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Zelensky: «L'accordo è pronto al 90%, il 10% restante determinerà il destino della pace»

Il presidente ucraino ha ribadito in un discorso serale di auguri per Capodanno che «manca il 10%» per completare un accordo che metta fine alla guerra con la Russia – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Zelensky: «L'accordo è pronto al 90%, il 10% restante determinerà il destino della pace»
Red. Online
31.12.2025 07:17
23:29
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Zelensky: «L'accordo è pronto al 90%, il 10% restante determinerà il destino della pace»

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ribadito in un discorso serale di auguri per Capodanno che «manca il 10%» per completare un accordo che metta fine alla guerra con la Russia. «L'accordo di pace è pronto al 90%. Rimane il 10%. E questo è molto più che una semplice percentuale», ha affermato Zelensky nel suo videomessaggio, pubblicato su Telegram.

«Questo è il 10% che determinerà il destino della pace, il destino dell'Ucraina e dell'Europa», ha aggiunto il leader di Kiev.


19:46
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Chiamata USA con Kiev, Londra, Berlino e Parigi sui prossimi passi

Rappresentanti di Washington, Kiev, Londra, Parigi e Berlino hanno «appena avuto una produttiva chiamata» per «discutere i prossimi passi» verso la pace in Ucraina, ha reso noto sulla rete sociale X Steve Witkoff, uno dei negoziatori incaricati dal presidente statunitense Donald Trump per tale processo.

Witkoff ha spiegato che alla conversazione hanno partecipato, oltre a lui, anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, insieme all'altro negoziatore statunitense Jared Kushner, genero del presidente. Al colloquio hanno poi preso parte il segretario per la sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov e i consiglieri di sicurezza Jonathan Powell per il Regno Unito, Emmanuel Bonne per la Francia e Günter Sautter per la Germania.

Tra i temi trattati, secondo Witkoff, ci sono stati «il rafforzamento delle garanzie di sicurezza» riguardanti l'Ucraina e «lo sviluppo di efficaci meccanismi di deescalation» del conflitto con la Russia, anche per «garantire che non ricominci». «Abbiamo inoltre dedicato tempo al pacchetto per la prosperità dell'Ucraina: come continuare a definire, affinare e portare avanti questi concetti affinché l'Ucraina possa avere successo, essere resiliente e prosperare davvero una volta terminata la guerra», ha aggiunto l'inviato speciale di Trump per i negoziati sulla guerra in corso.

«Sono stati discussi molti altri dettagli aggiuntivi, e continueremo questo importante lavoro e coordinamento nel nuovo anno», ha aggiunto Witkoff.

16:48
16:48
L'annuncio di Stoccolma: danneggiato un altro cavo sottomarino

Le autorità svedesi hanno annunciato che un altro cavo sottomarino situato nel Mar Baltico, questa volta tra la Svezia e l'Estonia, è stato danneggiato: «Si tratta di una rottura del cavo in due punti, nella zona economica estone», ha indicato Anders Wallinder, responsabile del dipartimento per la preparazione e la sicurezza presso l'agenzia delle poste e delle telecomunicazioni svedesi.

La rottura del cavo è avvenuta nella notte tra l'altro ieri e ieri e non ha ripercussioni sugli utenti, ma aumenta la vulnerabilità del sistema, ha aggiunto Wallinder, intervistato dall'agenzia di stampa svedese TT. L'annuncio segue quanto precedentemente indicato dalle autorità finlandesi, ossia la rottura di un cavo sottomarino per telecomunicazioni nel Golfo di Finlandia tra Helsinki e Tallin, capitali rispettivamente finlandese ed estone.

Intanto, proprio la polizia finlandese ha sequestrato un'imbarcazione sospettata di aver danneggiato quest'ultimo cavo. Non ha rilasciato dettagli sulla provenienza della nave, ma l'emittente pubblica finlandese Yle, citando MarineTraffic (che si autodefinisce fornitore leader mondiale di servizi di localizzazione navale e intelligence marittima), ha riferito che si trattava dell'imbarcazione Fitburg, una nave cargo lunga 132 metri battente bandiera del paese caraibico Saint Vincent e Grenadine, partita da San Pietroburgo, in Russia, e diretta ad Haifa, in Israele.

