“Non giochiamo con il pubblico, la posta è alta”

Senza canone non sarà possibile mantenere l'attuale servizio pubblico audiovisivo e "pretendere il contrario è una frottola", ha affermato in un'intervista il direttore generale della SSR Marchand
Red. Online
06.01.2018 15:38

BERNA - Il finanziamento della Società svizzera di radiotelevisione è un vasto dibattito che è appena iniziato e la SSR è pronta a proporre alla popolazione modelli alternativi. Ma un "Sì" all'iniziativa "NoBillag" decreterebbe la fine del finanziamento pubblico per il servizio audivisivo. Lo afferma il direttore generale della Società svizzera di radiotelevisione (SSR) Gilles Marchand in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano romando Le Temps.

"La fine del servizio pubblico"

"Sarà sempre più complicato imporre un canone obbligatorio alle future generazioni" inclini a pagare solamente per ciò che si consuma, osserva. Ma senza canone non sarà possibile mantenere l'attuale servizio pubblico audiovisivo e "pretendere il contrario è una frottola", aggiunge Marchand che invita poi "a leggere veramente nel dettaglio il testo dell'iniziativa", poiché "non si deve giocare con il pubblico su una simile posta in gioco". Se la votazione venisse accettata, "in nessun modo potremmo mantenere il finanziamento pubblico per il servizio audiovisivo", precisa più volte Marchand. "Dovremo smantellare la SSR in maniera più o meno organizzata e rapida". 

Il futuro è Internet

A suo parere il campo di battaglia futuro è internet, proprio dove gli editori di giornali attualmente stanno vivendo una crisi del loro modello d'affari. Di conseguenza egli pensa che una buona parte del futuro della SSR sarà in rete. Si immagina "un vasto portale numerico a disposizione di tutti, su richiesta, con contenuti originali selezionati per temi e l'offerta di archivi". Il direttore generale pensa che ci saranno "meno canali lineari classici per tv e radio. Forse uno solo per media nelle tre grandi regioni linguistiche, con degli appuntamenti per l'informazione e lo sport in diretta". Riguardo ad una parziale responsabilità della SSR in merito al lancio dell'iniziativa No-Billag, Marchand ammette che forse non si è dialogato a sufficienza con la popolazione e spiegato meglio ciò che la SSR fa e perché.