Non solo Aarau, ecco le sparatorie più gravi avvenute in Svizzera

La Svizzera oggi si è svegliata sotto shock dopo che nella notte una sparatoria ha avuto luogo alla Pferderennbahn di Schachen, ad Aarau, dove era in corso un rave party. L'attuale bilancio è di una vittima e cinque feriti. Quanto successo, va da sé, ha avuto un'eco mediatica anche a livello internazionale, anche perché la vittima sarebbe una 22.enne italiana. Anche due dei feriti, inoltre, sarebbero italiani. Quella avvenuta nel canton Argovia non è comunque la prima sparatoria che lascia il segno in Svizzera. Vediamo allora quali sono state le altre sparatorie che hanno scosso il Paese.
La strage di Zugo
La prima sparatoria che probabilmente viene alla mente della maggior parte delle persone è quella avvenuta a Zugo nel 2001. Era il 27 settembre. Attorno alle 10.30 un uomo di 57 anni vestito da poliziotto e armato di fucili e pistole si era introdotto nella sede di Governo e Parlamento e aveva cominciato a sparare contro i politici presenti nel luogo. Con il suo folle gesto uccise 14 persone, tra cui tre consiglieri di Stato, prima di suicidarsi. Una quindicina furono invece i feriti. L'attacco durò 2 minuti e 34 secondi e i colpi sparati furono 91. L'autore dell'attacco era noto alle autorità cantonali. Un diverbio con un conducente di un bus, anni prima, lo aveva fatto sprofondare in una vertenza senza fine con le autorità. L'uomo riteneva così di essere vittima di soprusi.
Quel conflitto famigliare sfociato in tragedia a Daillon
Alla base della sparatoria avvenuta il 2 gennaio 2013 nel villaggio vallesano di Daillon a seguito della quale rimasero uccise tre donne di 32, 54 e 79 anni e due uomini di 33 e 63 anni restarono feriti ci fu invece un conflitto famigliare. L'autore dell'attacco era un 33.enne che la polizia fermò ferendolo. L'uomo, che era in possesso di numerose armi, dopo aver passato il pomeriggio a bere in diversi locali pubblici aveva dapprima aperto il fuoco dalla finestra di casa sua e aveva poi continuato per strada, sparando in pochi minuti una trentina di colpi.
Nel 2018 il Tribunale distrettuale di di Hérens-Conthey ha riconosciuto l'autore del massacro totalmente irresponsabile a causa di gravi problemi psichici (schizofrenia). Per l'uomo è stata disposta una misura terapeutica istituzionale
Orrore in una fabbrica a Menznau
E al 2013, precisamente al 27 febbraio, risale anche la sparatoria di Menznau, nel canton Lucerna. L'attacco si svolse nella fabbrica di lavorazione del legno Kronospan. Un dipendente 42.enne svizzero di origine kosovara aveva fatto irruzione nella mensa aziendale sparando 18 colpi contro i colleghi che erano presenti. Tre persone, tra cui lo sparatore, avevano perso la vita quel giorno. Altre due moriranno in seguito a causa delle gravi ferite riportate. A fermare l'aggressore fu un collega che lo colpì con una sedia. Ne seguì una colluttazione durante la quale l’uomo morì, ucciso da un proiettile partito dalla sua stessa pistola.
Secondo la perizia psichiatrica forense ordinata dal Ministero pubblico lucernese, l'autore della sparatoria soffriva di manie di persecuzione. In particolare, l'uomo era affetto da schizofrenia paranoide acuta dall'ottobre 2012. In famiglia continuava a dire di essere perseguitato e spiato da forze oscure, organizzazioni e colleghi di lavoro.