La nave è sospettata di essere «responsabile del danno causato al cavo», che appartiene al gruppo finlandese di telecomunicazioni Elisa e si trova all'interno della zona economica esclusiva dell'Estonia, ha indicato la polizia in un comunicato. Elisa ha precisato in una nota che il danno al cavo «non ha in alcun modo influenzato il funzionamento» dei suoi servizi.

Le acque del Golfo di Finlandia, parte del Mar Baltico, bagnano le coste estone, finlandese e russa. Negli ultimi anni, le infrastrutture energetiche e di comunicazione, inclusi cavi sottomarini e condotte, sono state danneggiate nel Baltico. Dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022, molti esperti e politici hanno ritenuto il presunto sabotaggio dei cavi come parte della «guerra ibrida» della Russia contro i paesi occidentali.

15:39
15:39
Incaricato d'affari USA a Mosca invia messaggio augurale ai russi

Per l'imminente Capodanno, l'incaricato d'affari degli Stati Uniti nella Federazione Russa, Douglas Dykhouse, ha inviato un messaggio di auguri ai russi «a nome del popolo americano».

«L'arrivo del nuovo anno offre l'opportunità di andare avanti, di impegnarsi per la pace e il bene comune», ha dichiarato il diplomatico in un video pubblicato sul canale Telegram dell'Ambasciata degli Stati Uniti.

Dal canto suo, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ha dichiarato che la Russia ha avuto l'opportunità di colpire l'una o l'altra delle residenze del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma che Vladimir «Putin ha categoricamente respinto questa idea». È quanto riportato dall'agenzia di stampa bielorussa Belta.

«Vi dirò di più. Quando il missile Oreshnik è stato utilizzato per la prima volta, alcune teste calde - me l'ha detto Putin, ne abbiamo discusso - gli hanno suggerito: 'Dovremmo colpire questi terroristi una seconda volta, o addirittura colpire i centri decisionali'. Putin ha categoricamente respinto questa idea», ha raccontato il presidente bielorusso.

14:10
14:10
Putin ai soldati: «Crediamo in voi e nella nostra vittoria»,

Il presidente russo, Vladimir Putin, nel messaggio augurale di Capodanno indirizzato ai cittadini si è rivolto in particolare ai soldati russi. «Mi congratulo con tutti i nostri soldati e comandanti per l'imminente Capodanno. Crediamo in voi e nella nostra vittoria», ha detto Putin.

«Milioni di persone in tutta la Russia, ve lo assicuro, sono con voi in questa notte di Capodanno. Vi pensano, provano empatia per voi, sperano in voi. Siamo uniti nel nostro amore sincero, disinteressato e devoto per la Russia», ha dichiarato inoltre il presidente russo.

«Certo, ognuno di noi ha il proprio destino personale, speciale e unico, ma è inseparabile dal destino della nostra patria», ha detto Putin, citato dall'emittente Vesti. Il presidente ha osservato che la forza dell'unità del popolo russo «determina la sovranità e la sicurezza della patria, il suo sviluppo, il suo futuro».

12:12
12:12
L'UE: «Mosca mira a ostacolare i reali progressi verso la pace»

«L'affermazione della Russia secondo cui l'Ucraina avrebbe recentemente preso di mira siti governativi chiave in Russia è una deliberata distrazione. Mosca mira a ostacolare i reali progressi verso la pace dell'Ucraina e dei suoi partner occidentali». Lo scrive su X l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas.

«Nessuno dovrebbe accettare affermazioni infondate da parte dell'aggressore che ha preso di mira indiscriminatamente le infrastrutture e i civili ucraini dall'inizio della guerra», conclude Kallas.

11:46
11:46
Mosca mostra in video il drone che avrebbe attaccato la residenza di Putin

Il ministero degli Esteri russo sul proprio canale Telegram ha diffuso un video in cui si mostrano i rottami di uno dei droni presumibilmente diretti la notte tra il 28 e il 29 dicembre alla residenza del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod.

Nel video un militare spiega che si tratta di un «drone ucraino Chaklun-V», abbattuto durante «l'attacco terroristico da parte del regime di Kiev». Il militare specifica che «portava 6 chili di esplosivo, con diverse componenti per arrecare danno».

