Bondi Beach

Uccisi mentre cercavano di disarmare un attentatore: la storia di Boris e Sofia Gurman

Immagini diffuse nelle ultime ore hanno aggiunto dettagli drammatici ai primi resoconti dell’attacco terroristico di domenica a Bondi Beach - I due coniugi, sposati da 34 anni, sono stati uccisi mentre tentavano di fermare uno degli autori della strage
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Red. Online
16.12.2025 22:00

Immagini diffuse nelle ultime ore hanno aggiunto dettagli drammatici ai primi resoconti dell’attacco terroristico di domenica a Bondi Beach, a Sydney. Un filmato girato da una dashcam, ed emerso solo nelle ultime ore, mostra il tentativo disperato di una coppia di fermare uno dei due autori della strage.  Si tratta di Boris Gurman, 69 anni, e la moglie Sofia, 61, annoverati tra le vittime dell'attacco costato la vita ad almeno 15 persone durante una celebrazione per la prima notte di Hanukkah.

Il filmato divenuto virale sui social media mostra Boris Gurman mentre affronta un attentatore, appena sceso dalla sua auto e armato di fucile. Gurman riesce a spingere l'aggressore sull'asfalto e a strappargli l'arma, ma questo - secondo le ricostruzioni - ne utilizza un'altra per aprire il fuoco e uccidere marito e moglie. Riprese effettuate successivamente da un drone mostrano, dall'alto, la coppia distesa senza vita sul marciapiede.

La famiglia dei Gurman, russi ebrei residenti in Australia, ha diffuso una dichiarazione in cui esprime «dolore e sgomento per la perdita improvvisa e insensata» dei due coniugi, sposati da 34 anni e in procinto di festeggiare il 35. anniversario di matrimonio. «Nulla può alleviare il dolore, ma proviamo un profondo orgoglio per il loro coraggio e altruismo», si legge nel comunicato ripreso dai media internazionali. Boris, meccanico in pensione, era descritto come una persona generosa e sempre pronta ad aiutare gli altri. Sofia lavorava per Australia Post ed era molto stimata dai colleghi e dalla comunità locale.

Testimoni e residenti hanno definito Boris Gurman un «eroe», sottolineando come non abbia cercato di fuggire ma si sia diretto verso il pericolo nel tentativo di proteggere gli altri presenti. Martedì pomeriggio alcuni colleghi di Sofia hanno deposto rose bianche al Bondi Pavilion in suo ricordo.

La strage

L’attacco, che la polizia australiana ha definito di matrice terroristica e mirato contro la comunità ebraica, è il più grave episodio di sparatoria di massa nel Paese dal massacro di Port Arthur del 1996. Oltre ai Gurman, tra le vittime figurano una bambina di 10 anni, un rabbino nato nel Regno Unito, un ex agente di polizia e un sopravvissuto all’Olocausto. Decine di persone sono rimaste ferite, con oltre 20 ancora ricoverate, alcune in condizioni critiche. Diversi passanti sono stati lodati per aver cercato di fermare gli attentatori. Tra loro Ahmed al-Ahmed, un 43.enne di origini siriane che è stato in grado di disarmare uno dei terroristi, rimanendo gravemente ferito nell'intervento.

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