Emergenza

Un altro blackout lascia al buio Cuba: «È in atto una crisi umanitaria»

L'isola caraibica fa i conti con il blocco del petrolio imposto dagli Stati Uniti - L'ambasciatore svizzero a L'Avana: «I veicoli sono fermi, la spazzatura resta nelle strade e manca pure l'acqua»
©Ramon Espinosa
Red. Online
22.03.2026 14:15

Mentre il presidente USA Donald Trump sogna di conquistare l’isola, Cuba si trova ad affrontare un altro grave blackout elettrico. Nelle scorse ore l’intero Paese è nuovamente piombato nell’oscurità, con 10 milioni di persone rimaste al buio.

«Si è verificata una disconnessione totale del sistema elettrico nazionale. Sono in corso le procedure per il ripristino» ha dichiarato  il Ministero dell'Energia in un post su X. Il nuovo blackout ha colpito mentre Cuba cercava di riprendersi da quello totale che lunedì scorso, per 48 ore, ha colpito la rete elettrica nazionale, il primo da quando gli Stati Uniti hanno iniziato a bloccare le forniture di carburante proveniente dal Venezuela, evidenzia la CNN.

La scorsa settimana, Trump aveva fatto parecchio discutere in seguito alle sue esternazioni sulle sorti dell’isola caraibica: «Sapete, per tutta la vita ho sentito parlare degli Stati Uniti e di Cuba. Quando lo faranno gli Stati Uniti? Credo proprio che avrò l'onore di prendere Cuba» aveva dichiarato, aggiungendo: «Che la liberi o la conquisti, penso di poterci fare tutto quello che voglio. Volete sapere la verità? Al momento è una Nazione molto indebolita».

Parole, quelle del tycoon, che avevano provocato la immediata reazione della Russia: «Mosca resta impegnata ad aiutare le autorità dell'Avana. Naturalmente, siamo pronti a fornire tutta l'assistenza possibile e stiamo lavorando su tutte queste questioni con le nostre controparti cubane», aveva risposto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sottolineando che i due Paesi alleati avrebbero mantenuto «livelli di contatto professionali e di esperti» durante la crisi energetica. 

Ieri, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha fatto sapere, in un discorso rivolto agli attivisti internazionali che stanno portando aiuti umanitari sull'isola, che il suo governo è consapevole della possibilità di un attacco all’Avana, affermando che le autorità si stanno preparando a tale evenienza.

La mancanza di carburante proveniente da Messico e Venezuela ha bloccato praticamente tutto il turismo sull'isola, le attività scolastiche, ridotto all'osso i servizi ospedalieri e impedito agli agricoltori di portare i loro prodotti al mercato. E son solo. Stando all'ambasciatore svizzero a Cuba, Stefano Vescovi, la attuale crisi ha raggiunto livelli drammatici, con carenza di generi alimentari e persino acqua.

Intervistato telefonicamente dal Blick, ha spiegato che lui è il suo staff stanno bene, ma «non è facile», perché oltre alle riserve di carburante, stanno rimanendo all'asciutto pure quelle idriche. Inoltre, la raccolta dei rifiuti è diventata impossibile, mentre rifiuti di ogni tipo si accumulano nelle strade. Anche cibo e medicinali scarseggiano. «Il sistema sanitario è al collasso», ha raccontato Vescovi, sottolinenado che l’assenza di elettricità impatta pure sui sistemi di refrigerazione, sui fornelli e le pompe dell'acqua. «L'approvvigionamento idrico sta diventando un problema sempre più grave» ha detto al Blick l’ambasciatore, affermando senza mezzi termini che a Cuba è in atto «una crisi umanitaria».