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Guerra in Ucraina
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su X: «Il risultato dei miei colloqui con Emmanuel Macron è un importante accordo tra Ucraina e Francia - Stiamo potenziando sistematicamente le capacità di combattimento dell'Ucraina» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:28
21:28
Ucraina: il ministro della difesa Fedorov annuncia le dimissioni
Il ministro della difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha annunciato le sue dimissioni, nell'ambito di un rimpasto di governo ordinato dal presidente Volodymyr Zelensky che ha già visto le dimissioni della premier Yulia Svyrydenko.
«È stato un grande onore servire il popolo ucraino come ministro della difesa», ha scritto su Telegram Fedorov in un lungo messaggio in cui elenca i successi del ministero che guidava da gennaio, seguito da un messaggio più breve che ne delinea anche i fallimenti.
21:04
21:04
Intesa sui droni tra UE e Ucraina, Kiev potrà comprare pure da Cina
Il 24 febbraio scorso, nel corso della loro visita a Kiev, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen furono condotti in una delle fabbriche di droni della capitale. Restando letteralmente a bocca aperta per i progressi compiuti dall'Ucraina nella produzione dell'arma più usata nel conflitto con la Russia.
Cinque mesi dopo la presidente della Commissione è tornata a Kiev concretizzando quanto immaginato in inverno: con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato siglato un cosiddetto «Drone Deal», un accordo di sinergia industriale per la produzione di droni.
«Ogni giorno l'Ucraina rende l'Europa più forte. È passata - sotto molti aspetti - dall'essere un acquirente a diventare un fornitore netto di sicurezza per l'Europa. E ciò comporta anche un nuovo modo di collaborare», ha sottolineato von der Leyen.
La numero uno di Palazzo Berlaymont sperava di annunciare in persona a Zelensky il via libera dei 27 al ventunesimo pacchetto di sanzioni. Così non è stato. Ha dovuto quindi concentrare tutta la sua attenzione sulle partnership nella difesa, sulla scia della Coalizione sui sistemi anti-aerei nata lunedì a Parigi, a margine del vertice dei Volenterosi.
Von der Leyen ha evitato invece di soffermarsi su un'ulteriore - e non marginale - novità sempre in fatto di collaborazione militare. Secondo quanto rivelato dal «Financial Times», Kiev ha ottenuto dalla Commissione una deroga per una parte della tranche da 6 miliardi di euro del prestito da 90 accordato da Bruxelles per acquistare componenti per droni dalla Cina.
Su questo sviluppo, ha osservato il foglio britannico, ci sono due aspetti da sottolineare. Il primo è che l'Europa non ha le capacità industriali per soddisfare le richieste di Kiev.
Il secondo è che la deroga «mette inoltre in evidenza il ruolo della Cina nella fornitura di armamenti a entrambe le parti in questo conflitto che dura ormai da oltre quattro anni, sebbene l'UE abbia accusato Pechino di essere il principale facilitatore della guerra della Russia contro l'Ucraina», si legge sul «Financial Times».
Interpellato a riguardo, l'esecutivo europeo ha cercato di derubricare la questione, ricordando che tali deroghe rappresentano «un'eccezione limitata e non la regola».
A Kiev, invece, von der Leyen si è soffermata solo sul nuovo accordo tra UE e Ucraina. Nell'ambito del nuovo partenariato la Commissione, sempre sulla base del prestito da 90 miliardi di euro, ha sborsato un ulteriore miliardo - dopo i 3,9 erogati il 30 giugno - all'Ucraina per l'acquisto e la produzione di droni.
L'intesa punta ad avviare entro la fine del 2026 la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone e ad estendere la cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028. La prima riunione dei 18 membri fondatori del Drone Deal è prevista a settembre a Bruxelles.
La Commissione ha inoltre annunciato il futuro esborso di altri dieci miliardi, per finanziare ulteriori droni, missili e aerei da combattimento. Da dove li prenderà, non è chiaro. Ma secondo alcune fonti il bacino potrebbe essere rappresentato dai miliardi non erogati per il programma Safe.
18:17
18:17
UE: fumata nera su sanzioni a Russia, price cap petrolio congelato
Nuova fumata nera sul 21esimo pacchetto di sanzioni dell'Unione europea contro la Russia. La riunione dei rappresentanti permanenti (Coreper II), a quanto si apprende, ha concordato solo di mantenere il tetto massimo del prezzo del petrolio al livello attuale fino al 23 luglio, per evitare il rialzo automatico. Allo stesso tempo proseguiranno i lavori sulle questioni ancora in sospeso relative al pacchetto.