Nel video, girato in un bosco innevato, vengono mostrate in dettaglio le varie componenti del drone, in particolare il chip di comando e la scheda Sim per il pilotaggio a distanza. L'operatore si sofferma sulla parte anteriore del velivolo, pressoché intatta. Il militare, a volto coperto, si avvicina ai rottami e spiega che «dato il fatto che è stato colpito alla coda è rimasto intero, si tratta di un caso più unico che raro che resti intatta la testata».

In un altro video pubblicato sul canale del ministero della Difesa il comandante di un equipaggio della difesa aerea descrive le operazioni che hanno permesso di respingere l'attacco il cui «obiettivo era una struttura protetta nel distretto di Valdai, nella regione di Novgorod». Il ministero ha inoltre pubblicato una mappa che riporta le rotte e i luoghi di abbattimento dei 91 droni che sarebbero stati diretti alla residenza di Valdai, attraversando, da sud verso nord le regioni di Bryansk, Smolensk, Tver e Novgorod. Oltre la metà dei droni, secondo la mappa, sono stati abbattuti nella fase iniziale della rotta, 49 nella regione di Bryansk e uno nella regione di Smolensk.

11:25
11:25
I dettagli del presunto attacco alla residenza di Vladimir Putin

Il generale russo Alexander Romanenkov ha fornito in un briefing dettagli sul presunto attacco alla residenza di Vladimir Putin, avvenuto secondo Mosca tra il 28 e il 29 dicembre.

«Intorno alle 19.20 del 28 dicembre 2025, unità delle truppe radio-tecniche delle forze aerospaziali hanno rilevato un attacco con droni ad ala fissa operanti a quote estremamente basse dalle regioni di Sumy e Chernihiv in Ucraina», ha dichiarato il generale.

«L'attacco nemico, come mostrato sulla mappa, è stato condotto in diverse direzioni verso la residenza del presidente russo, sorvolando le regioni di Bryansk, Smolensk, Tver e Novgorod, utilizzando 91 droni», ha precisato Romanenkov.

10:35
10:35
Lukashenko: «L'attacco alla residenza presidenziale russa è terrorismo»

Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha dichiarato che il presunto attacco delle forze armate ucraine alla residenza del presidente russo Vladimir Putin nella regione di Novgorod «costituisce un atto di terrorismo brutale al più alto livello statale».

Le parole del presidente bielorusso sono riportate sul canale Telegram della presidenza, Pul pervogo. «Se questo è vero, come viene presentato ora... Mi chiedo chi ne tragga vantaggio», ha affermato il presidente bielorusso.

08:45
08:45
Sei feriti a Odessa, tre sono bambini

Gli attacchi russi nella notte hanno ferito sei persone a Odessa, tra cui tre bambini, ha dichiarato l'amministrazione militare della città ucraina.

«I droni hanno attaccato le infrastrutture residenziali, logistiche ed energetiche della nostra regione», ha affermato su Telegram il capo regionale dell'amministrazione militare di Odessa, Oleg Kiper. Due bambini di otto e 14 anni sono rimasti feriti nell'attacco, così come un neonato di sette mesi, ha dichiarato Sergey Lysak, capo dell'amministrazione militare della città, in un altro post su Telegram.

07:55
07:55
Il rapporto USA-Kiev fra scontri e fazioni, la ricostruzione del New York Times

Più di un anno di tira e molla fatto di battaglie fra fazioni interne, timori di pronunciare la parola «Ucraina» al Pentagono, il segretario di Stato Marco Rubio che ha citato il Padrino incontrando la delegazione russa e il colloquio telefonico fra Volodymyr Zelensky e una ex Miss Ucraina sposata con un amico di Donald Trump.

Il New York Times ricostruisce il dietro le quinte dei rapporti e delle trattative fra Washington e Kiev sulla base di 300 interviste, una delle quali riferisce della frase la «Russia è mia» pronunciata dal presidente rivolgendosi al suo inviato per l'Ucraina Keith Kellogg.

La ricostruzione include le «contraddizioni» della politica di Trump sull'Ucraina, il confronto fra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov con Rubio lo scorso settembre e il ruolo della CIA che in agosto, poco prima del vertice fra Trump e Vladimir Putin, riferì al presidente americano che il Cremlino non era interessato a mettere fine alla guerra. Lavrov disse al segretario di stato di essere convinto che Trump nell'incontro con Putin in Alaska si era impegnato a costringere Zelensky a cedere la parte restante del Donetsk.

