Pena morte: in Iran escalation di esecuzioni senza precedenti

Ats
11.04.2016 13:03

ROMA - Dai dati sulle esecuzioni effettuate in Iran nel 2015 e nei primi tre mesi del 2016 emerge una escalation senza precedenti nella pratica della pena capitale sotto la presidenza di Hassan Rohani. È la denuncia di Nessuno tocchi Caino che, in un rapporto, illustra la situazione sui diritti umani, alla vigilia della visita del premier italiano Matteo Renzi nel Paese.

Il documento rileva che nel 2015 sono state effettuate almeno 970 esecuzioni, un 21,2% in più rispetto alle 800 del 2014 e il 41,2% in più rispetto alle 687 del 2013. Almeno 60 persone sono già state giustiziate nel 2016, al 23 marzo; 28 esecuzioni sono state annunciate da fonti ufficiali iraniane, mentre 32 sono state riportate dai gruppi per i diritti umani e confermate da diverse fonti indipendenti.

L'impiccagione, si legge nel rapporto, è il metodo preferito con cui è applicata la sharia in Iran. Le esecuzioni pubbliche sono continuate nel 2015 e nei primi mesi del 2016. Ma - rileva il documento - non c'è solo la pena di morte, secondo i dettami della sharia iraniana, ma anche torture, amputazioni degli altri, fustigazioni e altre punizioni crudeli, disumane e degradanti. "Non si tratta di casi isolati e avvengono in aperto contrasto con il Patto internazionale sui diritti civili e politici che l'Iran ha ratificato e che vieta queste pratiche".

Secondo la Ong, l'Iran ha avuto il tasso di lapidazioni più alto al mondo, ma nessuno sa con certezza quante persone siano state lapidate (...). Le esecuzioni di minorenni sono continuare nel 2015 e nei primi mesi del 2016, fatto che pone l'Iran in aperta violazione della convenzione sui diritti del fanciullo che pure ha ratificato.

E ancora: "La legge iraniana prevede la pena di morte per il possesso di 30 grammi di eroina o di 5 chili di oppio. Delle 970 persone giustiziate nel 2015, almeno 632 sono state impiccate per casi relativi alla droga (...). In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Rohani ha osservato che "la maggior parte delle esecuzioni in Iran riguardano il traffico illecito e ha avvertito che "se abolissimo la pena di morte, aumenterebbe il traffico di droga verso i Paesi europei e questo sarebbe dannoso per voi". Non solo. "Nel 2015 e nei primi mesi del 2016, l'Iran ha continuato ad applicare la pena di morte per reati non violenti, politici e di opinione".