17:13
17:13
L'UE versa un nuovo miliardo a Kiev per droni, nasce il «Drone Deal»
La Commissione europea ha erogato un ulteriore miliardo di euro all'Ucraina per l'acquisto di droni nell'ambito del prestito UE da 90 miliardi. Si tratta del secondo pagamento della prima tranche da sei miliardi destinata al settore, dopo i 3,9 miliardi versati il 30 giugno. Bruxelles e Kiev hanno inoltre firmato un nuovo partenariato industriale nel settore della difesa e lanciato lo «EU-Ukraine Drone Deal», basato su joint venture tra imprese europee e ucraine.
L'intesa punta ad avviare entro la fine del 2026 la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone e ad estendere la cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028. La prima riunione dei 18 membri fondatori del Drone Deal è prevista a settembre a Bruxelles. La Commissione ha inoltre approvato un piano di erogazioni da 10 miliardi per finanziare ulteriori droni, missili e aerei da combattimento.
13:40
13:40
Nuovo Partenariato industriale per la difesa Ue-Ucraina
L'Ucraina non è più soltanto un acquirente, ma è diventata «un fornitore di sicurezza per l'Europa», ha dichiarato oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, annunciando un nuovo Partenariato industriale per la difesa Ue-Ucraina.
«Ciò che firmiamo oggi è il nostro 'Drone Deal' (accordo sui droni)», ha annunciato la presidente della Commissione Ue durante un intervento a Kiev al fianco del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Von der Leyen ha spiegato che «negli ultimi mesi l'Ucraina ha siglato accordi simili con diversi Paesi, dall'Europa al Medio Oriente» e che questo «dimostra l'interesse per l'esperienza maturata da Kiev sul campo di battaglia».
Oltre alla presidente della Commissione europea, diversi capi di stato e di governo dell'Europa orientale e dei Balcani si sono recati oggi in Ucraina per una visita congiunta in particolare volta ad approfondire l'integrazione dell'industria militare tra l'Unione e Kiev.
Tra i leader presenti - oltre a Von der Leyen - anche la presidente moldava Maia Sandu, il presidente romeno Nicusor Dan, il primo ministro sloveno Janez Jansa, nonché i presidenti di Montenegro e Serbia, Jakov Milatovic e Aleksandar Vucic.
«Le conoscenze che avete acquisito nel settore dei sistemi con droni e anti-droni sono davvero uniche», ha proseguito von der Leyen, aggiungendo che queste conoscenze vanno «dalla tecnologia e dalla produzione dei droni alle catene di approvvigionamento necessarie per sostenere queste capacità, fino alla conoscenza fondamentale dell'utilizzo dei sistemi radar, delle stazioni terrestri e dei sensori».
«Dobbiamo sfruttare tutto questo insieme, perché conosciamo le minacce che l'Europa deve affrontare in questo ambito. Abbiamo visto incursioni e allerte in molti Stati membri», ha proseguito von der Leyen, osservando che «il punto che voglio sottolineare è questo: dobbiamo unire le nostre forze. Possiamo lavorare alla produzione congiunta, garantire che tutte le componenti del sistema funzionino insieme e mettere a disposizione entrambe le nostre basi industriali della difesa, con nuovo slancio».
«Popolo dell'Ucraina, non state combattendo soltanto per il vostro futuro, ma per la sicurezza dell'intero continente. Il coraggio dei vostri soldati ha contribuito a cambiare l'andamento sul campo di battaglia», ha dichiarato la presidente della Commissione europea, sostenendo che i cittadini ucraini stanno proteggendo «i valori sui quali è stata costruita l'Europa».
«L'Europa ha molto da imparare da voi: dall'ingegno della vostra industria della difesa, dalla velocità con cui l'innovazione passa dalla linea del fronte alla produzione, dalla vostra capacità, nelle circostanze più difficili, di adattarvi, innovare e costruire le capacità richieste dalla guerra moderna», ha spiegato von der Leyen, aggiungendo che «ogni giorno l'Ucraina rende l'Europa più forte».
