tasso di intercettazione del 97% contro i droni russi nell'ultimo grande attacco sferrato da Mosca.
Ed è quasi superfluo dire che oggi le aziende di tecnologia militare ucraine hanno le antenne ben dritte, nonostante Zelensky abbia sottolineato che le vendite di armi devono essere decise a livello governativo, mettendo in guardia dal trattare direttamente con i clienti. In una intervista rilasciata ad Axios, il leader di Kiev ha comunque sottolineato che una lunga guerra in Iran sarebbe molto positiva per la Russia e negativa per l'Ucraina: «Sono sicuro che la Russia vuole una guerra lunga perché ne trae dei benefici. Gli Stati Uniti si stanno infatti concentrando sul Medio Oriente e potrebbe diminuire gli aiuti militari all'Ucraina. Le sanzioni sono state in parte revocate. Vedo solo benefici per la Russia se la guerra continua», ha evidenziato.
Intanto, «tutti sono seduti ad aspettare» il via libera di Kiev, ha ammesso citato dalla Reuters Oleg Rogynskyy, CEO di UForce, un'azienda ucraina con sede nel Regno Unito. Il conflitto, secondo i fornitori di sistemi di difesa, sta offrendo all'Ucraina «un'opportunità unica per dare impulso alle esportazioni e creare un'industria leader a livello mondiale, in grado di costituire la spina dorsale della ricostruzione e della prosperità postbellica». I produttori stimano di poter esportare armamenti per un valore complessivo di circa 2 miliardi di dollari quest'anno, per poi arrivare fino a 10 miliardi di dollari all'anno.
Il mantra di Zelensky, comunque, è lo stesso di sempre: l'Ucraina ha bisogno innanzitutto di una difesa aerea dai missili balistici russi, rispetto ai quali i droni intercettatori non sono altrettanto efficaci. A Kiev, nello specifico, servono i sistemi di difesa terra-aria a lunga gittata Patriot. Armamenti americani che potrebbero scarseggiare, visto che da un mese gli USA sono impegnati su un altro fronte.
Wild Hornets e SkyFall, altri due importanti produttori ucraini di tecnologia militare, hanno dichiarato di aver ricevuto anch'essi richieste da Paesi del Golfo. Il settore dei droni in Ucraina scalpita: aspetta solo la chiamata dal Medio Oriente e il via libera di Kiev.