Lavrov aveva poi incaricato l'ambasciata russa a Washington di inviare una lettera a Rubio chiedendogli di far riconoscere direttamente a Trump tale impegno. La lettera aveva sorpreso l'amministrazione americana, alla quale era stato spiegato successivamente che Putin non l'aveva autorizzata e che, quindi, era un'iniziativa del ministro degli Esteri russo.

Già prima di insediarsi, la squadra di Trump era stata contattata dai russi. Memore del «Russiagate» dei primi quattro anni, Michael Waltz - l'ambasciatore americano all'ONU ed ex consigliere alla sicurezza nazionale di Trump - aveva scritto una lettera a Joe Biden per chiedergli l'autorizzazione a procedere. L'ex presidente decise di non voler bloccare i tentativi della futura amministrazione con i russi ma non diede una «benedizione» scritta.

Le trattative formali sono partite dopo il giuramento ma i lavori dietro le quinte sono andati avanti per settimane perché Trump voleva farsi trovare preparato dopo aver promesso in campagna elettorale di poter risolvere la guerra in un giorno. In vista dell'insediamento scelse Kellogg come suo inviato per l'Ucraina, una nomina che ha spaccato da subito la squadra di Trump con il vicepresidente JD Vance in prima linea fra i critici.

Al Pentagono intanto Pete Hegseth era arrivato senza avere un'idea precisa sulla guerra in Ucraina, anche se molti dei suoi consiglieri l'avevano. La sua opinione si è formata sui loro consigli, da loro ha ereditato la voglia di sospendere la consegna di armi, dal quale ne è nato lo scontro con Kellogg che, con le sue posizioni in difesa di Kiev, è apparso subito isolato all'interno dell'amministrazione.

07:17
07:17
Il punto alle 07.00

Quattro persone, tra cui tre bambini, sono rimaste ferite in attacchi aerei russi avvenuti stanotte nella città ucraina meridionale di Odessa, secondo quanto dichiarato su Telegram da Sergey Lysak, capo dell'amministrazione militare locale.

«I droni hanno attaccato infrastrutture residenziali, logistiche ed energetiche nella nostra regione», hanno dichiarato da parte loro le autorità dell'oblast di Odessa, aggiungendo che i raid hanno danneggiato edifici e causato incendi. Due bambini di 8 e 14 anni e un neonato di 7 mesi sono rimasti feriti. Un uomo di 42 anni è in gravi condizioni, secondo Lysak.

Questi attacchi si verificano in un contesto di crescenti tensioni tra Kiev e Mosca, poco dopo le dichiarazioni di Stati Uniti e Ucraina che indicavano progressi nei colloqui per un accordo che potrebbe fermare l'invasione russa nel Paese. Kiev ieri ha sottolineato la mancanza di prove a sostegno delle accuse di Mosca di un attacco di droni ucraini contro una residenza del presidente russo Vladimir Putin, mentre il Cremlino ha avvertito che avrebbe inasprito la sua posizione nei colloqui volti a porre fine al conflitto. Ciononostante, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che il 6 gennaio è previsto un incontro in Francia con i leader degli alleati di Kiev.

Raid e blackout in Russia

Due persone sono invece rimaste ferite in un attacco di droni sulla città portuale meridionale russa di Tuapse, sul Mar Nero: sono rimaste danneggiate cinque case, un ormeggio e attrezzature per la lavorazione del petrolio. Lo ha dichiarato su Telegram il centro di risposta alle crisi della regione di Krasnodar, citato dall'agenzia di stampa russa Tass.

Inoltre, diverse aree della regione di Mosca sono rimaste senza elettricità nella serata di ieri, in concomitanza con un altro attacco di droni di Kiev. La testata Meduza riferisce di blackout avvenuti nelle aree di Ramenskoye, Zhukovsky e Lytkarino, aggiungendo che non è chiaro quanti utenti di preciso siano rimasti senza corrente.

The Moscow Times parla di almeno 120.000 persone interessate a Ramenskoye, mentre l'agenzia ucraina Ukrinform, citando video circolati su media russi, ha indicato su X che i disagi riguarderebbero circa 600.000 persone.