12:45
12:45
Kiev potrà acquistare componenti cinesi per i droni con i fondi provenienti dai prestiti dell'Ue
L'Ucraina potrà utilizzare i fondi provenienti dai prestiti dell'Unione europea destinati alla difesa per l'acquisto di componenti cinesi per droni. Lo scrive il Financial Times, citando due fonti a conoscenza del dossier.
Kiev ha ottenuto una deroga per una parte di una tranche da 6 miliardi di euro - proveniente dal prestito Ue per l'Ucraina - per destinarla all'acquisto di componenti per droni dalla Cina. La decisione, osserva il foglio britannico, evidenzia le lacune che permangono nella produzione interna di difesa dell'Ue, nonostante lo sforzo di rafforzare la base industriale nella difesa.
La deroga, si legge ancora sul Financial Times, «mette inoltre in evidenza il ruolo della Cina nella fornitura di armamenti a entrambe le parti in questo conflitto che dura ormai da oltre quattro anni. Sebbene l'Ue abbia accusato Pechino di essere il principale facilitatore della guerra della Russia contro l'Ucraina in quanto fornitore chiave del complesso militare-industriale di Mosca, riconosce che anche l'industria degli armamenti di Kiev fa affidamento su componenti cinesi».
In base alle condizioni del prestito dell'Ue, i prodotti per la difesa acquistati con i fondi dell'Unione devono provenire in gran parte dal mercato unico, dall'Ucraina o da partner approvati, come il Canada. Altri alleati possono rientrare nei criteri se firmano un partenariato di sicurezza con l'Ue, contribuiscono al programma e forniscono un sostegno sostanziale all'Ucraina. Il Regno Unito ha aderito al programma lunedì.
10:20
10:20
L'Unione europea proroga la protezione agli ucraini fino al 2028
I Paesi dell'Unione europea hanno concordato di prorogare fino al 4 marzo 2028 la protezione temporanea per le persone in fuga dalla guerra in Ucraina.
Per i nuovi richiedenti, tuttavia, il beneficio sarà concesso solo a chi dimostrerà di avere adempiuto agli obblighi militari previsti da Kiev, ad esempio attraverso il timbro di uscita legale sul passaporto o un documento di esenzione.
La limitazione non riguarderà gli oltre 4 milioni di ucraini che già godono della protezione nell'Unione. L'accordo sarà formalmente adottato dal Consiglio nelle prossime settimane.
08:23
08:23
Tre persone sono morte negli attacchi russi contro delle navi mercantili
Attacchi russi contro una nave mercantile nell'Ucraina meridionale e contro altre due nel Mar Nero, avvenuti ieri hanno causato la morte di tre persone, tra cui il capitano di una delle imbarcazioni, secondo quanto riferito da un alto funzionario ucraino.
«In serata, il nemico ha lanciato un nuovo attacco contro le infrastrutture portuali nella regione di Odessa. Durante l'attacco, un drone nemico ha colpito una nave civile battente bandiera delle Isole Marshall», ha dichiarato il capo dell'amministrazione militare della regione, Oleh Kiper. «A bordo è scoppiato un incendio. Purtroppo, due persone sono morte», ha aggiunto su Telegram.
In precedenza, Kiper aveva affermato che anche due navi mercantili, battenti bandiera tanzaniana e liberiana e in navigazione nel Mar Nero, erano state colpite. «Di conseguenza... il capitano di una delle navi è morto», ha detto, aggiungendo che i restanti 11 membri dell'equipaggio sono stati evacuati, tre dei quali sono rimasti feriti.
Kiper ha affermato che le navi prese di mira nel Mar Nero stavano navigando lungo i corridoi designati per l'esportazione di grano ucraino. «Ciascuno di questi cinici attacchi nemici costituisce un crimine di guerra contro popolazioni pacifiche, la navigazione civile e la sicurezza alimentare globale», ha affermato.
L'esercito russo prende di mira regolarmente le infrastrutture portuali ucraine, in particolare nella regione di Odessa. Le forze ucraine, nel frattempo, hanno intensificato gli attacchi contro le navi nel Mar d'Azov, che rappresenta un'importante via di transito per i prodotti agricoli russi e per l'approvvigionamento della Crimea annessa.
Droni ucraini hanno colpito 20 navi russe nel Mar Nero durante la notte, tra cui 17 petroliere, stando a quanto rende noto su Telegram il comandante delle forze di droni di Kiev, Robert Brovdi, aggiungendo che tra gli obiettivi figuravano due navi cisterna per il gas e un rimorchiatore.
