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Guerra in Ucraina

Ucraina e Francia, ecco l'intesa «per armi molto potenti»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X: «Il risultato dei miei colloqui con Emmanuel Macron è un importante accordo tra Ucraina e Francia - Stiamo potenziando sistematicamente le capacità di combattimento dell'Ucraina» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Ucraina e Francia, ecco l'intesa «per armi molto potenti»
Red. Online
15.07.2026 07:26
08:23
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Tre persone sono morte negli attacchi russi contro delle navi mercantili

Attacchi russi contro una nave mercantile nell'Ucraina meridionale e contro altre due nel Mar Nero, avvenuti ieri hanno causato la morte di tre persone, tra cui il capitano di una delle imbarcazioni, secondo quanto riferito da un alto funzionario ucraino.

«In serata, il nemico ha lanciato un nuovo attacco contro le infrastrutture portuali nella regione di Odessa. Durante l'attacco, un drone nemico ha colpito una nave civile battente bandiera delle Isole Marshall», ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare della regione, Oleh Kiper. «A bordo è scoppiato un incendio. Purtroppo, due persone sono morte», ha aggiunto su Telegram.

In precedenza, Kiper aveva affermato che anche due navi mercantili, battenti bandiera tanzaniana e liberiana e in navigazione nel Mar Nero, erano state colpite. «Di conseguenza... il capitano di una delle navi è morto», ha detto, aggiungendo che i restanti 11 membri dell'equipaggio sono stati evacuati, tre dei quali sono rimasti feriti.

Kiper ha affermato che le navi prese di mira nel Mar Nero stavano navigando lungo i corridoi designati per l'esportazione di grano ucraino. «Ciascuno di questi cinici attacchi nemici costituisce un crimine di guerra contro popolazioni pacifiche, la navigazione civile e la sicurezza alimentare globale», ha affermato.

L'esercito russo prende di mira regolarmente le infrastrutture portuali ucraine, in particolare nella regione di Odessa. Le forze ucraine, nel frattempo, hanno intensificato gli attacchi contro le navi nel Mar d'Azov, che rappresenta un'importante via di transito per i prodotti agricoli russi e per l'approvvigionamento della Crimea annessa.

Droni ucraini hanno colpito 20 navi russe nel Mar Nero durante la notte, tra cui 17 petroliere, stando a quanto rende noto su Telegram il comandante delle forze di droni di Kiev, Robert Brovdi, aggiungendo che tra gli obiettivi figuravano due navi cisterna per il gas e un rimorchiatore.

07:31
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Il punto alle 7:30

Tra le pieghe della parata degli Champs-Élysées, ieri un nuovo accordo è stato siglato dal presidente francese Emmanuel Macron e da quello ucraino Volodymyr Zelensky nel segno di una spinta alla difesa comune che a Parigi sembra aver trovato nuova linfa.

Il dossier dovrebbe infatti essere al centro anche della nuova visita della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella capitale ucraina. Secondo indiscrezioni rimbalzate su alcuni media dell'Europa dell'Est, la missione della numero uno di Palazzo Berlaymont potrebbe essere l'occasione per annunciare nuovi fondi europei per la difesa di Kiev, sfruttando ancora il principio della joint venture. E, forse, attingendo dai fondi non spesi per il programma Safe.

A Parigi, nel frattempo, l'accordo è stato siglato da Macron e Zelensky ma riguarda, in buona parte, dei progetti militari franco-italiani. Grazie all'intesa - ha spiegato lo stesso leader ucraino - Kiev «riceverà le licenze per produrre armi molto potenti - missili Scalp, bombe Aasm e missili Aster 30 in collaborazione con l'Italia. La Francia collaborerà inoltre con noi e con altri partner al programma antibalistico Freyja. L'Ucraina sarà la prima a ricevere i nuovi sistemi franco-italiani Samp/t Ng potenziati».

Non solo. «L'Ucraina acquisterà i primi 16 caccia Rafale per la nostra aviazione da combattimento, insieme al relativo pacchetto di armamenti», ha sottolineato Zelensky, plaudendo ad «una mossa che riflette la vera leadership della Francia nella cooperazione in materia di difesa con l'Ucraina, nell'interesse di tutta l'Europa.»

Una mossa che fa seguito all'istituzione della coalizione per sviluppare «capacità antimissili balistici» in Europa, annunciata lunedì a margine del vertice della Coalizione dei Volenterosi. A guidare l'accelerazione sono, soprattutto, Francia e Regno Unito. La Germania ha fatto sapere invece che «non parteciperà» alle prime esercitazioni comuni dei Volenterosi in Polonia, anch'esse annunciate al vertice di Parigi.

È in questo clima che von der Leyen attraverserà, dopo la missione del 24 febbraio, l'Ucraina nel treno speciale notturno che la condurrà a Kiev. La presidente della Commissione sa di dover sfruttare il cosiddetto «momentum» a favore dell'alleato Zelensky. Sul terreno, dove l'offensiva russa è ormai arenata da tempo.

Sul piano delle sinergie militari, favorite dall'avanguardia militare ucraina e dall'inaffidabilità del presidente americano Donald Trump. Sul piano dell'adesione, che ha avuto una netta accelerata dopo l'addio politico di Viktor Orbán.

Mentre von der Leyen era a Parigi, infatti, l'UE apriva ufficialmente il cluster 6 (sulle relazioni esterne) nei negoziati per l'ingresso dell'Ucraina in una giornata definita dalla commissaria Marta Kos il «super Tuesday» dell'allargamento. Passi avanti, infatti, sono stati formalizzati anche per Montenegro, Albania e Moldavia.

Ma, certamente, a fare più rumore è stata l'apertura del secondo capitolo negoziale per l'Ucraina, dopo la luce verde arrivata nelle settimane scorse per il cluster 1. «Ora è realistico completare il lavoro tecnico per l'adesione entro il 2027», ha esultato il vicepremier ucraino Taras Kachka.

L'obiettivo di von der Leyen sarebbe anche quello di annunciare da Kiev l'ok formale al 21esimo pacchetto di sanzioni. Molti dei punti aperti sono stati risolti e una nuova riunione dei 27 rappresentanti permanenti a Bruxelles è stata convocata nel pomeriggio per cercare il via libera, in zona Cesarini, prima del rialzo automatico del price cap al petrolio russo.

Austria e Grecia, per motivi diversi - la prima per il coinvolgimento della Raiffesen Bank nelle misure, la seconda per il bando alle metaniere che portano GNL russo - non hanno tuttavia sciolto le riserve. La presidenza irlandese si è detta disposta ad arrivare fino a tarda sera, pur di arrivare al via libera. In caso contrario, l'esecutivo UE sarà costretto a espungere il punto del price cap, di modo da congelarlo prima che scatti la mezzanotte.