Nuova viabilità in Città Vecchia: «L’abbiamo provata, funziona»

Limitare il traffico in Città Vecchia? Sembra sempre più una buona idea. Lo afferma al Corriere del Ticino la presidente della «pro» (nonché imprenditrice, titolare della pasticceria Marnin), Franca Antognini, che ha promosso un esperimento in scala ridotta appena un paio di settimane fa, durante il Festival del film. Intanto, la Commissione della gestione è al lavoro per consegnare il rapporto (sempre che non ce ne sia uno di minoranza) relativo al messaggio del Municipio sul credito di 140 mila franchi per la verifica, appunto, di una gestione alternativa della viabilità motorizzata nel rione storico. L’obiettivo è togliere le oltre seimila automobili che quotidianamente sfruttano il prezioso comparto di Locarno a mo’ di scorciatoia (che poi, forse, tanto non lo è), attraversandola senza fermarsi, lungo le vie Borghese e Cittadella. In particolare, la prova, protrattasi dal 5 al 15 agosto, ha interessato proprio quest’ultima, chiusa - eccezion fatta per i residenti - dalle sette di sera a mezzanotte.
Risposta molto positiva
Antognini traccia un bilancio: «Il “collaudo” ha avuto successo. La risposta è stata molto positiva, perché questa strada si è ravvivata, trasformandosi in una sorta di passeggiata serale, come quelle che si fanno sul lungolago, ma nel nostro nucleo storico». La misura temporanea era stata chiesta all’Esecutivo dalla stessa associazione e Palazzo Marcacci aveva garantito piena collaborazione nonostante la proposta fosse stata avanzata appena poche settimane prima, allestendo la segnaletica del caso. «L’intenzione è di dare al centro un tocco più contemporaneo, più “scintillante”, e di farlo vivere da una prospettiva diversa, quella pedonale», aggiunge, precisando come la scelta di non estendere oltre l’orario dell’iniziativa (ad esempio fino alla una) sia dovuta al fatto che «per questo primo anno va bene così, tutti sono rimasti soddisfatti. Inoltre, è comunque utile che qualche veicolo possa transitare di notte, per evitare situazioni potenzialmente rischiose».

Si guarda a Moon+Stars
Non è la prima volta che si prova qualcosa del genere, ma l’ultima risaliva a molti anni fa: «Eppure, ho notato che in tante località turistiche, come quelle marittime in Italia, a un certo orario chiudono i viali e la passeggiata serale diventa un’abitudine. Se funziona ovunque, non vedo perché non dovrebbe pure qui».
Vista la grande accoglienza della trovata, la nostra interlocutrice non solo intenderà riproporla, ma anche aumentarne la portata. Si guarda, ad esempio, alla rassegna di concerti: «Moon+Stars», in programma a luglio (tra i due principali appuntamenti ci sono discussioni per un possibile scostamento rispetto al calendario ormai rodato).
E l’anno prossimo si replica
«La situazione, per quanto riguarda la kermesse dedicata alla musica, è complicata dagli accessi al nostro quartiere che sono transennati, causando una certa “desertificazione”. Ma questa potrebbe essere solo un’impressione. Sono necessarie ulteriori verifiche. In linea di massima, però, si tratta di una manifestazione che si concentra più che altro tra Largo Zorzi e Piazza Grande, mentre nei dieci giorni dedicati al cinema le persone tendono a muoversi di più, siccome le sale di proiezione e gli altri poli d’attrazione sono sparpagliati». L’elenco include Magistrale, Castello e Casorella (quest’anno sede del «Base Camp»), Rivellino, Casa Rusca, Paravento, Rotonda e Morettina.
Tra i tanti aspetti apprezzati sia dai frequentatori, sia dagli esercizi pubblici, qualcosa che mostra possibilità di miglioramento c’è: «Pensavamo che i negozi avrebbero lavorato un po’ di più, ma dopo le 20 l’attenzione dei visitatori non era più rivolta agli acquisti. L’anno prossimo dovremo ripetere l’esperienza, magari curando meglio il profilo estetico. Le transenne erano piuttosto spartane e mi piacerebbe sostituirle con vasi o elementi più eleganti, perché l’atmosfera pedonale è piaciuta».
Migliorare la comunicazione
Infine, un’ultima nota va alle abitudini. Erano in molti, infatti, a non sapere dell’importante «esame»: «Forse l’informazione non è arrivata. D’altronde, chi non frequenta spesso la zona non se ne accorge. Dovremo affinare la comunicazione, così da invogliare la gente a raggiungerci, senza il traffico che potrebbe scoraggiare molti», conclude Antognini.