07:31
07:31
Il punto alle 7:30
Tra le pieghe della parata degli Champs-Élysées, ieri un nuovo accordo è stato siglato dal presidente francese Emmanuel Macron e da quello ucraino Volodymyr Zelensky nel segno di una spinta alla difesa comune che a Parigi sembra aver trovato nuova linfa.
Il dossier dovrebbe infatti essere al centro anche della nuova visita della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella capitale ucraina. Secondo indiscrezioni rimbalzate su alcuni media dell'Europa dell'Est, la missione della numero uno di Palazzo Berlaymont potrebbe essere l'occasione per annunciare nuovi fondi europei per la difesa di Kiev, sfruttando ancora il principio della joint venture. E, forse, attingendo dai fondi non spesi per il programma Safe.
A Parigi, nel frattempo, l'accordo è stato siglato da Macron e Zelensky ma riguarda, in buona parte, dei progetti militari franco-italiani. Grazie all'intesa - ha spiegato lo stesso leader ucraino - Kiev «riceverà le licenze per produrre armi molto potenti - missili Scalp, bombe Aasm e missili Aster 30 in collaborazione con l'Italia. La Francia collaborerà inoltre con noi e con altri partner al programma antibalistico Freyja. L'Ucraina sarà la prima a ricevere i nuovi sistemi franco-italiani Samp/t Ng potenziati».
Non solo. «L'Ucraina acquisterà i primi 16 caccia Rafale per la nostra aviazione da combattimento, insieme al relativo pacchetto di armamenti», ha sottolineato Zelensky, plaudendo ad «una mossa che riflette la vera leadership della Francia nella cooperazione in materia di difesa con l'Ucraina, nell'interesse di tutta l'Europa.»
Una mossa che fa seguito all'istituzione della coalizione per sviluppare «capacità antimissili balistici» in Europa, annunciata lunedì a margine del vertice della Coalizione dei Volenterosi. A guidare l'accelerazione sono, soprattutto, Francia e Regno Unito. La Germania ha fatto sapere invece che «non parteciperà» alle prime esercitazioni comuni dei Volenterosi in Polonia, anch'esse annunciate al vertice di Parigi.
È in questo clima che von der Leyen attraverserà, dopo la missione del 24 febbraio, l'Ucraina nel treno speciale notturno che la condurrà a Kiev. La presidente della Commissione sa di dover sfruttare il cosiddetto «momentum» a favore dell'alleato Zelensky. Sul terreno, dove l'offensiva russa è ormai arenata da tempo.
Sul piano delle sinergie militari, favorite dall'avanguardia militare ucraina e dall'inaffidabilità del presidente americano Donald Trump. Sul piano dell'adesione, che ha avuto una netta accelerata dopo l'addio politico di Viktor Orbán.
Mentre von der Leyen era a Parigi, infatti, l'UE apriva ufficialmente il cluster 6 (sulle relazioni esterne) nei negoziati per l'ingresso dell'Ucraina in una giornata definita dalla commissaria Marta Kos il «super Tuesday» dell'allargamento. Passi avanti, infatti, sono stati formalizzati anche per Montenegro, Albania e Moldavia.
Ma, certamente, a fare più rumore è stata l'apertura del secondo capitolo negoziale per l'Ucraina, dopo la luce verde arrivata nelle settimane scorse per il cluster 1. «Ora è realistico completare il lavoro tecnico per l'adesione entro il 2027», ha esultato il vicepremier ucraino Taras Kachka.
L'obiettivo di von der Leyen sarebbe anche quello di annunciare da Kiev l'ok formale al 21esimo pacchetto di sanzioni. Molti dei punti aperti sono stati risolti e una nuova riunione dei 27 rappresentanti permanenti a Bruxelles è stata convocata nel pomeriggio per cercare il via libera, in zona Cesarini, prima del rialzo automatico del price cap al petrolio russo.
Austria e Grecia, per motivi diversi - la prima per il coinvolgimento della Raiffesen Bank nelle misure, la seconda per il bando alle metaniere che portano GNL russo - non hanno tuttavia sciolto le riserve. La presidenza irlandese si è detta disposta ad arrivare fino a tarda sera, pur di arrivare al via libera. In caso contrario, l'esecutivo UE sarà costretto a espungere il punto del price cap, di modo da congelarlo prima che scatti la mezzanotte.
