Non ha commesso alcun reato

Le parole scritte nero su bianco dai giudici di Mon Repos sono state come togliere un macigno giuridico e morale che ha pesato per anni sulle spalle dell’avvocata Simonetta Perucchi Borsa. La legale non ha commesso alcun reato à côté di una grossa truffa da 24 milioni di euro risalente al 2018 e per la quale era stata accusata di falsità in documenti, riciclaggio di denaro e carente negligenza in operazioni finanziarie. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso presentato contro la sentenza della Corte dei Reclami penali che aveva escluso la sussistenza degli elementi sia oggettivi sia soggettivi dei reati imputatele, oltre a definire «alla luce del sole» le modalità con cui l’avvocata ha agito (vedi box sotto). A lanciare pesanti accuse contro Perucchi Borsa, lo ricordiamo, era stato l’avvocato Emanuele Stauffer, legale di una presunta vittima, durante un intervento in aula penale nel 2023 nell’ambito del processo per la maxi truffa da 24 milioni. Procedimento in cui Perucchi Borsa non era parte in causa e quindi, tra l’altro, non era presente e non poteva replicare. «È stato confermato ancora una volta quello che aveva già scritto il procuratore pubblico Daniele Galliano nel decreto d’abbandono del 2024: non ho commesso alcun fatto per il quale l’avvocato Stauffer è andato in tribunale – davanti ai giornalisti e creando ad arte il momento – ad accusarmi in un processo che non mi riguardava», ci dice senza mezzi termini Perucchi Borsa quando la incontriamo nel suo studio.
Raffica di raccomandate
Alla legale sono state mosse le accuse di aver agito con «negligenza» e per un movente prettamente economico (parliamo di presunti 300.000 franchi di prestazioni di avvocatura) e che, appunto, avrebbe commesso dei «reati macroscopici». Ma quale di queste tre accuse, chiediamo noi, hanno avuto un peso maggiore in veste di professionista? «Tutte, perché ero certa di non aver fatto niente. Ho agito come avvocato nel rispetto di tutte le norme di legge, ma quello che ha fatto più male è l’essere stata interrogata come imputata, oltre venire accusata pubblicamente da un collega con cui non ho mai avuto niente a che fare. Se Stauffer pensava che stessi commettendo il reato di riciclaggio, doveva seguire la prassi, quindi prendere carta e penna e scrivere alla Procura. Ci sarei rimasta male,sì, ma mi sarei difesa e giustificata. In questo caso sono state lanciate accuse pubbliche davanti a una platea ad hoc, e non ne conosco il motivo. So solo che questi anni sono stati durissimi per me, per la mia famiglia e per i miei collaboratori d’ufficio».
Nel 2018, Perucchi Borsa era già stata sentita dal procuratore generale Andrea Pagani come persona informata sui fatti. Il procuratore pubblico Andrea Gianini (titolare dell’incarto della maxi truffa) aveva invece rilevato che per aprire un procedimento «bisogna essere sicuri». Dopo che l’avvocato Stauffer aveva invitato la Magistratura ad indagare la collega, l’inchiesta è stata avviata dal procuratore pubblico Daniele Galliano e nel febbraio del 2024 era arrivato il decreto d’abbandono. Da allora, si sono susseguiti i vari step giudiziari fino alla recente decisione del Tribunale federale, che ha messo un punto alla vicenda. Di tempo, quindi, ne è passato da un’accusa pubblica che ha avuto degli strascichi non indifferenti per Perucchi Borsa. «Si sono anche presentate due persone invitandomi a pagare (vedi box a lato). Non ci sono state minacce, ma questo era il clima». Di più, la legale era comunque un personaggio pubblico, anche se all’epoca aveva smesso di fare politica. «Ero appena stata eletta membro del Consiglio della magistratura. Queste accuse, oltre a farmi male, mi hanno messo anche in imbarazzo in determinate situazioni visto che sono membro di Consiglio di amministrazioni e di fondazione di alcune società, oltre a far parte di associazioni». Un periodo, lungo, caratterizzato da «una raccomandata dietro l’altra». «Mi sono autosospesa dal Consiglio della Magistratura, che ha avviato un procedimento disciplinare nei miei confronti, così come la Commisione dell’avvocatura e la Commissione per il notariato. Mi ha scritto l’Ordine degli avvocati, l’Ordine dei notai, l’Organo di controllo degli intermediari finanziari. Tutte procedure corrette, ma la pressione è stata enorme». Proprio oggi, il Consiglio della Magistratura ha stralciato il procedimento disciplinare aperto nei confronti della legale e, con la medesima decisione, ha disposto il reintegro con effetto immediato di Perucchi Borsa nella sua funzione di membro del Consiglio della magistratura.
«La giustizia ha già parlato...»
Come visto, sia la Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello (che è entrata più nel merito della fattispecie) sia il Tribunale federale hanno confermato quanto già detto dal procuratore pubblico Daniele Galliano nel 2024, ovvero che a carico di Simonetta Perucchi Borsa non vi fossero elementi per ipotizzare la commissione di alcun reato. «Lascio giudicare agli altri l'agire di Stauffer, la giustizia ha già parlato».
